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Edizione a cura di Denis Gobbi

E’ passato del tempo dall’ultimo post, ma vi rassicuro sul fatto che chi stà dietro al blog è vivo e continuera a pubblicare materiale. A volte servono periodi di riflessione, studio, ricerca e meditazione. Ringrazio tutte le persone che anche in questo periodo di inattività editoriale hanno commentato, donato e letto questo blog, ve ne sono grato.

Bando alle chiacchiere, è mia intenzione raccomandare a tutti, essendo stato felicemente presente al primo grande evento anni fà nel Novembre 2011, la seconda edizione dello stesso, che si terrà e breve. Sono lieto di presentare:

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Caratteristiche e info per parteciparvi (consiglio vivamente il tesseramento, in quanto risparmiate 3 euro per entrata e potrete ritirare le tessere direttamente all’evento):

20 pregevoli relatori
10 ore di appassionante programma
con la partecipazione di molteplici associazioni e movimenti nazionali/internazionali e la collaborazione di Zeitgeist Italia: www.zeitgeistitalia.org.
Per maggiori informazioni: www.societasostenibile.org

Un evento gratuito per i tesserati / soci sostenitori di A.So.S.!
Per informazioni su come associarsi ad A.So.S.:
http://www.societasostenibile.org/associazione/tesseramento
Altrimenti Ticketing: http://www.eventbrite.it/e/biglietti-simposio-societa-sostenibile-20-ticketing-15326344509

Aiutateci a sostenere le spese del simposio.
Crowdfunding: http://www.kapipal.com/sostienisimposio2-0
(con interessanti ricompense per i donatori)

Ticketing: http://www.eventbrite.it/e/biglietti-simposio-societa-sostenibile-20-ticketing-15326344509

 

A fronte di grandi cambiamenti in atto e del rapido progredire della scienza e della tecnologia, ora l’intera popolazione terrestre deve sempre più confrontarsi con le enormi contraddizioni che si sono originate nel tempo. Avvalendosi delle conoscenze finora acquisite, è possibile creare abbondanza e prosperità, soddisfando i bisogni di chi abita il pianeta, oppure persistere nel mantenere le irresponsabili condizioni in grado di compromettere per sempre la biodiversità e gli ecosistemi, rendendo l’autodistruzione della stessa specie umana un’ipotesi realistica.

E’ possibile evitare la catastrofe, espandendo la consapevolezza di ognuno, elevando globalmente il livello culturale ed umano, usando i grandi mezzi di cui disponiamo per creare armonia tra gli esseri viventi ed il pianeta che li ospita? La risposta potrebbe venire da un sistema avanzato che possa davvero definirsi sostenibile.

Nel Novembre del 2011, numerosi attivisti e volontari del Movimento Zeitgeist Italia organizzarono un grande evento a Verona dal nome: “Simposio Società Sostenibile”, in cui si parlò di sostenibilità, progetti di interesse sociale attivi sul territorio, possibili collaborazioni tra le varie realtà e si fondarono le basi di una nuova associazione: l’Associazione Società Sostenibile.

Oggi l’Associazione Società Sostenibile, è lieta di comunicare che sabato 28 febbraio 2015 a Verona, si terrà il Simposio Società Sostenibile 2.0.

E’ un evento non-profit organizzato grazie al notevole impegno dei soci e volontari dell’Associazione Società Sostenibile, in collaborazione con i coordinatori ed attivisti del Movimento Zeitgeist Italia, che da sempre si battono in prima linea sui temi della sostenibilità e per l’attuazione di un modello di società differente, in equilibrio con le risorse del pianeta.

Il Simposio 2.0 si propone di continuare nella direzione tracciata durante il primo Simposio, ampliando ulteriormente la panoramica sui diversi aspetti della sostenibilità, dando spazio a quelle realtà che si impegnano da anni sul territorio e, creando una rete, uno spazio di incontro e di confronto in cui scrittori, filosofi, artisti, scienziati, economisti, nuovi imprenditori ed esperti di settore possano scambiare idee e creare feconde collaborazioni, offrendo con entusiasmo al pubblico conoscenza ed ispirazione.

Una moltitudine inarrestabile di cittadini, riuniti in movimenti e associazioni, operanti in gruppo o come singoli individui si sta mobilitando in ogni campo per portare un cambiamento positivo nel mondo!

Il Simposio 2.0 intende dar voce a questa rivoluzione di cui si parla sempre troppo poco,
perché siamo convinti che l’informazione sia il primo passo per l’attuazione e la diffusione delle attività e competenze che realmente hanno contribuito a cambiare e stanno cambiando il mondo.

Siamo convinti anche del fatto che veder raccontati i meravigliosi progetti già attivi, direttamente da coloro che li hanno messi in pratica, sia un’esperienza di profonda e genuina ispirazione per tutti noi e per quanti vorranno partecipare all’evento ed aiutarci a realizzarlo – ancora più potente ed incisivo – per la seconda volta!

Anche quest’anno il programma sarà ricco e variegato ed avremo l’onore di avere tra i nostri relatoripersonaggi di grande rilievo.

tratto dal sito ufficiale: societasostenibile.org

 

Vi lasciamo quindi con il trailer di presentazione:

e uno sguardo al background dietro a questa seconda edizione e ai suoi scopi per chi volesse approfondire:

Che dire, ci si dà appuntamento al 28 Febbraio!

 

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Traduzione a cura di Denis Gobbi

I manifestanti di Occupy Central sono gentili. Ed è ciò che li rende davvero pericolosi.

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Il movimento di protesta sorto in Hong Kong rappresenta ora la maggiore sfida all’autorità di Beijing fin dai tempi della protesta di Piazza Tiananmen del 1989. Beijing è ovviamente preoccupata: ad inizio settimana ha censurato il social network di condivisione foto Instagram, e potenziato la censura sul popolare social network cinese Sina Weibo a livelli mai visti prima.

Ma, mentre la minaccia al potere di Beijing è reale, il pericolo non è evidente nelle strade di Hong Kong: invece che presentare scene di vetrine infrante e violenti scontri con la polizia – le immagini a cui siamo ormai abituati e già viste in Cairo, Ucraina e altri popolari luoghi di protesta contro regimi oppressivi – le foto provenienti dal centro di Hong Kong mostrano studenti sorridenti seduti in giro a fare i compiti, passandosi il cibo e raccogliendo meticolosamente i rifiuti, differenziandoli. Cosa, quindi, rende diversi questi dimostranti di Hong Kong? E come la loro esagerata educazione può aiutarli contro il notoriamente severo partito comunista cinese?

La risposta a queste domande risiede nell’approriamente intitolato “Manuale della disobbedienza”. Pubblicato online diversi giorni prima che Occupy Central desse inizio alla sua campagna, questo documento (scritto in cinese  e inglese) è da una parte una guida e dall’altra una vera e propria missione filosofica. Specifica tattiche sui movimenti, regole della protesta non violenta, le leggi che potrebbero venire violate e l’esatta procedura da seguire se qualcuno dovesse venire arrestato. Sancisce inoltre che i protestanti devono “evitare il confronto fisico, ed evitare di sviluppare odio nel proprio cuore”. Spiega che i protestanti devono essere un modello dei valori che essi desiderano vedere nella società, ovvero “uguaglianza, tolleranza, amore, solidarietà.” I manifestanti comprendono non solo il fatto che questi valori li aiuteranno a conquistare una schiera infinita di simpatizzanti, ma anche il loro potere nel mettere a nudo l’illegittimità del regime se quest’ultimo si muoverà contro di loro utilizzando eccessivamente la sua forza. Questi non sono giovani idealisti, sono sapienti operatori politici che comprendono i segreti della vera resistenza non violenta.

Le prove di questi fatti sono proprio ora lungo le strade di Hong Kong. Dopo il primo tentativo dei protestanti nel bloccare il distretto finanziario respinto con raffiche di gas lacrimogeni da parte di poliziotti in tenuta antisommossa, le persone in strada non hanno risposto combattendo, lasciando la società scioccata dall’uso oltraggioso della forza da parte delle autorità. Il giorno dopo, diverse migliaia di persone si sono aggiunte con cartelli a supporto degli studenti, candannando le tattiche della polizia e chiedendo le dimissioni del leader di Hong Kong C.Y. Leung. Anche se sembra ovvio che un movimento di protesta debba conquistare il sostegno popolare per combattere l’oppressione, questo non è un compito facile, fallito da diversi movimenti in dozzine di paesi differenti. La stretta perseveranza sulla linea non violenta di Occupy Central ha dimostrato richiedere preparazione, allenamento e disciplina – una combinazione mancante in molti movimenti.

La maggior parte delle volte, gli organizzatori non sono preparati nella gestione delle folle che si riversano nelle strade, e senza la possibilità di mantenere la calma e la coesione, troppi movimenti sono deragliati a causa di pochi lanciatori di pietre e vandalizzatori di vetrine.I governi fanno affidamento sui più piccoli atti di disordine per giustificare la repressione violenta. Comunque sia, gli organizzatori di Occupy Central sembrano essere arrivati preparati. Rilasciando il manuale e addestrando i propri attivisti, hanno mantenuto unito il loro fronte ed evitato le cadute che affliggono troppi movimenti sociali simili.

Nessuno ha una sfera di cristallo in grado di prevedere cosa Beijing possa ora fare. Per ora il governo sembra attendere che i protestanti si disperdano, sperando che la loro presenza e l’alterazione della vita nella tranquilla vita di tutti i giorni possa alienare il movimento dal resto della società. Qualunque cosa succeda, Occupy Central si è posizionata bene, non importa il risultato.

Se, come molti temono, le autorità principali irromperanno stile Tiananmen, l’allenamento e la disciplina già dimostrata dai protestanti li servirà bene, incanalando e galvanizzando il supporto della popolazione e isolando le autorità cinesi. Se invece Beijing sarà in grado di comprendere la situazione che si trova di fronte, non avrà altra scelta che la negoziazione con i leader della protesta di Hong Kong, una dimostrazione di debolezza che potrebbe ispirare bramosia di democrazia  e future proteste per ottenerla. Per il momento, anche se risulta divertente osservare i manifestanti più educati del mondo continuare a fare i propri compiti e a tenere pulite le strade, la loro educazione dimostra attualmente il perchè essi siano diventati una forza così potente con cui dover fare i conti.

Fonte: slate.com

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Traduzione di Denis Gobbi

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(altro…)

Traduzione a cura di Ezio Marano

Dimenticatevi i prati. Il nuovo parco della città sarà pieno di piante commestibili, e tutto, dalle pere alle erbe, sarà prelevabile gratuitamente.

La visione di Seattle di un’oasi alimentare urbana sta andando avanti. Un appezzamento di sette acri di terreno nella città di Beacon Hill a sarà piantato con centinaia di diversi tipi commestibili: noci e castagni, cespugli di mirtilli e lamponi, alberi da frutta, tra cui mele e pere; piante esotiche come ananas, agrumi yuzu, guava, cachi, honeyberry e mirtilli rossi, erbe aromatiche, e altro ancora. Tutto sarà a disposizione di chiunque voglia piluccare aggirandosi nella prima foresta alimentare della città.

 

“Questo è totalmente innovativo, e non è mai stato fatto prima d’ora in un parco pubblico,” racconta a TakePart Margarett Harrison, architetto-capo paesaggista per il progetto Foresta Alimentare Beacon. La Harrison sta lavorando ora sulla costruzione e sui disegni di permessi e si aspetta di iniziare i lavori questa estate.

Il concetto di foresta alimentare spinge certamente più in là i limiti di agricoltura urbana e si fonda sul concetto di permacultura, il ché significa che sarà perenne e autosufficiente, come una foresta è in natura. Non solo, questa foresta è il primo progetto di permacultura di Seattle su larga scala, ma si crede anche sia il primo del suo genere nella nazione.

“Il concetto significa che consideriamo il suolo, le piante da compagnia, insetti, tutto sarà reciprocamente vantaggioso l’uno per l’altro”, dice la Harrison.

Che il piano sia venuto del tutto alla luce è notevole di per sé. Quello che era iniziato come un progetto di gruppo per un corso di disegno di permacultura è finito come un esempio da manuale di sensibilizzazione della comunità andato bene.

“Gli Amici della Foresta Alimentare hanno intrapreso eroici sforzi di sensibilizzazione per assicurare il sostegno del quartiere. Il team ha inviato oltre 6.000 cartoline in cinque lingue diverse, ha organizzato presentazioni in occasione di eventi e fiere, e pubblicato volantini”, scrive Robert Mellinger per Crosscut.

I suggerimenti del vicinato sono stati così apprezzati dagli organizzatori, hanno anche usato traduttori per aiutare i residenti cinesi ad avere voce in capitolo nella pianificazione.

Quindi, chi potrà raccogliere tutta questa abbondante frutta matura quando sarà il momento?

“Chiunque e tutti”, dice la Harrison. “C’è stata grande discussione su questo. Persone preoccupate, ‘E se qualcuno arriva e si prende tutti i mirtilli?’ Il ché potrebbe benissimo accadere, ma forse qualcuno ha veramente bisogno di quei mirtilli. Noi la vediamo così — se non ci saranno più mirtilli alla fine della stagione, allora significa che abbiamo avuto successo.”

fonte: takepart

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Traduzione a cura di Denis Gobbi

 

Lykke E. Andersen

Lykke E. Andersen

Punto di vista di Lykke E. Andersen, direttrice del Centro per la Modellazione e Analisi Economica e Ambientale (Center for Environmental and Economic Modeling and Analysis – CEEMA) dell’Istituto per gli Studi Avanzati per lo Sviluppo (Advanced Development Studies – INESAD) a La Paz, Bolivia.

Durante gran parte della storia dell’umanità, mediamente il reddito ovunque nel mondo si attestava intorno a 1/2$ al giorno, la crescita era solo marginalmente sopra lo zero, qualcosa come lo 0,033% all’anno fino al 1868,e  probabilmente esso fu ancora più basso durante il precedente millennio. Nel secolo che va dal 1868 al 1968 tuttavia, sperimentò una crescita pro-capite 40 volte più rapida salita improvvisamente fino all’1,43% annuo.  All’epoca della mia nascita, il reddito pro-capite aveva raggiunto i 10$ al giorno. Durante la mia vita, questo tasso di crescita crebbe ancora fino ad arrivare all’1,96%, portando all’odierno reddito medio pro-capite nel mondo maggiore ai 20$/giorno. I tassi di crescita si sono mantenuti in costante aumento raggiungendo la media del 2,94% durante la prima decade di questo secolo. Questi tassi di crescita non hanno precedenti nella storia della nostra specie.

La grossa domanda è: continuerà questa crescita ad aumentare a questi tassi così alti e forse addirittura in aumento? O lo scatto di crescita sperimentato nel corso degli ultimi 150 anni è solo un’anomalia destinata a fermarsi?

Questa è una domanda incredibilmente importante. Un ipotetico mondo dove la crescita continuerà attorno al 3% annuo per il prossimo paio di secoli apparirà del tutto differente da un mondo dove i tassi di crescita rimarranno stagnanti. In uno scenario di crescita continua arriveremmo ad ottenere un reddito medio di 5000$ al giorno nell’anno 2200 (una ricchezza inimmaginabile) mentre in uno scenario di crescita stagnante arriveremmo intorno ai 40$ al giorno (come l’attuale Portogallo). L’impatto ambientale sarebbe anch’esso molto differente a seconda della strada che imboccheremo.

In un recente documento dell’EMBER, Robert Gordon della “Northwestern University”, illustra come la crescita della produttività , perlomeno negli Stati Uniti, potrebbe decelerare durante il prossimo secolo raggiungendo livelli del tutto trascurabili. Egli fa notare come la crescita sia guidata dalla scoperta e dal susseguente sfruttamento di nuove tecnologie (come l’elettricità, il motore a combustione interna, l’acqua corrente, le reti fognarie e le telecomunicazioni) ma che gli effetti sulla crescita di queste siano limitati e ormai esauriti per la maggior parte. Per esempio egli fa notare che la velocità di viaggio è aumentata a partire da quella dei cavalli fino ad arrivare alla velocità dei jet, ma che non è migliorata ulteriormente negli ultimi 50 anni con la stessa repentinità.  Anche se l’ultima rivoluzione informatica ci ha portato una grande varietà di affascinanti dispositivi di intrattenimento e di comunicazione, le ricadute sulla produttività sono state limitate.

Ammetto che gli Stati Uniti appaiono in questo momento leggermente in decadenza, ma il resto del mondo in generale possiede ancora un grande potenziale di crescita, ci sono molte innovazioni rivoluzionarie che porteranno ulteriori spinte a questo processo (nel bene e nel male).

Le innovazioni che occorreranno nei prossimi due secoli sono ovviamente impossibili da predire, ma in questo articolo intendo presentare alcune argomentazioni a favore della continua, se non incrementata, innovazione.

Per cominciare, con la rivoluzione portata dalle telecomunicazioni non tenuta granché in considerazione dal Prof. Gordon, abbiamo praticamente creato uno strumento capace di integrare e rilasciare il potenziale intellettuale di alcuni miliardi di persone che prima erano impossibilitate nel contribuire allo sviluppo sia a livello locale che globale. Una delle numerose manifestazioni di questa democratizzazione della conoscenza viene rappresentata dai “TED Talks” ovvero conferenze che hanno come obbiettivo l’incontro tra le menti e le idee più stupefacenti e innovative del pensiero globale. Altre iniziative aventi obbiettivi simili e/o compementari sono WikipediaKhan Academy e Coursera, dove ognuno può imparare praticamente di tutto in maniera gratuita. Questa massiccia contaminazione incrociata di idee tra discipline e aree geografiche differenti è destinata a stimolare l’innovazione.

Seconda cosa, la nostra recente acquisizione della capacità di leggere, capire e modificare i geni ci pone ai margini di un’imminente rivoluzione genomica. Anche se esistono sicuramente alcuni problemi etici e pratici da risolvere, avremo presto l’abilità tecnica necessaria a realizzare cure personalizzate per qualsiasi malattia, in grado di triplicare nuovamente la nostra aspettativa di vita ancora una volta. Saremo presto in grado di creare cibi gustosi e nutrienti che non richiedano l’uso di pesticidi e siano in grado di tollerare una larga varietà di condizioni climatiche. Saremo presto in grado di utilizzare colonie di batteri per produrre carburante a partire dal consumo di CO2 (anidride carbonica) e energia solare. Questa rivoluzione porrà una soluzione a due dei nostri più grandi problemi odierni.

Sono convinta che abbiamo ancora un enorme potenziale di crescita, ma penso anche alla necessità di ridefinire il concetto di crescita, non comprendente solamente il mero PIL, ma anche una misura del “vero progresso” che include l’impatto ambientale, l’accumulo del capitale umano, la felicità e molti altri aspetti che al momento vengono lasciati fuori da questa definizione. Forse, la più grande rivoluzione sarà data dal come utilizzeremo questa crescita della produttività che stiamo per sperimentare. Se saremo abbastanza saggi, non la useremo solamente per produrre e consumare ancora più beni creando montagne di rifiuti. Quando diventeremo così produttivi da poter facilmente guadagnare 5000$ al giorno, non ci sarà più bisogno di lavorare 40/50 ore alla settimana. Forse potremo permetterci di lavorare solamente poche ore la mattina e prenderci il resto della giornata per studiare, giocare con gli amici, esplorare mondi virtuali, praticare sport, essere creativi, essere volontari per una buona causa, praticare giardinaggio o fare qualsiasi cosa ci piaccia fare veramente.

Dategli sufficiente tempo, e non vi sarà nulla di altrettanto potente come l’ingegno umano e il potere degli interessi composti.

 

 

«La crescita per la crescita è l’ideologia delle cellule del cancro».

Edward Abbey (1927-1989)

 

 

File Utili: Foglio Excel utilizzato per i calcoli.

Fonte: Zeitnews

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