Archivio per giugno, 2012

Articolo a cura di Denis Gobbi

In un epoca in cui tutto nella nostra società sembra vacillare, obsoleta ed inadatta alle nuove sfide che le nuove tecnologie e i mutamenti ambientali ci pongono, multipli movimenti scuotono le città con manifestazioni chiedendo cambiamento nelle istituzioni, con maggiore giustizia ed ugualità sociale, attenzione all’ambiente e quindi ecosostenibilità.

Molti chiedono e mostrano (a ragione) rabbia, pochi però propongono soluzioni e nuovi modelli. In questo blog tendiamo a parlare soprattutto delle proposte costruttive e delle buone notizie che ci danno speranza in un mondo migliore, contrariamente a quello che i media tradizionali fanno trasparire di solito ovvero il peggio che accade nel mondo, disinformazione e manipolazione dell’opinione pubblica tramite la tecnica del terrore, in modo da rafforzare la fiducia nei vecchi modelli che vacillano sempre di più al cospetto delle nuove idee e dei movimenti rivoluzionari. Purtroppo le cattive notizie tendono sempre nella nostra cultura ad avere maggiore risalto rispetto a quelle buone, a torto. Questi movimenti, crescendo sempre più, infettano positivamente con i loro progetti sempre più cittadini non solo a livello nazionale ma anche mondiale.

Uno scopo unico li accomuna, anche se spesso seguono strategie diverse ma che nel complesso sembrano risultare sinergiche ed efficaci. Il Movimento 5 Stelle ad esempio tenta di entrare direttamente nel sistema marcio e cambiarlo dall’interno, altri invece operano dietro le quinte, offrendo sempre nuovo spunto ai movimenti più “concreti ed operativi” in fatto di nuove tecnologie, politiche ed iniziative da mettere in pratica: è il caso di movimenti come il Movimento Zeitgeist, Open Source Ecology, il Venus Project e molti altri. Non mancheremo in un futuro prossimo di allestire una pagina apposita per presentare ai nostri lettori tutti questi movimenti, cercando di offrirvi una visione di insieme del panorama attivistico italiano.

Il Movimento Zeitgeist è un movimento internazionale, che ha un ricco ed attivo chapter italiano, vi rimando al loro sito internet per saperne di più in merito, non volendo risultare ripetitivo nel presentare il soggetto di questo nuovo post di “Lo Spirito del Tempo” già così ben esposto da loro stessi. Non faccio mistero di essere un attivista fin dagli esordi, e lo stesso nome nonchè vari temi di questo blog risultano intimamente legati a questo movimento: non per niente infatti il nostro nome (del blog ndr) significa proprio la parola tedesca “Zeitgeist” che usa il movimento per identificarsi, stando ad evidenziare il problema della disparità tra livello culturale e tecnologico che ad oggi risulta essere la maggiore minaccia per la sopravvivenza del genere umano nel prossimo futuro.

A parte ciò, avviso tutti che per chi volesse entrare direttamente in contatto con gli attivisti, il miglior modo per iniziare e partecipare è fare conoscenza partecipando agli incontri TeamSpeak che regolarmente si svolgono, tutto nel movimento è estremamente trasparente e a prova di “debunker”, ne sono io stesso testimone. Qui –> LINK le istruzioni aggiornate per accedere al server usando l’apposito programma, disponibile per tutte le piattaforme Windows, MAC OS e Linux.

Sii tu stesso il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo
Mahatma Gandhi

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  Traduzione a cura di Denis Gobbi

L’amore di un padre contribuisce tanto quanto, e a volte anche di più, l’amore di una madre nello sviluppo di un bambino. Questa è una delle numerose scoperte fatte da una ricerca sul potere del rifiuto e dell’approvazione genitoriale nel plasmare le nostre personalità da bambini e in età adulta.

“Nel nostro mezzo secolo di ricerca internazionale, non abbiamo trovato nessun altro fattore tale da avere un effetto così forte e coerente sullo sviluppo della personalità come l’esperienza del rifiuto, soprattutto da parte dei genitori in età pediatrica”, spiega Ronald Rohner della University of Connecticut, co-autore del nuovo studio in “Personality and Social Psychology Review”.  “Ovunque i bambini e gli adulti – indipendentemente dalle differenze etniche, culturali e di genere – tendono a rispondere esattamente allo stesso modo quando percepiscono di essere respinti dalle loro figure di attaccamento”.

Esaminando 36 studi provenienti da tutto il mondo che hanno coinvolto più di 10.000 partecipanti, Rohner e il co-autore Abdul Khaleque hanno scoperto che in risposta al rifiuto da parte dei genitori, i bambini tendono a sentirsi più ansiosi e insicuri, così come più ostili e aggressivi nei confronti altrui. Il dolore del rifiuto – soprattutto quando si verifica in un lungo periodo di tempo durante l’infanzia – tende a permanere in età adulta, rendendo più difficile per gli adulti che sono stati respinti da bambini il formare relazioni sicure e fiduciose con i loro partner intimi. Gli studi si basano su sondaggi effettuati nei confronti di bambini e adulti consistenti nell’esaminare i gradi di accettazione o di rifiuto dei genitori durante la loro infanzia, completate da questioni poste a loro riguardanti la loro personalità.

Inoltre, afferma Rohner, dall’ultimo decennio di ricerche in psicologia e neuroscienze stà emergendo un evidenza rilevante: le stesse parti del cervello che vengono attivate quando le persone si sentono respinte vengono attivate anche quando l’esperienza del dolore è fisica. “A differenza di dolore fisico, tuttavia, le persone possono psicologicamente rivivere il dolore emotivo del rifiuto più e più volte per anni”, dice Rohner.

Quando si confronta l’impatto dell’amore di un padre rispetto a quello di una madre, i risultati provenienti da più di 500 studi suggeriscono che mentre i bambini e gli adulti sperimentano spesso più o meno lo stesso livello di accettazione o di rifiuto da ciascun genitore, l’influenza del rifiuto di un solo genitore – più spesso il padre – a volte può essere molto superiore a quello dell’altro.  Un team di psicologi provenienti da 13 paesi diversi che lavorano al “Father Acceptance Rejection Project ” hanno formulato una spiegazione a questa disparità:  i bambini e i giovani adulti tendono a dare maggiore attenzione a qualsiasi genitore che percepiscano avere un maggiore potere interpersonale. Quindi, se un bambino percepisce essere il padre ad avere maggior prestigio, può con alta probabilità essere lui ad avere più influenza sul figlio. Il lavoro stà continuando per comprendere meglio questo potenziale rapporto.

Uno dei più importanti messaggi da portare a casa provenienti da tutto questo lavoro di ricerca, afferma Rohner, è che l’amore paterno è fondamentale per lo sviluppo di una persona. L’importanza dell’amore di un padre dovrebbe contribuire a motivare molti uomini ad essere più coinvolti nella promozione della cura del bambino. Inoltre, egli dice, il riconoscimento diffuso dell’influenza dei padri sullo sviluppo della personalità dei propri figli dovrebbe contribuire a ridurre l’incidenza della “colpa materna” comune nelle scuole e in ambito clinico. “La grande enfasi sulle madri in America ha portato a una tendenza inappropriata nell’incolparle per i problemi di comportamento e del disadattamento dei bambini quando, in realtà, i padri sono spesso più implicati nello sviluppo di problemi come questi rispetto ad esse.”

Più informazioni possono essere reperite qui: “Transnational Relations Between Perceived Parental Acceptance and Personality Dispositions of Children and Adults: A Meta-Analytic Review

Fonte: Zeitnews.org 

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Traduzione a cura di Denis Gobbi

Stampante 3D MakerBot

Stampante 3D MakerBot

E’ da un pò di anni che alla Maker Fair hanno fatto la loro comparsa, ma quest’anno qualcosa era cambiato. Non solo erano lì, erano DAPPERTUTTO. In qualunque direzione ci si voltasse sembrava esserci uno stand con una MakerBot o un altra stampante che emetteva un ronzio creando una sorta di oggetto in plastica appositamente progettato, dimostrando di poter ottenere qualsiasi componente adatto al progetto sul quale potrebbero lavorare.

Uno dei partecipanti della Maker Fair ha voluto fare un censimento e ci ha detto “Tutto sommato ho visto 55 stampanti 3d alla fiera, di cui ben 23 erano progetti e design unici”.

Stampante 3D Touch

Stampante 3D Touch

Questo vuol dire tanto per la stampa 3d. Grazie a MakerBot e a Cubify, essa è diventata accessibile a moltissimi produttori, anche quelli dotati di piccoli budget. E quando si tratta di produrre componenti per un nuovo progetto, eccola lì pronta a fare il suo lavoro.

Cubify è una stampante 3d mostrata quest’anno al CES ad un pubblico entusiasta, le cui spedizioni partiranno questo mese, e secondo il produttore le prenotazioni sono alle stelle. Chiaramente c’è un alta richiesta, e vale anche per la MakerBot, la stampante che si può costruire a casa propria.

Le stampanti 3d usano tipicamente per stampare plastica ABD o PLA per stampare i progetti con meno sprechi di materiale. Tuttavia possono essere modificate per usare altro, ad esempio purè di patate o cioccolata. La stampa 3d stà prima di tutto portando una rivoluzione verde nella manifattura: si crea ciò di cui si ha bisogno QUANDO e DOVE se ne ha effettivamente bisogno,  invece di fare affidamento su magazzini pieni di pezzi “più o meno adatti” messi li ad attendere e prodotti a lunga distanza, và da se che questo implica un aumento dell’efficienza produttiva e logistica senza precedenti. 3D System Corporation, la società che stà dietro a Cubify e alla stampante 3D Touch mostrata qui stanno non solo lavorando per democraticizzare la creatività ma anche per farlo in maniera sostenibile.

Stampante 3D Cubify

Stampanti 3D Cubify

Il CEO Abe Reichental ci ha detto che l’azienda stà già lavorando per lanciare diversi programmi di ecosostenibilità come ad esempio un sistema di crediti per chi invia all’azienda le stampe 3d con difetti o venute male, crediti che si potranno utilizzare per acquistare cartucce nuove per ricaricare le proprie stampanti. In questo modo gran parte dei prodotti delle stampanti non dovrà nemmeno passare per le discariche creando un circolo virtuoso con i consumatori/produttori.

La sostenibilità come già detto è una priorità per la compagnia, ma si sta lavorando anche per portare questa tecnologia alle masse. Reichental ci ha confidato che suo nonno era un calzolaio, e nel momento in cui prendeva la misura del tuo piede avrebbe fatto un paio di scarpe perfette e su misura per te. Al giorno d’oggi portiamo i nostri piedi in un negozio dove troviamo diversi modelli di scarpe già prodotte, che devono incontrare non solo i nostri gusti personali ma anche la comodità per i nostri piedi unici e, molto spesso, la comodità viene sacrificata in favore dell’estetica. La stampante 3d fa esattamente la stessa cosa del vecchio calzolaio: crea al momento un oggetto su misura per noi che incontra tutti i nostri gusti e le nostre esigenze. La capacità di fabbricare le cose di cui abbiamo bisogno quando ne abbiamo bisogno, senza sprechi e senza affidarsi a impianti di produzione distanti, sta finalmente tornando. Il potenziale è evidente e 3D Systems sta già portando Cubify nelle scuole ed insegnando agli studenti come usarla nel creare oggetti nuovi in un processo che incoraggi la progettazione, l’ingegnerizzazione, la programmazione, l’arte e molte altre importanti competenze che possono essere sviluppate efficacemente grazie a questo metodo.

La stampa 3D è arrivata, ed è chiaro quest’anno come non sia più relegata a chi ha abbastanza soldi e competenze di programmazione per potersele permettere. E’ una tecnologia che stà prendendo piede ovunque e tra chiunque. Un paio di anni fa era considerata quasi fantascienza, ed invece eccola qui pronta ad irrompere nelle case di ognuno. Tutto ora sembra possibile, anche un ritorno della manifattura su piccola scala e alla produzione in proprio dei pezzi di ricambio per le società che effettuano riparazioni di qualsiasi genere, il tutto a beneficio dell’efficienza industriale e, quindi, dell’ambiente.

Fonte: zeitnews.org

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Traduzione a cura di Denis Gobbi

Il Governo Filippino combatte la povertà e la malnutrizione della popolazione, e contemporaneamente riqualifica zone urbane degradate con un’arma innovativa: la Coltura Idroponica!

Cebu è una delle provincie dell’Arcipelago delle Filippine, costituita dall’Isola principale di Cebu e da 167 altre isole più piccole. La capitale della provincia è la Città di Cebu, la più antica città delle Filippine con una popolazione stimata attorno alle 822.000 anime. Anche se la città risulta essere una delle più sviluppate del paese grazie ad una fiorente industria dei trasporti e ad un’industria della comunicazione in crescita, sperimenta comunque povertà, anche se essa stà per essere combattuta da iniziative innovative grazie agli investimenti del governo.

La coltura idroponica è infatti stata scelta come metodo agricolturale per via del fatto che può essere implementata in relativamente poco spazio e gli spazi urbani ristretti ed inutilizzati sono infatti presenti in quantità nella città, ciò aiuta ed incoraggia anche al riutilizzo della plastica, contribuendo a ridurre il problema dei rifiuti urbani.

L’obbiettivo principale dell’iniziativa è ridurre la povertà e specialmente alleviare la malnutrizione nelle aree più densamente popolate della provincia come la Città di Cebu. Il Dipartimento del Benessere Sociale e dello Sviluppo ed il Dipartimento di Scienza & Tecnologia sperano entrambi che grazie all’educazione a questo metodo di coltura sarà possibile ridurre la minaccia derivante dalla penuria alimentare, ma anche trasformare aree urbane dismesse in verdi aree produttive.

Il progetto fa parte di un più ampio programma correntemente in fase di sviluppo da parte del Governo Filippino. L’utilizzo della coltura idroponica tuttavia, come un mezzo per aiutare le famiglie stesse a risollevarsi dalla povertà è un approccio innovativo che speriamo contribuirà non solo ad alleviarla, ma anche a dimostrare la fattibilità del giardinaggio urbano idroponico come mezzo di produzione alimentare nonchè di riqualificazione urbana.

Fonte: http://hydroponicsguide.co.uk

 

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Traduzione a cura di Daniel Iversen

Se non avete un labrador che vi scorrazza in cucina cercando pezzi di cibo (come ho io) questo robot pulitore potrebbe essere, prossimamente, il miglior oggetto da avere. Il “Bio Clean” è un design concettuale di Kyuho Song che aspira polvere e pezzi di cibo, che poi converte in un pieno biologico che usa per alimentare se stesso. Come fa notare “Yanko Design: “I dati sono approssimativi ma c’è della logica”

Il “Bio Clean” richiama l’attenzione sullo problema dei rifiuti alimentari e propone un modo intelligente per far riutilizzare in modo intelligente il cibo che la gente non mangia (e ricordiamoci che c’è anche il compostaggio).

Uno dei problemi dei biocarburanti è che la loro produzione comporta la distruzione di praterie, foreste, savane ed altri ecosistemi. Nessun problema invece con il “Bio Clean”.

Il robot non può di certo alimentare una forza d’assalto della Marina, ma riesce a mantenere se stesso funzionante, e questo vuol dire già un piccolo risparmio sull’energia prodotta da fonti potenzialmente non pulite.

Anche se non c’è ancora nessuna nota su come funziona la produzione di combustibile, l’idea ora è comunque li fuori. E’ solo questione di trovare la scienza da seguire .. e io sono sicuro che qualcuno ci riesca”

Fonte: Treehugger

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