Archivio per la categoria ‘Crescita Personale’

Traduzione a cura di Denis Gobbi

Bene, sono nuovamente nel mondo del lavoro. Sono riuscito a trovare un posto ben pagato nell’industria ingegneristica, e la vita finalmente sembra tornare alla normalità dopo i miei nove mesi di viaggio.

Poichè ho vissuto uno stile di vita ben diverso mentre ero via, questa violenta transizione mi ha reso chiaro qualcosa che avevo sempre trascurato prima d’ora.

Fin dal momento in cui mi è stato offerto il lavoro, ho cominciato ad essere marcatamente meno cauto nello spendere i miei soldi. Non stupido, solamente un po’ più veloce nel tirare fuori il mio portafogli. Un piccolo esempio. Stò comprando caffè costosi di nuovo, anche se comunque non sono altrettanto buoni quanto i caffè piatti e bianchi neozelandesi.  Oltre a questo non ottengo l’esperienza di sorseggiarli in un elegante caffetteria in un ambiente soleggiato e all’aperto. Quando ero via, questi acquisti erano meno a portata di mano, e più soddisfacenti.

Non stò parlando di grossi e stravaganti acquisti. Stò parlando delle spese piccole e casuali in cose che in realtà non aggiungono nulla di arricchente alla mia vita. E ancora non sarò pagato prima di altre due settimane.

Ragionandoci sopra credo di essermi sempre comportato in questo modo quando ero occupato in un posto ben remunerato – spendendo allegramente durante i “periodi di incasso”. Avendo trascorso nove mesi con uno stile di vita da viaggiatore e senza nessuna entrata, non posso far altro che aiutarvi a rendervi più consapevoli di questo fenomeno quando accade.

Suppongo di farlo perchè inconsciamente sento di aver riguadagnato una certa posizione, ora che sono di nuovo un professionista ampiamente remunerato, ciò sembra farmi riguadagnare anche un certo livello di spreco. E’ presente una curiosa sensazione di potere quando si lasciano andare un paio di ventoni senza nessuna traccia di pensiero critico. E’ una bella sensazione esercitare il potere del dollaro quando sai che comunque “ricrescerà” in maniera abbastanza veloce.

Quello che mi accade non è affatto inusuale. Tutti sembriamo avere lo stesso comportamento. Di fatto, mi sembra di essere ritornato alla normale mente consumatrice dopo aver speso un po’ di tempo lontano da essa.

Una delle scoperte più sorprendenti che ho fatto durante il mio viaggio fu’ il fatto che spendevo molto meno viaggiando per paesi esteri (inclusi paesi più costosi del Canada) piuttosto che durante il mio impiego lavorativo usuale nel mio paese. Avevo molto più tempo libero, visitavo alcuni dei posti più belli del mondo, stavo incontrando nuove persone a destra e a manca, ero calmo e pacifico nell’animo e stavo avendo esperienze indimenticabili che in qualche maniera mi costavano molto meno di quelle che riuscivo ad avere durante le settimane lavorative in una delle città meno costose del Canada.

Sembra che io abbia ottenuto molto di più dal mio denaro mentre ero in viaggio, come mai?

Una cultura di inutilità

Qui in Occidente, uno stile di vita di spesa inutile è stata deliberatamente creato e dato in pasto al pubblico dai grandi affari. Aziende in ogni tipo di settore hanno un enorme interesse nell’educare il pubblico ad essere noncurante con le proprie finanze. Cercano di incoraggiare l’abitudine dello spendere in maniera casuale e non necessaria ogni volta che possono.

Nel documentario The Corporation uno psicologo del marketing parla di uno dei metodi utilizzati per incrementare le vendite. Il suo staff ha effettuato uno studio sule richieste che manifestano i bambini verso i genitori e la probabilità che essi gli comprino un giocattolo. Hanno scoperto che dal 20 al 40% degli acquisti dei giocattoli non sarebbero avvenuti se il bambino non  avesse infuenzato i propri genitori. Una visita su quattro nei parchi di divertimento non avverrebbe senza questo meccanismo. Hanno utilizzato questi studi per indirizzare i loro prodotti direttamente ai bambini, incoraggiandoli a chiedere ai genitori di comprare.

Questa campagna di marketing da sola rappresenta molti milioni di dollari spesi grazie ad una domanda artificialmente creata.

Puoi manipolare i consumatori nel desiderio, e quindi nel comprare, i tuoi prodotti. E’ un gioco.

Lucy Hughes, co.creatrice di “The Nag Factor”

Questo è solo un piccolo esempio di una tendenza che è andata avanti per molto molto tempo. Le grandi aziende non guadagnano i loro milioni promuovendo ardentemente le virtù dei loro prodotti, li fanno generando una cultura di centinaia di milioni di persone che comprano molto di più di quel che necessitano, cercando di soddisfare questa insoddisfazione attraverso il denaro.

Compriamo cose per sollevarci il morale, per tenere il passo con gli altri, per soddisfare la nostra visione bambinesca di come sarà il nostro futuro da adulti, per mostrare il nostro status al mondo, e per una moltitudine di altre ragioni psicologiche che hanno in realtà poco a che fare con l’effettiva utilità di questi beni. Quante cose hai accumulato nel tuo garage o nella tua cantina che non hai utilizzato durante l’ultimo anno?

La vera ragione della settimana lavorativa da quaranta ore

L’ultimo strumento in mano alle corporation per sostenere questo genere di cultura consiste nello sviluppo di una settimana lavorativa di 40 ore come la norma. Sottostando a queste condizioni lavorative le persone sono obbligate a ritagliarsi una vita nei pomeriggi e nei fine settimana. Questo sistema ci rende naturalmente più propensi a spendere cospicuamente in intrattenimenti e comodità a causa del nostro scarso tempo libero.

Sono tornato a lavorare solamente da pochi giorni, ma stò già notando che le più sane abitudini stanno lentamente scivolando fuori dalla mia vita: andare a camminare, esercitarmi, leggere, meditare, scrivere.

L’unica similarità tra queste attività consiste nel fatto che richiedono poco o nulla in quanto a denaro, ma richiedono invece diverso tempo.

All’improvviso ho molti più soldi e molto meno tempo, ciò significa che ora ho molto più in comune con il tipico lavoratore nordamericano di quanto non avessi alcun mesi fà. Mentre ero all’estero non ci avrei pensato due volte nel trascorrere la giornata girovagando per un parco nazionale o leggendo un libro sulla spiaggia per alcune ore. Ora quel genere di cose sembra fuori questione. Fare una qualsiasi delle due occuperebbe la maggior parte del mio prezioso tempo libero nel weekend!

L’ultima cosa che ho voglia di fare una volta tornato a casa da lavoro consiste nell’allenarmi. E’ anche l’ultima delle voglie dopo mangiato o prima di andare a letto o appena alzato, e quello è veramente l’unico tempo che mi rimane disponibile nel resto della settimana.

Questo problema sembra avere una semplice soluzione: lavorare di meno così da avere più tempo libero. Ho già provato a me stesso il fatto di essere in grado di vivere una vita appagante con meno di quello che possiedo ora. Sfortunatamente, ciò si avvicina all’impossibile nel mio settore lavorativo, come del resto nella maggior parte degli altri. O lavori 40 e più ore o non lavori affatto. Tutti i miei clienti e i miei datori di lavoro sono fermamente recintati nella cultura lavorativa standard, non è quindi pratico chiedere a loro di non chiamarmi mai dopo l’una del pomeriggio, anche se riuscissi a convincerli.

La giornata lavorativa da otto ore si sviluppò durante la rivoluzione industriale in Gran Bretagna nel 19° secolo, una tregua per i lavoratori dell’epoca che venivano sfruttati fino a 14 o 16 ore al giorno.

Mano a mano che le tecnologie e i metodi si sono sviluppati, i lavoratori di tutte le industrie e settori economici sono riusciti a produrre molto più valore in un più breve periodo di tempo. Potresti pensare che questo porti naturalmente a giornate lavorative più corte.

Ma la giornata lavorativa da 8 ore è troppo profittevole per il grande business, non per l’ammontare di lavoro che le persone producono in otto ore (l’impiegato medio lavora realmente circa 3 ore di media in 8 ore lavorative nominali) ma perchè induce nelle persone una cultura dell’acquisto appagante. Mantenere il tempo libero scarso significa che le persone sono disposte a spendere molto di più per il proprio confort, la propria gratificazione e ogni altro sollievo o agevolazione in tal senso riescano ad ottenere attraverso il denaro. Li spinge a guardare continuamente la tv e i suoi spot pubblicitari. Li rende senza ambizioni al di fuori dell’ambiente lavorativo.

Siamo stati guidati in una cultura che è stata progettata per lasciarci stanchi, affamati di indulgenza, disposti a pagare moltissimo per il nostro confort e il nostro intrattenimento, ma sopratutto vagamente insoddisfatti della nostra vita cosicchè noi possiamo continuare a desiderare cose che non possediamo. Compriamo così tanto perchè sembra sempre che qualcosa ci manchi.

Le economie occidentali, in particolare quella degli Stati Uniti, sono state costruite in maniera molto calcolata sulla spesa gratificante, dipendente e inutile. Spendiamo per tirarci sù il morale, per premiarci, per celebrare, per risolvere problemi, per elevare il nostro status sociale e per alleviare la noia.

Sei in grado di immaginare cosa accadrebbe se tutta l’America smettesse di comprare così tante cianfrusaglie inutili che non aggiungono nulla di effettivo valore alle nostre vite?

L’economia mondiale collasserebbe e non si riprenderebbe mai più.

Tutti i ben pubblicizzati problemi dell’America, inclusi obesità, depressione, inquinamento e corruzione sono il costo che paghiamo per sostenere l’economia trilionaria del dollaro. Per tenere “in salute” l’economia, l’America necessita di rimanere malata. Persone sane e felici non sentono di aver bisogno di quello che non hanno, e questo significa che non compreranno un sacco di spazzatura, non gli servirà pagare per divertirsi ulteriormente, e non finiranno a guardare un sacco di spot pubblicitari.

La cultura della giornata lavorativa da otto ore è lo strumento più potente a disposizione dei grandi affari per mentenere le persone in questo stato di insoddisfazione dove la risposta ad ogni problema consiste nel comprare qualche cosa.

Avrai probabilmente sentito parlare della Legge di Parkinson. E’ spesso citata in relazione all’utilizzo del tempo: più tempo hai a disposizione per fare qualche cosa, più tempo ci metterai a farla. E’ sensazionale quanto sia possibile fare nell’arco di venti minuti se quei minuti sono tutto quello che hai a disposizione. Ma se hai tutto il pomeriggio da sfruttare a tale scopo, probabilmente ci vorrà di più.

La maggior parte di noi tratta il denaro in questa maniera. Più denaro guadagniamo, più ne spendiamo. Non è che abbiamo improvvisamente il bisogno di comprare di più solo perchè abbiamo a disposizione più denaro, semplicemente per il fatto che possiamo, allora lo facciamo. Di fatto, è piuttosto difficile per noi evitare di aumentare il nostro standard di vita (o meglio, il nostro tasso di spesa) ogni volta che otteniamo un aumento.

Non credo sia necessario evitare tutto il nostro orribile sistema e andare a vivere nelle foreste pretendendo di essere sordomuti, come spesso Holden Caulfield ha fantasticato. Ma potremmo certamente ben comprendere in cosa il grande commercio vuole trasformarci. Ha lavorato per decenni creando milioni di consumatori ideali, e ha avuto successo. A meno che tu non sia un’inusuale anomalia, il tuo stile di vita è stato progettato su misura.

Il perfetto cliente è insoddisfatto ma speranzoso, disinteressato nella seria crescita personale, molto abituato alla televisione, al lavorare a tempo pieno, al guadagnare abbastanza bene, all’indulgenza durante il proprio tempo libero e in in qualche modo al tirare avanti.

E’ tua questa descrizione?

Due settimane fà avrei detto “diavolo certo che no, non sono io!” ma se tutte le settimane fossero come questa che ho appena passato, quel pensiero non sarebbe altro che un mero desiderio.

Fonte: raptitude.com

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