Archivio per febbraio, 2012

Traduzione a cura di Daniel Iversen


Persone provenienti dalle classi ricche hanno maggiori probabilità, rispetto alla gente più povera, di infrangere la legge durante la guida, rubare caramelle ai bambini o mentire a scopo di lucro; questo è quello che è emerso lunedi da uno studio negli Stati Uniti.

Uno studio diviso in sette parti, effettuato da psicologi dell’University of California Berkeley e dalla University of Toronto, ha analizzato il comportamento delle persone attraverso una serie di esperimenti.

Ad esempio, i conducenti di veicoli costosi come Mercedes, BMW o la Prius ibrida della Toyota sono stati visti infrangere più spesso le regole rispetto alle persone che guidavano una Camry o una Corolla.

Erano anche meno propensi a lasciar attraversare la strada ai pedoni, rispetto ai conducenti di auto più economiche.

In un altro test, usando il gioco dei dadi e messo in palio un premio di 50 dollari, le persone che hanno riferito di appartenere ad un alto stato socio-economico erano anche quelle più propense a mentire, dicendo di avere ottenuto numeri più alti di quelli che in realtà avevano.

“Anche in persone per le quali la cifra di 50 dollari è una quantità relativamente piccola, la truffa è stata tre volte più alta”, ha detto l’autore Paul Piff di UC Berkeley.

“Questo mostra la reale ed estrema estensione a cui ricchezza e rango superiore possono plasmare i modelli di interesse personale e immoralità nella la società” ha detto all’AFP.

In altri studi, le persone con uno status più elevato erano meno propense a dire la verità in un ipotetico colloquio lavorativo dove il loro datore di lavoro cercava di assumere qualcuno per un posto che sapevano sarebbe presto stato eliminato.

Quando poi venne fornito loro un barattolo di caramelle destinato a dei bambini in un laboratorio li vicino, dopo aver avuto il permesso di prenderne qualcuna le persone più ricche hanno preso più caramelle di chiunque altro.

Persino Piff, che in passato ha studiato l’impatto della ricchezza sulla moralità della gente e le donazioni filantropiche, e scoprendo che i ricchi tendono a donare meno alla carità delle persone povere, è stato sorpreso di vederli prendere caramelle destinati ai bambini.

“Sono rimasto stupefatto” ha detto Piff. “In media, le persone di rango superiore hanno preso il doppio di caramelle degli altri, quindi è stato un dato abbastanza considerevole”.

Inoltre, in quel particolare studio, i ricercatori hanno condizionato alcuni dei soggetti dicendo  a loro di immaginarsi appartenenti a un rango sociale più alto, facendo si che si comparassero con altri che hanno di meno.

L’esperimento mostra come le persone possono abituarsi all’idea di far parte di un rango più elevato, per contro il loro comportamento risulterebbe più avido e meno etico; questo dimostra come lo status sociale guidi l’avidità

“Abbiamo  anche fatto aumentare la loro probabilità di dire “A me piacerebbe fare tutte queste cose immorali”, come ad esempio tenersi il resto in più ricevuto al bar senza avvisare il cameriere.

Lo studio, che appare nel Proceedings of the National Academy of Sciences, teorizza che una serie di fattori “possono dare luogo a un insieme di norme culturalmente condivise tra gli individui di classe superiore”.

Per esempio, le persone ricche sono più indipendenti gli uni dagli altri, hanno più risorse e quindi sono meno interessati a ciò che gli altri pensano delle loro azioni, rispetto a quello che fanno le persone povere, hanno suggerito gli autori.

Secondo Piff, le persone con più soldi tendono a guardare in modo più positivo l’avidità e fare meno affidamento su reti familiari e amici per il supporto nei momenti di bisogno, questo status elevato quindi tende a staccarti dalla società.

“E’ quel diverso livello di privilegio nella nostra vita quotidiana che da origine a questa indipendenza dagli altri, questa ridotta sensibilità agli effetti del proprio comportamento sul benessere degli altri, e la priorità del vostro interesse” dice.

Certamente ci sono delle eccezioni, dice lo studio, indicando famosi aristocartici dell’alta classe a Worldcom ed Enron, e ricchi filatropi come Bill Gates e Warren Buffett.

Ricerche precedenti che collegano la povertà alla criminalità violenta smentiscono anche l’idea che tutti i poveri siano più etici dei ricchi, ha aggiunto.

Tuttavia, l’interesse personale è “un motivo più fondamentale tra l’elite della società, e la maggiore avidità  associata con una maggiore richezza e status sono in grado di promuovere atti illeciti” ha detto.

Anche se lo studio ha analizzato i soggetti negli Stati Uniti, con ciascuna delle sette parti che ha preso in misura un numero dai 100 ai 200 partecipanti, Piff ha detto che i risultati possono essere di rilievo anche per le società fuori dall’America.

“Questi modelli sono particolarmente rilevanti in società dove la riccehzza è distribuita in maniera ineguale come qui” ha riferito.

Più informazioni: “High social class predicts increased unethical behavior,” di Paul K. Piff, Daniel M. Stancato, Stéphane Côté, Rodolfo Mendoza-Denton, e Dacher Keltner, PNAS (2012).

Provided by University of California – Berkeley

Fonte: Physorg

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Traduzione a cura di Daniel Iversen

La soddisfazione che riceviamo comprando una vacanza o anche una bicicletta per allenarci, è molta già dall’inizio e non smette di aumentare.
D’altro canto, l’iniziale eccitazione provata aquistando un’auto nuova o un megaschermo al plasma viene smorzata abbastanza rapidamente: questo è ciò che riporta un nuovo studio di Cornell.


Perchè danno più soddisfazione le esperienze acquisite? Per prima cosa, è più difficile comparare le nostre esperienze con quelle degli altri visto che esse appartengono solo a noi stessi, sono personali.

“Le vostre esperienze sono instrinsecamente meno comparative, sono meno soggette a esserlo e sono meno colpite da paragoni sociali dettati dall’invidia” dice Thomas Gilovich, professore di psicologia, che ha pubblicato lo studio con Travis J. Carter, in un recente numero del Journal of Personality and Social Psychology.

I ricercatori hanno visto che le persone sono meno soddisfatte negli acquisti materiali, questo perchè sono più portati a immaginare quello che avrebbero potuto comprare (come un nuovo modello, o magari a un prezzo migliore).

I consumatori spendono più tempo a pensare agli acquisti che non hanno fatto rispetto a quando acquisiscono un’esperienza.”

“C’è un sacco di lavoro nell’area della felicità e del benessere che dimostra un nostro adattamento alla maggior parte delle cose fisiche”. dice Gilovich. “Pertanto, l’acquisto di un nuovo oggetto ci rende molto felici inizialmente, ma presto ci abituiamo, e non ci da più tutta questa felicità. Si potrebbe obiettare dicendo che l’adattamento è una sorta di nemico della felicità. Altri tipi di acquisizioni, come quelle di esperienze vissute, non sembrano così soggetti all’adattamento.”.

Gilovich, circa cinque anni fa, condusse degli studi che hanno visto come le persone ottengono più felicità permanente dalle loro esperienze che dai loro beni. La nuova ricerca analizza il perchè di questo.

“Immaginate di comprare un televisore a schermo piatto. Venite a casa mia ed io ne ho uno più grande, con un’immagine più nitida. E voi vi deprimete.” dice Gilovich. “Ma supponete di andare in vacanza ai Caraibi e poi scoprite che io ho fatto lo stesso, e la mia vacanza sembra migliore vostra. Magari ciò vi potrebbe dare un pò di fastidio, ma non allo stesso livello, questo perchè avete i ricordi..è la vostra connessione idiosincratica ai Caraibi che rende vostra la vacanza e fa si che sia meno paragonabile alla mia e non venga compromessa più di tanto.

In un esperimento, venivano posti su un tavolo un pacchetto di patatine e una stecca di cioccolato. I ricercatori dicevano ai volontari che potevano prendere le patatine, lasciando intendere che qualcun altro avrebbe preso la cioccolata. A un altro gruppo di partecipanti veniva dato un piccolo dono, questo però era stato posto vicino a un regalo migliore che sarebbe stato dato a qualcun altro. I partecipanti riferirono di essersi sentiti meno soddisfatti nell’ultimo caso

“Un confronto che era visibile ha quindi minato il godimento dei beni materiali, ma non ha pregiudicato il godimento del bene esperienziale, le patatine in questo caso” ha spiegato Gilovich. “Se si vive un’esperienza in presenza di qualcosa di migliore, quest’ultima non sarà mai così consistente da poter minare l’esperienza realmente provata”

Cosa significa tutto questo? “I nostri risultati suggeriscono che se la gente ottiene una felicità più permanente dalle esperienze rispetto che dai loro beni, ad un livello politico, potremmo voler rendere disponibili le risorse che permettono alle persone di avere esperienze. Non è possibile fare passeggiate ed escursioni se non ci sono i sentieri, e , se queste sono quel genere di cose che portano un piacere più duraturo alle persone dobbiamo fare in modo di essere certi di creare il tipo di comunità che ha parchi, sentieri e così via per promuovere sperienze che danno del vero piacere.”

Fonte: Cornell University

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Traduzione a cura di Daniel Iversen

La condizione dell’uomo è una condizione di guerra, scrisse il filosofo Thomas Hobbes nel 17esimo secolo.
Una rapida occhiata attraverso i libri di storia e i titoli delle notizie sui giornali odierni sembrano ovviamente sostenere la vecchia idea che gli umani sono per natura aggressivi, egoisti e antagonisti.

Questo punto di vista tuttavia non si adatta ai fatti scientifici, scrivono i ricercatori presenti nel nuovo libro “Origins of Altruism and Cooperation” (Springer, 20111), edito da Robert W., Sussman, PhD, e C. Robert Cloninger , MD.
Gli autori del libro argomentano che gli esseri umani sono naturalmente cooperativi, altruisti e sociali, ritornando alla violenza solo quando sono maltrattati, trascurati, o quando sono mentalmente malati.

Il libro, che è ora disponibile, presenta prove a sostegno di questa idea, prese da una serie di prospettive accademiche, tra cui antropologia, psichiatria, biologia, sociologia, religione, medicina e altri.

“La cooperazione non è solamente un sottoprodotto della concorrenza, o qualcosa che viene fatto solo perchè entrambe le parti ricevono qualche beneficio da questa partnership” dice Sussman, professore di antropologia fisica in Arts & Sciences. “Piuttosto, l’altruismo e la cooperazione sono inerenti nei primati, inclusi gli esseri umani.”

Per esempio, spiega Sussman, gli scimpanzè sono stati osservati ad adottare indipendentemente dei piccoli orfani, nonostante la notevole quantità di sforzo e il tempo necessario alla cure per i neonati.

Sussman e Cloninger scrivono nella prefazione del libro, che esamina le influenze alla base del comportamento umano, l’importanza fondamentale di capire perchè sorgono conflitti tra i popoli e le nazioni del mondo moderno, e trovare i modi migliori per promuovere la pace e una interazione produttiva tra gli esseri umani di tutto il mondo.

“Il comportamento pro-sociale è una componente essenziale della salute e della felicità degli esseri umani”, dice Cloninger, professore di psichiatria della Wallace Renard, presso la facoltà di Medicina. “Comportamenti egoisti e poco collaborativi, d’altra parte, sono segni di disfunzioni mentali perchè strettamente associati all’insoddisfazione della vita e cattiva salute”.

Oltre ai capitoli co-scritti da Sussman e Cloninger, il libro include articoli di altri due membri della facoltà del WUSTL – Peter Benson, PhD, professore assistente di antropologia socioculturale, e Jane Philips-Conroy, PhD, professore di anatomia e neurobiologia e antropologia – e di altri esperti accademici provenienti da tutto il mondo.

Gli argomenti dei capitoli del libro – che spaziano dai rapporti tra le scimmie urlatrici alle influenze della cultura occidentale moderna sulla spiritualità umana – sono stati presi dalle discussioni e dalle presentazioni tenute nel corso di una conferenza alla WUSTL nel 2009 intitolata: “Man the Hunted: The Origin and Nature Human Sociality, Altruism and Well-Being.”

La conferenza, organizzata da Sussman e Cloninger, è stata la prima di questo genere a riunire studiosi internazionali in diverse discipline per esaminare l’evoluzione della cooperazione, dell’altruismo e della socialità nei primati e nell’uomo.

Per maggiori informazioni sul libro “Origins of Altruism and Cooperation”, visitate questa pagina

Per maggiori informazioni sulla conferenza del 2009, visitate questa pagina

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Traduzione a cura di Daniel Iversen

L’ingegnere elettronico Ada Pooon ha sviluppato un finissimo dispositivo medico, alimentato via wireless ed auto propellente, capace di movimenti controllati attraverso il flusso del sangue.

Poon, professoressa assistente alla Stanford School of Engineering, sta sviluppando una nuova classe di dispositivi medici con la possibilità di essere impiantati o iniettati nel corpo umano e alimentati via wireless usando onde radio, quindi senza il bisogno di batterie che si consumano o cavi per fornire energia.

“Le applicazioni per questi dispositivi possono essere molte, dalla diagnostica a piccole operazioni mini-invasive” dice. Potrebbero viaggare attraverso il flusso del sangue per portare medicinali, fare analisi, e magari anche eliminare coaguli di sangue o placche da arterie “sclerotiche”.

Il dispositivo di Poon consiste in un dispositivo radio al di fuori del corpo che manda segnali a un dispositivo indipendente all’interno del corpo, in grado di ricevere questi segnali tramite un’antenna di filo bobinato.
Il trasmettitore e l’antenna sono accoppiati magneticamente quindi ogni cambiamento nel flusso di corrente del trasmettitore induce una tensione del filo bobinato.

Un nuovo modello di tessuto permette di ottenere antenne ancora più fini.

Per cinquant’anni gli scienziati hanno lavorato sull’alimentazione elettromagnetica per dispositivi impiantabili, correndo però contro la matematica. Secondo i modelli, le onde radio ad alta frequenza si dissipano velocemente nei tessuti del corpo umano, diramandosi in maniera esponenziale a seconda della profondità in cui vanno.
Dall’altro canto, segnali a bassa frequenza penetrano molto bene, anche se hanno bisogno di antenne di alcuni centimetri di diametro per generare abbastanza energia per il dispositivo, troppo grande quindi per passare attraverso anche le arterie più grosse.

Poon ha però preso una strada diversa, scegliendo un tipo di isolante, invece di modellare un tessuto come  dielettrico.
Questo per via del fatto che si sa che il tessuto umano è un cattivo conduttore di elettricità, sebbene le onde radio riescono comunque a muoversi attraverso di esso. In un dielettrico, il segnale viene convertito in onde di spostamento dalla polarizzazione degli atomi all’interno delle cellule. Anzi, ancora meglio, Poon ha scoperto che il tessuto umano è un dielettrico a bassa perdita, vale a dire che il segnale poco si perde lungo la sua strada.

La dottoressa ha rifatto i calcoli e ha visto una cosa sorprendente: usando nuove equazioni si è resa conto che le onde radio ad alta frequenza viaggiano molto più velocemente di quanto si pensasse inizialmente: “Quando abbiamo esteso le cose a frequenze più alte utilizzando un modello semplice di tessuto ci siamo resi conto che la frequenza ottimale per l’alimentazione wireless è in realtà di circa un gigahertz” ha detto Poon, “circa 100 volte maggiore di quanto si pensasse”.

Il fatto più significativo tuttavia, è stato che la sua rivelazione ha permesso alle antenne all’interno del corpo di essere 100 volte più piccole ed erogare ugualmente la stessa potenza. L’antenna su un dispositivo sviluppato da Poon è di soli 2 millimetri quadrati e quindi abbastanza piccolo per viaggiare all’interno del flusso sanguigno.

La professoressa ha sviluppato due tipo di dispositivi auto-propellenti. Uno di essi dirige la corrente elettrica direttamente attraverso il fluido per creare una forza direzionale che spinge in avanti il dispositivo. Questo tipo è in grado di muoversi a poco più di mezzo centimetro per secondo. Il secondo tipo commuta la corrente avanti e indietro in un loop di filamenti per produrre un movimento a sferzata simile a quello di uno che sul kayak cerca di remare controcorrente.

“Esiste un considerevole margine di miglioramento e resta ancora molto da fare prima che questi dispositivi siano pronti per le applicazioni mediche” ha detto Poon. “Ma per la prima volta, da decenni, la possibilità che ciò accada sembra più vicina che mai”

Fonte: Kurzweilai.net

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Traduzione a cura di Daniel Iversen

Un nuovo rapporto mostra che l’Unione Europea sta continuando a fare rapidi progessi nel campo dell’energia pulita: si è visto che il totale del consumo lordo negli stati UE è stato del 12,4% nel 2010, in crescita quindi dal 11,5 % del 2009.

Il rapporto, The State of Renewable Energies in Europe, contiene un sacco di buone notizie anche su altri fonti, come per esempio il fatto che nel settore delle energie rinnovabili, mettendo insieme tutti i 27 stati membri dell’Unione europea, ci sono più di 1.114.000 persone impiegate. Un aumento del 25 % rispetto al 2009.

Questo, come osserva CleanTechnica, è una sorta di pietra miliare: per la prima volta oltre 1 milione di persone sono impiegate nel settore delle energie rinnovabili (si noti che il rapporto non tiene conto del nucleare).

Qui trovate le statistiche disposte attraverso il rilascio del report:

– quota di rinnovabili nel consumo lordo finale: 12,4% nel 2010 (11,5% nel 2009)
– quota di energie rinnovabili nel consumo totale di elettricità: 19,8% nel 2010 (18,2% nel 2009)
– quota di energie rinnovabili del consumo interno lordo di energia: 9,9% nel 2010 (9,1%nel 2009)
-l’occupazione nel campo delle rinnovabili: 1.11 milioni di persone nel 2010 (0,91 milioni nel 2009)
-Attività economica basata sulle rinnovabili: 127 miliardi di euro (120 miliardi nel 2009)

Tutti i punti indicano che le rinnovabili in Europa sono un industria robusta, vibrante, persistente e che si tratta di un settore in rapida crescita.
I pessimisti e gli investitori ne prendano nota.

Fonte: Treehugger

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