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Traduzione a cura di Denis Gobbi

 

I suoi sostenitori credono sia un’opportunità per realizzare una società del post-lavoro, dove le macchine pensano ai lavori pesanti e l’occupazione così come oggi la conosciamo diverrà una cosa del passato.

Può il ciber-lusso diventare la norma? Fotografia: Everett Collection / Rex Feature

Nel tempo in cui i robot affollano le linee di produzione delle fabbriche, algoritmi fanno sterzare le auto e schermi touchscreen sostituiscono le cassiere dei supermercati, l’automazione stà diventando il nuovo spettro della società. I robot, dicono, stanno arrivando a rubarci il lavoro.

Lasciateli fare, rispondono i comunisti di lusso.

I prati cibernetici e le macchine dall’amorevole grazia

Localizzato nello spettro politico dell’estrema sinistra futurista, il comunismo di lusso completamente automatizzato (fully automated luxury communism – FALC) mira ad imbracciare l’automazione nella sua massima estensione. Questo connubio potrebbe sembrare un ossimoro, ma è proprio questo il punto: tutto ciò che verrà etichettato come comunismo di lusso diverrà difficile da ignorare.

C’è una tendenza nel capitalismo ad automatizzare il lavoro, per tramutare processi prima eseguiti da esseri umani in funzioni completamente automatiche”

ci dice Aaron Bastani, co-fondatore di Novara Media, che aggiunge:

Riconoscendo ciò, l’unico obiettivo utopico potrebbe essere la completa automatizzazione di tutto e la comune proprietà di ciò che è automatizzato.

Bastani e i suoi compagni comunisti di lusso credono che questi tempi di rapido cambiamento siano un’opportunità per realizzare una società del post-lavoro, dove le macchine si occupino di tutti i lavori pesanti e degradanti non per profitto ma per la comunità.

Le nostre richieste potrebbero essere una settimana lavorativa di 10/12 ore, un reddito minimo di base garantito, un’abitazione garantita per tutti, così come l’educazione, la sanità garantite e così via. Ci potrebbe essere ovviamente del lavoro non automatizzabile che richiederebbe l’impiego di lavoro umano, come ad esempio il controllo qualità, ma sarebbe minimo.

L’umanità potrebbe avere le sue praterie cibernetiche, gestite da macchine dotate di amorevole grazia.

Prendiamo Uber per esempio, una gigantesca compagnia. La sua visione consiste nell’avere entro il 2030 questa enorme flotta di auto senza guidatore. Ciò non richiede di essere gestito da una compagnia privata. Perchè lo dovresti volere? A Londra abbiamo le Bici Boris. Perchè non dovremmo avere qualcosa di simile ad Uber con auto automatizzate senza guidatore, fornite a livello municipale senza un motivo di profitto?

E questo è solo l’inizio

L’ideologia nasce da un groviglio di andamenti ben studiati. Attualmente, il tasso di progresso tecnologico e produttività lavorativa stà aumentando, ma le retribuzioni stagnano e le aziende tagliano posti di lavoro. Recenti ricerche indicano che il 35% dei lavori nel Regno Unito sono “a rischio” di automatizzazione. I professori del MIT Erik Brynjolfsson e James McAfee argomentano persuasivamente nel loro spesso citato “La Seconda Era delle Macchine” che i robot sono solamente che all’inizio del loro impatto sull’economia.

I prati cibernetici dell’umanità saranno gestiti da macchine dall’amorevole grazia. Fotografia: HD Wallpaper

Gli automi di nuova generazione offrono un numero di vantaggi tali da promettere l’obsolescenza della fatica, annoverando tra i fattori chiave strumenti come la stampa 3D e algoritmi abbastanza intelligenti da poter essere scambiati per esseri umani. Un era di abbondanza spalleggiata dalle macchine sembra profilarsi proprio dietro l’angolo.

Non stò dicendo che ci siamo già dentro, anche se in alcuni settori certamente lo siamo. Prendete per esempio al distribuzione di contenuti audio/video, abbiamo raggiunto la post-scarsità in questo settore. Ovviamente Spotify, iTunes o Wikipedia non sono modelli che creano cibo e sostentamento diretto per le persone. Tuttavia la speranza sussiste nel pensare che questa sia la testa di ponte emergente di un set di tendenze riguardanti il software e anche, a breve, l’hardware. Perchè queste sono le aspettative che accompagnano la fabbricazione libera di oggetti solidi, la stampa 3D, la biologia sintetica.

Bastani non è solo nell’evangelizzare un’era di ciber-lusso di massa. Membri del gruppo di sinistra Piano C diffondono lo slogan “Lusso per tutti” nella loro propaganda e nel loro ben progettato Tumblr, Comunismo di Lusso, mostrano simpatiche idee adottate anche nel corso di proteste studentesche.

Allo stesso modo, Brynjolfsson non trova l’idea di un lusso popolare automatizzato bizzarra. Al contrario.

Un mondo di abbondanza incrementale, anche di lusso, non solo è possibile, ma probabile. Molte delle cose che consideriamo necessità oggi come il servizio telefonico, le automobili, il sabato libero, erano beni di lusso in passato.

Nel comunismo di lusso totalmente automatizzato si tratterà di occupare il panificio piuttosto che rubarne il pane. Fotografia: Bettmann/Corbis

La tecnologia può creare enorme abbondanza, ma la strada verso di essa potrebbe essere molto tortuosa perchè gli esistenti modelli di business e i metodi di creazione del valore vengono destabilizzati

Il Comunismo di Lusso Britannico

Il comunismo di lusso britannico sviluppa le sue radici a partire dai movimenti di protesta a metà del primo decennio di questo secolo, secondo Piano C, quando i suoi membri mostrarono il loro slogan “Lusso per tutti” ad una manifestazione di Berlino.

Ci sembra che questa domanda ben riassuma gli obiettivi di un movimento comunista moderno

– affermano i membri di Piano C.

Essi traggono i loro principi dalla trilogia fantascientifica “Marte Rosso” di Kim Stanley Robinson, dove un’utopia socialista si stabilisce sul pianeta rosso. Anche “Un Linguaggio Modello” fù una fonte d’ispirazione, un pamphlet utopico degli anni ’70 scritto da tre architetti. Bastani sostiene che la sua concezione di FALC è basata su di una moderna lettura del Capitale e di Gundrisse di Karl Marx.

Ovviamente, la storia è disseminata di impronte digitali di tecno-utopie irrealizzate e società libere dal lavoro usurante. Pensatori che vanno da Marx a Bertrand Russell furono certi che scienza, tecnologia e cooperazione umana fossero al punto di svolta necessario a liberare l’umanità dalle catene del lavoro.

La visione di dare a molti, se non addirittura alla maggior parte dei cittadini carichi di lavoro drasticamente ridotti è un concetto molto vecchio nei pensieri e negli scritti utopici.

afferma Howard Segal, professore di storia della scienza e della tecnologia all’Università del Maine e autore di Utopie: Una Breve Storia.

Egli punta l’attenzione verso l’armata industriale di Guardando Indietro (Looking Backguard – 1988) di Edward Bellamy e agli scritti dei tecnocratici del medio ‘900. Ma il comunismo di lusso forse trova una corrente culturale analoga e più recente in serie TV fantascientifiche come Star Trek, con i suoi replicatori e politici egalitari, o ancora nelle opere di Iain Banks legate all’universo culturale high-tech post scarsità (The Culture).

Eventualmente, Bastani vede il FALC raggiungere un obiettivo molto vicino a questi esempi – una società con controllo collettivo sui suoi mezzi ad alta tecnologia riduci-lavoro. Prevede anche quali piccoli lavori saranno necessari in futuro, come la continua ottimizzazione di stampanti 3D e robot per l’agricoltura. Essi saranno organizzati in modo simile a come oggi gli editori di Wikipedia gestiscono il loro dominio in modo decentralizzato e non gerarchico.

Ma prima di tutto ciò, e sopratutto in modo da poterci arrivare, esso spera di usare l’etichetta del comunismo di lusso come bandiera per convertire tutti alla causa. Tutto questo ha a che fare con la politica.

Considerate la canzone del rapper di Atalanta Migo, “Versace”, Migo dice:

Ottieni questi video che i bambini amano, dove è tutto completamente bizzarro, lusso ovunque. La storia del capitalismo ripete che se tu lavori duramente e giochi secondo le regole puoi ottenere tutto questo, il che è ovviamente una stronzata. Ma se tu dici hei guarda! se vuoi tutto questo, quello che ti serve è occupare i centri di produzione. Ci serve ottenerne l’automazione e subordinarla ai bisogni dell’essere umano, non al bisogno di profitto. Si tratta di occupare il panificio, piuttosto che rubarne il pane

Ovviamente presumendo siano i robot a dover impastare.

Fonte: theguardian.com

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Traduzione a cura di Ezio Marano & Denis Gobbi

 

Molti esperti che studiano il tema dell’automazione ritengono che l’attuale tasso di progresso ci stia portando verso un futuro con sempre meno posti di lavoro disponibili.
Forse è una cosa buona.

Nel suo saggio 2013, “a proposito di lavori stupidi” David Graeber ha sostenuto che sulla scia dell’automazione, abbiamo creato occupazione semplicemente fine a se stessa, non necessariamente per soddisfare un qualche compito o fine significativo. Nel 1930, John Maynard Keynes ha predetto che l’automazione avrebbe creato una settimana lavorativa di 15 ore per tutti in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Graeber sostiene che non siamo riusciti a essere all’altezza di questa previsione, non a causa del fallimento dell’automazione, ma a causa della paura degli effetti sociali che si potrebbero verificare avendo un gran numero di persone dotate di una tale quantità di tempo libero non strutturato.

Nel nostro sistema attuale, un tasso di disoccupazione più elevato significa un’economia instabile. Siamo costantemente alla ricerca di modi per “mettere le persone al lavoro”. Spesso, però, i lavori che queste persone trovano sono insoddisfacenti.

Nel 2014, la Conferenza del Comitato di Indagine di Soddisfazione sul Lavoro ha riportato, per l’ottava volta consecutiva, che meno della metà degli americani sono soddisfatti del loro lavoro.

Mentre la tecnologia progredisce, ci sono segnali confermanti il fatto che “far lavorare le persone” sarà sempre meno fattibile. Gli economisti Erik Brynjolfsson e Andrew McAfee hanno tracciato quello che chiamano “il grande disaccoppiamento”. Essi hanno scoperto che la produttività, o output per ora di lavoro, è quadruplicato dal 1947 negli Stati Uniti, mentre l’occupazione non è aumentata per nulla rispetto al rapporto esistente in precedenza. Ciò significa che molte aziende stanno producendo più beni e servizi senza la necessità di dover assumere più persone.

Altre ricerche suggeriscono che nei prossimi 15 o 20 anni, il 45 per cento dei posti di lavoro esistenti sarà automatizzato. Ancora più sorprendentemente, nulla sembra suggerire il fatto che nuovi posti di lavoro saranno creati con il ritmo necessario a poter compensare questa perdita.

Ad oggi, moltissime persone hanno avuto solo due opzioni lavorative: il reddito desiderato e l’insoddisfazione, o poco reddito e la libertà. Nessuna di queste possibilità è particolarmente attraente.
Larry Page offre una soluzione: “Lavorare di meno.”

Lavorare meno certamente ridurrebbe la quantità di tempo che le persone trascorrono sui posti di lavoro insoddisfacenti, e offrirebbe loro anche maggiori opportunità per perseguire i loro veri interessi.

Durante una chiacchierata informale come parte di un programma esecutivo alla Singularity University lo scorso novembre, Ray Kurzweil ha sottolineato che con i progressi della tecnologia fino ad ora: “sempre più persone possono fare quello che le appassiona”, invece di essere bloccate in posti di lavoro che non interessano loro rendendo inespresso tutto il loro potenziale

Kurzweil stesso ne è un esempio: “Non ho nessuna intenzione di andarmene presto in pensione” dice. “ho un altro modo di vedere le cose: io in realtà ci sono andato quando avevo cinque anni, e ho deciso di fare quello che volevo fare.”

L’automazione può fornire parte della soluzione anche al problema del reddito. Come dice Kurzweil, “Non sono davvero preoccupato perché sarà un problema molto semplice da risolvere e richiederà una frazione molto piccola della nostra intera capacità produttiva supportare tutte le necessità materiali della razza umana”. Ovvero raggiungere un elevato standard di vita in futuro richiederà molto meno capitale.

Come ci arriveremo è un argomento molto discusso, ma se prendiamo la comprovata esperienza di Kurzweil nel predire il futuro della tecnologia come indicatore, è lì che siamo diretti.

Inoltre, se Kurzweil è rappresentativo di come una frazione delle persone riempirebbe il suo tempo mentre non sono più impegnate nel mondo dei lavori insensati, allora il futuro sembra destinato a essere riempito con ancor più innovazione e creatività. “Pensi che l’innovazione si fermerà?” Chiede Kurzweil. “Esploderà.”

Se questa previsione è accreditata, allora immaginate il salto che si farebbe se ogni lavoratore che ha visto Star Trek in tenera età, crescendo stesse lavorando per rendere la velocità di curvatura una realtà.

Questa innovazione non è nemmeno limitata al mondo tecnologico. Da quando la tecnologia ha cominciato a sostituire i lavori ripetitivi, abbiamo visto una esplosione nella diversità di produzione creativa nel mondo.

C’è stato un aumento senza precedenti nella varietà di generi musicali creati negli ultimi 100 anni, per non dire la quantità di musica effettivamente prodotta. Esiste più arte al mondo (e alcune di esse effettivamente buone) adesso piuttosto che in qualsiasi altra epoca passata. Meno persone ci sono dietro una scrivania, o dietro alla ruota di un grande impianto di perforazione, più potenziali creatori si generano.

Automazione del lavoro non si tradurrá certo con eradicazione del lavoro umano. Nel migliore dei mondi possibili, potrebbe voler dire solo la fine del lavoro insoddisfacente. Per qualcuno significherebbe tempo trascorso a creare e inventare, per altri potrebbe significare un sacco di tempo trascorso a giocare con tutte quelle nuove creazioni e invenzioni, che è ciò a cui si vuole arrivare.

Kurzweil è la prova che la passione stimola la produttività, così come quasi tutti gli artisti prolifici, scrittori, musicisti e imprenditori provano. Il lavoro soddisfacente si rende utile e di solito produce cose abbastanza incredibili. Non solo, ma l’ingegno che rende possibile l’automazione, migliorerà anche l’innovazione.

Karl Marx ha descritto la sua società ideale come una “in cui nessuno ha una sfera di attività esclusiva ma può perfezionarsi in qualsiasi ramo voglia… fare una cosa oggi e domani un altra, cacciare alla mattina e pescare il pomeriggio, allevare bestiame la sera, criticare dopo cena… senza mai diventare cacciatore, pescatore, pastore, o critico.”

L’automazione consente esattamente la possibilità di questo tipo di diversificazione di interessi, senza la violenza e lo sconvolgimento, di solito associati con i tentativi per arrivarci.

Inoltre, la tecnologia non farà altro che accelerare la nostra capacità di perseguire diversi interessi. Internet ha già democraticizzato l’informazione, consentendo a molti di diventare esperti in campi in cui non hanno alcuna istruzione formale o formazione. Il futuro della tecnologia può consentire a ciascuno di noi di diventare maestri in molti campi, ampliando le capacità dei nostri corpi e delle nostre menti.

È molto difficile prevedere in realtà ciò che un mondo pieno di persone sciolte dalle redini del lavoro predefinito creerebbe o potrebbe creare; tuttavia, c’è parecchio da prevedere e dovremmo essere ottimisti su un tale cambiamento trasformativo.

Gli sviluppi e le innovazioni prodotte dalla passione, e aiutati dalla tecnologia, hanno esteso la fantasia. Dalla realizzazione di molti concetti precedentemente considerati fantascienza, alla creazione di nuove forme d’arte che ci lasciano stupiti di ciò che la passione e l’innovazione possa realizzare.
Provate a immaginare un mondo in cui i risultati si espandono in modo esponenziale.

Fonte: singularityhub.com

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Traduzione a cura di Daniel Iversen

 

Lo scultore e modellista francese, Gael Langevin, ha un progetto che sarebbe felice di condividere con altri aventi lo stesso entusiasmo nell’incanalare la propria immaginazione nella stampa 3D. Dall’anno scorso è stato impegnato alla scrupolosa progettazione tecnica e al design di un robot umanoide chiamato InMoov, che è stato ideato per essere stampato in 3D e fatto animare seguendo le istruzioni dello stesso produttore.

Nel suo blog ha fatto sapere al mondo che avrebbe dovuto riprogettarlo e stamparlo ancora un paio di volte prima di ottenere InMoov proprio come lo voleva. “Il mio secondo progetto era troppo grande per entrare in una intervallo di grandezza umano”.

Attualmente è riuscito a creare un robot umanoide con una testa, un torso e mani mobili, che può rispondere a comandi vocali. Non è per niente carino, affettuoso o abbracciabile. Fisicamente, per qualcuno, può virare attraverso un “Uncanny Valley“. Ciò nonostante il suo obiettivo non è quello di renderlo carino, ma piuttosto di mostrare quello che possono fare la stampa 3D e dei materiali già pronti e aiutare altri a fare lo stesso.

Ha iniziato creando la mano destra, progettato in Blender e stampato con una 3D Touch. Dopo diverse ripetizioni è stata aggiunta una spalla, una testa, un cervello e i comandi vocali. Ha condiviso i dettagli su Thingiverse, un sito dove uno può condividere progetti digitali, e proprio come Langevin, al team del sito piace dare supporto ad altri nel costruire oggetti.

“Le parti del corpo possono venire stampanti, ma si devono aggiungere le componenti meccaniche ed elettroniche come cavi, SERVOS e Arduino per far si che l’aggeggio funzioni” dice.

La lista dei componenti elettronici include Arduino uno x2; MG995 / HK2598 Servo x12; Servo Hitec HS805BB  x8; -0.8mm filo di nylon (bava da pesca); bulloni vari; 3 kg di filamento naturale in ABS (in vari colori) e batterie e caricatore da 6V 44A.

Alcuni suoi punti di riferimento per gli appassionati, per esempio, sono i suoi suggerimenti su come sostituire i filetti delle viti stampate con attuatori lineari, per ottenere miglior forza e precisione. “Per questo progetto cerco tuttavia di gestire il mio portafoglio” dice “e so che molti di voi siete nella mia stessa situazione. Quindi, se avete un grosso portafoglio, queste parti le potrete sostituire con facilità. Ho fatto gli spazi e ho aggiunto dei fori di fissaggio per renderlo adattabile.

Ha aggiunto che “lavorare per Factices Ateliers come scultore e modellista nel mondo reale, è il mio contribuito per il mondo 3D Open Source”

 

Fonti: PhysOrg , InMoov , ThingiVerse , Canale YouTube

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Traduzione a cura di Daniel Iversen

L’architetto olandese Janjaap Ruijssenaars dall’Universe Architecture ad Amsterdam ha progettato un edificio di un unico pezzo che verrà costruito con una stampante 3D e spera che il “Landscape House”, come l’ha chiamato, potrà essere stampato entro l’anno 2014.

Una superficie ripiegata in un band möbius senza fine. I pavimenti si trasformano in soffitti, all’interno e all’esterno. La produzione sarà affidata a innovative tecniche di stampa 3D. Architettura di continuità con una serie infinita di applicabilità.

Ruijssenaars collabora allo sviluppo di questo progetto con il matematico e l’artista Rinus Roelofs, usando la tecnologia della stampa 3D. L’idea è quella di stampare l’edificio in pezzi e poi metterli insieme per formarne uno unico. Ci vorrà un anno e mezzo per completare il progetto.

(Images: Universe Architecture)

Ruijssenaars prevede di stampare ogni pezzo delle dimensioni di 6 x 9 metri usando una enorme stampante 3D chiamata D-Shape. Progettata dall’inventore italiano Enrico Dini, la D-Shape è potenzialmente in grado di stampare un edificio a due piani usando sottili strati di sabbia e un legante inorganico per la costruzione. Il risultato sarà abbastanza resistente ?

Ruijssenaars dice che Dini ha consigliato di stampare solo la forma, dopodichè i “contorni” dell’edificio verrano riempiti con del calcestruzzo rinforzato per ottenere la resistenza desiderata.

Insieme ad un azienda olandese, Ruijssenaars sta lavorando con Dini per realizzare questa idea.
“Sarà il primo edificio stampato 3D al mondo. Spero che possa venire aperto al pubblico una volta finito” dice Ruijssenaars.

La casa panoramica è stata sviluppata per aderire ad Europan, un concorso europeo per giovani progettisti dello spazio che viene organizzato ogni due anni in quindici paesi. Nel loro insieme, in media, questi paesi creano 50 siti reali disponibili per giovani progettisti per lo sviluppo di un piano.

La casa panoramica sarà un panorama nel paesaggio. “Era una casa in Irlanda”, dice Janjaap Ruijssenaars. “La posizione sulla costa è così bella che vogliamo che il progetto rifletta la natura. I paesaggi sono senza fine e la nostra domanda era se eravamo capaci di progettare qualcosa senza inizio né fine”. L’architetto ha avuto fama mondiale con il suo design di un letto fluttuante, che è stato letto la “Miglior invenzione del 2006” dal Time Magazine.

 

Fonte: Robotswillstealyourjob

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Traduzione a cura di Denis Gobbi

Punto di vista di Leo Gesvantner: ricercatore.

I miei interessi attuali ruotano principalmente attorno all’attivismo sociale. I miei articoli e conferenze sono stati temporaneamente messi in disparte, a causa del mio lavoro che coinvolge il Progetto Shedfarm, un progetto comunitario di agricoltura che ho sviluppato negli ultimi mesi. Come attivista, la mia attenzione tende a coinvolgere la scienza, la tecnologia, le arti e le capacità dell’umanità ed usarle per il bene di tutti. I miei articoli, conferenze e progetti personali riflettono fortemente tutto ciò.

Il picco del petrolio è la maggiore (e giustificatamente) preoccupazione a cui mi è capitato di pensare più e più volte negli ultimi tempi. Per quelli non familiari a questo tema, il picco del petrolio è quel punto dove la produzione di petrolio raggiunge un “picco” e comincia poi costantemente a declinare, portando alla fine ad uno scenario dove l’energia richiesta per estrarne di nuovo è maggiore di quella effettivamente contenuta nella quantità che ne viene estratta — giunti a questo punto, semplicemente il continuare a produrre petrolio accellera l’esaurimento delle riserve d’energia ancora più velocemente.  Fortunatamente, solamente grazie alle capacità scientifiche ed ingegneristiche degli esseri umani, questo scenario non si manifesterà mai.

Peak Oil

Peak Oil

Gli Stati Uniti sono, di gran lunga, i più grandi consumatori di petrolio —  consumiamo tanto petrolio quanto tutte e 5 le nazioni insieme che ci seguono nella classifica ed il 40% in più dell’intera Unione Europea. La maggior parte del petrolio (come tutti gli altri combustibili fossili) vengono impiegati nei trasporti, nella produzione di energia, nell’industria petrolchimica — altri maggiori consumatori di petrolio sono l’industria manifatturiera, quella metalmeccanica pesante e gli impianti di  riscaldamento per edifici residenziali e commerciali, comunque questi ultimi sono facilmente rimpiazzati da sistemi che funzionano direttamente ad elettricità (1) (2) (3). Così è mia opinione dire che il maggiore impiego di combustibili fossili sia dato dai trasporti (e attualmente ci sono troppe auto, camion, moto, treni, aerei, navi, ecc da sostituire facilmente o rapidamente con veicoli elettrici, così com’è anche per quanto riguarda gli usi produttivi e di riscaldamento) che dal riscaldamento dell’acqua per produrre vapore e la lavorazione di vari idrocarburi diversi per produrre vari materiali plastici, gomma sintetica, coloranti, vernici etc…

Generare elettricità è ormai obsoleto e non necessario da anni. La maggiore e abbondante sorgente di energia pultita e rinnovabile è quella solare, geotermica e eolica, con rispettivamente ~ 35.000 , ~ 1400 e ~ 15 volte la quantità di energia elettrica consumata a livello mondiale nel 2008. Un sistema globale, decentralizzato, di reti intelligenti di energia – incluse anche fonti come l’idroelettrico e la fusione, quando diventerà disponibile – e contemporaneamente lo sviluppo di migliori ed efficienti sistemi elettrici a basso consumo energetico si tradurranno in una società che produce molta più energia elettrica di quella che potrebbe effettivamente utilizzare, il cui problema principale sarà solamente capire come immagazzinarne gli eccessi.

Skytran

I trasporti sono un problema facilmente risolvibile, anche se richiedono una massiccia ristrutturazione delle infrastrutture di trasporto urbane ed extraurbane ed una significativa riduzione della domanda per quanto riguarda il trasporto privato. Fortunatamente, i sistemi più promettenti come l’ET3 e lo Skytran (4)(5)(6), sono entrambi totalmente automatizzati, a propulsione elettrica, super efficienti, veloci e meno dispendiosi da installare e da mantenere rispetto agli attuali sistemi di trasporto di massa, incluse le autostrade, e portano con se il potenziale necessario a permettere ad ogni individuo di viaggiare in qualsiasi posto della terra che ha accesso a questi sistemi con costi inesistenti o comunque molto contenuti per ogni passeggero, riducendo drasticamente il bisogno — e quindi la domanda — di sistemi di trasporto privati inefficienti e inquinanti.

L’ultimo aspetto di cui occuparci è l’industria petrolchimica —  e fortunatamente abbiamo risolto anche questo problema. Gli idrocarburi —  molecole basate totalmente o prevalentemente da atomi di idrogeno e di carbonio – sono fondamentali per la produzione dei materiali più diffusi attualmente utilizzati come plastica, gomma, vernici, adesivi, asfalto, ecc…. Finchè non scopriremo o svilupperemo nuovi materiali in sostituzione di quelli attualmente in uso, sarà di cruciale importanza per la produzione di questi materiali (7)(8)(9)(10)(11). Gli idrocarburi sono tradizionalmente prodotti da processi di raffinazione in appositi impianti ad alta intensità energetica. Tuttavia, un nuovo metodo sviluppato dall’ “Huber Biofuel Research Group” nel dicembre del 2010 potrebbe permettere la produzione di ogni prodotto sintetico da idrocarburi attualmente utilizzato nell’industria petrolchimica “senza modifiche da apportare alle infrastrutture esistenti” (12)(13). (NDR E’ solo uno dei possibili sistemi, un altro potrebbe essere rappresentato dallo sviluppo dell’industria della canapa, ad esempio.)

Sebbene la maggior parte degli interessati alla questione della prospettiva del picco del petrolio sostengano che il picco globale è già stato superato o si sta rapidamente avvicinando —(14) (15) (16) (17), le tecnologie esistenti attualmente, se utilizzate correttamente e al loro pieno potenziale , potrebbero eliminare completamente qualsiasi minaccia globale all’umanità causata dal picco del petrolio.

Fonti: Zeitnews.org

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