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Traduzione a cura di Ezio Marano

Dimenticatevi i prati. Il nuovo parco della città sarà pieno di piante commestibili, e tutto, dalle pere alle erbe, sarà prelevabile gratuitamente.

La visione di Seattle di un’oasi alimentare urbana sta andando avanti. Un appezzamento di sette acri di terreno nella città di Beacon Hill a sarà piantato con centinaia di diversi tipi commestibili: noci e castagni, cespugli di mirtilli e lamponi, alberi da frutta, tra cui mele e pere; piante esotiche come ananas, agrumi yuzu, guava, cachi, honeyberry e mirtilli rossi, erbe aromatiche, e altro ancora. Tutto sarà a disposizione di chiunque voglia piluccare aggirandosi nella prima foresta alimentare della città.

 

“Questo è totalmente innovativo, e non è mai stato fatto prima d’ora in un parco pubblico,” racconta a TakePart Margarett Harrison, architetto-capo paesaggista per il progetto Foresta Alimentare Beacon. La Harrison sta lavorando ora sulla costruzione e sui disegni di permessi e si aspetta di iniziare i lavori questa estate.

Il concetto di foresta alimentare spinge certamente più in là i limiti di agricoltura urbana e si fonda sul concetto di permacultura, il ché significa che sarà perenne e autosufficiente, come una foresta è in natura. Non solo, questa foresta è il primo progetto di permacultura di Seattle su larga scala, ma si crede anche sia il primo del suo genere nella nazione.

“Il concetto significa che consideriamo il suolo, le piante da compagnia, insetti, tutto sarà reciprocamente vantaggioso l’uno per l’altro”, dice la Harrison.

Che il piano sia venuto del tutto alla luce è notevole di per sé. Quello che era iniziato come un progetto di gruppo per un corso di disegno di permacultura è finito come un esempio da manuale di sensibilizzazione della comunità andato bene.

“Gli Amici della Foresta Alimentare hanno intrapreso eroici sforzi di sensibilizzazione per assicurare il sostegno del quartiere. Il team ha inviato oltre 6.000 cartoline in cinque lingue diverse, ha organizzato presentazioni in occasione di eventi e fiere, e pubblicato volantini”, scrive Robert Mellinger per Crosscut.

I suggerimenti del vicinato sono stati così apprezzati dagli organizzatori, hanno anche usato traduttori per aiutare i residenti cinesi ad avere voce in capitolo nella pianificazione.

Quindi, chi potrà raccogliere tutta questa abbondante frutta matura quando sarà il momento?

“Chiunque e tutti”, dice la Harrison. “C’è stata grande discussione su questo. Persone preoccupate, ‘E se qualcuno arriva e si prende tutti i mirtilli?’ Il ché potrebbe benissimo accadere, ma forse qualcuno ha veramente bisogno di quei mirtilli. Noi la vediamo così — se non ci saranno più mirtilli alla fine della stagione, allora significa che abbiamo avuto successo.”

fonte: takepart

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Traduzione a cura di Daniel Iversen

“The Green Wheel” (Ruota Verde) è un concept di giardinaggio per interni, dove piante fatte crescere in idroponica ruotano attorno a una fonte di luce posta al centro.

Già nei lontani anni ’80, la NASA aveva immaginato un sistema per la crescita di erbe ed altre piante commestibili nell’ambiente a gravità a zero di un veicolo spaziale.
Anche se il progetto non era mai uscito dal tavolo di disegno, il sistema comunque consisteva in un anello rotante con le piante che crescevano al suo interno.
Facendo un salto di qualche decennio, una ditta italiana di design, “DesignLibero”, ha preso questo concept e lo ha ri-immaginato al servizio del consumatore: “The Green Wheel” (La Ruota Verde)

Il sistema avrebbe un involucro esterno fisso, con annidato all’interno un anello motorizzato, con una rotazione di circa un giro per ora. Sulla superficie interna di questo anello è possibile piantare una grande varietà di erbe e altri vegetali che crescono poi su della fibra di cocco inserita in dei vasetti perforati: in altre parole dei piccoli vasi costruiti sull’anello.

Parametri come la temperatura e la luce potrebbero essere controllati via wireless per mezzo di una app per smart-phone o tablet, che sarà anche in grado di avvertire l’utente quando il sistema sta per finire l’acqua.

Quindi, qual’è il punto ?

Prima di tutto, permetterebbe a tutti quelli che vivono in appartamento di coltivare un gran numero di piante in un piccolo spazio: la stessa superficie, messa in orrizzontale, occuperebbe più di un prezioso scaffale. In più le piante, roteando tutte intorno a una fonte di luce, hanno bisogno di molta meno illuminazione, e tutte riceverebbero la stessa esposizione.
Meno illuminazione vuol dire meno consumo energetico, visto che il motore userà un pò di elettricità

Mentre concetti come “Non sarebbe figo?” sono abbondanti, il capo progettista di DesignLibero, Rutilo Libero, ci ha detto che la sua azienda vuole definitivamente sviluppare “The Green Wheel” in modo commerciale. Ci ha riferito che il suo staff è già pronto per costruire un prototipo ma vogliono prima cercare una rete di distribuzione e un sostenitore finanziario.
Quindi, se siete a capo di una grande azienda e siete interessati a finanziare una coltivazione “Indoor” rivoluzionaria…

Fonte: GizMag

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Traduzione a cura di Daniel Iversen

SeattlePortando il concetto di parco urbano ad un livello successivo, Seattle (Washington), ha ufficialmente iniziato i lavori su di un acro di terra destinato a essere convertito in un “bosco commestibile” che produrrà cibo gratis per gli abitanti della città e per i visitatori, umani e non.

 

 

Secondo il sito del Beacon Food Forst, la missione di questo progetto è di “progettare, piantare e far crescere una giardino-bosco urbano e commestibile che ispira la nostra comunità a raccogliere insieme, crescere il nostro stesso cibo e riabilitare il nostro ecosistema locale”.      Il progetto di foresta permanente in permacultura, che si ritiene essere il primo di questo tipo negli Stati Uniti, sarà eventualmente autosufficiente, molto simile a come funziona una foresta in natura. La creazione di un ambiente auto-sostenibile fa affidamento ai tipi di suolo, alla vita degli insetti e delle piante collocate strategicamente all’interno dell’ambiente.

Il Beacon Food Forest di Seattle, situato nel quartiere di Beacon Hill, metterà a disposizione una serie di alberi da frutto, come mele, pere, cachi, castagne, noci e anche bacche commestibili, come mirtillo rosso e lampone.

Il progetto, già in corso, è destinato a durare diversi anni per sviluppare pianamente lo spiazzo di sette acri situato a soli 2,5 km da Siattle. Dopo gli aggressivi sforzi di sensibilizzazione da parte di Friends of the Food Forest Community per assicurare che il piano avesse successo, l’iniziativa di questa piantagione innovativa è in corso per creare la prima “foresta-cibo” della nazione.

Non solo questo bosco fornirà cibo gratis a chiunque abbia accesso alla sua generosità, ma avrà a disposizione anche frutti sani e noci, che sono una parte importante di ogni dieta, spesso insostenibile per molte famiglie.

Fonte: Organicauthority

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Traduzione a cura di Daniel Iversen e Lorenzo Micali

Cibo per la mente: Estelle Brown, un ex progettista d'interni residente a Todmorden, con un cesto di verdura casalinga

Bisogna ammetterlo, sembra essere uno degli atti criminosi più sconsiderati, e anche il piu sfrontato.. All’esterno della stazione di polizia nella cittadina vittoriana di Todmorden, West Yorkshire, ci sono tre grandi aiuole ben in vista. Se le aveste visitate qualche mese fa, le avreste trovate stracolme di cavoli, carote, lattughe, cipolle primaverili, insomma, di ogni sorta di verdura e foglie di insalata.

Oggi le aiuole sono vuote. Come mai? La gente ha passeggiato sopra il piazzale della stazione di polizia in pieno giorno e ha preso le verdure. E cosa stanno facendo i poliziotti riguardo a questo furto sfacciato commesso sotto i loro nasi? Un bel niente, e questo non è molto corretto.

“Ho visto dalla videocamera di sorveglianza alcune persone mentre arrivavano e le raccoglievano” afferma il responsabile d’ufficio Janet Scott, con un sorriso enorme.
Il sorriso che spiega tutto.

Così, alla fine viene fuori che i “ladri di verdure” non sono per niente ladri. Le carote della stazione di polizia – e le migliaia di verdure nelle 70 grosse aiuole intorno alla città – sono lì per essere raccolte. Le persone del posto sono stimolate ad aiutarsi a vicenda. Un po’ di pomodori qui, una manciata di broccoli là. Se sono di stagione, sono loro. Gratis.

Dunque ci sono (o meglio c’erano): lamponi, albicocche e mele lungo il sentiero del canale; ribes nero, ribes rosso e fragole dietro lo studio medico; fagioli e piselli all’esterno del college; ciliegie nel parcheggio del supermercato, menta, rosmarino, timo e finocchio nei pressi dell’ospedale.

Gli orti sono il segno più visibile di un piano straordinario: rendere Todmorden la prima città nella nazione autosufficiente dal punto di vista alimentare.

“E noi vogliamo farlo entro il 2018” dice Mary Clear, 56 anni, nonna di 10 nipoti e co-fondatrice di “Incredible Edible” (incredibilmente commestibile)”, come viene chiamato il progetto.

“E’ un piano molto ambizioso. Ma se non miri a qualcosa in alto, puoi anche stare a letto, o no?”

Dunque cosa mi vieta di andare con una grossa borsa e prendere tutto il rosmarino nella città?

“Niente.” risponde Mary.

Cosa mi vieta di rubarmi tutte le mele?

“Niente.”

Tutti i vostri lamponi?

“Niente.”

Semplicemente, questo non accade, dice. “Abbiamo fiducia nelle persone. Noi crediamo veramente – e siamo testimoni di ciò – che le persone sono oneste.”

Quando lei vede un rappresentate, o un affarista che raccoglie i frutti per il suo pranzo, prova solo piacere. Che problema c’è, argomenta Mary, se una volta ogni tanto arriva qui con la scatoletta e scopre che tutte le fragole non ci sono più?

“Questa è una rivoluzione” afferma lei “ma noi siamo rivoluzionari gentili. Tutto ciò che facciamo è fondato sulla gentilezza.”

L’idea è venuta fuori dopo che lei e il co-fondatore Pam Warhurst, ex proprietario del “Bear Cafe” della città, iniziarono a discutere riguardo allo stato del mondo e a chiedersi cosa avrebbero potuto fare.

Hanno dedotto che tutto quello che potevano fare era di partire a livello locale, così riunirono un gruppo di persone, soprattutto donne, insieme in un bar.

“Quando gli uomini bevono, nei bar succedono sempre casini e risse, invece quando sono le donne a riunirsi insieme a bere un caffè succedono solo belle cose” dice Mary. “I nostri pensieri erano: si danno molte colpe al mondo, è colpa dei governi locali, dei politici, dei banchieri, della tecnologia – allora abbiamo pensato: facciamo noi qualcosa di positivo.”
Siamo in piedi in un parcheggio in centro. Mary indica delle tenute di case sulla collina e la sua faccia si illumina.

“I bambini passano di qui prima di andare a scuola. Abbiamo riempito le aiuole con dei finocchi e tutti loro hanno imparato che se dai un morso ai finocchi, hanno un sapore di caramelle alla liquirizia. Quando ho visto dei bambini mettere in bocca piccoli bocconi di erba, ho pensato soltanto una cosa: è brillante.”

Mi ha portato oltre il giardino di fronte casa sua, qualche metro più in la. Tre anni fa, quando “Incredible Edible” fu avviato, fece una cosa molto inusuale: abbassò il muro che c’è di fronte,  affinché stimolasse i passanti ad entrare nel giardino e a servirsi di qualsiasi verdura si loro gradimento.

“C’erano dei cartelli che chiedevano alle persone di prendersi qualcosa dall’orto ma ci sono voluti sei mesi alla gente per capire che ciò era davvero possibile” dice. Ora ci sono arrivati.
Ovviamente, solo qualche piccolo centro trasformato in orto – ma nemmeno migliaia di essi – potranno mai sfamare da soli una comunità di 15.000 abitanti.

Le patate alla stazione di polizia però funzionano come dei sergenti di reclutamento, atti ad incoraggiare i residenti a coltivare il proprio cibo a casa.  Oggi, centinaia di cittadini, che iniziarono ad aiutarsi a vicenda per la verdura comunale, sono ormai sulla via per raggiungere l’autosufficienza. Ma fuori sulla strada, che cosa viene piantato? e dove?.
C’è della gentilzza anche in questo.

“Il controllore alla stazione dei treni, che era tanto amato dai paesani, è stato poco bene. Prima di morire gli abbiamo chiesto: “Qual è la tua verdura preferita, Reg?” Erano i broccoli. Così abbiamo piantato letti memoriali di broccoli alla stazione. Anche alla fermata successiva, a Hebden Bridge, dove Reg era molto amato, hanno piantato dei broccoli in sua memoria.
“Non tutte le trame sono – come si può dire in maniera delicata? – ufficiali”

Prendete i cespugli di erbe aromatiche sul canale. Chi lo gestisce, quelli della “British Waterways”, non avevano idea che gli abitanti del luogo avessero seminato le piante in quella zona fino a quando un ufficiale non ha ispezionato quell’area prima della visita del principe del Galles lo scorso anno (Charles è un grande fan di “Incredible Edible”).

Estelle Brown, un ex designer d’interni che ha ha preso parte alla semina, ricevette  una email dalla British Waterways.

“Ero un pò preoccupato di aprirla” ha detto “Ma c’era scritto “Come si costruisce un’aiuola sollevata? Perchè il mio capo ne vuole una fuori dalla finestra del suo ufficio”

“Incredible Edible” è anche qualcosa di più: si tratta di educare le persone sul cibo, e stimolare l’economia locale.

Ci sono lezioni su come raccogliere e conservare la frutta, corsi per fare il pane, e il college locale offre una BTEC in orticultura. L’idea è che i giovani cresciuti lungo le strade di campagna possano fare carriera in agricoltura.

"Incredible Edible" è qualcosa di più di semplici appezzamenti di terra con degli orti: si tratta di educare le persone al cibo e stimolare l'economia locale (nella foto Estelle Brown e Vincent Graff)

Fondamentalmente il programma è anche quello di aiutare le imprese locali.
“The Bear”, un negozio e una meravigliosa cafetteria con una stupenda facciata in stile vittoriano, prende tutti i suoi ingredienti dagli agricoltori entro un raggio di 50 chilometri.

C’è un brillante mercato tutti i giorni. Qui la gente può mangiare bene e con prodotti locali, e centinaia di persona lo stanno già facendo.

Nel frattempo, alla scuola locale è stato assegnato recentemente un assegno da 500.000 sterline, concessi per promuovere una pescheria in grado di fornire cibo per la gente del posto e insegnare abilità utili ai ragazzi.

Jenny Coleman, 62 anni, che si è sistemato qui da Londra, spiega: ”Abbiamo bisogno di fare qualcosa per i giovani. Se hai 18 anni, ci deve essere un’adeguata risposta alla domanda: per quale motivo voglio restare a Todmorden?”

Il giorno che la visitai, la città era scossa da una fredda tempesta. Eppure il posto irradiava calore. Le persone parlavano tra di loro per strada, i vicini ci passavano accanto con la macchina, sorridendo. La frase “siamo tutti sulla stessa barca” ci balena subito in testa.

Quindi che razza di posto è Todmorden (conosciuta nel posto, senza eccezioni, come Tod)? Se pensate che sia popolata da nonne borghesi, ripensateci. Non è nemmeno la mecca di qualche facoltoso club di golf.

Situata nella Pennine valley – la strada che attraversa la città fa da confine tra lo Yorkshire e il Lancashire – è un vibrante mix di etnie, classi sociali ed età. Un terzo delle famiglie non possiede un’automobile e un quinto non dispone di riscaldamento centralizzato. Potete farvi una villetta a schiera con cinquanta mila sterline o spenderne quasi il doppio per una villa con sette camere da letto. E, secondo Pam Warhurst,  il progetto ha portato la comunità ad avvicinarsi.
Un esempio: “La polizia ci ha detto che da quando il tutto è iniziato, c’è stata una costante diminuzione di atti vandalici” dice. “Non ci aspettavamo questo”:

Allora come mai è accaduto?

Pam dice: ‘Se si prende uno spiazzo d’erba di norma utilizzato come pattumiera e per far fare i bisogni ai cani, e lo si trasforma in un luogo pieno di erbe e alberi da frutta, la gente non lo danneggia. Penso che siamo programmati a non danneggiare il cibo.”

Pam calcola che un progetto come Incredible Edible potrebbe prosperare in tanti altri luoghi. “Se la popolazione è di tipo transitorio è difficile, ma se ci sono scuole, negozi, giardini e spiazzi verdi, si può fare”. Iniziative analoghe sono in fase di sperimentazione in 21 altre città del Regno Unito, e c’è stato interesse persino da parte di alcuni posti in Germania e Spagna, a Hong Kong e in Canada. E, questa settimana, Mary Clear, ha tenuto una conferenza per un gruppo di deputati al palazzo Westminister, sede del parlamento inglese.

Todmorden è stata vistata da un urbanista della Nuova Zelanda, al lavoro per ricostruire il suo paese dopo il terremoto di febbraio.

Mary dice: “ Lui è tornato dicendo “Perchè non costruire la stazione dei treni con verdure ed erbe da raccogliere? Perchè non costruire un centro benessere con dei meleti?
“Quello che abbiamo fatto non è stato particolarmente intelligente. Semplicemente non è stato fatto prima d’ora”

L’ultima parola va un outsider. Joe Strachan è un ricco americano ex direttore di vendite che ha deciso di stabilirsi a Todd con la moglie scozzese, dopo molti anni in California. Ha 61 anni ma ne dimostra 40. Si è attivato con Edible Incredible sei mesi fa, e scavare, seminare e fare le spremute non potrebbe renderlo piu felice.  Mi trovo accanto a lui, al riparo dalla pioggia battente. Perchè, mi chiedo, qualcuno abbandonerebbe il sole della California per tutto questo?

La sua risposta riassume un pò quello che la gente ha capito qua intorno.

“C’è della nobiltà a far crescere del cibo e permettere alle persone di condividerlo. C’è la sensazione che stiamo facendo qualcosa di significativo, oltre che lamentarci che lo stato non può prendersi cura di noi. “Forse abbiamo tutti bisogno di imparare a prenderci cura di noi stessi”..

Fonte: DAILYMAIL

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Traduzione a cura di Kevin Opare

Gli Emirati Arabi importano circa l’85% del cibo. Questa dipendenza fa si che le oscillazioni del mercato e i problemi di fornitura abbia su di loro un peso maggior. Binyas Center sarà in grado di produrre ben 200 tonnellate di pesce e 300 mila cespi di lattuga ogni anno, contribuendo a ridurre il ricorso all’importazione ed avere maggior sicurezza alimentare per la nazione.

I pesci del genere Tilapia (Ciclidi), essendo allevatoi all’interno del sistema, saranno quindi i migliori amici del sistema idroponico e infatti,s econdo le notizie, 50 mila giovani esemplari di questi pesci sono stato importati dall’ Olanda per il progetto. Attualmente il centro è concentrato sulla produzione di lattuga anche se in futuro il sistema ospiterà altri prodotti come pomodori, cetrioli, anche okra, una pianta affine agli ibischi di cui si consuma i frutti.

La capacità del centro è impressionante: ci sono due serre principali da 4000 metri quadrati. Il sistema ultilizza una serie di vasche, filtri e attrezzature per l’irrigazione e in modo da assicurarsi che i rifiuti dei pesci alimentino le piante, le quali a loro volta, con le loro proprietà purificanti, possano pulire l’acqua per poter farla poi circolare di nuovo nelle vasche dei pesci.

Naturalmente un fattore chiave per gli Emirati Arabi Uniti è l’efficienza idrica. Fortunatamente il Baniyas Centre è altamente efficiente e utilizza solo una frazione dell’acqua che sarebbe necessaria per l’agricoltura tradizionale. Ci saranno due serbatoi principali con una capienza di circa 400mila litri, ma a causa del modo in cui il sistema ricicla l’acqua, si prevede che essa rimarrà inutilizzabile per un anno o più, all’interno dei serbatoi.

Il sistema nel suo complesso è gestito da una sola pompa dell’acqua, la sua efficienza energetica ed idrica è trascurabile rispetto ai metodi più tradizionali, è molto più conveniente. Alla fine sarà in grado di produrre in totale 450mila chili di cibo ogni anno, da febbraio sperano di spedire la lattuga in tutta Emirati Arabi e da Maggio si prevede che il primo pesce verrà inviato agli ipermercati a livello nazionale.

Fonte: hydroponicsguide.co.uk

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