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Traduzione a cura di Denis Gobbi

L’educazione è probabilmente una delle aree che ricaverà maggiori benefici da parte della tecnologia di stampa 3D sul lungo periodo. Il problema consiste prima di tutto nel far entrare questi apparecchi all’interno delle scuole.

Con prezzi che variano generalmente dai 400 ai 3.000 dollari le tipiche stampanti 3D non sono economiche, e con i sempre più ristretti fondi destinati all’istruzione sia negli Stati Uniti che oltreoceano, semplicemente moltissime scuole non possono permetterselo, senza menzionare il tempo e i mezzi richiesti per formare adeguatamente gli insegnanti a utilizzarle.

Il CEO di MakerBot Jenny Lawton al CES di quest’anno ha dichiarato che la stampa 3D diverrà di uso comune e comincierà a esplodere   quando un intero ciclo educativo verrà esposto a tale tecnologia. Come già accaduto con noi e l’esposizione ai computer desktop negli anni ’80 e ’90, non possiamo pensare oggigiorno di non averne accesso, così un domani anche i bambini di oggi potrebbero pensare lo stesso a proposito delle stampanti 3D.

Gli Stati Uniti comprendono chiaramente l’importanza di questa tecnologia, il particolare il Presidente Obama. In aggiunta agli investimenti per portare la manifattura di nuovo sul terreno americano, egli ha menzionato l’importanza della stampa 3D in diverse occasioni, visitando strutture produttive che le stanno già utilizzando, arrivando a parlare di questa tecnologia addirittura in uno dei suoi discorsi sullo stato dell’unione.

Detto questo arrivano notizie da Taipei (oggi Taiwan) dove Simon Shen, CEO del Gruppo Kinpo – azienda partner di XYZprinting – rivela che la Cina stà per fare un grande passo in avanti rispetto agli Stati Uniti a tal proposito.

Secondo Shen, il governo cinese ha un nuovo progetto riguardante l’installazione di una stampante 3D in ognuna delle 400.000 scuole elementari nell’arco dei prossimi due anni. Questi numeri potrebbero destare sorpresa principalmente per due motivi. Prima di tutto, queste sono MOLTISSIME scuole.  Negli Stati Uniti, esistono approssimativamente 70.000 scuole elementari, e all’incirca 100.000 scuole pubbliche. Come nazione potremmo facilmente confrontare le ambizioni della Cina. Se una stampante 3D media costa 1.000 dollari, ciò richiederebbe circa 100 milioni di dollari da aggiungere ai fondi educativi della nazione. Sembra molto denaro, e certamente lo è, ma ciò richiederebbe soltanto una tassa di 0,30$ per ogni uomo, donna, bambino di questo paese.

In più, il fatto che Gartner predica un totale di 217.000 stampanti 3D spedite quest’anno e il doppio per il 2016, circa 434.000 unità, ci fà pensare di aver sottostimato la vastità di questo mercato ancora una volta.

XZYPrinting ha annunciato due settimane fà di aver stretto una collaborazione con Magic Factory, un nuovo sussidiario e-commerce del gruppo Lenovo, per la distribuzione delle loro stampanti 3D e che si pianifica di spedire 100.000/120.000  unità solo per quanto riguarda quest’anno.

Il mercato stà crescendo più velocemente di quanto alcuni dei più bravi analisti abbiano previsto. Mano a mano che le scuole verranno dotate di questi strumenti e dei mezzi necessari a educare le masse, il tasso di adozione crescerà di conseguenza. Con il recente piano della Cina riguardo il futuro dell’educazione, la palla ora passa chiaramente a Obama. Con poco meno di due anni a fine mandato egli elaborerà un piano simile a quello pianificato da loro? Possiamo solo che sperarlo!

Simon Shen, CEO del gruppo Kinpo

Per quanto riguarda i dettagli dell’impressionante progetto della Cina, nulla è stato ancora dichiarato al pubblico, ma sarà interessante vedere queli stampanti 3D decideranno di utilizzare nelle scuole. XYZprinting offre stampanti per meno di 500 dollari, i suoi uffici risiedono in Cina e c’è una concreta possibilità che possano esser loro a contribuire in larga parte al progetto. Di fatto, Shen ci conta, aggiungendo:

Sarà il nostro motore di crescita per il nostro terzo e quarto trimestre

Sentiamo la tua opinione su questi piani ambiziosi del Governo Cinese, e se pensi che qualcosa di simile debba venir fatto in altri paesi. Commenta nella discussione su 3DPB.com.

Fonte: 3Dprint.com

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  Traduzione a cura di Denis Gobbi

L’amore di un padre contribuisce tanto quanto, e a volte anche di più, l’amore di una madre nello sviluppo di un bambino. Questa è una delle numerose scoperte fatte da una ricerca sul potere del rifiuto e dell’approvazione genitoriale nel plasmare le nostre personalità da bambini e in età adulta.

“Nel nostro mezzo secolo di ricerca internazionale, non abbiamo trovato nessun altro fattore tale da avere un effetto così forte e coerente sullo sviluppo della personalità come l’esperienza del rifiuto, soprattutto da parte dei genitori in età pediatrica”, spiega Ronald Rohner della University of Connecticut, co-autore del nuovo studio in “Personality and Social Psychology Review”.  “Ovunque i bambini e gli adulti – indipendentemente dalle differenze etniche, culturali e di genere – tendono a rispondere esattamente allo stesso modo quando percepiscono di essere respinti dalle loro figure di attaccamento”.

Esaminando 36 studi provenienti da tutto il mondo che hanno coinvolto più di 10.000 partecipanti, Rohner e il co-autore Abdul Khaleque hanno scoperto che in risposta al rifiuto da parte dei genitori, i bambini tendono a sentirsi più ansiosi e insicuri, così come più ostili e aggressivi nei confronti altrui. Il dolore del rifiuto – soprattutto quando si verifica in un lungo periodo di tempo durante l’infanzia – tende a permanere in età adulta, rendendo più difficile per gli adulti che sono stati respinti da bambini il formare relazioni sicure e fiduciose con i loro partner intimi. Gli studi si basano su sondaggi effettuati nei confronti di bambini e adulti consistenti nell’esaminare i gradi di accettazione o di rifiuto dei genitori durante la loro infanzia, completate da questioni poste a loro riguardanti la loro personalità.

Inoltre, afferma Rohner, dall’ultimo decennio di ricerche in psicologia e neuroscienze stà emergendo un evidenza rilevante: le stesse parti del cervello che vengono attivate quando le persone si sentono respinte vengono attivate anche quando l’esperienza del dolore è fisica. “A differenza di dolore fisico, tuttavia, le persone possono psicologicamente rivivere il dolore emotivo del rifiuto più e più volte per anni”, dice Rohner.

Quando si confronta l’impatto dell’amore di un padre rispetto a quello di una madre, i risultati provenienti da più di 500 studi suggeriscono che mentre i bambini e gli adulti sperimentano spesso più o meno lo stesso livello di accettazione o di rifiuto da ciascun genitore, l’influenza del rifiuto di un solo genitore – più spesso il padre – a volte può essere molto superiore a quello dell’altro.  Un team di psicologi provenienti da 13 paesi diversi che lavorano al “Father Acceptance Rejection Project ” hanno formulato una spiegazione a questa disparità:  i bambini e i giovani adulti tendono a dare maggiore attenzione a qualsiasi genitore che percepiscano avere un maggiore potere interpersonale. Quindi, se un bambino percepisce essere il padre ad avere maggior prestigio, può con alta probabilità essere lui ad avere più influenza sul figlio. Il lavoro stà continuando per comprendere meglio questo potenziale rapporto.

Uno dei più importanti messaggi da portare a casa provenienti da tutto questo lavoro di ricerca, afferma Rohner, è che l’amore paterno è fondamentale per lo sviluppo di una persona. L’importanza dell’amore di un padre dovrebbe contribuire a motivare molti uomini ad essere più coinvolti nella promozione della cura del bambino. Inoltre, egli dice, il riconoscimento diffuso dell’influenza dei padri sullo sviluppo della personalità dei propri figli dovrebbe contribuire a ridurre l’incidenza della “colpa materna” comune nelle scuole e in ambito clinico. “La grande enfasi sulle madri in America ha portato a una tendenza inappropriata nell’incolparle per i problemi di comportamento e del disadattamento dei bambini quando, in realtà, i padri sono spesso più implicati nello sviluppo di problemi come questi rispetto ad esse.”

Più informazioni possono essere reperite qui: “Transnational Relations Between Perceived Parental Acceptance and Personality Dispositions of Children and Adults: A Meta-Analytic Review

Fonte: Zeitnews.org 

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Traduzione a cura di Daniel IversenClaudio Galbiati e Juan Matus

Alcuni ricercatori hanno scoperto che i genitori che si arrabbiano facilmente e reagiscono oltre misura hanno maggiori probabilità di avere figli che si comportano male e si turbano facilmente.
La ricerca rappresenta un passo importante nella conoscenza della complessa connessione tra genetica e ambiente domestico. In questo studio i ricercatori del Oregon Social Learning Center, ed altri istituti hanno raccolto dati in 10 stati da 361 famiglie adottive, ed ottenuto i dati genetici sia dai genitori biologici che dai bambini.

I ricercatori hanno seguito i bambini tra i 9, 18 e 27 mesi di età, scoprendo, ad esempio, che i genitori adottivi che avevano la tendenza a reagire esageratamente, giungevano presto alla rabbia quando i bambini testavano i limiti consoni della loro età o facevano errori..

Questi genitori iper-reattivi avevano un effetto significativo sui loro bambini, che mostravano “emozionalità negative” o si comportavano male e avevano scatti d’ira eccessivi rispetto alla norma.
Anche la genetica gioca un ruolo in tutto ciò, specialmente nel caso di bambini con maggior rischio genetico di emozionalità negativa per via delle loro madri natali, ma che erano cresciuti in un ambiente poco stressato e meno “iper-reattivo”.

Lo studio è stato pubblicato nell’ultima edizione della rivista “Development and Psychopathology” (Sviluppo e Psicopatologia).
“Questa è un’età in cui bambini sono propensi a testare i loro limiti e confini” dice l’autrice Shannon Lipscomb, professoressa assistente in sviluppo umano e scienze della famiglia al OSU-Cascades.

“Tuttavia, la ricerca dimostra in maniera evidente che i bambini con un livello elevato di emozionalità negativa durante questi primi anni avevano poi maggiori difficoltà a regolare le emozioni durante l’età scolare, tendendo a esibire maggiori problemi comportamentali.”

Le ricerche hanno anche mostrato che i bambini con un maggior aumento di emozionalità negativa nel loro sviluppo da neonati a bambini (da 9 a 27 mesi di età), avevano anche i livelli più alti di problemi comportamentali all’età di 2 anni, suggerendo che le emozioni negative possono avere uno sviluppo a sè stante, il quale ha implicazioni che si manifestano più avanti, nei comportamenti dei bambini.

“Questo mette il nostro studio decisamente su un altro piano” dice Lipscomb.
“I ricercatori hanno sempre visto l’aspetto dell’emozionalità come qualcosa di abbastanza stabile, ma siamo stati in grado di dimostrare che sebbene la maggior parte dei ragazzini testino i limiti e aumentino l’emozionalità negativa quando si avvicinano all’età di 27 mesi, il grado dell’aumento di quest’ultima può influire sulla quantità di problemi comportamentali che mostreranno quando saranno bambini di due anni”

Lipscomb dice che il messaggio da cogliere per i genitori di bambini piccoli e neonati, è che il loro modo di adattarsi all’infanzia – un periodo di sfide segnato da una crescente mobilità ed indipendenza – può avere un impatto su come i loro bambino si svilupperà.

“La capacità dei genitori di autoregolarsi e di rimanere calmi, comprensivi e di non reagire oltre misura, è un modo chiave per aiutare i bambini a modificare il loro comportamento” dice Shannon. “Siate voi stessi l’esempio, come genitori, con i vostri comportamenti e reazioni.”

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Traduzione a cura di Daniel Iversen e Claudio Galbiati

Se si desidera cambiare il modo in cui gli adolescenti vedono il bullismo, bisogna andare direttamente alla fonte di tutti i trend che si formano in un ambiente scolastico, ossia dal gruppo più affiatato.
Secondo una nuova ricerca ricca di interventi mirati, rivolgersi agli studenti più popolari e influenti può essere il fattore chiave nella riduzione di mobbing e molestie.

 

Questi sono i risultati che fanno parte di un gruppo di studi presentato oggi alla conferenza di psicologia sociale a San Diego, che interessano alcuni nuovi metodi, a volte anche minori, di portare un impatto significativo nella vita delle persone.
“Questo è un momento emozionante nel campo della psicologia sociale”, spiega Timoty Wilson della University of Virginia che, su Redirect: The Surprising New Science of Psychological Change ha scritto:
“Sempre più spesso i ricercatori escogitano interventi mirati che si fondano sulla teoria e che hanno effetti imponenti nei campi dell’educazione, nella riduzione dei pregiudizi, nei problemi adolescenziali di comportamento, sulla salute e molto altro.”Le idee che stanno alla base di questi interventi mirano a cambiare il comportamento di un particolare gruppo di individui, ridurre quindi il bullismo negli studenti, aumentare l’interesse da parte degli adolescenti verso la matematica e le scienze, e migliorare la percezione verso le donne ingegnere. Questi gli argomenti sui quali si sono focalizzati i colloqui oggi a San Diego.

Ridurre il bullismo negli studenti

Nello studio rivolto agli interventi contro il bullismo, Elizabeth Levy Paluck e Hana Shephard dell’Università di Princeton, propongono, in una scuola superiore degli Stati Uniti, di cambiare la percezione che gli studenti hanno riguardo al fatto che le vessazioni dei poveri ragazzi siano un modo normale per ottenere o mantenere prestigio.

“Eravamo interessati al fatto che il bullismo e le molestie nelle scuole siano una norma sociale non necessariamente correlata con i sentimenti personali degli studenti” afferma Levy Paluck.  Il suo team ha usato una ricerca nel tessuto sociale per individuare gli studenti che avrebbero potuto avere molta influenza nell’impostare norme sociali.
Un sottoinsieme casuale di questi studenti ha partecipato a denunce pubbliche sul bullismo e sulle molestie. Dopodiché i ricercatori hanno monitorato il tessuto sociale per un anno, raccogliendo anche dati dai registri disciplinari e dalle valutazioni degli insegnanti.

Levy Paluck e Shepard hanno notato che gli studenti socialmente impegnati nella serie di interventi, hanno abbandonato in maniera ignificativa l’idea che le molestie e il bullismo fossero dei comportamenti accettabili.
Allo stesso tempo negli stessi ragazzi sono anche diminuiti i comportamenti di questo genere, come si è visto dai registri, dalla valutazione degli insegnanti, e da osservazioni individuali sul comportamento.

Aumento dell’interesse per matematica e scienze da parte degli studenti

In un altro studio d’intervento invece, mirato a cambiare il comportamento degli studenti rispetto a materie come la matematica e le scienze, i ricercatori non hanno più preso di mira gli studenti stessi ma i loro genitori.
L’obiettivo era quello di aumentare l’iscrizione da parte dei ragazzi ai corsi di scienze, tecnologia, matematica ed ingegneria (STEM ). “Ci siamo focalizzati sul ruolo potenziale dei genitori nel motivare i loro figli ad iscriversi ad un maggior numero di corsi STEM, perché riteniamo che sia stata una risorsa non sfruttata”, dice Judith Harackiewicz della University of Wisconsin, Madison.

Il gruppo di partecipanti era composto da 188 studenti delle scuole superiori americane e i loro genitori, coinvolti nel relativo studio del Winsconsin, sulla famiglia e sul lavoro.
Harackiewicz e la sua collega Janet Hyde hanno scoperto che un intervento relativamente semplice, come due opuscoli spediti ai genitori e una pagina web illustrativa per evidenziare i benefici dei corsi STEM – hanno fatto si che i loro figli scegliessero in media un semestre in più di materie scientifiche negli ultimi due anni rispetto al gruppo di controllo.
“Il nostro intervento indiretto, ha cambiato il modo in cui i genitori hanno interagito con i loro ragazzi, portando un grande cambiamento nei loro comportamenti riguardo alla scelta dei corsi” spiega Harackiewicz.

Aumentare la considerazione verso le donne ingegnere

“Molti di questi interventi lavorano per cambiare quello che le persone dicono a se stessi su chi sono e perchè fanno quel che fanno, in modo di portare a dei cambiamenti autosufficienti nel loro comportamento” spiega Wilson, dell’University of Virginia.

Per esempio, il nuovo lavoro che è stato presentato da Greg Walton della Stanford University ha testato gli effetti di due interventi su ragazze studentesse in ingegneria, uno  destinato a farle sentire come questo campo le appartenesse e l’altro a insegnarle come riflettere sui valori fondamentali per aiutarle ad affrontare lo stress.

Entrambi gli interventi hanno migliorato i gradi nelle donne del primo anno arruolate in aziende di questo settore che sono normalmente prettamente maschili, rispetto al gruppo di controllo, eliminando quindi un divario tra generi.
I due interventi tuttavia hanno lavorato in modo diverso: le donne del gruppo di appartenenza sono state capaci di costruire dei rapporti migliori con gli ingegneri maschi, mentre le donne del gruppo di vautazione hanno relazionato più al di fuori del gruppo, secondo lo studio finanziato dalla Fondazione Spencer.

I due interventi suggeriscono la potenza di approcci socio-psicologici nell’ aiutare le persone ad affrontare situazioni in cui il loro gruppo è una minoranza o negativamente stereotipato” spiega Walton.

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Traduzione a cura di Daniel Iversen e Claudio Galbiati


Recentemente, si è acceso un fenomeno virale come risultato di una campagna video intitolata ‘Kony 2012’, che incoraggia lo spettatore ad appassionarsi al braccaggio di un uomo chiamato Joseph Kony, apparentemente coinvolto nella guerra tra bande, stupri, gravi abusi infantili, schiavitù, omicidi e simili in Uganda e nei paesi vicini. Questo ovviamente è un comportamento estremamente disumano e aberrante, per non dire altro.
Il metodo con cui il film presenta il problema si basa sull’emotività e, a giudicare dalla risposta del pubblico, sembra molto efficace nel toccare il cuore degli spettatori. Il metodo suggerito per portare KONY alla “giustizia” è una campagna di pubblicità di massa e quindi effettuare una pressione politica per un intervento militare, oltre che a uno stanziamento di fondi alle organizzazioni affiliate.
In definitiva quindi la soluzione è di catturare il “cattivo”, dopo di ché questo comportamento di cui non vogliamo sentire parlare non esisterà più. Se VERAMENTE volete vedere la fine di questo tipo di comportamento allora, per prima cosa,  dovete chiedervi qual è la ragione dell’esistenza di quest’ultimo.
Kony è nato rapitore, serial killer o schiavista di bambini? Certamente no. Non avrebbe avuto idea di concetti simili, per non parlare del fatto che egli stesso ha avuto la cultura ed il linguaggio di un bambino. Queste concezioni, e questi comportamenti sono stati appresi dall’ambiente.
Se fosse cresciuto dove vivete voi, a casa vostra, con i vostri amici, se fosse andato nella vostra suola e avesse vissuto la vostra vita, si sarebbe certamente comportato in maniera completamente differente e lontano da aberrazioni di quel tipo.
E’ chiaro che le esperienze vissute lo hanno scalfito come essere umano.
Il comportamento è il risultato dell’influenza ambientale, nel senso fisico, culturale, religioso, economico e politico, ogni cosa all’interno dell’ambiente avrebbe portato una persona ad avere questo comportamento.

Quindi, basandoci su questa semplice comprensione empirica, è evidente da sè che ogni sforzo per rimuovere una comportamento disumano di questo tipo deve essere focalizzato sul togliere il rinforzo ambientale per questo comportamento.

Catturare il “cattivo” risolverà molto poco, a lungo termine. Se le condizioni, gli stimoli a un tale comportamento rimarranno, molto probabilmente questo si manifesterà in altre persone.

Lo standard di vita nell’ovest dell’ Africa è povero, per non dire di peggio. Rimanere nel sistema significa costringere le persone a fare quello che possono per tirare avanti.

I nostri standard di vita sono definiti dal’ potere d’acquisto, così le persone sono spinte continuamente a compiere azioni che aumentino il loro potere d’acquisto.

Il comportamento che ne deriva può essere riassunto GLOBALMENTE come “L’inseguimento del profitto, senza riguardo ai costi sociali ed ambientali che questo comporta.”
Ciò può essere osservato in innumerevoli casi, in cui il profitto viene prima del benessere degli esseri viventi; solo per citarne alcuni:
  • La stazione petrolifera Shell nel Golfo del Messico
  • Le misure di austerità in Grecia
  • Il collasso della bolla dell’edilizia ( come risultato della manipolazione del mercato)
  • Il Fracking ( una tecnica inquinante di estrazione del petrolio ) nel Nord America.
Nonché esempi in corso:
  • La nostra continua dipendenza da inquinanti carburanti fossili nonostante le alternative esistenti, che vengono tenute nascoste
  • Guerre in atto per le risorse, oltre ai contratti di ri-costruzione risultanti.
  • La morte di trenta mila bambini ogni singolo giorno, nonostante la povertà sia tecnicamente superabile.
Kony, apparentemente, è anche motivato religiosamente, un altro aspetto appreso dall’ambiente, molto difficile da superare in un sistema che divide e separa le persone indistintamente.
Fino a che noi vivremo in un sistema che incentiva comportamenti cosi disumani, come fa quello in cui viviamo, non vedremo mai la fine di questi comportamenti. Perché si verifichino cambiamenti a lungo termine, dobbiamo capire che è necessario un approccio completamente differente della società, e che non veda il mondo attraverso la lente del profitto o della religione.
Sfortunatamente questo va in conflitto con l’identità di molte persone, ed è più difficilmente afferrabile del concetto di “catturare il cattivo”.
Abbiamo bisogno di un nuovo sistema che permetta e incoraggi l’empatia, la condivisione, la collaborazione, creatività, abbondanza, efficienza, e la cosa più importante: sostenibilità.
Se vi siete presi del tempo per guardare KONY 2012 e per leggere questo post, per piacere dedicate un po’ di tempo anche a questo breve video. Per come la vedo io, se abbastanza persone apprezzeranno le informazioni e i valori che presenta, si otterrà un risultato molto più eclatante, positivo e a lungo termine:
Se inverosimilmente non avete ancora visto la video campagna, e vorreste farlo, guardate per favore in fondo a questo articolo, dove potete trovare il video originale.
In conclusione, questo articolo non ha proprio lo scopo di distinguere i fatti e le figure che circolano intorno a Kony e sulle sue attività affiliate, ma vuole concentrarsi sui nostri attuali metodi di risoluzione dei problemi, quando ci riguardano.
E’ fantastico che l’ingiustizia sociale faccia incazzare la gente e mi auguro che tutti quelli che sono rimasti colpiti da questo video continueranno ad interessarsi a problemi che vanno aldilà di quelli che ci sono sotto casa.
Anche se KONY 2012 presenti o no  informazioni obiettive, il nostro approccio deve andare più a fondo se vogliamo vedere una risoluzione a lungo termine.
Se avete qualcosa da aggiungere fatelo commento qui sotto.
Pace, Amore e Sostenibilità,
Bruce Galliver
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