Archivio per marzo, 2012

Traduzione a cura di Claudio Galbiati 

Altaeros Energies ha annunciato i primi test del prototipo Airborne Wind Turbine (AWT) che ricorda un mulino a vento, con la  forma di un dirigibile. Il test ha avuto luogo al Loring Commerce Center presso Limestone, nel Maine, USA. Il prototipo è rimasto sospeso a 107 metri di altezza nel cielo ed ha prodotto energia con successo, prima di toccare terra in un atterraggio controllato.

La turbina è stata lanciata da una postazione di lancio trainabile ed ha dimostrato che può produrre più del doppio della potenza ad alta quota, rispetto a quella generata all’altezza delle torri convenzionali.
Si spera che i costi dell’ energia possano ridursi del  65% incanalando i venti più forti, che soffiano sopra i 300 metri.

“Per decenni le turbine eoliche hanno richiesto grù, ed enormi torri per poi essere alte solo poche decine di metri, dove i venti possono essere lenti e discontinui” spiega Ben Glass, dirigente esecutivo di Altaeros, una società guidata da alunni di Harvard e del MIT. “Siamo emozionati nel dimostrare che i moderni materiali gonfiabili possono portare le turbine eoliche all’interno dei venti più forti, quasi ovunque – con una piattaforma dal prezzo competitivo e facile da sistemare in un conteiner da spedizione. “

Il prototipo AWT è caratterizzato da un guscio gonfiabile, riempito con elio, che permette di rimanere a quote più elevate dove i venti sono spesso 5 volte più potenti rispetto a quelli che soffiano più vicini alla superficie terrestre. La tecnologia impiegata è stata ispirata dagli aerostati, i cugini industriali del ben noto dirigibile, che comunemente portavano pesanti equipaggiamenti radar e di comunicazione, nell’ aria.

Gli aerostati, da sempre, resistono a venti del livello di un uragano, inoltre presentano apparecchiature che ne consentono una lenta discesa verso il suolo.

L’ Airborne Wind Turbine, che è stato sviluppato in collaborazione con la Doyle Sailmakers di Salem, Massachussets è stato progettato per avere un minimo impatto sull’ambiente, creando un debole inquinamento acustico. Una volta lanciato, si afferma che l’ AWT richieda una manutenzione irrisoria e congederà il costoso carburante utilizzato per alimentare generatori a gasolio in siti industriali e militari remoti, ed anche nei villaggi.

Fonte: GIzMag

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Traduzione a cura di Daniel Iversen e Claudio Galbiati

L’urbanizzazione e il cambiamento climatico mettono molta pressione allo spazio disponibile per la natura nei centri cittadini. Sono inoltre rare le iniziative per l’aggiunta di zone a parco nelle città. Eppure si tratta di habitat aggiuntivi che porterebbero uccelli, api, pipistrelli e altri piccoli animali nei nostri centri che avrebbero un “effetto verde” molto positivo sull’ambiente cittadino.
Waterstudio ha progettato un nuovo concetto per macchie verdi ad alta densità situate nelle città: il Sea Tree (albero marino).
Si tratta di una struttura galleggiante che contiene molti strati di habitat verdi, resi disponibili interamente agli animali in quanto la struttura non è accessibile dagli esseri umani. Il Sea Tree è costruito con tecnologia off-shore molto simile a quella usata per le torri di stoccaggio petrolio situate in mare aperto. L’idea è che le grandi compagnie petrolifere donino un Sea Tree alla città mostrando così la loro preoccupazione per un miglior ambiente cittadino usando una proprietà intellettuale in loro possesso.Lo spazio per questi alberi marini può essere trovato in fiumi, mari, laghi e persino nei porti. L’altezza e la profondità di queste strutture può variare a seconda della locazione. Il Sea Tree si muove leggermente a seconda del vento ed è ormeggiato sul fondo con un sistema di cavi.
Sott’acqua la struttura offre un habitat per piccole creature marine o, se il clima lo permette, anche per barriere coralline artificiali.
La bellezza nel design sta nel fatto che offre una soluzione e nello stesso tempo non occupa spazio a terra mentre l’effetto delle specie che vivono nel Sea Tree sarà visibile per svariati chilometri intorno alla posizione della struttura. Infatti, per quello che sappiamo, questa torre sarà il primo oggetto galleggiante progettato al 100 % per la flora e per la fauna.

Il Sea Tree fa uso di tecnologia esistente e già collaudata. La nostra eredità olandese di lotte centenarie contro l’acqua ci ha fornito molte innovative soluzioni galleggianti. Le compagnie petrolifere usano da anni strutture come questa, noi gli abbiamo solo dato una nuova forma e funzione.
Per le soluzioni di flora e fauna abbiamo qui in Olanda le migliori Università e gli istituti più prestigiosi che ci hanno fornito il concept per usare queste strutture come catalizzatrici, per la sviluppo di habitat dedicati alla flora e alla fauna.

Il Sea Tree fornisce alle compagnie petrolifere un ‘altra strada per avere un attitudine positiva per l’ambiente. E’ una “applicazione cittadina”, un prodotto galleggiate che può essere aggiunto alla vostra città come un app per il vostro smartphone. La compagnia petrolifera manterrà la proprietà mentre la città fornirà il posto.L’ispirazione ci è venuta da un progetto olandese dove gli ecologisti ci forzarono a fornire degli habitat che non potessero venire disturbati dalle persone. L’acqua è ovviamente un ottimo modo per tenerle alla larga. La forma di una struttura galleggiante per lo stoccaggio petrolifero ha portato in Norvegia un’altra ispirazione, una forma ad albero con una grande chioma sulla cima.

Il concetto è che se prendiamo zone di parco delle aree urbane, le dividiamo in pezzi e li mettiamo verticalmente, uno sopra l’altro,  alla fine diventa un punto di ritrovo verticale per la fauna selvatica.

Il costo per il progetto Sea Tree è stimato intorno ai 4.5 milioni di dollari. Dipende dalla profondità dall’acqua, dalle strutture di ormeggio e dal trasporto dal sito di costruzione al città scelta.
Differenze di costo poi dipendono dalla flora e fauna preferita.

Fonte:  Waterstudios

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Traduzione a cura di Daniel Iversen

Dall’inizio di marzo, le petizioni popolari che riceveranno almeno 50mila firme da persone aventi diritto al voto, potranno essere spedite per una gestione parlamentare.

I riscossori della tassa sul possesso del cane stiano attenti! Due dozzine di programmatori , grafici, e attivisti civici si stanno riunendo in un gruppo di lavoro nella periferia di Helsinki un venerdì sera di febbraio.

Stanno lavorando al sito Avoin ministeriö ( Ministero Aperto ), che verrà lanciato all’inizio di marzo e da quel momento in poi, il nuovo Citizens’ Initiative Act prenderà forza.
Secondo la nuova legge un minimo di 50mila cittadini aventi età di voto potrà lanciare un’ iniziativa di legge che il Parlamento poi dovrà elaborare.
Sul sito Open Ministry (Ministero Aperto), chiunque può presentare un’ idea per un’ iniziativa di legge e se questa riceve abbastanza supporto, i volontari del ministero lavoreranno per farne una proposta che sia poi gestibile dal P.M.

Al quarto workshop dell’Open Ministry ,che avrà luogo  in uno spazio dato a disposizione dalla casa software Reaktor di Helsinki, il gruppo di studio è stato diviso in due.
Nella prima stanza, i programmatori lavorano sul layout e sulla realizzazione del sito. Nella seconda stanza Joonas Pékkanen e altri attivisti pianificano come il ministero debba operare nella pratica.

Ciò che viene attualmente discusso è se l’iniziatore di un suggerimento possegga o meno il diritto della sua idea. Cosa succederebbe se l’idea venisse trasformata in qualcosa di diverso durante il processo di gestione?
C’è qualcuno che possiede i diritti di una qualsiasi delle iniziative presentate?
A dispetto di temi altisonanti, il progetto sembra in realtà innovativamente rivoluzionario.
Normalmente, un impegno di questo tipo coinvolge tante disquisizioni “new age”, molte chiacchere ed aria fritta, con scarsi risultati finali.
I programmatori e i consulenti invece, sembra però che abbiano effettivamente realizzato qualcosa

Con l’entrata in vigore dell’emendamento alla costituzione , le iniziative popolari potranno essere presentate dall’inizio di marzo.
Dopodiche, un numero minimo di 50.000 cittadini aventi diritto al voto, potranno partecipare a una  iniziativa politica (una proposta di un disegno di legge che si vuole proporre) o un disegno di legge completo.

Un ministero appropriato gestirà l’iniziativa politica, mentre un disegno di legge sarà velocemente e direttamente presentato al parlamento.

Il piano del Ministero Aperto (Open Ministry) è quello di concentrarsi in particolare sui progetti di legge piuttosto che sui disegni di legge.
“L’obiettivo è quello di far si che le iniziative dei cittadini abbiano una migliore possibilità di passare come leggi al Parlamento”, spiega Pékkanen.
Una volta che un disegno di legge è pronto, avrà inizio il processo di ricerca di firmatari.
Le firme, che possono essere fatte online o su carta, devono essere raccolte entro sei mesi dal lancio dell’iniziativa.

L’ “Open Ministry” nasce da una idea di Joonas Pékkanen lo scorso dicembre.
Pékkanen, coinvolto nel lancio di compagnie start-up basate su internet, lesse un articolo sulle leggi di ’iniziativa popolare.
Iniziò a reclutare volontari per il progetto dalla sua cerchia di amici, e formò il gruppo rapidamente.
L’intera operazione è partita dalle fondamenta. Non sono stati usati fondi provenienti dal governo e da enti parastatali.
Il principio centrale dietro quest’attività sono stati l’apertura e il coinvolgimento della popolazione nell’operazione “Ministero Aperto”.
“Vogliamo dare anche un esempio agli altri ministeri”. dice Pekkanen.
“Naturalmente questo comporta il rischio di ricevere così tante iniziative popolari che tutta l’idea soffrirà di una sorta di iper inflazione”

Quando verrà lanciato il sito web, conterrà un paio di suggerimenti che serviranno da esempio.

“Il primo sarà l’abolizione della tassa sui cani”, spiega Pekkanen.
“E’ un bene avere questi semplici esempi come questo che permetta ai cittadini di prendere familiarità col ministero”.
Secondo Pekkanen, un progetto come quello della discontinutà della tassa sui cani è stato scelto perchè dal punto legislativo è abbastaza semplice: comporta il cambiamento di solo una legge.
La tassa canina, tecnicamente in vigore in tutti i 336 comuni finlandesi ed esigibile fino a 50.00 euro sui cuccioli sopra i 5 mesi, è infatti decisamente poco pratica (le tasse fanno entrare meno soldi di quanto costa effettivamente tenere un registro per ogni persona che possiede un cane), viene oggi riscossa solo a Helsinki e Tampere, e il pagamento non viene monitorato da nessuno.
In pratica la legge è  lettera morta  e un facile obiettivo per testare la nuova procedura.

C’è, tuttavia, un ostacolo che già si sta abbattendo sull’Open Ministry e tutta l’iniziativa la legge delle iniziative popolari.
Il Ministero della Giustizia dovrebbe avere un sito web dove la gente può scrivere le iniziative.

Per essere valida legalmente, l’imissione di un iniziativa richiede un codice bancario identificativo o qualche altra cosa che conprovi l’identità del firmatario

Il Ministro della Giustizia non ha nemmeno avviato la costruzione di tale sistema.
E non sarà in funzione prima della fine dell’anno se le cose andranno per il verso giusto.

FONTE: Helsingin Sanomat

 

 

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A cura di Daniel Iversen e Claudio Galbiati

Non siamo al centro dell’universo, questo dovrebbe esserci chiaro da molto tempo; analogamente non siamo nemmeno al centro della biosfera del nostro pianeta, ma dipendiamo come tutti dalle altre specie, dalle interazioni globali e da parametri delicatissimi. Ad ogni modo, per rinfrescarci la memoria, ecco una breve carrellata di video scelti da noi per ricordarci le proporzioni della nostra “importanza”.

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Traduzione a cura di Daniel Iversen e Maurizio Bisogni

Una linea ETT (Evacuated Tube Transport, Trasporto in Tubi Sottovuoto) dove all’interno viaggerebbero capsule cargo dalle dimensioni di un auto.

Anche se troviamo alcune analogie con il concetto Startram visto recentemente, questo progetto assume un trasporto tipo maglev (a lievitazione magnetica) tutto sulla terra ferma, e se mai prenderà piede, porterebbe i passeggeri da New York a Pechino in solamente due ore.

I suoi sostenitori affermano che è silenzioso, più economico degli aerei, dei treni e delle macchine ma più veloce dei jet.

Il piano di base è, beh, vecchio quanto il brevetto di abilitazione, US Patent 5950543, la cui descrizione è quasi completa. Rilasciato nel 1999, restano ancora sette anni di durata del brevetto, assegnato al ET3.com Inc, un’organizzazione riconosciuta che spera di guidare un’alleanza di investitori per finanziare e costruire impianti di dimostrazione.

Ecco una breve spiegazione del ETT: prendete un treno a superconduzione maglev (a lievitazione magnetica) in tubi sottovuoto, poi accelerate usando motori lineari elettrici fino a che la velocità desiderata non è stata raggiunta. Poichè i motori sono integrati nei tubi sottovuoto, alle capsule di trasporto, che viaggiano all’interno, non serve nessuna parte in movimento o attivata elettricamente – superconduttori passivi permettono alle capsule di galleggiare in questi tubi, mentre sono le correnti di Foucault indotte in materiali conduttori a guidare le capsule.
L’efficienza in un sistema di questo genere sarebbe elevata, una volta che l’energia elettrica necessaria per accelerare la capsula viene recuperata al suo rallentamento.

Il sistema-modello più pratico è basato su delle capsule-cargo grandi come una vettura che viaggiano in tubi maglev (lievitazione magnetica) sottovuoto dal diametro di 1,5 metri.
Questi tubi vengono mantenuti permanentemente a condizioni vicine al vuoto e le capsule sono inserite e rimosse da essi attraverso sacche d’aria situate nelle stazioni lungo il percorso. Dopo che le capsule hanno accelerato alla velocità di progettazione (circa 5400 km/h), la mantengono inerzialmente per il resto del viaggio. Non vi è alcuna resistenza nel viaggiare attraverso l’aria, anche se piccole oscillazioni delle sospensioni maglev causano un pò di inefficienza, si tratta di una piccola frazione della altrimenti immensa energia cinetica di una capsuola occupata, che con una macchina di 550 kg che viaggia a 5400 km/h è solo intorno a 2200 kWh.

La velocità della capsula dipenderà dalla lunghezza del viaggio, visto che impiega del tempo per accelerare. Data una accelerazione nominale di 1 g, ci vogliono circa 2.5 minuti per raggiungere 5400 km/h, e a quel punto la capsula avrà già percorso più di 100km.
ET3.com,Inc, crede che per viaggi più brevi una velocità ragionevole sia intorno a 600 km/h. Mentre i tubi possono essere collegati in rete, come le autostrade, con le capsule automaticamente dislocate lungo il viaggio, viaggi locali o di lunghe distanze avranno bisogno di tubi maglev separati per evitare ritardi irragionevoli di coincidenza Il giro del mondo in sole 6 ore non è proprio la velocità orbitale, ma i benefici pratici saranno quasi gli stessi: beni vitali e valori consegnati velocemente dovunque ce ne sia bisogno.

I membri del consorzio ET3 hanno lavorato con parti in Cina, dove si dice che siano stati venduti più di una dozzina di licenze per l’azienda. Come consorzio aperto, i licenziatari diventano propietari della società e il gruppo afferma sono state vendute più di 60 licenze anche in altri 5 paesi, con in più l’interesse di molti altri.

Ma con le licenze in vendita attraverso il sito ET3 per 100 dollari, serviranno molte più persone per salire a bordo e per trasformare in realtà i sogni di quelli dietro al progetto. La compagnia sta sviluppando un modello per una corsa virtuale in 3D, Per tutti quelli interessati a un passaggio spedire i loro dettagli di contatto qui. Sfortunatamente il pre-lancio per il viaggio virtuale è stato fissato per lo scorso anno e ancora non è stato realizzato.

Fonte: GIZMAG

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