Traduzione a cura di Denis Gobbi

 

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Molti americani hanno la fastidiosa credenza che il nostro complesso militare – industriale sia la via più sicura per rimanere la nazione più prospera e leader di tutto il mondo. Dopo tutto, ama far notare chi appoggia questa linea, ha funzionato per l’ultimo secolo.

Comunque, la dipendenza degli Stati Uniti dalla guerra potrebbe presto diventare una responsabilità impossibile da mantenere. Il transumanesimo, la globalizzazione e il completo rimpiazzo dei soldati umani con robot sta ridefinendo le esigenze militari del paese, e potrebbero rendere i budget della difesa molto più ridotti rispetto a quanto lo siano ora. Per compensare e tenere la spesa degli USA sulla difesa all’attuale livello del 20% del budget federale (com’è stato per la maggior parte degli ultimi anni) dovremo creare guerre per poter usare tutte le nuove bombe prodotte, o trovare un’altra strada per tenere a galla l’economia statunitense.

Ebbene c’è un’altra via – un metodo che soddisferebbe sia i liberali che i conservatori. Invece di spendere di più nella difesa, potremmo far transitare la nostra nazione e la nostra economia a un complesso scientifico – industriale.

Esiste una ragione irresistibile per fare ciò, al di là di quello che potremmo scorgere a prima vista. La tecnologia transumanista stà cominciando a cambiare la vita umana. Molti esperti si aspettano di smettere di invecchiare, fermare il processo d’invecchiamento e battere la morte degli esseri umani nei prossimi 25 anni. Altri, come me, vedono l’essere umano unirsi alle macchine rimpiazzando ogni organo con corrispettivi bionici.

Una società di questo tipo richiederà trilioni di dollari per soddisfare il sempre crescente desiderio degli esseri umani per la perfezione fisica (robotica o biologica che sia) nell’era transumanista. Potremmo tenere la nostra economia a macinare per le prossime decadi solo per via di questo.

Qualsiasi cosa succederà in futuro, qualcosa dovrà cambiare per forza nell’industria militare. Parte di ciò perchè in passato, il complesso militare – industriale ha sempre operato tenendo alcuni milioni di soldati americani sempre pronti con il minimo preavviso a viaggiare intorno al mondo e combattere. Ma non c’è nessun scenario nel quale potremmo ancora aver bisogno di tale mole di forza di lavoro umana (e annessa infrastruttura atta a supportarla).

Inversamente, piccole squadre di reparti speciali e super tecnologici sono sempre più  il modo in cui gli Stati Uniti combattono le loro guerre. Non ci servono più tutte queste basi militari così numerose, e nemmeno migliaia di aziende che supportino la costante manutenzione di truppe di terra. Questa realtà cambia l’economia militare drammaticamente, ed eventualmente la riduce a una frazione di quella attuale in termini di personale e di beni immobili.

 

La nascente era militare composta da droni automatici, carri armati robotici, guerra digitale e intelligenza artificiale non richiede così tante persone.

 

Abbiamo ancora bisogno della tecnologia per combattere le guerre e i conflitti in cui ci invischiamo, ma saranno sopratutto ingegneri, programmatori e tecnici a indossare l’uniforme. La nascente era militare composta da droni automatici, carri armati robotici, guerra digitale e intelligenza artificiale non richiede così tante persone. Di fatto, aspettatevi non una riduzione di tutto questo reparto, ma piuttosto un suo drammatico ridimensionamento.

Molte persone pensano che la miglior parte del complesso militare – industriale reso famoso dall’avvertimento che diede il Presidente Dwight Eisenhower contro il suo modello di sostentamento sia comparso solo negli ultimi 50 anni. Altri invece argomentano persuasivamente facendo notare che gli Stati Uniti sono stati in guerra il 93% del tempo a partire dalla Dichiarazione di Indipendenza Statunitense firmata nel 1776, quindi in realtà ci ha accompagnato allo stesso modo fin dall’inizio.

Nella liberale California dove vivo, questi fatti annoiano chiunque io conosca – eccetto, ovviamente, chi è azionista e beneficiario dell’industria della difesa. Per fortuna, nonostante il Congresso sia guidato da vecchi uomini bianchi religiosi, la nuova generazione chiede a gran voce un paese migliore – un paese che possa mantenere la sua economia fiorente in una maniera più pacifica.

Questo è il punto dove il complesso scientifico – industriale entra in gioco potendo soddisfare praticamente tutti. E ancor meglio, una società scientifica richiede personalità moderne. Molti di loro: infermiere, scienziati, imprenditori di start-up, ingegneri, tecnologi e perfino avvocati. L’avvento della medicina moderna per trattare virtualmente qualsiasi alimento – e l’intero movimento anti – invecchiamento in generale – tocca tutti i 318 milioni di cittadini statunitensi. Più della metà di noi soffre di problemi di salute che potrebbero venire trattati ma spesso non lo sono, per varie ragioni. Per esempio, l’ufficio demografico federale (“US Census Bureau“) riporta che il 40% delle persone al di sopra dell’età dei 65 anni soffre di una disabilità – e per guanto riguarda due terzi di loro riguarda un problema motorio. Milioni stanno già accumulando i sintomi di malattie cardiache che li uccideranno. Una generazione più giovane stà solo che aspettando di esplorare la bionica, gli impianti cerebrali e i metodi che gli permetteranno di evitare problemi di salute nel loro futuro. Tutto ciò significa che abbiamo la possibilità di riplasmare l’economia degli Stati uniti da una basata sugli armamenti ad una che invece prospera di innovazione scientifica e medica.

Invece di spendere denaro pubblico per spedire i nostri soldati a rischiare la vita per capricci di guerra potremmo dare ai civili la medicina e la sanità che gli serve per vivere meglio e più a lungo. E vivere di più comporta anche inaspettati benefici. Nel futuro, veri transumanisti non andranno in pensione se non lo vorranno. I loro corpi non invecchieranno e saranno così forti grazie alla tecnologia da poter continuare la loro carriera lavorativa in maniera indefinita – continuando quindi a pagare le tasse. L’esistenza transumanista è una profezia autoavverante di un boom economico sia per l’individuo che per il paese.

Per aiutare nella diffusione di questa nuova mentalità all’interno della società, ho recentemente consegnato una Carta dei Diritti Transumanista nella capitale statunitense come parte della mia campagna elettorale. L’articolo 1 della carta, tra le altre cose, stabilisce che la nazione provvederà al diritto universale di vivere in maniera indefinita attraverso la scienza e la tecnologia se lo vorranno. Questo, ovviamente, porta la sanità pubblica un passo più avanti, e non significa solamente che il governo è interessato alla vostra salute, ma che è ultimamente interessato alla vostra sopravvivenza permanente.

Se una nazione vuole abbracciare questo diritto universale a vivere indefinitivamente, cambierebbe per sempre la sua considerazione riguardo le vite individuali dei suoi singoli cittadini. Quella che ne conseguirebbe sarebbe una nazione che lavorerebbe intensamente per capire come migliorare la salute, la longevità e il benessere in generale delle persone. Aggiungiamo che le istituzioni che stanno costantemente trascinando in basso gli Stati Uniti, come la previdenza sociale e i sussidi per le disabilità, sarebbero meno gravose.

Al momento, la Costituzione Americana (che personalmente credo debba passare per un significante ammodernamento adatto al ventunesimo secolo) sia fin troppo concentrata sulla protezione della sovranità nazionale – il che è il motivo principale per il quale si è lasciato crescere fuori da ogni controllo il complesso militare – industriale. Se la Costituzione degli Stati Uniti venisse riformulata in maniera più precisa per proteggere anche la vita, la longevità e la salute del singolo individuo, allora potrebbe sorgere un complesso scientifico – industriale. Questo nuova, mostruosa istituzione verrebbe dotata legalmente del mandato di provvedere alla più moderna medicina, tecnologia e scienza per i suoi cittadini.

Vergognosamente, la Guerra dell’Iraq costerà probabilmente in totale ai contribuenti americani 6 trilioni di dollari – oltre all’alta questionabilità riguardo il fatto che l’Iraq rappresentasse davvero un problema di sicurezza nazionale. In ogni caso, il nostro paese affronta inquestionabilmente una seria minaccia nazionale oggi stesso – di fatto, la definirei una crisi nel fiore del suo sviluppo. Circa 7.000 americani moriranno nelle prossime 24 ore di cancro, malattie cardiache, diabete, invecchiamento e altri problemi. E lo stesso ammontare di persone moriranno domani e pure il giorno dopo.

Superare la malattia e l’invecchiamento nell’era transumanista sarà un avvenimento inevitabile. La questione non è se, ma quando? La risposta risiede nella quantità di volontà che riporrà la nostra nazione nello spendere nella ricerca scientifica e medica – e quanto presto inizierà a farlo. Ma fintanto che continua la spesa in armamenti invece che nella salute dei cittadini, gli esseri umani continueranno a morire – il che è ironico dato che la difesa dovrebbe proteggerci (e non inavvertitamente sabotarci ingoiando fondi spesi in bombe piuttosto che in sanità). Tutto ciò che ci serve come paese è cambiare la direzione della nostra spesa, dalla difesa alla scienza. Se possiamo trasformare gli Stati Uniti in un complesso scientifico – industriale, saremo ancora in grado di tenere la nostra economia florida. Lasciamo che le nuove guerre degli americani siano combattute contro il cancro, il diabete, l’Alzhaimer e lo stesso invecchiamento. E’ una vittoria su tutti i fronti, eccetto che per chi produce sacchi e bare per corpi.

Zoltan Istvan è il candidato alle presidenziali 2016 per il Partito Transumanista. Scrive occasionalmente articoli per “Motherboard” dove rimugina sul futuro oltre che sulle capacità della natura.

Fonte: http://motherboard.vice.com/

 

 

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Traduzione a cura di Denis Gobbi

Un team guidato da ricercatori della UCLA Henry Samueli School di Ingegneria e Scienze Applicate ha creato un metallo strutturale super-forte ma leggero con un forza specifica eccezionalmente resistente in termini assoluti. Il nuovo metallo è composto da magnesio infuso in maniera densa e omogenea con nanoparticelle ceramiche di carburo di silicio. Potrebbe essere utilizzato per creare aeroplani, moduli spaziali e auto più leggere – aiutando a migliorare l’efficienza energetica di questi mezzi – come anche nell’industria dell’elettronica portatile e dei dispositivi biomedici.

Per creare questo metallo super-forte ma leggero, la squadra ha trovato un nuovo modo per disperdere e stabilizzare nanoparticelle all’interno del metallo fuso. Hanno anche sviluppato un metodo di manifattura scalabile che potrebbe aprire la strada per altri metalli superleggeri con caratteristiche simili. La ricerca è stata pubblicata su Nature.

“E’ stato ipotizzato che le nanoparticelle potrebbero realmente rafforzare la resistenza dei metalli senza danneggiarne la plasticità, specialmente metalli leggeri come il magnesio, ma nessun gruppo è mai stato in grado di disperdere nanoparticelle ceramiche in metalli fusi fino ad ora”

ha affermato Xiaochun Li, il principale indagatore sulla ricerca con cattedra Raytheon in Ingegneria Manifatturiera all’UCLA.

“Con una infusione di processi fisici e materiali, il nostro metodo apre un nuovo mondo riguardante il miglioramento delle caratteristiche dei metalli per superare le sfide della società moderna nel campo dell’energia e della sostenibilità.”

 

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Sulla sinistra, un campione deformato del metallo puro; sulla destra, il nuovo e resistente metallo composto da magnesio e nanoparticelle di carburo di silicio. Ogni micro-colonna ha un diametro di circa 4 micrometri. Credit: UCLA Scifacturing Laboratory

 

I metalli strutturali sono metalli portanti; essi vengono utilizzati negli edifici e nei veicoli. Il magnesio, con due terzi della densità rispetto all’alluminio, è il più leggero metallo strutturale. Il carburo di silicio è una ceramica ultra-resistente comunemente utilizzata nelle lame da taglio industriali. La tecnica dei ricercatori che infonde un grande numero di particelle di carburo di silicio più piccole di 100 nanometri nel magnesio aggiunge una quantità significante di resistenza, rigidità, plasticità e durabilità ad alte temperature.

Il nuovo magnesio infuso con carburo di silicio dei ricercatori ha dimostrato livelli record di resistenza specifica – ovvero quanto peso un materiale può sopportare prima di rompersi – e modulus – la rigidità del materiale in rapporto al suo peso. ha inoltre dimostrato una stabilità superiore ad alte temperature.

Le particelle di ceramica sono a lungo state considerate potenzialmente in grado di migliorare i metalli. L’inconveniente con particelle di ceramica su microscala stava nel processo d’infusione causava una perdita di plasticità.

Le particelle su nanoscala, al contrario, possono migliorare la resistenza mantenendo e addirittura migliorando la plasticità dei metalli. Il nuovo problema consisteva nel fatto che le particelle di ceramica tendevano a raggrupparsi insieme piuttosto che a distribuirsi omogeneamente a causa della tendenza delle piccole particelle nell’attrarsi l’una con l’altra.

Per risolvere questo problema, i ricercatori hanno disperso le perticelle in una lega di magnesio e zinco. La scoperta di questa nuova dispersione nanoparticellare fà affidamento sull’energia cinetica del movimento delle particelle. Questa le stabilizza e ne previene l’aggregazione.

Per migliorare ulteriormente la forza del materiale, i ricercatori hanno usato una tecnica chiamata torsione ad alta pressione per comprimerlo.

“I risultati che abbiamo ottenuto fino ad ora sono semplicemente stati ottenuti graffiando la superficie del tesoro nascosto di una nuova classe di metalli con proprietà e funzionalità rivoluzionarie,” ha affermato Li.

Il nuovo metallo (più accuratamente chiamato metallo nanocomposto) è composta dal 14% circa di nanoparticelle di carburo di silicio e dall’86% di magnesio. I ricercatori hanno fatto notare che il magnesio è una risorsa abbondante e che il suo utilizzo su scala maggiore non causerà danni all’ambiente.

Fonte: http://phys.org/

 

 

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Preparatevi. Elon Musk  ha già scolpito visione del futuro dei pagamenti online, dell’energia solare, delle auto elettriche e dei lanci spaziali con le sue aziende PayPal, SolarCity, Tesla e SpaceX. Il prossimo anno, tenterà di lasciare il segno nel settore dei trasporti pubblici, testando prototipi di un sistema chiamato Hyperloop.

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Musk ha menzionato per la prima volta quest’idea nel 2012. Consiste in capsule passeggeri che sfrecciano all’interno di una serie di tubi a bassa pressione a circa 1100 km/h, cavalcando un cuscino d’aria piuttosto che affidarsi a ruote e cuscinetti. Le capsule da 28 persone vengono accellerate alla loro massima velocità utilizzando una serie di magneti.

Attorno a giugno del prossimo anno (Giugno 2016 ndt), su un percorso di prova lungo due chilometri accanto alla sua base operativa a Hawthorne, in California, la SpaceX di Musk pianifica di organizzare una competizione per testare capsule di diversi progetti ideati da studenti e ingegneri indipendenti.

L’azienda ha comunicato che non intende costruire nessun progetto Hyperloop da sè, ma vuole piuttosto supportare altre aziende e start-up che intendono farlo. Una di queste, chiamata Hyperloop Transportation Technologies, ha in progetto di costruire il suo circuito di prova di 8 chilometri in California.

Queste prove saranno il primo passo verso una tipologia di trasporto completamente diversa. Nel suo rapporto del 2013 Musk ha calcolato che l’Hyperloop utilizzerà molta meno energia degli attuali sistemi di trasporto: circa dieci volte meno rispetto ad auto o aeroplani per viaggio.

Musk ha inoltre stimato che le capsule dell’Hyperloop saranno capaci di viaggiare i 550 chilometri che separano Los Angeles e San Francisco in appena 35 minuti. Londra – Parigi richiederebbe 21 minuti. Alla faccia tua, Eurostar!

 

 

Fonte: New Scientist

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Traduzione a cura di Denis Gobbi

Bene, sono nuovamente nel mondo del lavoro. Sono riuscito a trovare un posto ben pagato nell’industria ingegneristica, e la vita finalmente sembra tornare alla normalità dopo i miei nove mesi di viaggio.

Poichè ho vissuto uno stile di vita ben diverso mentre ero via, questa violenta transizione mi ha reso chiaro qualcosa che avevo sempre trascurato prima d’ora.

Fin dal momento in cui mi è stato offerto il lavoro, ho cominciato ad essere marcatamente meno cauto nello spendere i miei soldi. Non stupido, solamente un po’ più veloce nel tirare fuori il mio portafogli. Un piccolo esempio. Stò comprando caffè costosi di nuovo, anche se comunque non sono altrettanto buoni quanto i caffè piatti e bianchi neozelandesi.  Oltre a questo non ottengo l’esperienza di sorseggiarli in un elegante caffetteria in un ambiente soleggiato e all’aperto. Quando ero via, questi acquisti erano meno a portata di mano, e più soddisfacenti.

Non stò parlando di grossi e stravaganti acquisti. Stò parlando delle spese piccole e casuali in cose che in realtà non aggiungono nulla di arricchente alla mia vita. E ancora non sarò pagato prima di altre due settimane.

Ragionandoci sopra credo di essermi sempre comportato in questo modo quando ero occupato in un posto ben remunerato – spendendo allegramente durante i “periodi di incasso”. Avendo trascorso nove mesi con uno stile di vita da viaggiatore e senza nessuna entrata, non posso far altro che aiutarvi a rendervi più consapevoli di questo fenomeno quando accade.

Suppongo di farlo perchè inconsciamente sento di aver riguadagnato una certa posizione, ora che sono di nuovo un professionista ampiamente remunerato, ciò sembra farmi riguadagnare anche un certo livello di spreco. E’ presente una curiosa sensazione di potere quando si lasciano andare un paio di ventoni senza nessuna traccia di pensiero critico. E’ una bella sensazione esercitare il potere del dollaro quando sai che comunque “ricrescerà” in maniera abbastanza veloce.

Quello che mi accade non è affatto inusuale. Tutti sembriamo avere lo stesso comportamento. Di fatto, mi sembra di essere ritornato alla normale mente consumatrice dopo aver speso un po’ di tempo lontano da essa.

Una delle scoperte più sorprendenti che ho fatto durante il mio viaggio fu’ il fatto che spendevo molto meno viaggiando per paesi esteri (inclusi paesi più costosi del Canada) piuttosto che durante il mio impiego lavorativo usuale nel mio paese. Avevo molto più tempo libero, visitavo alcuni dei posti più belli del mondo, stavo incontrando nuove persone a destra e a manca, ero calmo e pacifico nell’animo e stavo avendo esperienze indimenticabili che in qualche maniera mi costavano molto meno di quelle che riuscivo ad avere durante le settimane lavorative in una delle città meno costose del Canada.

Sembra che io abbia ottenuto molto di più dal mio denaro mentre ero in viaggio, come mai?

Una cultura di inutilità

Qui in Occidente, uno stile di vita di spesa inutile è stata deliberatamente creato e dato in pasto al pubblico dai grandi affari. Aziende in ogni tipo di settore hanno un enorme interesse nell’educare il pubblico ad essere noncurante con le proprie finanze. Cercano di incoraggiare l’abitudine dello spendere in maniera casuale e non necessaria ogni volta che possono.

Nel documentario The Corporation uno psicologo del marketing parla di uno dei metodi utilizzati per incrementare le vendite. Il suo staff ha effettuato uno studio sule richieste che manifestano i bambini verso i genitori e la probabilità che essi gli comprino un giocattolo. Hanno scoperto che dal 20 al 40% degli acquisti dei giocattoli non sarebbero avvenuti se il bambino non  avesse infuenzato i propri genitori. Una visita su quattro nei parchi di divertimento non avverrebbe senza questo meccanismo. Hanno utilizzato questi studi per indirizzare i loro prodotti direttamente ai bambini, incoraggiandoli a chiedere ai genitori di comprare.

Questa campagna di marketing da sola rappresenta molti milioni di dollari spesi grazie ad una domanda artificialmente creata.

Puoi manipolare i consumatori nel desiderio, e quindi nel comprare, i tuoi prodotti. E’ un gioco.

Lucy Hughes, co.creatrice di “The Nag Factor”

Questo è solo un piccolo esempio di una tendenza che è andata avanti per molto molto tempo. Le grandi aziende non guadagnano i loro milioni promuovendo ardentemente le virtù dei loro prodotti, li fanno generando una cultura di centinaia di milioni di persone che comprano molto di più di quel che necessitano, cercando di soddisfare questa insoddisfazione attraverso il denaro.

Compriamo cose per sollevarci il morale, per tenere il passo con gli altri, per soddisfare la nostra visione bambinesca di come sarà il nostro futuro da adulti, per mostrare il nostro status al mondo, e per una moltitudine di altre ragioni psicologiche che hanno in realtà poco a che fare con l’effettiva utilità di questi beni. Quante cose hai accumulato nel tuo garage o nella tua cantina che non hai utilizzato durante l’ultimo anno?

La vera ragione della settimana lavorativa da quaranta ore

L’ultimo strumento in mano alle corporation per sostenere questo genere di cultura consiste nello sviluppo di una settimana lavorativa di 40 ore come la norma. Sottostando a queste condizioni lavorative le persone sono obbligate a ritagliarsi una vita nei pomeriggi e nei fine settimana. Questo sistema ci rende naturalmente più propensi a spendere cospicuamente in intrattenimenti e comodità a causa del nostro scarso tempo libero.

Sono tornato a lavorare solamente da pochi giorni, ma stò già notando che le più sane abitudini stanno lentamente scivolando fuori dalla mia vita: andare a camminare, esercitarmi, leggere, meditare, scrivere.

L’unica similarità tra queste attività consiste nel fatto che richiedono poco o nulla in quanto a denaro, ma richiedono invece diverso tempo.

All’improvviso ho molti più soldi e molto meno tempo, ciò significa che ora ho molto più in comune con il tipico lavoratore nordamericano di quanto non avessi alcun mesi fà. Mentre ero all’estero non ci avrei pensato due volte nel trascorrere la giornata girovagando per un parco nazionale o leggendo un libro sulla spiaggia per alcune ore. Ora quel genere di cose sembra fuori questione. Fare una qualsiasi delle due occuperebbe la maggior parte del mio prezioso tempo libero nel weekend!

L’ultima cosa che ho voglia di fare una volta tornato a casa da lavoro consiste nell’allenarmi. E’ anche l’ultima delle voglie dopo mangiato o prima di andare a letto o appena alzato, e quello è veramente l’unico tempo che mi rimane disponibile nel resto della settimana.

Questo problema sembra avere una semplice soluzione: lavorare di meno così da avere più tempo libero. Ho già provato a me stesso il fatto di essere in grado di vivere una vita appagante con meno di quello che possiedo ora. Sfortunatamente, ciò si avvicina all’impossibile nel mio settore lavorativo, come del resto nella maggior parte degli altri. O lavori 40 e più ore o non lavori affatto. Tutti i miei clienti e i miei datori di lavoro sono fermamente recintati nella cultura lavorativa standard, non è quindi pratico chiedere a loro di non chiamarmi mai dopo l’una del pomeriggio, anche se riuscissi a convincerli.

La giornata lavorativa da otto ore si sviluppò durante la rivoluzione industriale in Gran Bretagna nel 19° secolo, una tregua per i lavoratori dell’epoca che venivano sfruttati fino a 14 o 16 ore al giorno.

Mano a mano che le tecnologie e i metodi si sono sviluppati, i lavoratori di tutte le industrie e settori economici sono riusciti a produrre molto più valore in un più breve periodo di tempo. Potresti pensare che questo porti naturalmente a giornate lavorative più corte.

Ma la giornata lavorativa da 8 ore è troppo profittevole per il grande business, non per l’ammontare di lavoro che le persone producono in otto ore (l’impiegato medio lavora realmente circa 3 ore di media in 8 ore lavorative nominali) ma perchè induce nelle persone una cultura dell’acquisto appagante. Mantenere il tempo libero scarso significa che le persone sono disposte a spendere molto di più per il proprio confort, la propria gratificazione e ogni altro sollievo o agevolazione in tal senso riescano ad ottenere attraverso il denaro. Li spinge a guardare continuamente la tv e i suoi spot pubblicitari. Li rende senza ambizioni al di fuori dell’ambiente lavorativo.

Siamo stati guidati in una cultura che è stata progettata per lasciarci stanchi, affamati di indulgenza, disposti a pagare moltissimo per il nostro confort e il nostro intrattenimento, ma sopratutto vagamente insoddisfatti della nostra vita cosicchè noi possiamo continuare a desiderare cose che non possediamo. Compriamo così tanto perchè sembra sempre che qualcosa ci manchi.

Le economie occidentali, in particolare quella degli Stati Uniti, sono state costruite in maniera molto calcolata sulla spesa gratificante, dipendente e inutile. Spendiamo per tirarci sù il morale, per premiarci, per celebrare, per risolvere problemi, per elevare il nostro status sociale e per alleviare la noia.

Sei in grado di immaginare cosa accadrebbe se tutta l’America smettesse di comprare così tante cianfrusaglie inutili che non aggiungono nulla di effettivo valore alle nostre vite?

L’economia mondiale collasserebbe e non si riprenderebbe mai più.

Tutti i ben pubblicizzati problemi dell’America, inclusi obesità, depressione, inquinamento e corruzione sono il costo che paghiamo per sostenere l’economia trilionaria del dollaro. Per tenere “in salute” l’economia, l’America necessita di rimanere malata. Persone sane e felici non sentono di aver bisogno di quello che non hanno, e questo significa che non compreranno un sacco di spazzatura, non gli servirà pagare per divertirsi ulteriormente, e non finiranno a guardare un sacco di spot pubblicitari.

La cultura della giornata lavorativa da otto ore è lo strumento più potente a disposizione dei grandi affari per mentenere le persone in questo stato di insoddisfazione dove la risposta ad ogni problema consiste nel comprare qualche cosa.

Avrai probabilmente sentito parlare della Legge di Parkinson. E’ spesso citata in relazione all’utilizzo del tempo: più tempo hai a disposizione per fare qualche cosa, più tempo ci metterai a farla. E’ sensazionale quanto sia possibile fare nell’arco di venti minuti se quei minuti sono tutto quello che hai a disposizione. Ma se hai tutto il pomeriggio da sfruttare a tale scopo, probabilmente ci vorrà di più.

La maggior parte di noi tratta il denaro in questa maniera. Più denaro guadagniamo, più ne spendiamo. Non è che abbiamo improvvisamente il bisogno di comprare di più solo perchè abbiamo a disposizione più denaro, semplicemente per il fatto che possiamo, allora lo facciamo. Di fatto, è piuttosto difficile per noi evitare di aumentare il nostro standard di vita (o meglio, il nostro tasso di spesa) ogni volta che otteniamo un aumento.

Non credo sia necessario evitare tutto il nostro orribile sistema e andare a vivere nelle foreste pretendendo di essere sordomuti, come spesso Holden Caulfield ha fantasticato. Ma potremmo certamente ben comprendere in cosa il grande commercio vuole trasformarci. Ha lavorato per decenni creando milioni di consumatori ideali, e ha avuto successo. A meno che tu non sia un’inusuale anomalia, il tuo stile di vita è stato progettato su misura.

Il perfetto cliente è insoddisfatto ma speranzoso, disinteressato nella seria crescita personale, molto abituato alla televisione, al lavorare a tempo pieno, al guadagnare abbastanza bene, all’indulgenza durante il proprio tempo libero e in in qualche modo al tirare avanti.

E’ tua questa descrizione?

Due settimane fà avrei detto “diavolo certo che no, non sono io!” ma se tutte le settimane fossero come questa che ho appena passato, quel pensiero non sarebbe altro che un mero desiderio.

Fonte: raptitude.com

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Traduzione a cura di Denis Gobbi

Potrebbe rivelarsi molto utile nelle coltivazioni nei paesi in via di sviluppo

Dalle piante alle persone, a ogni creatura vivente su questo pianeta serve l’acqua.  Ma ottenerne abbastanza per sopravvivere o addirittura vivere comodamente può essere alquanto difficile. Basta gettare lo sguardo alle restrizioni attuate dalla California sull’utilizzo dell’acqua. Se uno stato ricco come la California si trova nelle condizioni di dover attuare queste misure per risparmiare acqua, puoi scommetere che governi e municipalità con finanze ben più modeste dovranno diventare ben più creative per procurarsi l’acqua pulita senza andare in bancarotta.

Fortunatamente, alcune delle più brillanti menti del mondo sono al lavoro su una soluzione. USAID ha recentemente annunciato i vincitori del Premio Desal, facente parte di una competizione creata appositamente per incentivare all’inventare una soluzione di desalinizzazione economica per paesi in via di sviluppo. L’idea era quella di creare un sistema che potesse rimuovere il sale dall’acqua e soddisfare tre requisiti: la costo-efficienza, la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica.

I vincitori del premio da 140.000 $ è stato un gruppo del MIT e di Jain Irrigation Systems. Il gruppo ha presentato un metodo che utilizza pannelli solari per caricare una pila di batterie. Le batterie danno energia ad un sistema che rimuove il sale dall’acqua grazie all’elettrodialisi. A livello pratico, questo significa che il sale disciolto in particelle, in possesso di una leggera carica elettrica, emerge dall’acqua quando una piccola corrente elettrica viene applicata. In aggiunta all’eliminazione del sale (che rende l’acqua inutilizzabile per campi coltivati e per bere) la squadra ha inoltre applicato una luce UV per disinfettarel’acqua che passa attraverso il sistema.

Utilizzare il sole al posto di combustibili fossili per alimentare l’impianto di desalinizzazione non è un’idea totalmente nuova. Grandi impianti di desalinizzazione stanno venendo presi in considerazione in aree dove l’acqua stà diventando una risorsa sempre più scarsa come ad esempio il Chile e la California. Mentre i sostenitori sperano eventualmente di fornire l’acqua ad un gran numero di persone, la tecnologia è ancora costosa (anche se i prezzi stanno scendendo notevolmente) e richiede molta tecnologia alquanto avanzata.

In aree rurali o in paesi in via di sviluppo, la durabilità è la chiave, e tecnologie che richiedono costante manutenzione non durerebbero a lungo. Il gruppo del MIT/Jain e i loro concorrenti hanno testato i loro progetti al Brackish Groundwater National Desalination Research Facility in New Mexico, dove li hanno dovuti tenere accesi per 24 ore l’uno, rimuovendo il sale da 2.100 galloni d’acqua al giorno. Lo step successivo è il test in un ambiente più duro, esponendo gli impianti all’utilizzo di ogni giorno con contadini rurali in una zona dove l’USAID è attiva. Se tutto andrà bene, il sistema potrà provvedere abbastanza acqua per irrigare una piccola fattoria.

Fonte: popsci.com

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