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Traduzione a cura di Denis Gobbi

 

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Molti americani hanno la fastidiosa credenza che il nostro complesso militare – industriale sia la via più sicura per rimanere la nazione più prospera e leader di tutto il mondo. Dopo tutto, ama far notare chi appoggia questa linea, ha funzionato per l’ultimo secolo.

Comunque, la dipendenza degli Stati Uniti dalla guerra potrebbe presto diventare una responsabilità impossibile da mantenere. Il transumanesimo, la globalizzazione e il completo rimpiazzo dei soldati umani con robot sta ridefinendo le esigenze militari del paese, e potrebbero rendere i budget della difesa molto più ridotti rispetto a quanto lo siano ora. Per compensare e tenere la spesa degli USA sulla difesa all’attuale livello del 20% del budget federale (com’è stato per la maggior parte degli ultimi anni) dovremo creare guerre per poter usare tutte le nuove bombe prodotte, o trovare un’altra strada per tenere a galla l’economia statunitense.

Ebbene c’è un’altra via – un metodo che soddisferebbe sia i liberali che i conservatori. Invece di spendere di più nella difesa, potremmo far transitare la nostra nazione e la nostra economia a un complesso scientifico – industriale.

Esiste una ragione irresistibile per fare ciò, al di là di quello che potremmo scorgere a prima vista. La tecnologia transumanista stà cominciando a cambiare la vita umana. Molti esperti si aspettano di smettere di invecchiare, fermare il processo d’invecchiamento e battere la morte degli esseri umani nei prossimi 25 anni. Altri, come me, vedono l’essere umano unirsi alle macchine rimpiazzando ogni organo con corrispettivi bionici.

Una società di questo tipo richiederà trilioni di dollari per soddisfare il sempre crescente desiderio degli esseri umani per la perfezione fisica (robotica o biologica che sia) nell’era transumanista. Potremmo tenere la nostra economia a macinare per le prossime decadi solo per via di questo.

Qualsiasi cosa succederà in futuro, qualcosa dovrà cambiare per forza nell’industria militare. Parte di ciò perchè in passato, il complesso militare – industriale ha sempre operato tenendo alcuni milioni di soldati americani sempre pronti con il minimo preavviso a viaggiare intorno al mondo e combattere. Ma non c’è nessun scenario nel quale potremmo ancora aver bisogno di tale mole di forza di lavoro umana (e annessa infrastruttura atta a supportarla).

Inversamente, piccole squadre di reparti speciali e super tecnologici sono sempre più  il modo in cui gli Stati Uniti combattono le loro guerre. Non ci servono più tutte queste basi militari così numerose, e nemmeno migliaia di aziende che supportino la costante manutenzione di truppe di terra. Questa realtà cambia l’economia militare drammaticamente, ed eventualmente la riduce a una frazione di quella attuale in termini di personale e di beni immobili.

 

La nascente era militare composta da droni automatici, carri armati robotici, guerra digitale e intelligenza artificiale non richiede così tante persone.

 

Abbiamo ancora bisogno della tecnologia per combattere le guerre e i conflitti in cui ci invischiamo, ma saranno sopratutto ingegneri, programmatori e tecnici a indossare l’uniforme. La nascente era militare composta da droni automatici, carri armati robotici, guerra digitale e intelligenza artificiale non richiede così tante persone. Di fatto, aspettatevi non una riduzione di tutto questo reparto, ma piuttosto un suo drammatico ridimensionamento.

Molte persone pensano che la miglior parte del complesso militare – industriale reso famoso dall’avvertimento che diede il Presidente Dwight Eisenhower contro il suo modello di sostentamento sia comparso solo negli ultimi 50 anni. Altri invece argomentano persuasivamente facendo notare che gli Stati Uniti sono stati in guerra il 93% del tempo a partire dalla Dichiarazione di Indipendenza Statunitense firmata nel 1776, quindi in realtà ci ha accompagnato allo stesso modo fin dall’inizio.

Nella liberale California dove vivo, questi fatti annoiano chiunque io conosca – eccetto, ovviamente, chi è azionista e beneficiario dell’industria della difesa. Per fortuna, nonostante il Congresso sia guidato da vecchi uomini bianchi religiosi, la nuova generazione chiede a gran voce un paese migliore – un paese che possa mantenere la sua economia fiorente in una maniera più pacifica.

Questo è il punto dove il complesso scientifico – industriale entra in gioco potendo soddisfare praticamente tutti. E ancor meglio, una società scientifica richiede personalità moderne. Molti di loro: infermiere, scienziati, imprenditori di start-up, ingegneri, tecnologi e perfino avvocati. L’avvento della medicina moderna per trattare virtualmente qualsiasi alimento – e l’intero movimento anti – invecchiamento in generale – tocca tutti i 318 milioni di cittadini statunitensi. Più della metà di noi soffre di problemi di salute che potrebbero venire trattati ma spesso non lo sono, per varie ragioni. Per esempio, l’ufficio demografico federale (“US Census Bureau“) riporta che il 40% delle persone al di sopra dell’età dei 65 anni soffre di una disabilità – e per guanto riguarda due terzi di loro riguarda un problema motorio. Milioni stanno già accumulando i sintomi di malattie cardiache che li uccideranno. Una generazione più giovane stà solo che aspettando di esplorare la bionica, gli impianti cerebrali e i metodi che gli permetteranno di evitare problemi di salute nel loro futuro. Tutto ciò significa che abbiamo la possibilità di riplasmare l’economia degli Stati uniti da una basata sugli armamenti ad una che invece prospera di innovazione scientifica e medica.

Invece di spendere denaro pubblico per spedire i nostri soldati a rischiare la vita per capricci di guerra potremmo dare ai civili la medicina e la sanità che gli serve per vivere meglio e più a lungo. E vivere di più comporta anche inaspettati benefici. Nel futuro, veri transumanisti non andranno in pensione se non lo vorranno. I loro corpi non invecchieranno e saranno così forti grazie alla tecnologia da poter continuare la loro carriera lavorativa in maniera indefinita – continuando quindi a pagare le tasse. L’esistenza transumanista è una profezia autoavverante di un boom economico sia per l’individuo che per il paese.

Per aiutare nella diffusione di questa nuova mentalità all’interno della società, ho recentemente consegnato una Carta dei Diritti Transumanista nella capitale statunitense come parte della mia campagna elettorale. L’articolo 1 della carta, tra le altre cose, stabilisce che la nazione provvederà al diritto universale di vivere in maniera indefinita attraverso la scienza e la tecnologia se lo vorranno. Questo, ovviamente, porta la sanità pubblica un passo più avanti, e non significa solamente che il governo è interessato alla vostra salute, ma che è ultimamente interessato alla vostra sopravvivenza permanente.

Se una nazione vuole abbracciare questo diritto universale a vivere indefinitivamente, cambierebbe per sempre la sua considerazione riguardo le vite individuali dei suoi singoli cittadini. Quella che ne conseguirebbe sarebbe una nazione che lavorerebbe intensamente per capire come migliorare la salute, la longevità e il benessere in generale delle persone. Aggiungiamo che le istituzioni che stanno costantemente trascinando in basso gli Stati Uniti, come la previdenza sociale e i sussidi per le disabilità, sarebbero meno gravose.

Al momento, la Costituzione Americana (che personalmente credo debba passare per un significante ammodernamento adatto al ventunesimo secolo) sia fin troppo concentrata sulla protezione della sovranità nazionale – il che è il motivo principale per il quale si è lasciato crescere fuori da ogni controllo il complesso militare – industriale. Se la Costituzione degli Stati Uniti venisse riformulata in maniera più precisa per proteggere anche la vita, la longevità e la salute del singolo individuo, allora potrebbe sorgere un complesso scientifico – industriale. Questo nuova, mostruosa istituzione verrebbe dotata legalmente del mandato di provvedere alla più moderna medicina, tecnologia e scienza per i suoi cittadini.

Vergognosamente, la Guerra dell’Iraq costerà probabilmente in totale ai contribuenti americani 6 trilioni di dollari – oltre all’alta questionabilità riguardo il fatto che l’Iraq rappresentasse davvero un problema di sicurezza nazionale. In ogni caso, il nostro paese affronta inquestionabilmente una seria minaccia nazionale oggi stesso – di fatto, la definirei una crisi nel fiore del suo sviluppo. Circa 7.000 americani moriranno nelle prossime 24 ore di cancro, malattie cardiache, diabete, invecchiamento e altri problemi. E lo stesso ammontare di persone moriranno domani e pure il giorno dopo.

Superare la malattia e l’invecchiamento nell’era transumanista sarà un avvenimento inevitabile. La questione non è se, ma quando? La risposta risiede nella quantità di volontà che riporrà la nostra nazione nello spendere nella ricerca scientifica e medica – e quanto presto inizierà a farlo. Ma fintanto che continua la spesa in armamenti invece che nella salute dei cittadini, gli esseri umani continueranno a morire – il che è ironico dato che la difesa dovrebbe proteggerci (e non inavvertitamente sabotarci ingoiando fondi spesi in bombe piuttosto che in sanità). Tutto ciò che ci serve come paese è cambiare la direzione della nostra spesa, dalla difesa alla scienza. Se possiamo trasformare gli Stati Uniti in un complesso scientifico – industriale, saremo ancora in grado di tenere la nostra economia florida. Lasciamo che le nuove guerre degli americani siano combattute contro il cancro, il diabete, l’Alzhaimer e lo stesso invecchiamento. E’ una vittoria su tutti i fronti, eccetto che per chi produce sacchi e bare per corpi.

Zoltan Istvan è il candidato alle presidenziali 2016 per il Partito Transumanista. Scrive occasionalmente articoli per “Motherboard” dove rimugina sul futuro oltre che sulle capacità della natura.

Fonte: http://motherboard.vice.com/

 

 

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Traduzione a cura di Denis Gobbi

Per la prima volta, i chimici sono riusciti a produrre con successo una cellula artificiale contenente organelli capaci di eseguire i vari steps di una reazione chimica. Tutto questo è avvenuto all’Istituto per le Molecole e i Materiali (IMM –  Institute for Molecules and Materials della Radboud University Nijmegen. La scoperta è stata pubblicata durante il 2014 nel primo numero del giornale “Angewandte Chemie” ed è stato messo in evidenza anche da “Nature Chemistry”

E’ compito difficoltoso per i chimici replicare la chimica delle cellule vive in laboratorio.  Dopotutto, in una cellula tutte le diverse reazioni avvengono simultaneamente nella stessa piccola area, in diversi scomparti e in maniera incredibilmente efficiente. Quest’ultimo è il motivo principale per cui i chimici tentano in tutti i modi di imitare il loro funzionamento. Facendo questo, sperano inoltre di imparare di più sull’origine della vita, e più in particolare della transizione tra reazioni chimiche e biologiche.

Da sinistra a destra: le sostanze sono confinate in piccole sfere (gli organelli) e mischiate con reagenti ed enzimi. Tutto questo confinato all'interno di una parete cellulare polimerica.

Da sinistra a destra: le sostanze sono confinate in piccole sfere (gli organuli) e mischiate con reagenti ed enzimi. Tutto questo confinato all’interno di una parete cellulare polimerica.

Jan Van Hest e l’aspirante PhD Ruud Peters hanno creato i loro organuli riempiendo piccole sfere con agenti chimici epiazzandole all’interno di una goccia d’acqua. Hanno quindi sapientemente ricoperto questa goccia con uno strato di polimeri: la membrana cellulare.  Usando la fluorecenza sono riusciti a  dimostrare come la cascata di reazioni avvenisse in luogo effettivamente. Questo porta loro ad essere i primi chimici a creare una cellula artificiale con organuli funzionanti. Proprio come le cellule del nostro corpo, gli agenti chimici sono capaci di transitare nel plasma della cellula dopo le reazioni negli organuli per essere elaborate altrove nella cellula.

Vista ravvicinata di una cellula polimerica con organelli.

Vista ravvicinata di una cellula polimerica con organelli.

Ricercando l’origine della vita

La creazione di strutture simil-cellulari è al momento molto gettonata nel campo della ricerca chimica, come prova la sperimentazione di diverse tecniche all’ IMM. Il professor Wilhelm Huck per esempio, stà creando cellule a partire da piccole goccie di soluzione molto simile al citoplasma, mentre il già citato gruppo di Van Hest le stà creando usando dei polimeri.

Gruppi in competizione tra loro stanno lavorando vicini alla biologia, creando cellule ad esempio da acidi grassi. Vorremmo tentare di fare lo stesso in futuro. Un altro passo in avanti consisterebbe nel produrre cellule che si producono energia autonomamente. Stiamo inoltre lavorando a metodi di controllo del movimento delle sostanze nella cellula, attraverso gli organuli. Simulando questi meccanismi riusciremo a comprendere meglio le cellule viventi. Un giorno, saremo in grado di crearne copie realmente simili a quelle vere.

Articolo riportato anche su “Nature Chemistry” e “Angewandte Chemie

Fonte: ru.nl

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Traduzione a cura di Daniel Iversen ed Ezio Marano


Timothy JudgeLe persone considerate ambiziose frequentano le migliori università e i migliori college, hanno carriere prestigiose e guadagnano bene, non conducono necessariamente però una vita di maggior successo; questo in accordo con la nuova ricerca di Timothy Judge, professore di management alla University of Notre Dame’s Mendoza College of Business.

L’autore di “On the Value of Aiming High: The Causes and Consequences of Ambition” (Sul valore di mirare in alto: Le cause e conseguenze dell’ambizione), prossimamente sul “Journal of Applied Psychology”, Judge cerca di creare una maggiore compresione dell’ambizione e delle sue conseguenze, un concetto spesso citato ma poco conosciuto nella ricerca delle scienze sociali,

È una virtù o un vizio? Entrambi, dice Judge.

“Se l’ambizione ha i suoi aspetti positivi, e in termini di carriera e successo sembra certamente che li abbia, il nostro studio ci dice  che ciò porta con se anche un certo costo”, dice Judge.

“Nonostante i tanti traguardi raggiunti, le persone ambiziose sono solo leggermente più felici rispetto ai loro omologhi meno ambiziosi, e vivono anche una vita più breve”

Passando in rassegna per sette decadi 717 individui abilmente dotati, Judge usa criteri multipli per misurare l’ambizione nei diversi periodi di vita dei partecipanti, dall’infanzia fino ai giovani adulti con un inizio di carriera. La loro educazione varia tra le migliori università del mondo, Harvard, Yale, Princeton, Stanford, Columbia, Cornell, Northwestern, Berkeley, Oxford e Notre Dame, fino a un livello educativo più modesto, compresi i diplomi delle scuole superiori e le lauree conseguite in scuole pubbliche.”I ragazzi ambiziosi avevano un più alto livello di istruzione, hanno partecipato a università più di spicco, hanno avuto occupazioni più prestigiose e hanno guadagnato di più” dice Judge. “Quindi, sembrerebbe che questi ragazzi siano sicuri di potersi “permettere tutto”. Tuttavia, abbiamo determinato che l’ambizione ha un effetto molto debole sulla soddisfazione della vita e ha un impatto leggermente negativo sulla longevità, ossia sulla durata della vita. Quindi, si, le persone ambiziose realizzano carriere più di successo, il che però non sembra tradursi in vite più felici e sane.”Specializzato in personalità, leadership, stati d’animo, emozioni, carriera e successo nella vita, Judge ha pubblicato oltre 130 articoli in giornali referenziati, oltre 80 dei quali sono riviste di alto livello. Il suo studio “Do Nice Guys – and Gals – Really Finish Last“, pubblicato lo scorso anno, è stato ampiamente citato dai media.Questo nuovo studio di Judge sull’ambizione, ha tracciato il profilo di individui nati nella prima parte del secolo scorso e ha continuato a seguirli per tutta la vita, ottenendone in questo modo il tasso di mortalità, anche se tuttavia non affronta le ragioni che stanno alla base del tasso di mortalità più elevato delle persone ambiziose.

“Forse gli investimenti fatti nelle loro carriere vanno a scapito delle cose che sappiamo  influenzare la longevità: comportamenti sani, relazioni stabili e profonde interazioni sociali.

La maggior parte dei genitori vuole che i loro figli siano ambiziosi, frequentino le migliori scuole, e che abbiano infine una carriera di successo, e anche se non è di certo sbagliato avere per i propri figli quei sogni e quelle speranze, Judge avverte che non dobbiamo illuderci che questo renderà felici i nostri ragazzi.

“Se il più grande desiderio che avete per i vostri figli è che vivano sani e felici, non dovreste enfatizzare troppo sul successo professionale. Ci sono dei limiti entro i quali possiamo spingere le nostre ambizioni – o i nostri figli”

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Tradotto da Denis Gobbi

Il designer italiano Gabriel Aramu ha progettato un sistema abitativo modulare che sembra offrire infinite possibilità. Soprannominato “Sliding Hub” (Centro scorrevole ndr) esso è costituito da cubi prefabbricati che si uniscono tra di loro per dare forma a soluzioni abitative temporanee adattabili a svariate possibili situazioni.

I moduli possono agilmente ospitare singoli individui, piccoli o grandi gruppi di persone senza problemi.

I moduli possono agilmente ospitare singoli individui, piccoli o grandi gruppi di persone senza problemi.

Durante situazioni in qui sono richiesti rifugi di emergenza, questi moduli possono essere imballati e spediti a qualsiasi destinazione. Una volta giunti alla meta, essi possono essere facilmente assemblati con la flessibilità necessaria a poter accogliere singoli individui, piccoli o grandi gruppi di persone senza limitazioni di sorta. Ogni modulo è dotato di un isolamento dall’ambiente esterno adatto a qualsiasi condizione atmosferica. In aggiunta, gli alloggi temporanei offrono un confortevole standard di vita, fattore importante nel caso di accoglienza di vittime da disastri naturali.

Costruito con rinforzi in acciaio, numerosi moduli possono essere combinati assieme per dare vita a varie forme e dimensioni, il semplice scorrere dei moduli crea ambienti interni più o meno ampi. Secondo Aramu, il sistema può essere configurato in 64 combinazioni possibili, mentre il sistema intelligente di arredamento interno permette di allestire in qualsiasi ambiente un bagno, una cucina od un salotto in pochissimi minuti.

Gli arredamenti interni "intelligenti"

Gli arredamenti interni "intelligenti"

Aramu ha concepito il progetto pensandolo appositamente per condizioni rurali e comunità nomadi, ma il design elegante lo rende adatto anche ad un contesto urbano. Non sono infatti difficili da immaginare come sedi di uffici temporanei, di presentazioni ed eventi, alloggi portatili per le vacanze o ancor più semplicemente come una conveniente soluzione abitativa.

Il sistema permette di variare gli ambienti attraverso lo "scorrimento" dei moduli

Il sistema permette di variare gli ambienti attraverso lo "scorrimento" dei moduli

Fonte: GizMag

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