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Traduzione a cura di Denis Gobbi


Punto di vista di Ryan Salisbury: laureando in informatica presso la ” George Mason University”

ryan-salisbury-1352134758Sono uno studente laureando in informatica presso la “George Mason University”, un membro del progetto “RepRap”  nonché avido ricercatore. Mantengo una rubrica di ricerca per il TZM ed un blog sull’economia naturale (lo studio dell’economia non monetaria dal punto di vista matematico/computazionale).

L’informatica contiene le attuali soluzioni relative ai nostri problemi economici

Molte persone dopo essersi documentate sul modello dell’economia basate sulle risorse (RBE = Resource Based Economy, economia basata sulle risorse) si chiedono come un tale sistema potrà mai essere possibile, al contrario invece altre persone sostengono possa essere attuabile già oggi con l’attuale tecnologia disponibile. Esiste già una scienza consolidata nella gestione efficiente delle risorse e dei processi decisionali. L’informatica può essere importante per la sapiente gestione delle risorse e delle decisioni riguardanti il loro uso. Gran parte del duro lavoro consistente nel comprendere e implementare un modello di RBE o più generalmente un modello di economia naturale è già stato considerato, testato e implementato da esperti informatici.

Per prima cosa, è necessario definire un “sistema economico”. Secondo la definizione classica data dall’economia esso consiste in un “grande set di relazioni tra attività produttive e di consumo che aiutano a determinare come distribuire un totale di risorse limitate”. Questa è una definizione piuttosto adeguata, che ha alcune sfumature categorizzabili nei cosiddetti settori produttivi. Esiste il settore primario che si occupa dell’estrazione delle materie prime, quello secondario invece lavora queste materie e le trasforma in prodotti finiti mentre il terzo si occupa di fornire servizi di contorno a questi beni, come per esempio il trasporto.

Ora esaminiamo la definizione di “kernel“. Esso è “il componente principale della maggior parte dei sistemi operativi”. Questa definizione non ci fornisce molte informazioni a proposito, dunque ci è utile scomporlo ulteriormente sulla base delle sue funzioni più specifiche. La funzione di livello più basso del kernel riguarda la gestione delle periferiche di input/output. Dopodiché  si occupa della gestione della memoria ovvero esso prende le informazioni I/O (input/output) e le immagazzina nella memoria per lavorarci successivamente. Decide anche il COME ripartire le risorse nella memoria, dove spesso ci si trova a dover fare i conti con specifiche limitate. In ultimo, gestisce i processi, ovvero l’esecuzione multipla di più processi, spesso in sistemi che possono eseguire solo una singola operazione alla volta.

Potrebbe non sembrare immediatamente ovvio, ma queste funzioni sono analoghe, se non identiche a quelle economiche. L’estrazione di input di base è uguale all’estrazione di materie prime, e lo stesso vale per gli altri due settori. La chiave di volta consiste nell’usare informazioni affidabili per permettere al sistema di adattarsi in conseguenza del nostro comportamento. L’informatica possiede le soluzioni a molti problemi economici di lunga data, richiedenti minimi cambiamenti per potercisi adattare. Nonostante gli immaginabili problemi, il “calcolo economico” è possibile con i computer.

L’elenco dei cambiamenti necessari è così chiaro che può essere qui esposto nella sua interezza. Come già detto, un computer prende gli input (materiali), ne immagazzina le informazioni importanti in memoria (li trasforma in prodotti), e li usa per far funzionare dei programmi (servizi). Così, per far funzionare il kernel di un computer con un sistema economico, i suoi input devono essere sostituiti con i materiali grezzi, la sua memoria deve essere costituita da prodotti, ed i suoi programmi risultare dei servizi economici.

Per prima cosa, è necessario un sistema per quantificare gli input di domanda e offerta in ingresso. Per quanto riguarda il sistema d’offerta, questa può venire realizzata utilizzando un rigoroso inventario di tutte le risorse disponibili e della capacità produttiva energetica totale disponibile. Da questo inventario assieme a un sistema di gestione dei dati si possono tracciare differenzialmente i materiali di consumo finché non sono disponibili indagini più accurate. E’ essenziale che i valori di domanda e offerta restino separati. Questo perché cambiamenti nell’offerta non sono necessariamente legati a cambiamenti nella domanda. Il sistema dei prezzi attuale infatti tratta un incremento nell’offerta esattamente allo stesso modo di un decremento nella domanda quando invece il cambiamento di uno di loro separatamente ci comunica molto di più di quello che una variazione di prezzo può dirci. Non solo, non c’è nemmeno un accordo sul modo di comporre il prezzo tanto meno si conoscono quali informazioni vi vengono convogliate all’interno. Per contrasto invece, per dare un esempio,  non c’è ambiguità nella composizione e sul significato di un pacchetto TCP.

La seconda struttura richiesta consiste in una specie di sistema di gestione della memoria simile ad un sistema di caricamento/bilanciamento o a un sistema di gestione dell’inventario. Le differenti tipologie di risorse devono venire distinte l’una dall’altra per poterle gestire in maniera efficiente. Ancora il sistema di prezzi risulta troppo primitivo poiché esso può rilevare solo un cambio nella domanda o nell’offerta, senza trasportare ulteriori informazioni. Le informazioni necessarie devono essere tracciate in base ai loro valori assoluti, questo permette di far si ai tassi di variazione che ne risultano di poter prevedere cambiamenti nello stato di abbondanza di una risorsa, ciò ci consente inoltre di poter prevedere approssimativamente quando una specifica di queste risorse verrà esaurita.

Un’interfaccia che contenga i dati e controlli i collegamenti con i processi industriali è la terza struttura necessaria in ordine di rilevanza. Nell’attuale modello queste “interfacce” esistono, ma consistono in figure professionali all’interno di un’azienda che certamente non mettono a disposizione sicurezza e automazione durante ogni tentativo di interazione con essi. Efficienti risposte ai cambiamenti delle condizioni sociali richiedono un controllo computerizzato e non c’è ragione riguardo al fatto che delle persone debbano essere incaricate di questo. Ciò permetterebbe, per esempio, per la costruzione di un nuovo ponte di innescare automaticamente la produzione di tutti i bulloni, le travi, i cavi e le parti aggregate necessarie a costruirlo. Questo si traduce nell’inutilità di qualcuno che si sieda per chiamare una persona che invii delle informazioni ad un’altra persona che dica ad altre persone cosa fare in una fabbrica.

Riassumendo la lista, convertire il kernel di un’economia di mercato mondiale basata sull’essere umano in una basata sulla scienza richiede una breve lista di modifiche: tradurre un inventario fisico in dati, l’adattamento di esistenti tecniche informatiche di gestione delle risorse alle risorse fisiche disponibili e la creazione di un’interfaccia con gli stabilimenti produttivi. Tutto questo si prende cura del semplice I/O, della gestione della memoria nonché della conversione dei dati in output utili. L’unico strumento complicato da realizzare nella lista è il primo; richiederebbe un data-center di ultima generazione e un costante rilevamento e immissione di dati su larga scala, quest’ultima già ampiamente soddisfatta da esistenti sistemi di gestione della logistica che tracciano, per esempio, l’inventario dei prodotti di grandi catene di distribuzione o le catene di approvvigionamenti agli apparati militari, entrambi all’esterno del sistema dei prezzi. Il cambiamento finale può essere implementato gradualmente come standard tramite il già diffuso processo di sostituzione degli strumenti/attrezzature obsolete.

Esiste già una tipologia di software nata per gestire la logistica delle grandi Corporation, chiamata “Pianificazione delle risorse aziendali”. Esso consiste in un sistema informatico con strumenti automatici che si occupano dell’assistenza clienti, la programmazione della produzione e del collaudo, la gestione dei progetti, la contabilità e infine la gestione delle catene di approvvigionamento. Questo tipo di software possono costituire una solida base per un kernel economico. Con queste informazioni, emerge una lista di strutture economiche basate sulle risorse equivalenti rispetto a quelle esistenti in un’economia di mercato. Alcune di queste sono già state descritte dal Venus Project e dal Movimento Zeitgeist in passato, ma non tutte. Il più ovvio rimpiazzo è costituito da quello del sistema di I/O al posto del sistema dei prezzi sopra descritto.

E’ compito assai arduo trovare l’esatta definizione di qualsiasi cosa riguardi l’economia, perciò cercherò io stesso di trovare una definizione concisa del “sistema dei prezzi”. Un sistema dei prezzi è “un emergente, stocastico, schema di codifica irreversibile per i dati relativi alle risorse in base a domanda, offerta e altri fattori.” La definizione rende ovvia la funzione primaria, ovvero un passaggio di messaggi comunicanti dati economici all’interfaccia. Considerando il più grande e conosciuto problema del sistema dei prezzi, ovvero il paradosso del valore e l’ubiquità di fattori esterni negativi, sembra che questo sistema assolva alla sua funzione in maniera davvero inefficace. Un prezzo non può mai fornire dati assoluti, ma solamente relativi senza tener conto della presenza di diverse “teorie” concorrenti riguardo al significato reale di “prezzo”, nessuna delle quali comprovabile.

Il rimpiazzo per il sistema dei prezzi viene chiamato “Tracciamento Diretto delle Risorse” (Direct Resource Tracking – DRT). Si tratta di un sistema empirico, deterministico e chiaro (o perlomeno con codifica reversibile) per i dati relativi alle risorse. Sarebbe composto da un server “centrale” (in realtà un proxy invertito) cosicché tutti i dati siano in un unico luogo. Ciò rende i dati comprovabili permettendo anche un controllo da parte di qualsiasi entità che voglia verificare, in qualunque momento. Il suo determinismo assicura che resti una funzione facilmente calcolabile del kernel. In combinazione con un’interfaccia umana, potrebbe provvedere a fornire feedback a chiunque riguardo la sostenibilità della corrente attività economica come anche l’equità della distribuzione delle risorse.

Resource Based Economy

Resource Based Economy

La proprietà può essere definita come la relazione tra due entità ove una di queste mantiene l’esclusivo accesso e controllo sull’altra. Questo è uno dei problemi attuali della corrente soluzione economica e l’essenziale causa d’origine della privazione. E’ in qualche modo importante avere la reciproca esclusione sulle risorse, ma solo quando queste sono in uso. La mutua esclusione è stata usata di frequente nell’informatica, specialmente negli ultimi anni dove i processori multi-core devono condividere risorse comuni in un computer. Viene utilizzata per assicurare che due processi che operano sugli stessi dati non conducano ad uno stato di invalidità.  Tipicamente, la reciproca esclusione da una risorsa del computer viene realizzata tramite l’implementazione di semafori, ovvero semplici contatori che permettono solo ad un limitato numero di processi di accedere alla memoria in un certo periodo di tempo.

La sostituzione della proprietà, pertanto, è costituita dal semaforo. Una berlina per esempio potrebbe avere un semaforo dal valore massimo di 5. Un cellulare probabilmente sarebbe limitato da un semaforo binario di modo che abbia solamente un possibile utente alla volta. A differenza della proprietà, un semaforo non viene acquisito permanentemente per ridivenire libero solo alla vendita dello stesso o all’avvenuta morte del proprietario. Esso prevede solo la mutua esclusione per l’uso, non ne prevede il possesso. Anche se un prodotto è scarso comparato alla sua domanda, chi cerca di acquisirlo può essere bloccato in coda di modo che tutti possano accedervi nella stessa eguale maniera. Un vantaggio di questo metodo è dato dalla sua capacità estremamente accurata di rilevare la domanda in tempo reale. Il denaro, dall’altra parte, non può attualmente tracciarla, perché chi semplicemente non può permettersi quel determinato bene non provvede a mandare segnali che possano influenzare lo stato dell’economia.

Un mercato è “una struttura che permette lo scambio di beni e servizi”. Data la scomparsa della proprietà, rimane poco senso nello “scambio”, quindi un rimpiazzo è ancora una volta reso necessario. Nel caso dell’RBE questa funzione viene soddisfatta da due strutture: la prima è il sistema di acquisizione in blocco (Lock Acquisition System – LAS) il quale gestisce i semafori per le risorse ed espone i dati della loro domanda. L’altra è il centro di accesso (Access Center – AC) consistente in una locazione fisica per usare, prelevare e allocare le risorse. Questi AC possono convenientemente essere facilmente interfacciati automaticamente con i LAS. Si suppone che il mercato distribuisca le risorse in accordo con le preferenze espresse, ma usando le risorse tramite gli AC queste preferenze vengono direttamente e vantaggiosamente trasformate in dati. Per prodotti di consumo usabili una sola volta questi sono espressi in unità discrete di prodotti o in masse di risorse sfuse. Quelli che rimangono anche dopo l’uso vengono misurati in tempo di utilizzo. Questi dati possono essere utilizzati dal kernel per gestire la distribuzione delle risorse su larga scala.

In ultimo, la speculazione viene definita come “una forma di investimento a rischio mirante a fornire [stocastica] protezione contro le carenze.” La speculazione può essere piuttosto distruttiva, essendo una forma di accaparramento, e possibilmente risultante in variazioni di prezzo che rendono la risorsa su cui si specula più difficile da acquisire per alcuni. Essa si basa sui prezzi e sulla proprietà privata, e quindi non sarebbe in grado di esistere al di fuori di un’economia di mercato. Al suo posto, un’RBE userebbe qualcosa come ad esempio una sovrapproduzione e bilanciamento del carico selettiva. Consisterebbe nella sovrapproduzione di alcune risorse di modo da sopperire ad eventuali carenze temporanee. Userebbe algoritmi matematici per determinare la classe e la magnitudine dell’eccesso di produzione e automaticamente spostare questi eccessi nelle regioni carenti. Una sorta di bilanciamento del carico nel traffico dati viene già impiegato per la prevenzione degli effetti legati a possibili disastri naturali.

In conclusione, sembra che lo sviluppo richiesto per adibire i già esistenti sistemi computazionali a funzioni economiche sia minimo. Con lo sviluppo di un piccolo gruppo di progetti pilota questi piani appena esposti potrebbero essere realizzati entro una decade. Molti sistemi già esistono, mentre i rimanenti hanno già una struttura definita o quantomeno possiedono metodi usati e comprovati. Finalmente, al contrario delle soluzioni economiche, tutte queste strutture sono comprovabili, computabili ed eque. Lo sviluppo di un kernel economico costituirebbe uno dei più rivoluzionari progetti che l’uomo abbia mai tentato di realizzare nel corso della storia.

Risorse Utili:

 

Fonte: Zeitnews

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Traduzione a cura di Denis Gobbi

Stasera voglio inaugurare una nuova categoria, una sorta di rubrica che pubblichi i pensieri che più mi sembrano interessanti sia miei che di terzi.

Ad inaugurarla sarà Douglas Mallette: ingegnere aerospaziale, oratore e scrittore.

NDR Tutte le unità di misura sono state convertite da quelle inglesi a quelle metriche decimali.

Quindi, perchè non esaminiamo un pò la cosa. Dopotutto, è una cosa valida su cui discutere. Quale numero di persone potrebbe ospitare confortabilmente una città circolare RBE (Resource Based Economy ndr) ? Quanto spazio avrebbe per se ogni suo abitante? Un buon suggerimento potrebbe essere, quanto ne ha bisogno ognuno di noi? In un contesto suburbano, sei fortunato se riesci ad avere all’incirca 1000 m2. Ora, divertiamoci un pò facendo qualche conto e vediamo cosa riusciamo ad ottenere!
Prendiamo ad esempio una piccolà città di 8km di raggio, avente una superficie di 203 314 067 m2

.Questa superficie è 7,4 volte più piccola di quella della città di Houston (Texas) che ha una popolazione di circa 2,3 milioni di persone spalmate in 2 589 988 110 m2 di terreno, ricordatelo mentre andremo avanti!

Impostiamo il 25% dell’area della città come usata da parchi e trasporti a livello del terreno (strade, ferrovie etc…) = 50 828 516 m2.

La percentuale non è scelta a caso, NYC ad esempio usa il 22% della sua superficie per le strade (basandomi su un rapporto del 2006), e questa è una città MOLTO DENSA e carica di strade, quindi il 25% non è un numero esagerato per una città che non è pensata per essere una giungla di cemento.

Settiamo un 30% per l’uso non residenziale (industria, scuola, ospedali etc…) = 60 994 220 m2.

Settiamo un 45% ora per l’uso residenziale = 91 491 330 m2

Se ogni metro quadro della terra residenziale fosse usata per costruire case, avresti 22,608 case, con una media di 3 persone per casa sono un totale di 67,824 persone. In ogni caso, questa soluzione è impraticabile e non tutti vogliono una casa. Se degli appartamenti di norma in una RBE fossero come i condomini di lusso (e in una RBE lo sarebbero in ogni caso) io mi risparmierei volentieri la fatica ed il costo di mantenimento di una casa singola.

Quindi, abbiamo 91 491 330 m2 disponibili per fini residenziali, facciamo che il 60% di queste terre lo destiniamo a singole case da 4047 m2, il restante 40% a complessi condominiali che di media occupano ognuno 32 375 m2 :

Il 60% di terreno residenziale equivale a 54 891 560 m2 ovvero case per 40 692 persone.

Il 40% di terreno residenziale rimanente equivale a  36 599 769 m2  da destinarsi ai complessi condominiali che ad 32 374 m2per complesso. Otteniamo così ben 1130 complessi condominiali (arrotondati per difetto così come molti altri calcoli fatti). Ogni complesso può ospitare 1000 unità residenziali, ovvero 1 130 000 unità in totale per l’intera città. Ogni unità ospita 3 persone di media (come le case) ospitando quindi 3 390 000 persone.

Ora, potresti stare pensando… 1000 unità per complesso ?!!

Bene, cerchiamo di ragionarci su, il “Venetian Hotel” a Las Vegas, dove sono stato nel 2001 (grazie ad una settimana di viaggio completamente pagata dalla compagnia per cui lavoro) è uno dei più belli e lussuosi Hotel in cui io abbia maia vuto l’opportunità di alloggiare. L’intero complesso occupa 36 421 m2 di superficie ed è alto 40 piani. Contiene oltre 4000 suite, la più piccola di 60 m2 e la più grande di 269 m2. Quindi, se quel posto può ospitare 4000 suite in un terreno di poco più grande, un complesso di appartamenti di lusso di grandezza simile può facilmente ospitare 1000 unità molto spaziose se non di più con l’aggiunta di innumerevoli locali atti a rendere l’appartamento una piccola città in sè stessa.

Quindi, riassumendo abbiamo una popolazione di: 40 692 + 3 390 000 = 3 430 692 persone.

Abbiamo ora una città che è 7.4 volte più piccola di Houston, ma che è capace di ospitare una popolazione in maniera interamente comoda e spaziosa che è 1,5 volte superiore a quella odierna della città messa a paragone.

Cosa succede se però giochiamo veramente con i numeri e lasciamo le norme statistiche a cui sono sottostato fin d’ora? Quando dico norme statistiche, mi riferisco al 25% del terreno per parchi e strade, al 30% per l’uso non residenziale e al 45% dell’uso residenziale. Se diamo un occhio alla maggior parte dei paesi e delle città, questa è una ripartizione media. una ripartizione media di città cresciute con poca o nulla pianificazione, cresciute a caso. Una città in un RBE sarebbe, ovviamente, progettata in maniera più precisa, più efficiente.

Ma per amor di discussione, riepiloghiamo questi dati!

203 314 067 m2 disponibili per essere usati

40% di terra per parchi e trasporto : 81 325 626.7 m2

35% per uso non residenziale: 71 159 923 m2

25% per uso residenziale: 50 828 516 m2.

Divisione 70/30 per la terra ad uso residenziale, 70% per le case e 30% per gli appartamenti.

Case: 35 579 961 m2, abbastanza per 26,376 persone.

Condomini: 15 248 555 m2 disponibili, 471 complessi da 32 374 m2. l‘uno. 1000 unità abitative a complesso, ci danno 471 000 unità abitative con una media di 3 persone per unità ci danno 1,413,000 persone.

Popolazione totale: 1 439 376

Riassumendo in un area 7,4 volte più piccola di quella di Houston abbiamo il 62,5% della sua popolazione, per di più alloggiata comodamente e spaziosamente. E’ ridicolmente più efficiente e confortevole del sistema corrente.

Non importa da che punto di vista la si osservi, il design della città circolare potrebbe non solo sostenere l’attuale popolazione, ma farne accomodare molte di più, perchè la città stessa è progettata fin dal principio per accomodare il massimo numero di persone con i più alti livelli di comfort, accessibilità e mobilità.

Fonti: Zeitnews.org

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  Traduzione a cura di Denis Gobbi

L’amore di un padre contribuisce tanto quanto, e a volte anche di più, l’amore di una madre nello sviluppo di un bambino. Questa è una delle numerose scoperte fatte da una ricerca sul potere del rifiuto e dell’approvazione genitoriale nel plasmare le nostre personalità da bambini e in età adulta.

“Nel nostro mezzo secolo di ricerca internazionale, non abbiamo trovato nessun altro fattore tale da avere un effetto così forte e coerente sullo sviluppo della personalità come l’esperienza del rifiuto, soprattutto da parte dei genitori in età pediatrica”, spiega Ronald Rohner della University of Connecticut, co-autore del nuovo studio in “Personality and Social Psychology Review”.  “Ovunque i bambini e gli adulti – indipendentemente dalle differenze etniche, culturali e di genere – tendono a rispondere esattamente allo stesso modo quando percepiscono di essere respinti dalle loro figure di attaccamento”.

Esaminando 36 studi provenienti da tutto il mondo che hanno coinvolto più di 10.000 partecipanti, Rohner e il co-autore Abdul Khaleque hanno scoperto che in risposta al rifiuto da parte dei genitori, i bambini tendono a sentirsi più ansiosi e insicuri, così come più ostili e aggressivi nei confronti altrui. Il dolore del rifiuto – soprattutto quando si verifica in un lungo periodo di tempo durante l’infanzia – tende a permanere in età adulta, rendendo più difficile per gli adulti che sono stati respinti da bambini il formare relazioni sicure e fiduciose con i loro partner intimi. Gli studi si basano su sondaggi effettuati nei confronti di bambini e adulti consistenti nell’esaminare i gradi di accettazione o di rifiuto dei genitori durante la loro infanzia, completate da questioni poste a loro riguardanti la loro personalità.

Inoltre, afferma Rohner, dall’ultimo decennio di ricerche in psicologia e neuroscienze stà emergendo un evidenza rilevante: le stesse parti del cervello che vengono attivate quando le persone si sentono respinte vengono attivate anche quando l’esperienza del dolore è fisica. “A differenza di dolore fisico, tuttavia, le persone possono psicologicamente rivivere il dolore emotivo del rifiuto più e più volte per anni”, dice Rohner.

Quando si confronta l’impatto dell’amore di un padre rispetto a quello di una madre, i risultati provenienti da più di 500 studi suggeriscono che mentre i bambini e gli adulti sperimentano spesso più o meno lo stesso livello di accettazione o di rifiuto da ciascun genitore, l’influenza del rifiuto di un solo genitore – più spesso il padre – a volte può essere molto superiore a quello dell’altro.  Un team di psicologi provenienti da 13 paesi diversi che lavorano al “Father Acceptance Rejection Project ” hanno formulato una spiegazione a questa disparità:  i bambini e i giovani adulti tendono a dare maggiore attenzione a qualsiasi genitore che percepiscano avere un maggiore potere interpersonale. Quindi, se un bambino percepisce essere il padre ad avere maggior prestigio, può con alta probabilità essere lui ad avere più influenza sul figlio. Il lavoro stà continuando per comprendere meglio questo potenziale rapporto.

Uno dei più importanti messaggi da portare a casa provenienti da tutto questo lavoro di ricerca, afferma Rohner, è che l’amore paterno è fondamentale per lo sviluppo di una persona. L’importanza dell’amore di un padre dovrebbe contribuire a motivare molti uomini ad essere più coinvolti nella promozione della cura del bambino. Inoltre, egli dice, il riconoscimento diffuso dell’influenza dei padri sullo sviluppo della personalità dei propri figli dovrebbe contribuire a ridurre l’incidenza della “colpa materna” comune nelle scuole e in ambito clinico. “La grande enfasi sulle madri in America ha portato a una tendenza inappropriata nell’incolparle per i problemi di comportamento e del disadattamento dei bambini quando, in realtà, i padri sono spesso più implicati nello sviluppo di problemi come questi rispetto ad esse.”

Più informazioni possono essere reperite qui: “Transnational Relations Between Perceived Parental Acceptance and Personality Dispositions of Children and Adults: A Meta-Analytic Review

Fonte: Zeitnews.org 

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Traduzione a cura di Daniel Iversen e Claudio Galbiati

Se si desidera cambiare il modo in cui gli adolescenti vedono il bullismo, bisogna andare direttamente alla fonte di tutti i trend che si formano in un ambiente scolastico, ossia dal gruppo più affiatato.
Secondo una nuova ricerca ricca di interventi mirati, rivolgersi agli studenti più popolari e influenti può essere il fattore chiave nella riduzione di mobbing e molestie.

 

Questi sono i risultati che fanno parte di un gruppo di studi presentato oggi alla conferenza di psicologia sociale a San Diego, che interessano alcuni nuovi metodi, a volte anche minori, di portare un impatto significativo nella vita delle persone.
“Questo è un momento emozionante nel campo della psicologia sociale”, spiega Timoty Wilson della University of Virginia che, su Redirect: The Surprising New Science of Psychological Change ha scritto:
“Sempre più spesso i ricercatori escogitano interventi mirati che si fondano sulla teoria e che hanno effetti imponenti nei campi dell’educazione, nella riduzione dei pregiudizi, nei problemi adolescenziali di comportamento, sulla salute e molto altro.”Le idee che stanno alla base di questi interventi mirano a cambiare il comportamento di un particolare gruppo di individui, ridurre quindi il bullismo negli studenti, aumentare l’interesse da parte degli adolescenti verso la matematica e le scienze, e migliorare la percezione verso le donne ingegnere. Questi gli argomenti sui quali si sono focalizzati i colloqui oggi a San Diego.

Ridurre il bullismo negli studenti

Nello studio rivolto agli interventi contro il bullismo, Elizabeth Levy Paluck e Hana Shephard dell’Università di Princeton, propongono, in una scuola superiore degli Stati Uniti, di cambiare la percezione che gli studenti hanno riguardo al fatto che le vessazioni dei poveri ragazzi siano un modo normale per ottenere o mantenere prestigio.

“Eravamo interessati al fatto che il bullismo e le molestie nelle scuole siano una norma sociale non necessariamente correlata con i sentimenti personali degli studenti” afferma Levy Paluck.  Il suo team ha usato una ricerca nel tessuto sociale per individuare gli studenti che avrebbero potuto avere molta influenza nell’impostare norme sociali.
Un sottoinsieme casuale di questi studenti ha partecipato a denunce pubbliche sul bullismo e sulle molestie. Dopodiché i ricercatori hanno monitorato il tessuto sociale per un anno, raccogliendo anche dati dai registri disciplinari e dalle valutazioni degli insegnanti.

Levy Paluck e Shepard hanno notato che gli studenti socialmente impegnati nella serie di interventi, hanno abbandonato in maniera ignificativa l’idea che le molestie e il bullismo fossero dei comportamenti accettabili.
Allo stesso tempo negli stessi ragazzi sono anche diminuiti i comportamenti di questo genere, come si è visto dai registri, dalla valutazione degli insegnanti, e da osservazioni individuali sul comportamento.

Aumento dell’interesse per matematica e scienze da parte degli studenti

In un altro studio d’intervento invece, mirato a cambiare il comportamento degli studenti rispetto a materie come la matematica e le scienze, i ricercatori non hanno più preso di mira gli studenti stessi ma i loro genitori.
L’obiettivo era quello di aumentare l’iscrizione da parte dei ragazzi ai corsi di scienze, tecnologia, matematica ed ingegneria (STEM ). “Ci siamo focalizzati sul ruolo potenziale dei genitori nel motivare i loro figli ad iscriversi ad un maggior numero di corsi STEM, perché riteniamo che sia stata una risorsa non sfruttata”, dice Judith Harackiewicz della University of Wisconsin, Madison.

Il gruppo di partecipanti era composto da 188 studenti delle scuole superiori americane e i loro genitori, coinvolti nel relativo studio del Winsconsin, sulla famiglia e sul lavoro.
Harackiewicz e la sua collega Janet Hyde hanno scoperto che un intervento relativamente semplice, come due opuscoli spediti ai genitori e una pagina web illustrativa per evidenziare i benefici dei corsi STEM – hanno fatto si che i loro figli scegliessero in media un semestre in più di materie scientifiche negli ultimi due anni rispetto al gruppo di controllo.
“Il nostro intervento indiretto, ha cambiato il modo in cui i genitori hanno interagito con i loro ragazzi, portando un grande cambiamento nei loro comportamenti riguardo alla scelta dei corsi” spiega Harackiewicz.

Aumentare la considerazione verso le donne ingegnere

“Molti di questi interventi lavorano per cambiare quello che le persone dicono a se stessi su chi sono e perchè fanno quel che fanno, in modo di portare a dei cambiamenti autosufficienti nel loro comportamento” spiega Wilson, dell’University of Virginia.

Per esempio, il nuovo lavoro che è stato presentato da Greg Walton della Stanford University ha testato gli effetti di due interventi su ragazze studentesse in ingegneria, uno  destinato a farle sentire come questo campo le appartenesse e l’altro a insegnarle come riflettere sui valori fondamentali per aiutarle ad affrontare lo stress.

Entrambi gli interventi hanno migliorato i gradi nelle donne del primo anno arruolate in aziende di questo settore che sono normalmente prettamente maschili, rispetto al gruppo di controllo, eliminando quindi un divario tra generi.
I due interventi tuttavia hanno lavorato in modo diverso: le donne del gruppo di appartenenza sono state capaci di costruire dei rapporti migliori con gli ingegneri maschi, mentre le donne del gruppo di vautazione hanno relazionato più al di fuori del gruppo, secondo lo studio finanziato dalla Fondazione Spencer.

I due interventi suggeriscono la potenza di approcci socio-psicologici nell’ aiutare le persone ad affrontare situazioni in cui il loro gruppo è una minoranza o negativamente stereotipato” spiega Walton.

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