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Traduzione a cura di Denis Gobbi


Nei piani di HP una stampante che combina la stampa di vetro con quella di altri materiali, come indicato da una recente richiesta di personale.

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HP non sembra contenta con la sola stampa 3D di materiali plastici. Un lavoro per un “esperto di robotica per stampa 3D” suona abbastanza normale finchè non approfondisci l’argomento e nel testo trovi questo:

HP Labs sezione ricerca nel campo della stampa di materiali inorganici stà lavorando sulla stampa ibrida di vetro (e altri materiali inorganici) in oggetti già prodotti su larga scala

La stampa 3d generalmente è riservata a materiali plastici e metallici. Sentir parlare di stampa di vetro risulta abbastanza inusuale. Ma HP ha sicuramente le sue ragioni. In accordo con un documento risalente al 2012 di HP Labs:

Dato che la terra è composta al 90% da minerali silicati, non ci sarà mai carenza di questo tipo di risorsa.Il vetro è facile da riciclare ed è amico dell’ambiente. Il vetro è economico ma ha un’apparenza elegante, è piacevole al tatto ed è così familiare da far si che i clienti non diano troppo peso alla sua fragilità – a certe condizioni.

Modelli 3d stampati in vetro

Modelli 3d stampati in vetro

Esistono diversi metodi per produrre vetro, e questo documento indica che HP è interessata ad adattarne più di uno alle stampanti 3D. Le stampanti possono, per esempio, eliminare la necessità di uno stampo. Gli artigiani del vetro potrebbero usare una stampante 3D per creare un modello di vetro della complessità desiderata, e successivamente riscaldarlo in un forno.

Quello che non ci è completamente chiaro dell’annuncio è dove parla di “oggetti precedentemente prodotti in scala di massa”. Non è chiaro cosa voglia dire esattamente, ma viene in mente l’elettronica. La stampa 3D potrebbe provvedere ad un metodo relativamente economico di aggiungere vetro a modelli complessi.

HP è in procinto di lanciare la sua prima stampante 3D in Ottobre. Non ne sappiamo molto eccetto il fatto che sarà orientata al mercato business e porterà potenziale respiro all’azienda attualmente in difficoltà. Certamente non sarà una stampante per vetro. Questo progetto vivrà ancora a lungo solamente all’interno dei laboratori di HP.

Fonte: gigaom.com

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Traduzione a cura di Denis Gobbi

Emma LaVelle era una bambina che desiderava molto giocare con gli altri bambini, ma una malattia congenita gli negava l’uso degli arti superiori. Ora, grazie all’aiuto della stampa 3d, Emma può sollevare giocattoli e disegnare con i suoi amici. L’azienda Stratasys, pioniera nell’uso della stampa 3d secondo il metodo FDM (Fused Deposition Modeling), ha lavorato assieme al dottore di Emma all’Alfred I. duPont Hospital for Children per creare un esoscheletro robotico di plastica personale in grado di far superare ad Emma il suo problema.

Ad Emma è stata diagnosticata l’Artrogriposi, una condizione che limita l’uso delle braccia a causa di muscoli sottosviluppati. Ma questo non ha fermato Emma, che ama chiamare il suo esoscheletro come le sue “braccia magiche”.

Usando la tecnologia di stampa 3d, questo supporto potrà essere aggiornato man mano che Emma crescerà in modo facile ed economico, allo stesso modo si potranno sostituire velocemente le parti che possono andare danneggiate. Emma sta al momento usando il suo secondo esoscheletro, e la sua prima frase completa quando gli venne rimossa temporaneamente per delle modifiche fù “la rivoglio”, un momento che sottolinea quanto la vita di Emma sia cambiata grazie alla tecnologia. Stratasys ha inizialmente cominciato a sviluppare questa tecnica di stampa 3d nel 1988 ed è rimasta all’avanguardia nella stampa 3d fin da quel tempo.

Lo sviluppo della stampa 3d ha aiutato a risolvere numerosi problemi stampando una moltitudine di oggetti, accorciando il tempo di produzione, eliminando difetti e permettendo lo sviluppo di cose che non si sarebbero potute mai immaginare prima d’ora. Per questo, Stratasys stà aggiornando la sua pagina Facebook durante Agosto per dimostrare a tutti cosa la tecnologia di stampa 3d può fare per il mondo.

 

Fonti: Stratasys, Inhabitat, Venture

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Traduzione a cura di Daniel Iversen

E’ ora possibile stampare oggetti 3D altamente dettagliati usando la litografia bi-fotonica e questo a velocità superiori rispetto a dispositivi simili, grazie alla svolta di alcuni ricercatori della Vienna University of Techology (TU Vienna).

Il processo di stampa 3D utilizza una resina liquida, che viene indurita nei punti esatti mediante un fascio laser focalizzato, guidato da specchi mobili lasciandosi dietro una linea indurita di polimero solido con uno spessore di poche centinaia di nanometri.

Questa ottima risoluzione consente la creazione di sculture con strutture intricate, grandi come un granello di sabbia. “Fino ad ora questa tecnica era molto lenta” dice il professor Jurgen Stampfl dell’ Institute of Material Science and Techology al TU di Vienna.
“La velocità di stampa è sempre stata misurata in millimetri per secondo, ora il nostro dispositivo può fare cinque metri in un secondo”. Nella litografia bi-fotonica questo è un record mondiale

Tale progresso è stato possibile  grazie alla combinazione di svariate nuove idee.

“E’ stato cruciale il miglioramento del meccanismo di sterzo degli specchi” dice Jan Torgersen (TU Vienna). Gli specchi sono continuamente in movimento durante il processo di stampa e i periodi di accelerazione e decelerazione devono essere regolati con grande precisione per ottenere risultati ad alta risoluzione a questo record di velocità.

Stampa più veloce anche per oggetti grandi

“Questa resina contiene molecole che vengono attivate dal raggio laser. Inducono una reazione a catena in altri componenti della resina, i monomeri, e li trasforma in solidi” dice Torgersen. Queste molecole iniziatrici si attivano solo quando assorbono dal fascio laser due fotoni alla volta, e questo accade solo nel centro di esso, dove l’intensità è maggiore.

Contrariamente alle tecniche convenzionali di stampa 3D, il materiale solido può essere creato ovunque all’interno della resina liquida piuttosto che solamente in cima allo strato creato precedentemente. Per questo la superficie di lavoro non deve essere preparata in modo particolare prima che possa essere prodotto lo strato successivo (guardate il video), il ché permette di risparmiare molto tempo.

A causa del notevole incremento di velocità possono essere stampati oggetti molto più grandi in un dato periodo di tempo. Questo fa della litografia bi-fotonica una tecnica interessante per l’industria.

Al TU Vienna gli scienziati stanno ora sviluppando resine biocompatibili per applicazioni mediche, le quali possono essere usate per creare ponteggi per la crescita di cellule viventi, facilitandole alla creazione sistematica di tessuti biologici. La stampante 3D potrebbe anche essere usata per creare parti costruite su misura per tecnologia o nanotecnologia biomedica.

Fonte: Kurzweil Accelerating Intelligence

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