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Traduzione a cura di Daniel Iversen

Nei bambini il punto di forza è la cooperazione: se viene presentato loro un problema risolvibile autonomamente o con l’aiuto di un partner tendono a preferire la cooperazione.

Credit: Image courtesy of the Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology

Studi recenti hanno sottolineato come gli scimpanzè presentino molte prerogative cognitive necessarie per una collaborazione simile a quella umana, tuttavia queste abilità potrebbero non rappresentare tutto quello che differenzia queste scimmie e gli esseri umani quando si parla di collaborare. I ricercatori della MPI per l’Antropologia Evoluzionistica a Leipzig e il MPI per la psicolinguistica a Nijmegen hanno ora scoperto che quando tutto il resto è uguale, i bambini preferiscono lavorare insieme per risolvere problemi piuttosto che farlo da soli.
Gli scimpanzè, dall’altro canto, non mostrano questa preferenza.
Il tutto emerge da uno studio sulle scuole materne tedesche con bambini dell’età di 3 anni e su scimpanzè in semi-libertà, dove sia i primi che i secondi hanno avuto la possibilità di scegliere tra un’approccio collaborativo o individuale nel risolvere problemi.

Le società umane sono costruite sulla collaborazione. Dalla giovane età i nostribambini riconoscono il bisogno di una mano, reclutano attivamente dei collaboratori, fanno accordi su come procedere, e sanno riconoscere il ruolo dei coetanei per assicurare il successo nella risoluzione di un problema.
Anche gli scimpanzè sono cooperativi, e spesso, per esempio, collaborano in gruppo formando delle pattuglie per andare a caccia.
Eppure gli esseri umani potrebbero avere un motivo in più per collaborare rispetto ai nostri cugini primati: “Quello che ci distingue è una tendenza più spiccata nel fare le cose insieme piuttosto che da soli” afferma Daniel Haun dell’istituto Max Planck per la Psicolinguistica a Nijmegen, in Olanda. “Ci si aspettava di trovare differenze nella cooperazione tra esseri umani e scimpanzè, anche perche i primi collaborano in una grande varietà di contesti e in modo piu complesso rispetto agli scimpanzè”.

Il gruppo di ricercatori presentò, sia agli scimpanzè che ai bambini, un problema risolvibile sia da soli che con l’aiuto di un partner.
Nello specifico dell’esperimento avevano la possibilità di tirare due capi di una corda in modo da ottenere una ricompensa di cibo, questo lo si poteva fare da soli oppure facendosi aiutare da un compagnio all’estremità opposta.

Il compito è stato attentamente controllato per assicurarsi dell’assenza di qualsiasi incentivo nello scegliere una strategia rispetto all’altra: “In una situazione cosi ben controllata i bambini hanno mostrato una preferenza nel collaborare, mentre gli scimpazè no” fa notare Haun.

I bambini hanno collaborato per piu del 78 per cento del tempo, contro il 58 % negli scimpazè. Le statistiche mostrano come i bambini scelgano attivamente di lavorare insieme, mentre sembra che gli scimpanzè scelgano tra le due opzioni in maniera casuale. “La nostra scoperta suggerisce che le differenze comportamentali tra gli esseri umani e le altre specie potrebbero essere radicate in differenze motivazionali apparentemente molto piccole”, dice Haun.

In futuro, dicono i ricercatori, si dovrebbe confrontare la motivazione nella cooperazione tra le diverse specie di primati, nel tentativo di ricostruire la storia evolutiva di questo tratto.
“Sarebbero molto interessanti altri primati che sono cooperativi dalla nascita, oppure i nostri parenti più vicini, i bonobo: entrambi sono stati precedentemente oggetto di studio per avere una grande corrispondeza in alcune delle motivazioni pro-sociali degli umani” dice Yvonne Rekers del Planck Institute per Antropologia Evoluzionistica e prima autrice delo studio

Fonte: Physorg

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 Traduzione a cura di Daniel Iversen

Brian Hare, professore assistente di biologia presso la Duke University, trascorre molti mesi all’anno nella Repubblica Democratica del Congo, a studiare i bonobo. Brian si concentra sul loro comportamento, e specialmente su come risolvono i loro problemi e interagiscono con gli altri esemplari della stessa specie.
Queste scimmie, simili agli scimpanzè, sono genticamente vicini agli esseri umani, sebbene la maggiorparte delle persone sappia molto poco su di loro.

Credits: Vanessa Woods, Duke University.

Gli esseri umani condividono con gli scimpanzè il 98,7% del loro DNA: c’è una caratteristica però, la violenza, che abbiamo in comune solo con una delle due specie di queste scimmie, lo scimpanzè comune, ma che non condividiamo invece con l’altra specie, il bonobo.
Mentre noi cosi come lo scimpanzè comune, facciamo la guerra e ci uccidiamo, i bonobo non lo fanno, tanto che l’altropologo Brian Hare osserva: “Non c’è mai stato un singolo caso registrato, ne in cattività ne in natura, di un bonobo che uccide un’altro bonobo”.

Hare è un assistente professore in antropologia evolutiva alla Duke University.
Con l’aiuto dela National Science Foundation (NSF), e insieme alla sua moglie e collega, Vanessa Woods, studia il comportamento dei bonobo alla “Lola ya Bonobo” nella Repubblica Democratica del Congo, un orfanotrofio per giovani bonobo ai quali i genitori sono stati uccisi nel commercio della carne di animali selvatici.
Purtroppo il Congo, paese devastato dalla guerra, è l’unico posto al mondo dove puo essere osservata questa specie di scimmia antropomorfa in via di estinzione.

“Andiamo a questo santuario e interagiamo con loro attraverso giochi divertenti per la risoluzione problemi, giusto per cercare di entrare nelle loro teste e capire esattamente come pensano” dice Woods. “E’ una meraviglia interagire con questi animali ed è una vergogna che cosi poche persone ne abbiano sentito parlare”
Woods è l’autore del libro “Bonobo Handshake” (Stretta di mano di un bonobo) : si tratta di una raccolta delle sue esperienze con questi primati pacifici e giocosi, dove si notano alcune differenze tra scimpanzè e bonobo.

“Gli scimpanzè possono essere molto empatici e affettuosi però nello stesso tempo possiedono questo loro lato oscuro: hanno la guerra, si uccidono tra di loro, picchiano le loro femmine. I bonobo non hanno veramente nulla di tutto ciò” spiega Woods. “Sono diversi perche sono abituati a vivere in una società virtualmente senza violenza. Come fanno a vivere cosi? Noi esseri umani, con tutta l’intelligenza e la tecnologia a nostra disposizione, non siamo abituati a vivere senza la guerra, ed è per questo che penso ci sia qualcosa di molto importante che i bonobo possono insegnarci”
Uno dei modi  che queste scimmie hanno di affrontare tensioni e conflitti è attraverso rapporti sessuali: eh si, proprio cosi, sono gli hippy definitivi, fanno l’amore, non la guerra.
“Ogni volta che le situazioni si fanno tese nel mondo dei bonobo, questi di solito iniziano ad avere un qualche tipo di attività social-sessuale che sembra davvero mettere tutti d’accordo. Un’altro modo si spiega nella loro naturalmente maggior tolleranza.
I bonobo condividono di piu, e se uno si arrabbia, non è detto che facciano sesso, molto spesso si possono semplicemente abbracciare e confortare a vicenda”

In uno degli studi, Woods e Hare furono sorpresi nel vedere un bonobo affamato aprire un cancello per condividere gustosi bocconi di cibo con un’altro bonobo. “L’idea che si dovrebbe dare qualcosa al prossimo a un costo personale, pensavamo fosse prerogativa degli umani”
La natura generosa dei bonobo probabilmente si è evoluta perche vivono in una zona del Congo dove il cibo è abbondante, e non hanno mai avuto il bisogno di competere con i gorilla o uccidere per un pasto, come fanno invece di sovente gli scimpanzè comuni.

Le femmine stanno insieme, creando una società matriarcale, e quando è necessario possono coalizzarsi contro un maschio minaccioso: “Le femmine collaborano per proteggersi dalle aggressioni dei maschi. L’aggressività maschile è quindi semplicemente non tollerata” afferma Hare.
Negli scimpanzè invece, le cose vanno diversamente: i maschi piu aggressivi tendono a formare delle squadre che finiscono per dominare le femmine e i maschi piu deboli. Nelle società dei bonobo, Hare ci dice che è il rapporto madre e figlio quello dominante.
Fondamentalmente i bonobo sono “mammoni”, ed essenzialmente è come in una società di nuova concezione dove le madri devono introdurre i loro figli in modo delicato nel gruppo, è attraverso le madri poi, che il bonobo avrà accesso ad altre femmine” spiega Hare.

Come hanno fatto due specie cosi simili, bonobo e scimpanzè, ad evolvere cosi differentemente?
Hare afferma che riuscire a rispondere a questa domanda farebbe luce sul comportamento umano, visto che siamo simili a ciascuna delle due specie.

“Gli umani sono probabilmente la specie piu generosa sul pianeta” fa notare Hare, che è una caratteristica da bonobo, ma, come gli scimpanzè, abbiamo il lato oscuro, che invece i bonobo non hanno. Cosi, anche se non possono volare sulla Luna come noi, non si uccidono tra di loro. Penso che questo sfidi la normale nozione di intelligenza e che abbiamo molto da imparare da queste scimmie”

Fonte: physorg

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