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Traduzione a cura di Denis Gobbi

Ispirati dalle capacità visive delle canocchie, dei ricercatori australiani hanno creato sensori che individuano il cancro e visualizzano l’attività cerebrale.

occhi canocchia

Una canocchia

Scienziati dell’Università del Queensland in Australia hanno scoperto che le canocchie hanno un’incredibile ed utile abilità: queste creature marine sono in grado di vedere vari tipi di cancro all’interno dei nostri corpi. Hanno quindi replicato quest’abilità in una fotocamera che potrebbe eventualmente essere integrata in uno smartphone.

Gli occhi composti di una libellula

Gli occhi composti di una libellula

Le canocchie possono vedere il cancro e l’attività neuronale perchè hanno degli occhi unici, conosciuti come “occhi composti”. Questo tipo di occhio è superbamente abile nel rilevare luce polarizzata – un tipo di luce che si riflette in maniera diversa su differenti tipologie di tessuti, inclusi tessuti cancerogeni e sani.

“Gli esseri umani non possono vederlo, ma una canocchia potrebbe avanzare fino ad esso e colpirlo,” ha detto Justin Marshall del Queensland Brain Institute all’Università del Queensland in una dichiarazione alla stampa.

“Noi vediamo i colori con diverse tonalità e sfumature, oggetti che creano contrasto – una mela rossa su un albero verde per esempio – ma la nostra ricerca stà rivelando che invece molti animali utilizzano proprio la luce polarizzata per rilevare e distinguere gli oggetti”.

Il suo team ora collabora con esperti internazionali per riprodurre questa abilità in una fotocamera, per poi sperare di poterle integrare negli smartphone per dare la possibilità alle persone di scansionare il proprio corpo in totale autonomia da casa.

“La fotocamera che abbiamo sviluppato in forte collaborazione con scienziati americani e britannici cattura un video integrandolo con un feedback immediato nel rivelare il cancro e nel monitorare l’attività delle cellule nervose esposte ad essa.” ha detto Marshall

Hanno ottenuto questo risultato replicando un gruppo di cellule presenti negli occhi composti della canocchia, dette ommatidi.  Ognuna di queste cellule ommatidi presenta dei micro-villi capaci di filtrare la luce polarizzata, assieme a recettori fotosensibili.

Per riprodurre tutto questo nel sensore di una fotocamera, gli scienziati hanno usato nanotubi in alluminio capaci di replicare questi micro-villi, e posizionandoli al di sopra di fotodiodi che trasformano la luce in corrente elettrica.

“Questi convertono messaggi a noi invisibili in colori molto più familiari ai nostri occhi” afferma Marshall.

Gli attuali sistema di diagnostica per immagini già utilizzano luce polarizzata per rilevare il cancro, ma ci sono limitazioni nella rilevazione di tumori riguardo alla loro dimensione, oltre a questo essi richiedono ingombranti attrezzature. Replicando invece gli occhi delle canocchie, gli scienziati sperano di migliorare questa tecnologia a tal punto da poter includerla all’interno di uno smartphone. Questo ridurrebbe il bisogno di metodi invasivi di rilevazione , come ad esempio le biopsie, e aiuterebbero a rilevare il cancro in fase precoce.

Impressionatamente, questi sensori sviluppati dall’Università del Queensland sono già stati utilizzati per “vedere” l’attività dei neuroni all’interno di un cervello in tempo reale, come anche nel procurare diagnosi precosi di tessuti cancerosi nei topi.

Potete visualizzare la ricerca interamente qui: IEEE.

Fonte: sciencealert.com.au

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  Traduzione a cura di Denis Gobbi

L’amore di un padre contribuisce tanto quanto, e a volte anche di più, l’amore di una madre nello sviluppo di un bambino. Questa è una delle numerose scoperte fatte da una ricerca sul potere del rifiuto e dell’approvazione genitoriale nel plasmare le nostre personalità da bambini e in età adulta.

“Nel nostro mezzo secolo di ricerca internazionale, non abbiamo trovato nessun altro fattore tale da avere un effetto così forte e coerente sullo sviluppo della personalità come l’esperienza del rifiuto, soprattutto da parte dei genitori in età pediatrica”, spiega Ronald Rohner della University of Connecticut, co-autore del nuovo studio in “Personality and Social Psychology Review”.  “Ovunque i bambini e gli adulti – indipendentemente dalle differenze etniche, culturali e di genere – tendono a rispondere esattamente allo stesso modo quando percepiscono di essere respinti dalle loro figure di attaccamento”.

Esaminando 36 studi provenienti da tutto il mondo che hanno coinvolto più di 10.000 partecipanti, Rohner e il co-autore Abdul Khaleque hanno scoperto che in risposta al rifiuto da parte dei genitori, i bambini tendono a sentirsi più ansiosi e insicuri, così come più ostili e aggressivi nei confronti altrui. Il dolore del rifiuto – soprattutto quando si verifica in un lungo periodo di tempo durante l’infanzia – tende a permanere in età adulta, rendendo più difficile per gli adulti che sono stati respinti da bambini il formare relazioni sicure e fiduciose con i loro partner intimi. Gli studi si basano su sondaggi effettuati nei confronti di bambini e adulti consistenti nell’esaminare i gradi di accettazione o di rifiuto dei genitori durante la loro infanzia, completate da questioni poste a loro riguardanti la loro personalità.

Inoltre, afferma Rohner, dall’ultimo decennio di ricerche in psicologia e neuroscienze stà emergendo un evidenza rilevante: le stesse parti del cervello che vengono attivate quando le persone si sentono respinte vengono attivate anche quando l’esperienza del dolore è fisica. “A differenza di dolore fisico, tuttavia, le persone possono psicologicamente rivivere il dolore emotivo del rifiuto più e più volte per anni”, dice Rohner.

Quando si confronta l’impatto dell’amore di un padre rispetto a quello di una madre, i risultati provenienti da più di 500 studi suggeriscono che mentre i bambini e gli adulti sperimentano spesso più o meno lo stesso livello di accettazione o di rifiuto da ciascun genitore, l’influenza del rifiuto di un solo genitore – più spesso il padre – a volte può essere molto superiore a quello dell’altro.  Un team di psicologi provenienti da 13 paesi diversi che lavorano al “Father Acceptance Rejection Project ” hanno formulato una spiegazione a questa disparità:  i bambini e i giovani adulti tendono a dare maggiore attenzione a qualsiasi genitore che percepiscano avere un maggiore potere interpersonale. Quindi, se un bambino percepisce essere il padre ad avere maggior prestigio, può con alta probabilità essere lui ad avere più influenza sul figlio. Il lavoro stà continuando per comprendere meglio questo potenziale rapporto.

Uno dei più importanti messaggi da portare a casa provenienti da tutto questo lavoro di ricerca, afferma Rohner, è che l’amore paterno è fondamentale per lo sviluppo di una persona. L’importanza dell’amore di un padre dovrebbe contribuire a motivare molti uomini ad essere più coinvolti nella promozione della cura del bambino. Inoltre, egli dice, il riconoscimento diffuso dell’influenza dei padri sullo sviluppo della personalità dei propri figli dovrebbe contribuire a ridurre l’incidenza della “colpa materna” comune nelle scuole e in ambito clinico. “La grande enfasi sulle madri in America ha portato a una tendenza inappropriata nell’incolparle per i problemi di comportamento e del disadattamento dei bambini quando, in realtà, i padri sono spesso più implicati nello sviluppo di problemi come questi rispetto ad esse.”

Più informazioni possono essere reperite qui: “Transnational Relations Between Perceived Parental Acceptance and Personality Dispositions of Children and Adults: A Meta-Analytic Review

Fonte: Zeitnews.org 

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