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Traduzione di Denis Gobbi

Carlo Gustavo ha scoperto che i genitori che sperimentano problemi finanziari e depressione sono meno portati a sentirsi connessi ai loro figli, e che essi a loro volta sono meno propensi ad intraprendere comportamenti prosociali come fare del volontariato o semplicemente aiutare il prossimo.

Carlo Gustavo ha scoperto che i genitori che sperimentano problemi finanziari e depressione sono meno portati a sentirsi connessi ai loro figli, e che essi a loro volta sono meno propensi ad intraprendere comportamenti prosociali come fare del volontariato o semplicemente aiutare il prossimo.

La maggioranza degli americani considerano la loro corrente situazione finanziaria come povera, e quasi la metà di loro affermano di essere incappati in problemi finanziari durante l’ultimo anno, in accordo con il Centro di Ricerca di Pew. Un ricercatore dell’università del Missouri ha studiato come i problemi finanziari dei genitori ed i conseguenti stress mentali influenzino il rapporto con i figli. Egli ha scoperto che i genitori che sperimentano problemi finanziari e depressione sono meno portati a sentirsi connessi ai loro figli, e che essi a loro volta sono meno propensi ad intraprendere comportamenti prosociali come fare del volontariato o semplicemente aiutare il prossimo.

“Lo studio serve a ricordare che i comportamenti dei bambini sono influenzati dai problemi che li circondano in maniera ravvicinata.” ha affermato Gustavo Carlo, professore di Diversità dell’Università del Missouri nel dipartimento dello Sviluppo Umano e degli Studi sulla Famiglia. “Le situazioni economiche familiari sono influenzate da ampi fattori nella nostra società e questi problemi possono portare ad una depressione che danneggia le relazioni genitore-figlio.

Ricerche precedenti hanno indicato che le connessioni genitore-figlio sono un importante indicatore del comportamento prosociale nei bambini. I comportamenti prosociali sono responsabili dello sviluppo morale, migliorano i risultati nelle relazionarsi, nella scuola e nel lavoro.

Diversamente da studi precedenti che si erano focalizzati su famiglie a basso reddito ed alto rischio, Carlo ed i suoi colleghi hanno studiato famiglie di classe media e medio-alta . Genitori e figli hanno risposto a domande sullo stress/depressione  economica e sulla connessione tra genitori-figli. Un anno dopo, i bambini hanno riportato quanto spesso hanno ingaggiato tramite comportamenti prosociali sconosciuti, membri della famiglia ed amici.

“Anche le famiglie della classe media stanno avendo difficoltà finanziarie, e ciò stà influendo sulla capacità dei genitori di essere valide figure per i figli.” ha detto Carlo. “Quando i genitori sono depressi, ciò si ripercuote sulle relazioni con i figli”.

Carlo suggerisce, quando possibile, che i genitori depressi vengano seguiti da uno psicologo professionista. Possono altresì ricercare aiuto dal coniuge, dai familiari, dagli amici, dalle chiese  o da qualsiasi altra organizzazione comunitaria. Raccomanda i coniugi di fare sforzi per raggiungere un equilibrio ed aiutarsi a vicenda spendendo del tempo prezioso con i bambini.

“Educare i bambini è già difficile” afferma Carlo. “Quando hai pesi aggiuntivi come difficoltà finanziarie e depressione la sfida diventa ancor più impegnativa”

Lo studio, “A Test of the Economic Strain Model on Adolescents’ Prosocial Behaviors” è stato pubblicato nella “Rivista della Ricerca sull’Adolescenza” a fine di quest’anno. Carlo ha collaborato con i ricercatori Laura Padilla-Walker e Randal Day della Brigham Young University. Il Dipartimento dello Sviluppo Umano e degli Studi sulla Famiglia è una parte dell’Istituto delle Scienze Ambientali Umane.

Fonte: Università del Missouri-Columbia

Fonte: Zeitnews.org

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Traduzione a cura di Daniel Iversen

Durante la crescita, il feto riceve costantemente messaggi dalla madre. Non si sta parlando della percezione del battito del cuore o della musica che la madre fa ascoltare al bambino dall’esterno;  il feto riceve, attraverso la placenta, anche dei segnali chimici.

Un nuovo studio, che sarà pubblicato in “Psychological Science“, una rivista dell’ Association for Psychological Science, ha scoperto che questi messaggi chimici includono segnali sullo stato mentale materno.

Se la madre è depressa, questo andrà a incidere su come il bambino si svilupperà dopo la nascita.

In questi ultimi decenni i ricercatori hanno scoperto che l’ambiente entro il quale si sviluppa il feto – il ventre materno – è molto importante. Ancuni degli effetti sono ovvi. Bere e fumare, per esempio, puo essere devastante, altri effetti sono piu sottili.  Dagli studi si è visto che le persone nate durante la grande carestia olandese del 1944, soprattutto chi aveva avuto madri affamate, era predisposto a sviluppare più tardi problemi di salute come obesità e diabete.

Curt A. Sandman , Elysia P. Davis e Laura M. Glynn dell’Università di California-Irvine  studiano come lo stato psicologico della madre influsce sul feto.
Per fare questo hanno reclutato donne in cinta controllando la loro depressione prima e dopo il parto. Hanno fatto test anche sui bambini per controllare il loro sviluppo.

I risultati sono stati molto interessanti:  il fattore piu importante per il bambino era se gli ambienti prima e dopo il parto coincidessero. I bambini che, nel corso della ricerca, stavano meglio, erano sia quelli aventi una madre sana prima e dopo il parto, sia quelli che avevano una padre stressata prima e dopo il parto.

Quello che rallentò lo sviluppo di questo bambini fu il cambiamento delle condizioni, da pre a post parto: madre depressa prima ma sana dopo il parto, o madre sana prima e depressa post parto.

“Dobbiamo ammetterlo” dice Sandman “la solidità dei nostri risultati ci ha sorpreso”

Ora, un’interpretazione cinica di questi dati ci direbbe che se una donna è depressa prima del parto, bisognerebbe lasciarla in quelle condizioni, per il benessere del bambino.

“Un’approccio piu ragionevole sarebbe curare quelle donne che presentano una depressione pre-natale” afferma Sandman “Sappiamo come comportarci di fronte a sintomi di depressione”.

Il problema è che raramente nelle donne viene controllata la depressione pre-parto.

A lungo termine, afferma Sandman, l’avere una madre depressa potrebbe portare a problemi neurologici e psichiatrici.

In un’altro studio la sua squadra ha scoperto che bambini più vecchi, con madri ansiose durante la gravidanza, uno stato che spesso è concomitante con la depressione, hanno delle differenze in alcune strutture del cervello.

Ci vorranno studi di decenni per capire esattamente cosa vuol dire per lo sviluppo a lungo termine di un bambino avere una madre depressa.

“Crediamo che il feto umano sia un partecipante attivo del suo proprio sviluppo e raccoglie informazioni per la vita dopo la sua nascita”.
Sandman dice: “E’ la preparazione per la vita in base ai messaggi forniti dalla madre”

Titolo originale :  “Prescient human fetuses thrive.”

Fonte: Zeitnews.org

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