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Traduzione a cura di Denis Gobbi

Stasera voglio inaugurare una nuova categoria, una sorta di rubrica che pubblichi i pensieri che più mi sembrano interessanti sia miei che di terzi.

Ad inaugurarla sarà Douglas Mallette: ingegnere aerospaziale, oratore e scrittore.

NDR Tutte le unità di misura sono state convertite da quelle inglesi a quelle metriche decimali.

Quindi, perchè non esaminiamo un pò la cosa. Dopotutto, è una cosa valida su cui discutere. Quale numero di persone potrebbe ospitare confortabilmente una città circolare RBE (Resource Based Economy ndr) ? Quanto spazio avrebbe per se ogni suo abitante? Un buon suggerimento potrebbe essere, quanto ne ha bisogno ognuno di noi? In un contesto suburbano, sei fortunato se riesci ad avere all’incirca 1000 m2. Ora, divertiamoci un pò facendo qualche conto e vediamo cosa riusciamo ad ottenere!
Prendiamo ad esempio una piccolà città di 8km di raggio, avente una superficie di 203 314 067 m2

.Questa superficie è 7,4 volte più piccola di quella della città di Houston (Texas) che ha una popolazione di circa 2,3 milioni di persone spalmate in 2 589 988 110 m2 di terreno, ricordatelo mentre andremo avanti!

Impostiamo il 25% dell’area della città come usata da parchi e trasporti a livello del terreno (strade, ferrovie etc…) = 50 828 516 m2.

La percentuale non è scelta a caso, NYC ad esempio usa il 22% della sua superficie per le strade (basandomi su un rapporto del 2006), e questa è una città MOLTO DENSA e carica di strade, quindi il 25% non è un numero esagerato per una città che non è pensata per essere una giungla di cemento.

Settiamo un 30% per l’uso non residenziale (industria, scuola, ospedali etc…) = 60 994 220 m2.

Settiamo un 45% ora per l’uso residenziale = 91 491 330 m2

Se ogni metro quadro della terra residenziale fosse usata per costruire case, avresti 22,608 case, con una media di 3 persone per casa sono un totale di 67,824 persone. In ogni caso, questa soluzione è impraticabile e non tutti vogliono una casa. Se degli appartamenti di norma in una RBE fossero come i condomini di lusso (e in una RBE lo sarebbero in ogni caso) io mi risparmierei volentieri la fatica ed il costo di mantenimento di una casa singola.

Quindi, abbiamo 91 491 330 m2 disponibili per fini residenziali, facciamo che il 60% di queste terre lo destiniamo a singole case da 4047 m2, il restante 40% a complessi condominiali che di media occupano ognuno 32 375 m2 :

Il 60% di terreno residenziale equivale a 54 891 560 m2 ovvero case per 40 692 persone.

Il 40% di terreno residenziale rimanente equivale a  36 599 769 m2  da destinarsi ai complessi condominiali che ad 32 374 m2per complesso. Otteniamo così ben 1130 complessi condominiali (arrotondati per difetto così come molti altri calcoli fatti). Ogni complesso può ospitare 1000 unità residenziali, ovvero 1 130 000 unità in totale per l’intera città. Ogni unità ospita 3 persone di media (come le case) ospitando quindi 3 390 000 persone.

Ora, potresti stare pensando… 1000 unità per complesso ?!!

Bene, cerchiamo di ragionarci su, il “Venetian Hotel” a Las Vegas, dove sono stato nel 2001 (grazie ad una settimana di viaggio completamente pagata dalla compagnia per cui lavoro) è uno dei più belli e lussuosi Hotel in cui io abbia maia vuto l’opportunità di alloggiare. L’intero complesso occupa 36 421 m2 di superficie ed è alto 40 piani. Contiene oltre 4000 suite, la più piccola di 60 m2 e la più grande di 269 m2. Quindi, se quel posto può ospitare 4000 suite in un terreno di poco più grande, un complesso di appartamenti di lusso di grandezza simile può facilmente ospitare 1000 unità molto spaziose se non di più con l’aggiunta di innumerevoli locali atti a rendere l’appartamento una piccola città in sè stessa.

Quindi, riassumendo abbiamo una popolazione di: 40 692 + 3 390 000 = 3 430 692 persone.

Abbiamo ora una città che è 7.4 volte più piccola di Houston, ma che è capace di ospitare una popolazione in maniera interamente comoda e spaziosa che è 1,5 volte superiore a quella odierna della città messa a paragone.

Cosa succede se però giochiamo veramente con i numeri e lasciamo le norme statistiche a cui sono sottostato fin d’ora? Quando dico norme statistiche, mi riferisco al 25% del terreno per parchi e strade, al 30% per l’uso non residenziale e al 45% dell’uso residenziale. Se diamo un occhio alla maggior parte dei paesi e delle città, questa è una ripartizione media. una ripartizione media di città cresciute con poca o nulla pianificazione, cresciute a caso. Una città in un RBE sarebbe, ovviamente, progettata in maniera più precisa, più efficiente.

Ma per amor di discussione, riepiloghiamo questi dati!

203 314 067 m2 disponibili per essere usati

40% di terra per parchi e trasporto : 81 325 626.7 m2

35% per uso non residenziale: 71 159 923 m2

25% per uso residenziale: 50 828 516 m2.

Divisione 70/30 per la terra ad uso residenziale, 70% per le case e 30% per gli appartamenti.

Case: 35 579 961 m2, abbastanza per 26,376 persone.

Condomini: 15 248 555 m2 disponibili, 471 complessi da 32 374 m2. l‘uno. 1000 unità abitative a complesso, ci danno 471 000 unità abitative con una media di 3 persone per unità ci danno 1,413,000 persone.

Popolazione totale: 1 439 376

Riassumendo in un area 7,4 volte più piccola di quella di Houston abbiamo il 62,5% della sua popolazione, per di più alloggiata comodamente e spaziosamente. E’ ridicolmente più efficiente e confortevole del sistema corrente.

Non importa da che punto di vista la si osservi, il design della città circolare potrebbe non solo sostenere l’attuale popolazione, ma farne accomodare molte di più, perchè la città stessa è progettata fin dal principio per accomodare il massimo numero di persone con i più alti livelli di comfort, accessibilità e mobilità.

Fonti: Zeitnews.org

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Traduzione a cura di Denis Gobbi

Il Governo Filippino combatte la povertà e la malnutrizione della popolazione, e contemporaneamente riqualifica zone urbane degradate con un’arma innovativa: la Coltura Idroponica!

Cebu è una delle provincie dell’Arcipelago delle Filippine, costituita dall’Isola principale di Cebu e da 167 altre isole più piccole. La capitale della provincia è la Città di Cebu, la più antica città delle Filippine con una popolazione stimata attorno alle 822.000 anime. Anche se la città risulta essere una delle più sviluppate del paese grazie ad una fiorente industria dei trasporti e ad un’industria della comunicazione in crescita, sperimenta comunque povertà, anche se essa stà per essere combattuta da iniziative innovative grazie agli investimenti del governo.

La coltura idroponica è infatti stata scelta come metodo agricolturale per via del fatto che può essere implementata in relativamente poco spazio e gli spazi urbani ristretti ed inutilizzati sono infatti presenti in quantità nella città, ciò aiuta ed incoraggia anche al riutilizzo della plastica, contribuendo a ridurre il problema dei rifiuti urbani.

L’obbiettivo principale dell’iniziativa è ridurre la povertà e specialmente alleviare la malnutrizione nelle aree più densamente popolate della provincia come la Città di Cebu. Il Dipartimento del Benessere Sociale e dello Sviluppo ed il Dipartimento di Scienza & Tecnologia sperano entrambi che grazie all’educazione a questo metodo di coltura sarà possibile ridurre la minaccia derivante dalla penuria alimentare, ma anche trasformare aree urbane dismesse in verdi aree produttive.

Il progetto fa parte di un più ampio programma correntemente in fase di sviluppo da parte del Governo Filippino. L’utilizzo della coltura idroponica tuttavia, come un mezzo per aiutare le famiglie stesse a risollevarsi dalla povertà è un approccio innovativo che speriamo contribuirà non solo ad alleviarla, ma anche a dimostrare la fattibilità del giardinaggio urbano idroponico come mezzo di produzione alimentare nonchè di riqualificazione urbana.

Fonte: http://hydroponicsguide.co.uk

 

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Traduzione a cura di Daniel Iversen e Claudio Galbiati

L’urbanizzazione e il cambiamento climatico mettono molta pressione allo spazio disponibile per la natura nei centri cittadini. Sono inoltre rare le iniziative per l’aggiunta di zone a parco nelle città. Eppure si tratta di habitat aggiuntivi che porterebbero uccelli, api, pipistrelli e altri piccoli animali nei nostri centri che avrebbero un “effetto verde” molto positivo sull’ambiente cittadino.
Waterstudio ha progettato un nuovo concetto per macchie verdi ad alta densità situate nelle città: il Sea Tree (albero marino).
Si tratta di una struttura galleggiante che contiene molti strati di habitat verdi, resi disponibili interamente agli animali in quanto la struttura non è accessibile dagli esseri umani. Il Sea Tree è costruito con tecnologia off-shore molto simile a quella usata per le torri di stoccaggio petrolio situate in mare aperto. L’idea è che le grandi compagnie petrolifere donino un Sea Tree alla città mostrando così la loro preoccupazione per un miglior ambiente cittadino usando una proprietà intellettuale in loro possesso.Lo spazio per questi alberi marini può essere trovato in fiumi, mari, laghi e persino nei porti. L’altezza e la profondità di queste strutture può variare a seconda della locazione. Il Sea Tree si muove leggermente a seconda del vento ed è ormeggiato sul fondo con un sistema di cavi.
Sott’acqua la struttura offre un habitat per piccole creature marine o, se il clima lo permette, anche per barriere coralline artificiali.
La bellezza nel design sta nel fatto che offre una soluzione e nello stesso tempo non occupa spazio a terra mentre l’effetto delle specie che vivono nel Sea Tree sarà visibile per svariati chilometri intorno alla posizione della struttura. Infatti, per quello che sappiamo, questa torre sarà il primo oggetto galleggiante progettato al 100 % per la flora e per la fauna.

Il Sea Tree fa uso di tecnologia esistente e già collaudata. La nostra eredità olandese di lotte centenarie contro l’acqua ci ha fornito molte innovative soluzioni galleggianti. Le compagnie petrolifere usano da anni strutture come questa, noi gli abbiamo solo dato una nuova forma e funzione.
Per le soluzioni di flora e fauna abbiamo qui in Olanda le migliori Università e gli istituti più prestigiosi che ci hanno fornito il concept per usare queste strutture come catalizzatrici, per la sviluppo di habitat dedicati alla flora e alla fauna.

Il Sea Tree fornisce alle compagnie petrolifere un ‘altra strada per avere un attitudine positiva per l’ambiente. E’ una “applicazione cittadina”, un prodotto galleggiate che può essere aggiunto alla vostra città come un app per il vostro smartphone. La compagnia petrolifera manterrà la proprietà mentre la città fornirà il posto.L’ispirazione ci è venuta da un progetto olandese dove gli ecologisti ci forzarono a fornire degli habitat che non potessero venire disturbati dalle persone. L’acqua è ovviamente un ottimo modo per tenerle alla larga. La forma di una struttura galleggiante per lo stoccaggio petrolifero ha portato in Norvegia un’altra ispirazione, una forma ad albero con una grande chioma sulla cima.

Il concetto è che se prendiamo zone di parco delle aree urbane, le dividiamo in pezzi e li mettiamo verticalmente, uno sopra l’altro,  alla fine diventa un punto di ritrovo verticale per la fauna selvatica.

Il costo per il progetto Sea Tree è stimato intorno ai 4.5 milioni di dollari. Dipende dalla profondità dall’acqua, dalle strutture di ormeggio e dal trasporto dal sito di costruzione al città scelta.
Differenze di costo poi dipendono dalla flora e fauna preferita.

Fonte:  Waterstudios

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Tradotto da Denis Gobbi

Ecco un’eccezionale esempio di coltivazione urbana, una “Plantagon Greenhouse” ovvero una serra per l’agricoltura urbana.

La costruzione della prima di queste innovative strutture è iniziata la scorsa settimana in Svezia. Questa esclusiva coltivazione verticale in serra sarà anche parte di un “Centro internazionale di eccellenza per l’agricoltura urbana, un progetto pilota per la tecnologia pulita svedese ed il -clima intelligente- ovvero un modo di utilizzare il riscaldamento e la CO2 (anidride carbonica) prodotta dalle industrie.” secondo un comunicato stampa.

Oltre ad offrire una soluzione innovativa per quanto riguarda l’agricoltura verticale, “Plantagon prevede di sviluppare soluzioni integrate per l’energia, il calore in eccesso, i rifiuti, la CO2 e l’acqua” in collaborazione con diversi partner.

Ecco un video sulla serra Plantagon:

La prima serra urbana Plantagon è in costruzione a Linköping, Svezia. I rappresentanti della città di Linköping, Plantagon e Tekniska Verken (la società energetica regionale, che si trova nelle vicinanze) hanno preparato il terreno per il progetto insieme il 9 febbraio 2012.

“Questo è un giorno storico per Plantagon. Questa cerimonia segna la realizzazione di una visione, della creazione di funzionali soluzioni sostenibili per le città in crescita di oggi e di domani, dove si potrà coltivare il cibo nelle città gestendo queste risorse in maniera intelligente, sfruttando le condizioni particolari delle città “, afferma Hans hassle, CEO di Plantagon.

Più informazione sono reperibili a Plantagon

Fonte: cleantechnica.com

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Traduzione a cura di Daniel Iversen e Lorenzo Micali

Cibo per la mente: Estelle Brown, un ex progettista d'interni residente a Todmorden, con un cesto di verdura casalinga

Bisogna ammetterlo, sembra essere uno degli atti criminosi più sconsiderati, e anche il piu sfrontato.. All’esterno della stazione di polizia nella cittadina vittoriana di Todmorden, West Yorkshire, ci sono tre grandi aiuole ben in vista. Se le aveste visitate qualche mese fa, le avreste trovate stracolme di cavoli, carote, lattughe, cipolle primaverili, insomma, di ogni sorta di verdura e foglie di insalata.

Oggi le aiuole sono vuote. Come mai? La gente ha passeggiato sopra il piazzale della stazione di polizia in pieno giorno e ha preso le verdure. E cosa stanno facendo i poliziotti riguardo a questo furto sfacciato commesso sotto i loro nasi? Un bel niente, e questo non è molto corretto.

“Ho visto dalla videocamera di sorveglianza alcune persone mentre arrivavano e le raccoglievano” afferma il responsabile d’ufficio Janet Scott, con un sorriso enorme.
Il sorriso che spiega tutto.

Così, alla fine viene fuori che i “ladri di verdure” non sono per niente ladri. Le carote della stazione di polizia – e le migliaia di verdure nelle 70 grosse aiuole intorno alla città – sono lì per essere raccolte. Le persone del posto sono stimolate ad aiutarsi a vicenda. Un po’ di pomodori qui, una manciata di broccoli là. Se sono di stagione, sono loro. Gratis.

Dunque ci sono (o meglio c’erano): lamponi, albicocche e mele lungo il sentiero del canale; ribes nero, ribes rosso e fragole dietro lo studio medico; fagioli e piselli all’esterno del college; ciliegie nel parcheggio del supermercato, menta, rosmarino, timo e finocchio nei pressi dell’ospedale.

Gli orti sono il segno più visibile di un piano straordinario: rendere Todmorden la prima città nella nazione autosufficiente dal punto di vista alimentare.

“E noi vogliamo farlo entro il 2018” dice Mary Clear, 56 anni, nonna di 10 nipoti e co-fondatrice di “Incredible Edible” (incredibilmente commestibile)”, come viene chiamato il progetto.

“E’ un piano molto ambizioso. Ma se non miri a qualcosa in alto, puoi anche stare a letto, o no?”

Dunque cosa mi vieta di andare con una grossa borsa e prendere tutto il rosmarino nella città?

“Niente.” risponde Mary.

Cosa mi vieta di rubarmi tutte le mele?

“Niente.”

Tutti i vostri lamponi?

“Niente.”

Semplicemente, questo non accade, dice. “Abbiamo fiducia nelle persone. Noi crediamo veramente – e siamo testimoni di ciò – che le persone sono oneste.”

Quando lei vede un rappresentate, o un affarista che raccoglie i frutti per il suo pranzo, prova solo piacere. Che problema c’è, argomenta Mary, se una volta ogni tanto arriva qui con la scatoletta e scopre che tutte le fragole non ci sono più?

“Questa è una rivoluzione” afferma lei “ma noi siamo rivoluzionari gentili. Tutto ciò che facciamo è fondato sulla gentilezza.”

L’idea è venuta fuori dopo che lei e il co-fondatore Pam Warhurst, ex proprietario del “Bear Cafe” della città, iniziarono a discutere riguardo allo stato del mondo e a chiedersi cosa avrebbero potuto fare.

Hanno dedotto che tutto quello che potevano fare era di partire a livello locale, così riunirono un gruppo di persone, soprattutto donne, insieme in un bar.

“Quando gli uomini bevono, nei bar succedono sempre casini e risse, invece quando sono le donne a riunirsi insieme a bere un caffè succedono solo belle cose” dice Mary. “I nostri pensieri erano: si danno molte colpe al mondo, è colpa dei governi locali, dei politici, dei banchieri, della tecnologia – allora abbiamo pensato: facciamo noi qualcosa di positivo.”
Siamo in piedi in un parcheggio in centro. Mary indica delle tenute di case sulla collina e la sua faccia si illumina.

“I bambini passano di qui prima di andare a scuola. Abbiamo riempito le aiuole con dei finocchi e tutti loro hanno imparato che se dai un morso ai finocchi, hanno un sapore di caramelle alla liquirizia. Quando ho visto dei bambini mettere in bocca piccoli bocconi di erba, ho pensato soltanto una cosa: è brillante.”

Mi ha portato oltre il giardino di fronte casa sua, qualche metro più in la. Tre anni fa, quando “Incredible Edible” fu avviato, fece una cosa molto inusuale: abbassò il muro che c’è di fronte,  affinché stimolasse i passanti ad entrare nel giardino e a servirsi di qualsiasi verdura si loro gradimento.

“C’erano dei cartelli che chiedevano alle persone di prendersi qualcosa dall’orto ma ci sono voluti sei mesi alla gente per capire che ciò era davvero possibile” dice. Ora ci sono arrivati.
Ovviamente, solo qualche piccolo centro trasformato in orto – ma nemmeno migliaia di essi – potranno mai sfamare da soli una comunità di 15.000 abitanti.

Le patate alla stazione di polizia però funzionano come dei sergenti di reclutamento, atti ad incoraggiare i residenti a coltivare il proprio cibo a casa.  Oggi, centinaia di cittadini, che iniziarono ad aiutarsi a vicenda per la verdura comunale, sono ormai sulla via per raggiungere l’autosufficienza. Ma fuori sulla strada, che cosa viene piantato? e dove?.
C’è della gentilzza anche in questo.

“Il controllore alla stazione dei treni, che era tanto amato dai paesani, è stato poco bene. Prima di morire gli abbiamo chiesto: “Qual è la tua verdura preferita, Reg?” Erano i broccoli. Così abbiamo piantato letti memoriali di broccoli alla stazione. Anche alla fermata successiva, a Hebden Bridge, dove Reg era molto amato, hanno piantato dei broccoli in sua memoria.
“Non tutte le trame sono – come si può dire in maniera delicata? – ufficiali”

Prendete i cespugli di erbe aromatiche sul canale. Chi lo gestisce, quelli della “British Waterways”, non avevano idea che gli abitanti del luogo avessero seminato le piante in quella zona fino a quando un ufficiale non ha ispezionato quell’area prima della visita del principe del Galles lo scorso anno (Charles è un grande fan di “Incredible Edible”).

Estelle Brown, un ex designer d’interni che ha ha preso parte alla semina, ricevette  una email dalla British Waterways.

“Ero un pò preoccupato di aprirla” ha detto “Ma c’era scritto “Come si costruisce un’aiuola sollevata? Perchè il mio capo ne vuole una fuori dalla finestra del suo ufficio”

“Incredible Edible” è anche qualcosa di più: si tratta di educare le persone sul cibo, e stimolare l’economia locale.

Ci sono lezioni su come raccogliere e conservare la frutta, corsi per fare il pane, e il college locale offre una BTEC in orticultura. L’idea è che i giovani cresciuti lungo le strade di campagna possano fare carriera in agricoltura.

"Incredible Edible" è qualcosa di più di semplici appezzamenti di terra con degli orti: si tratta di educare le persone al cibo e stimolare l'economia locale (nella foto Estelle Brown e Vincent Graff)

Fondamentalmente il programma è anche quello di aiutare le imprese locali.
“The Bear”, un negozio e una meravigliosa cafetteria con una stupenda facciata in stile vittoriano, prende tutti i suoi ingredienti dagli agricoltori entro un raggio di 50 chilometri.

C’è un brillante mercato tutti i giorni. Qui la gente può mangiare bene e con prodotti locali, e centinaia di persona lo stanno già facendo.

Nel frattempo, alla scuola locale è stato assegnato recentemente un assegno da 500.000 sterline, concessi per promuovere una pescheria in grado di fornire cibo per la gente del posto e insegnare abilità utili ai ragazzi.

Jenny Coleman, 62 anni, che si è sistemato qui da Londra, spiega: ”Abbiamo bisogno di fare qualcosa per i giovani. Se hai 18 anni, ci deve essere un’adeguata risposta alla domanda: per quale motivo voglio restare a Todmorden?”

Il giorno che la visitai, la città era scossa da una fredda tempesta. Eppure il posto irradiava calore. Le persone parlavano tra di loro per strada, i vicini ci passavano accanto con la macchina, sorridendo. La frase “siamo tutti sulla stessa barca” ci balena subito in testa.

Quindi che razza di posto è Todmorden (conosciuta nel posto, senza eccezioni, come Tod)? Se pensate che sia popolata da nonne borghesi, ripensateci. Non è nemmeno la mecca di qualche facoltoso club di golf.

Situata nella Pennine valley – la strada che attraversa la città fa da confine tra lo Yorkshire e il Lancashire – è un vibrante mix di etnie, classi sociali ed età. Un terzo delle famiglie non possiede un’automobile e un quinto non dispone di riscaldamento centralizzato. Potete farvi una villetta a schiera con cinquanta mila sterline o spenderne quasi il doppio per una villa con sette camere da letto. E, secondo Pam Warhurst,  il progetto ha portato la comunità ad avvicinarsi.
Un esempio: “La polizia ci ha detto che da quando il tutto è iniziato, c’è stata una costante diminuzione di atti vandalici” dice. “Non ci aspettavamo questo”:

Allora come mai è accaduto?

Pam dice: ‘Se si prende uno spiazzo d’erba di norma utilizzato come pattumiera e per far fare i bisogni ai cani, e lo si trasforma in un luogo pieno di erbe e alberi da frutta, la gente non lo danneggia. Penso che siamo programmati a non danneggiare il cibo.”

Pam calcola che un progetto come Incredible Edible potrebbe prosperare in tanti altri luoghi. “Se la popolazione è di tipo transitorio è difficile, ma se ci sono scuole, negozi, giardini e spiazzi verdi, si può fare”. Iniziative analoghe sono in fase di sperimentazione in 21 altre città del Regno Unito, e c’è stato interesse persino da parte di alcuni posti in Germania e Spagna, a Hong Kong e in Canada. E, questa settimana, Mary Clear, ha tenuto una conferenza per un gruppo di deputati al palazzo Westminister, sede del parlamento inglese.

Todmorden è stata vistata da un urbanista della Nuova Zelanda, al lavoro per ricostruire il suo paese dopo il terremoto di febbraio.

Mary dice: “ Lui è tornato dicendo “Perchè non costruire la stazione dei treni con verdure ed erbe da raccogliere? Perchè non costruire un centro benessere con dei meleti?
“Quello che abbiamo fatto non è stato particolarmente intelligente. Semplicemente non è stato fatto prima d’ora”

L’ultima parola va un outsider. Joe Strachan è un ricco americano ex direttore di vendite che ha deciso di stabilirsi a Todd con la moglie scozzese, dopo molti anni in California. Ha 61 anni ma ne dimostra 40. Si è attivato con Edible Incredible sei mesi fa, e scavare, seminare e fare le spremute non potrebbe renderlo piu felice.  Mi trovo accanto a lui, al riparo dalla pioggia battente. Perchè, mi chiedo, qualcuno abbandonerebbe il sole della California per tutto questo?

La sua risposta riassume un pò quello che la gente ha capito qua intorno.

“C’è della nobiltà a far crescere del cibo e permettere alle persone di condividerlo. C’è la sensazione che stiamo facendo qualcosa di significativo, oltre che lamentarci che lo stato non può prendersi cura di noi. “Forse abbiamo tutti bisogno di imparare a prenderci cura di noi stessi”..

Fonte: DAILYMAIL

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