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Traduzione a cura di Daniel Iversen

L’architetto olandese Janjaap Ruijssenaars dall’Universe Architecture ad Amsterdam ha progettato un edificio di un unico pezzo che verrà costruito con una stampante 3D e spera che il “Landscape House”, come l’ha chiamato, potrà essere stampato entro l’anno 2014.

Una superficie ripiegata in un band möbius senza fine. I pavimenti si trasformano in soffitti, all’interno e all’esterno. La produzione sarà affidata a innovative tecniche di stampa 3D. Architettura di continuità con una serie infinita di applicabilità.

Ruijssenaars collabora allo sviluppo di questo progetto con il matematico e l’artista Rinus Roelofs, usando la tecnologia della stampa 3D. L’idea è quella di stampare l’edificio in pezzi e poi metterli insieme per formarne uno unico. Ci vorrà un anno e mezzo per completare il progetto.

(Images: Universe Architecture)

Ruijssenaars prevede di stampare ogni pezzo delle dimensioni di 6 x 9 metri usando una enorme stampante 3D chiamata D-Shape. Progettata dall’inventore italiano Enrico Dini, la D-Shape è potenzialmente in grado di stampare un edificio a due piani usando sottili strati di sabbia e un legante inorganico per la costruzione. Il risultato sarà abbastanza resistente ?

Ruijssenaars dice che Dini ha consigliato di stampare solo la forma, dopodichè i “contorni” dell’edificio verrano riempiti con del calcestruzzo rinforzato per ottenere la resistenza desiderata.

Insieme ad un azienda olandese, Ruijssenaars sta lavorando con Dini per realizzare questa idea.
“Sarà il primo edificio stampato 3D al mondo. Spero che possa venire aperto al pubblico una volta finito” dice Ruijssenaars.

La casa panoramica è stata sviluppata per aderire ad Europan, un concorso europeo per giovani progettisti dello spazio che viene organizzato ogni due anni in quindici paesi. Nel loro insieme, in media, questi paesi creano 50 siti reali disponibili per giovani progettisti per lo sviluppo di un piano.

La casa panoramica sarà un panorama nel paesaggio. “Era una casa in Irlanda”, dice Janjaap Ruijssenaars. “La posizione sulla costa è così bella che vogliamo che il progetto rifletta la natura. I paesaggi sono senza fine e la nostra domanda era se eravamo capaci di progettare qualcosa senza inizio né fine”. L’architetto ha avuto fama mondiale con il suo design di un letto fluttuante, che è stato letto la “Miglior invenzione del 2006” dal Time Magazine.

 

Fonte: Robotswillstealyourjob

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Traduzione a cura di Denis Gobbi

Stasera voglio inaugurare una nuova categoria, una sorta di rubrica che pubblichi i pensieri che più mi sembrano interessanti sia miei che di terzi.

Ad inaugurarla sarà Douglas Mallette: ingegnere aerospaziale, oratore e scrittore.

NDR Tutte le unità di misura sono state convertite da quelle inglesi a quelle metriche decimali.

Quindi, perchè non esaminiamo un pò la cosa. Dopotutto, è una cosa valida su cui discutere. Quale numero di persone potrebbe ospitare confortabilmente una città circolare RBE (Resource Based Economy ndr) ? Quanto spazio avrebbe per se ogni suo abitante? Un buon suggerimento potrebbe essere, quanto ne ha bisogno ognuno di noi? In un contesto suburbano, sei fortunato se riesci ad avere all’incirca 1000 m2. Ora, divertiamoci un pò facendo qualche conto e vediamo cosa riusciamo ad ottenere!
Prendiamo ad esempio una piccolà città di 8km di raggio, avente una superficie di 203 314 067 m2

.Questa superficie è 7,4 volte più piccola di quella della città di Houston (Texas) che ha una popolazione di circa 2,3 milioni di persone spalmate in 2 589 988 110 m2 di terreno, ricordatelo mentre andremo avanti!

Impostiamo il 25% dell’area della città come usata da parchi e trasporti a livello del terreno (strade, ferrovie etc…) = 50 828 516 m2.

La percentuale non è scelta a caso, NYC ad esempio usa il 22% della sua superficie per le strade (basandomi su un rapporto del 2006), e questa è una città MOLTO DENSA e carica di strade, quindi il 25% non è un numero esagerato per una città che non è pensata per essere una giungla di cemento.

Settiamo un 30% per l’uso non residenziale (industria, scuola, ospedali etc…) = 60 994 220 m2.

Settiamo un 45% ora per l’uso residenziale = 91 491 330 m2

Se ogni metro quadro della terra residenziale fosse usata per costruire case, avresti 22,608 case, con una media di 3 persone per casa sono un totale di 67,824 persone. In ogni caso, questa soluzione è impraticabile e non tutti vogliono una casa. Se degli appartamenti di norma in una RBE fossero come i condomini di lusso (e in una RBE lo sarebbero in ogni caso) io mi risparmierei volentieri la fatica ed il costo di mantenimento di una casa singola.

Quindi, abbiamo 91 491 330 m2 disponibili per fini residenziali, facciamo che il 60% di queste terre lo destiniamo a singole case da 4047 m2, il restante 40% a complessi condominiali che di media occupano ognuno 32 375 m2 :

Il 60% di terreno residenziale equivale a 54 891 560 m2 ovvero case per 40 692 persone.

Il 40% di terreno residenziale rimanente equivale a  36 599 769 m2  da destinarsi ai complessi condominiali che ad 32 374 m2per complesso. Otteniamo così ben 1130 complessi condominiali (arrotondati per difetto così come molti altri calcoli fatti). Ogni complesso può ospitare 1000 unità residenziali, ovvero 1 130 000 unità in totale per l’intera città. Ogni unità ospita 3 persone di media (come le case) ospitando quindi 3 390 000 persone.

Ora, potresti stare pensando… 1000 unità per complesso ?!!

Bene, cerchiamo di ragionarci su, il “Venetian Hotel” a Las Vegas, dove sono stato nel 2001 (grazie ad una settimana di viaggio completamente pagata dalla compagnia per cui lavoro) è uno dei più belli e lussuosi Hotel in cui io abbia maia vuto l’opportunità di alloggiare. L’intero complesso occupa 36 421 m2 di superficie ed è alto 40 piani. Contiene oltre 4000 suite, la più piccola di 60 m2 e la più grande di 269 m2. Quindi, se quel posto può ospitare 4000 suite in un terreno di poco più grande, un complesso di appartamenti di lusso di grandezza simile può facilmente ospitare 1000 unità molto spaziose se non di più con l’aggiunta di innumerevoli locali atti a rendere l’appartamento una piccola città in sè stessa.

Quindi, riassumendo abbiamo una popolazione di: 40 692 + 3 390 000 = 3 430 692 persone.

Abbiamo ora una città che è 7.4 volte più piccola di Houston, ma che è capace di ospitare una popolazione in maniera interamente comoda e spaziosa che è 1,5 volte superiore a quella odierna della città messa a paragone.

Cosa succede se però giochiamo veramente con i numeri e lasciamo le norme statistiche a cui sono sottostato fin d’ora? Quando dico norme statistiche, mi riferisco al 25% del terreno per parchi e strade, al 30% per l’uso non residenziale e al 45% dell’uso residenziale. Se diamo un occhio alla maggior parte dei paesi e delle città, questa è una ripartizione media. una ripartizione media di città cresciute con poca o nulla pianificazione, cresciute a caso. Una città in un RBE sarebbe, ovviamente, progettata in maniera più precisa, più efficiente.

Ma per amor di discussione, riepiloghiamo questi dati!

203 314 067 m2 disponibili per essere usati

40% di terra per parchi e trasporto : 81 325 626.7 m2

35% per uso non residenziale: 71 159 923 m2

25% per uso residenziale: 50 828 516 m2.

Divisione 70/30 per la terra ad uso residenziale, 70% per le case e 30% per gli appartamenti.

Case: 35 579 961 m2, abbastanza per 26,376 persone.

Condomini: 15 248 555 m2 disponibili, 471 complessi da 32 374 m2. l‘uno. 1000 unità abitative a complesso, ci danno 471 000 unità abitative con una media di 3 persone per unità ci danno 1,413,000 persone.

Popolazione totale: 1 439 376

Riassumendo in un area 7,4 volte più piccola di quella di Houston abbiamo il 62,5% della sua popolazione, per di più alloggiata comodamente e spaziosamente. E’ ridicolmente più efficiente e confortevole del sistema corrente.

Non importa da che punto di vista la si osservi, il design della città circolare potrebbe non solo sostenere l’attuale popolazione, ma farne accomodare molte di più, perchè la città stessa è progettata fin dal principio per accomodare il massimo numero di persone con i più alti livelli di comfort, accessibilità e mobilità.

Fonti: Zeitnews.org

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Tradotto da Denis Gobbi

Il designer italiano Gabriel Aramu ha progettato un sistema abitativo modulare che sembra offrire infinite possibilità. Soprannominato “Sliding Hub” (Centro scorrevole ndr) esso è costituito da cubi prefabbricati che si uniscono tra di loro per dare forma a soluzioni abitative temporanee adattabili a svariate possibili situazioni.

I moduli possono agilmente ospitare singoli individui, piccoli o grandi gruppi di persone senza problemi.

I moduli possono agilmente ospitare singoli individui, piccoli o grandi gruppi di persone senza problemi.

Durante situazioni in qui sono richiesti rifugi di emergenza, questi moduli possono essere imballati e spediti a qualsiasi destinazione. Una volta giunti alla meta, essi possono essere facilmente assemblati con la flessibilità necessaria a poter accogliere singoli individui, piccoli o grandi gruppi di persone senza limitazioni di sorta. Ogni modulo è dotato di un isolamento dall’ambiente esterno adatto a qualsiasi condizione atmosferica. In aggiunta, gli alloggi temporanei offrono un confortevole standard di vita, fattore importante nel caso di accoglienza di vittime da disastri naturali.

Costruito con rinforzi in acciaio, numerosi moduli possono essere combinati assieme per dare vita a varie forme e dimensioni, il semplice scorrere dei moduli crea ambienti interni più o meno ampi. Secondo Aramu, il sistema può essere configurato in 64 combinazioni possibili, mentre il sistema intelligente di arredamento interno permette di allestire in qualsiasi ambiente un bagno, una cucina od un salotto in pochissimi minuti.

Gli arredamenti interni "intelligenti"

Gli arredamenti interni "intelligenti"

Aramu ha concepito il progetto pensandolo appositamente per condizioni rurali e comunità nomadi, ma il design elegante lo rende adatto anche ad un contesto urbano. Non sono infatti difficili da immaginare come sedi di uffici temporanei, di presentazioni ed eventi, alloggi portatili per le vacanze o ancor più semplicemente come una conveniente soluzione abitativa.

Il sistema permette di variare gli ambienti attraverso lo "scorrimento" dei moduli

Il sistema permette di variare gli ambienti attraverso lo "scorrimento" dei moduli

Fonte: GizMag

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