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Traduzione a cura di Daniel Iversen 

L’idrogeno ha un grande potenziale come fonte di energia pulita per alimentare le nostre auto ed aeroplani, pone però anche alcuni grandi ostacoli: la produzione, la distribuzione delle infrastrutture e lo stoccaggio.
Stoccare l’idrogeno in forma gassosa o liquida a bordo di un veicolo crea delle difficoltà in termini di volume e pressurizzazione – un serbatoio di idrogeno gassoso, per una normale autovettura, dovrebbe essere circa quattro volte più grande dei serbatoi attuali per la benzina.
Un’altra possibile soluzione è lo stoccaggio di idrogeno allo stato solido e la European Aeronautic Defense and Space Company (EADS), insieme all’Università di Glasgow, sperano di migliorare questo approccio sviluppando un nuovo sistema di stoccaggio usando materiali modificati in nanoscala che ricevono e rilasciano l’idrogeno ad un ritmo più veloce.

La collaborazione in questa ricerca mira a modificare la composizione e la microstruttura dell’attuale Hydrisafe, gli attuali serbatoi di stoccaggio per l’idrogeno.
Ciò consiste nel sostituire l’uso della corrente lega di nickel e lantanio (LaNi5) con altri materiali ibridi come l’idruro di magnesio (MgH2).

E’ auspicabile che la ricerca possa fornire una soluzione in grado di alimentare celle a combustibile alla densità di energia richiesta ad un aereo.

“L’utilizzare nuovi nanomateriali attivi in combinazione con i nuovi design dei serbatoi di stoccaggio, rappresenta un’opportunità estremamente interessante nell’affrontare le considerevoli sfide per introdurre l’idrogeno come carburante nell’aviazione” dice il professore Gregory presso la facoltà di chimica dell’Università di Glasgow.

In caso di successo, EADS prevede di poter lanciare un aereo di test senza pilota, alimentato a idrogeno, nel 2014.

“La sostituzione nelle auto e negli aerei dei combustibili tradizionali a base di idrocarburi con il non-inquinante idrogeno, porterebbe enormi benefici per l’ambiente visto che le emissioni di carbonio si ridurrebbero drasticamente” spiega il dottor ingegnere Agata Godula-Jopek, esperta di Fuel Cell nel team Power Generation della EADS.

Fonte: GizMag

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