Archivio per la categoria ‘Trasporti’

Traduzione a cura di Daniel Iversen & Lorenzo Micali

La IBM ha presentato oggi ufficialmente il quinto anno di “Next in Five”, un elenco di innovazioni con il potenziale di cambiare il modo in cui le persone lavoreranno, vivranno e giocheranno nei prossimi cinque anni: i vostri amici verranno trasmessi in 3D, le batterie respireranno l’aria per ricaricare i nostri dispositivi, non servirà più essere uno scienziato per salvare il pianeta, i vostri tragitti per andare al lavoro saranno personalizzati e i computer aiuteranno a ricaricare le vostre città.

Il “Next in Five” si basa sul mercato e sui trends sociali che prevedono di trasformare le nostre vite, e su quanto queste innovazioni possano essere rese possibili con le tecnologie emergenti nei laboratori IBM.

Nei prossimi cinque anni le innovazioni tecnologiche cambieranno la vita delle persone nei seguenti modi:

Trasmettere i vostri amici in un fascio 3-D

Nei prossimi 5 anni, le interfacce 3D – come quelle nei film – vi permetteranno di interagire con ologrammi in tre dimensioni dei vostri amici, in tempo reale. Le TV e i film si stanno già muovendo verso il 3D e le telecamere olografiche stanno diventando sempre più sofisticate e miniaturizzate per entrare nei telefoni cellulari.
Sarete in grado di interagire con foto, navigare nel web e chattare con i vostri amici in modi completamente nuovi.

Gli scienziati stanno lavorando su come migliorare le video chat e farle diventare olografiche – o, come si dice, in “telepresenza 3-D”. Questa tecnologia usa fasci di luce diffusa da un oggetto, ricostruendone poi l’immagine, una tecnica simile a quella che l’occhio umano usa per vedere ciò che ci circonda.

Sarà possibile vedere in 3D anche qualcosa di più dei vostri amici.
Proprio come una mappa piana della Terra possiede delle distorsioni ai poli che rende gli schemi di volo indiretti, esiste anche una distorsione dei dati – che sta diventando sempre maggiore dal momento che le informazioni digitali diventano più “intelligenti” – nel vostro album digitale di foto. Ora le foto sono taggate in geo-locazione, il web è capace di sincronizzare informazioni tra i dispositivi e le interfacce dei computer, facendole diventare sempre più naturali.

Scienziati e ricercatori IBM stanno lavorando su nuovi modi per visualizzare dati in 3-D, incentrandosi su tecnologie che permetteranno agli ingegneri di interfacciarsi in qualsiasi tipo di progetti: dalle costruzioni ai programmi software, dalle simulazioni su come le malattie si spargono in globi 3-D interattivi, alle visualizzazioni degli avvenimenti planetari nel mondo di Twitter, tutto in tempo reale con pochissima o addirittura senza distorsione.

La batterie respireranno aria per ricaricare il vostro dispositivo

Avete mai desiderato far durare la batteria del vostro laptop tutto il giorno senza mai bisogno di una ricarica? E che ne dite di un cellulare che si ricarica semplicemente tenendolo in tasca?

Nei prossimi cinque anni, i progressi tecnologici nelle batterie e nei transistor permetteranno ai vostri dispositivi di durare circa 10 volte più a lungo di adesso. Anzi, ancora meglio, perchè in alcuni casi le batterie potrebbero sparire del tutto nei dispositivi più piccoli.

Al posto delle pesanti batterie agli ioni di litio in uso oggi, gli scienziati stanno lavorando su batterie che usano l’aria che respiriamo facendola reagire con metalli densi di energia, eliminando un inibitore chiave per batterie più durature.
Se avrà successo, il risultato sarà una batteria leggera, piena di energia e ricaricabile, capace di alimentare qualsiasi cosa, dalle auto elettriche ai dispositivi di consumo.

E se si riuscisse a eliminare completamente le batterie?

Ripensando al mattone chiave di tutti i dispositivi elettronici, il transistor, la IBM mira a ridurre la quantità di energia per i transistor a meno di 0,5 volt. Con una richiesta energetica così bassa potremmo essere in grado di perdere completamente le batterie in alcuni piccoli dispositivi come cellulari o E-reader.

Come risultato avremo dei dispositivi senza batteria che si potranno ricaricare usando una tecnica chiamata “scavenging energy”. Alcuni orologi da polso la usano già – non richiedono una ricarica ad avvitamento ma si ricaricano in base al movimento del braccio. Lo stesso concetto potrebbe essere utilizzato per ricaricare i cellulari: uno “scuoti e chiama”.

Non sarà necessario essere scienziati per salvare il pianeta.

Sebbene magari non siete dei fisici, vi potete considerare come dei sensori ambulanti.
In cinque anni , i sensori nei vostri cellulari e nelle vostre macchine, il portafoglio o addirittura un vostro tweet, raccoglieranno dei dati che daranno agli scienziati un’immagine in tempo reale del vostro ambiente. Sarete capaci di contribuire con questi dati per combattare il riscaldamento globale, salvare specie a rischio o tracciare piante o animali invasivi che minacciano ecosistemi in tutto il mondo. Nei prossimi cinque anni, emergerà un’intera classe di “cittadini scienziati”, che useranno semplicemente dei sensori già esistenti per creare enormi set di dati destinati alla ricerca.

Semplici osservazioni, come ad esempio quando si verifica il primo disgelo nella vostra città, quando appaiono le prime zanzare, o se non c’è acqua corrente dove dovrebbe, sono dati importanti che però gli scienziati non hanno oggi in grandi insiemi. Anche il vostro computer portatile può essere usato come sensore per rilevare per esempio l’attività sismica. Se correttamente usato e collegato a una rete di altri computer, il vostro laptop può aiutare a delineare in fretta le conseguenze di unterremoto, accelerare il lavoro dei soccorritori e potenzialmente quindi salvare delle vite.

La IBM ha recentemente brevettato una tecnica che consente a un sistema di condurre un’accurata e precisa analisi post evento-sismico, come i terremoti, oltre a fornire un’allarme preventivo per gli tsunami.
Questa invenzione fornisce anche la capacità di misurare e analizzare rapidamente il danno nelle zone terremotate per aiutare a gestire le emergenze necessarie in seguito a un evento sismico.

L’azienda sta anche sostenendo un “app” per cellulari, che permette ai cittadini di contribuire fornendo dati preziosi su diversi argomenti, come il miglioramento della qualità dell’acqua potabile o la segnalazione di inquinamento acustico.
Già ora, un’app chiamata Creek Watch, permette ai cittadini di scattare una fotografia istantanea di un torrente o di un corso d’acqua.
Dopo aver risposto a tre semplici domande su di esso i dati sono automaticamente resi poi accessibili alle autorità locali del sistema idrico.

Il vostro viaggio sarà personalizzato

Immaginate il vostro viaggio senza autostrade stracolme, senza metropolitane affollate, senza ritardi dovuti a lavori stradali e di non dovervi nemmeno  preoccupare di arrivare tardi al lavoro. Nei prossimi cinque anni, tecnologie analitiche avanzate forniranno consigli personalizzati che porteranno i pendolari dove devono andare nel tempo più veloce. Sistemi di traffico adattabili apprenderanno intuitivamente i modelli di comportamento dei viaggiatori per fornire una sicurezza di viaggio più dinamica e informazioni sul loro percorso, cosa che comunque oggi è già disponibile.
I ricercatori della IBM stanno sviluppando nuovi modelli che saranno in grado di prevedere gli esiti di diversi itinerari di trasporto per fornire informazioni che andranno oltre le semplici reportistiche sul traffico, come alcuni dispositivi che indicano solo dove sei già localizzato
in un ingorgo stradale, o applicazioni basate sul web che danno una stima del tempo del viaggio
nel traffico.

Usando nuovi modelli matematici e le tecnologie analitiche di previsione dell’IBM, i ricercatori analizzeranno e combineranno diversi possibili scenari che potranno influenzare i viaggiatori nella scelta di migliori itinerari per gli spostamenti giornalieri, inclusi molti fattori come incidenti, il luogo del guidatore, strade in costruzione attuali o in fase di progettazione, i giorni in cui si viaggia di più della settimana, il tempo dall’inizio dei lavori previsti, eventi locali che potrebbero causare traffico, opzioni alternative di trasporto come il treno o il traghetto, la disponibilità di parcheggio e il clima.

Per esempio, dalla combinazione delle analisi di previsione e informazioni in tempo reale circa il traffico in corso attraverso l’utilizzo di sensori e altri dati, il sistema potrebbe consigliare strade migliori per raggiungere una destinazione, oppure come raggiungere una zona pedonale nelle vicinanze, se è previsto che il treno arrivi in orario, o se è disponibile il parcheggio alla stazione.
Nuovi sistemi potranno imparare dove ti piace andare dai modelli di viaggio regolari, e quindi integrare tutti i possibili dati e i modelli di previsione per individuare il miglior tragitto.

I computer aiuteranno a fornire energia alla tua città

Le innovazioni nei computer e nei data centers (centri elaborazione dati) fanno si che il calore e l’energia generata in eccesso possa essere usata per cose come riscaldare gli edifici in inverno e rinfrescarli durante l’estate
Provate a immaginarvi che l’energia riversata nei data centers di tutto il mondo possa essere usata e riciclata per un uso cittadino ?

Più del 50% dell’energia consumata da un moderno data center serve per il raffreddamento ad aria. La maggior parte del calore è quindi sprecato perchè si riversa nell’atmosfera. Nuove tecnologie, come i sistemi di raffreddamento ad acqua “on-chip” sviluppati dall’IBM, permettono all’energia termica proveniente dai processori di un gruppo di computer di essere efficientemente riciclata per fornire acqua calda a un ufficio o per più case.

Un progetto pilota in Svizzera, che sta coinvolgendo un sistema di computer adattati alla tecnologia, prevede di risparmiare fino a 30 tonnellate di emissioni di diossido di carbonio all’anno, equivalente a una riduzione dell’impronta ecologica dell’85%. Una innovativa rete di capillari “microfluidic”, messi all’interno di un dissipatore, sono attaccati sulla superficie di ogni chip nel computer cluster, che permette all’acqua di essere convogliata all’interno di ognii micron dello stesso materiale semiconduttore. Essendo il flusso di acqua cosi vicino ad ogni chip, il calore può essere rimosso in modo più efficiente. L’acqua riscaldata a 60°C quindi passa attraverso lo scambiatore di calore per fornire riscaldamento, che viene poi mandato ovunque.

Fonte: Zeitnews

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Traduzione a cura di Daniel Iversen

Caricatore wireless a induzione, Evatran

La ricarica wireless per auto elettriche, tecnologia che per molti è sempre stata inefficiente o troppo impraticabile per essere un successo, ora è in cima alle priorità per molti costruttori di automobili e di prodotti elettronici.

Recentemente vi abbiamo detto che Daimler (produttore tedesco automobili) stava testando un sistema di ricarica a induzione per la prossima generazione dei veicoli E-Cell della Mercedes, sappiamo anche che la Nissan sta lavorando a un sistema per la sua LEAF, che sarà pronta per il 2014, in grado di alimentare di ritorno la vostra casa.
Ora abbiamo scoperto che Evatran sta costruendo un sistema di ricarica wireless dalle dimesioni di un cerchione, sia per il LEAF che per Chevy VOlg che dovrebbe essere disponibile attraverso Sears l’anno prossimo. E c’è dell’altro.

La 102 EX Phantom della Rolls-Royce è gia stata progettata con una sistema di ricarica wireless da HaloIPT, e le voci dicono che la versione lusso della LEAF,  Ifiniti, avrà un sistema di ricarica wireless a induzione disponibile come supplemento l’anno prossimo.
Anche Delphi e WiTricity hanno in svilupo un sistema che potrebbe ricaricare tutti i dispositivi elettrici di casa vostra, inclusa la vostra auto, tramite wireless, e su Amazon è gia disponibile la WattStation a muro della General Electric, per 1000 dollari.
Il sistema di Evatran costerà un pò piu di 2.500 dollari prima dell’installazione, e l’industria deve ancora mettere a posto gli standard di sicurezza  e scegliere una tecnologia vincente prima che questo sistema raggiunga il mercato. Ma non dovete aspettare a lungo per ricaricare la vostra macchina semplicemente parcheggiandola. Un futuro a elettricità wireless sembra essere proprio dietro l’angolo.

Fonte: Zeitnews.org

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Traduzione a cura di Daniel Iversen

Le auto elettriche sono pulite, verdi e piuttosto di moda in questo periodo sebbene non possano competere con i veicoli convenzionali in termini autonomia della batteria.
Questi svantaggi potrebbero svanire, però, con l’aiuto di un sistema wireless di ricarica nel momento in cui l’auto passa su un’autostrada.

Per fare ciò, Shanhui Fan e i suoi colleghi del centro per Automotive Research alla Standford University in California, suggeriscono di usare bobine magnetiche incorporate all’interno della carreggiata per produrre un campo debole che entri in risonanza con una serpentina presente nella macchine per trasferire l’energia.
Questo sistema di trasferimento energetico funziona per mezzo di un principio simile a quello di un cantante lirico che frantuma un bicchiere cantando in modo preciso la giusta nota.
Nel 2007 i ricercatori del Massachussets Institute of Tecnology hanno dimostrato che la risonanza magnetica poteva essere usata per trasferire energia, senza fili, tra due oggetti situati a 2 metri l’uno dall’altro.

Fan, che ha presentato il suo lavoro al Simposio dello Standford Global Climate and Energy Project in ottobre, si è chiesto se il trasferimento magnetico di energia sarebbe stato possibile e sufficiente data la velocità dei veicoli in autostrada.
Facendo conto sul corpo metallico e sul movimeneto della macchina, i suoi calcoli hanno mostrato come un set di di bobine risonanti e dischi possano trasferire circa 10 Kilowatt con un’efficienza del 97 % entro i 7 Microsecondi, abbastanza veloce quindi per un’autostrada.
Il sistema, che il gruppo deve ancora costruire, dovrebbe essere sicuro visto che l’energia può solo essere trasmessa tra oggetti nei quali la risonanza è strettamente in sintonia.

Ci sono due vantaggi principali nell’energia wireless autostradale, spiega Fan.
L’autista non dovrebbe piu temere di rimanere bloccato per strada con nessun posto dove collegarsi per ricaricare, e in piu le batterie per le auto elettriche potrebbero essere molto piu piccole, tagliandone i costi.

Fonte: NewScientist

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Traduzione a cura di Daniel Iversen

I centri cittadini potrebbero diventare car-free, ossia completamente senza auto, entro i prossimo 20 anni.
Il tutto secondo un nuovo progetto proposto dall’University of Leeds sulle ricerche nei trasporti.

Siamo nel 2030. Ingorghi stradali e smog sono stato banditi dal centro delle città e sostituiti con viali alberati dove i pendolari possono camminare o andare in bicicletta in misura molto superiore ad ora: biciclette elettriche e pedane mobili stile aeroporto sono diventati uno dei modi piu comuni per muoversi.

Sembra un set da film di fantascienza, ma questo è solo uno degli scenari delineati dagli scienziati che mirano a crare ambienti urbani piu sicuri, piu socievoli e meno dannosi per la natura.

Il team ha prodotto tre scenari del futuro delle città del Regno Unito, nei quali l’80% degli spostamenti è fatto in bici o a piedi e dove machine e camion sono diventati obsoleti. Le proposte, pubblicate sul Journal of Transport Geography, sono illustrate da animazioni e immagini che mostrano come sarebbe una città di questo tipo.

Ognuno di questi scenari è rappresentato da un certo numero di cambiamenti messi in atto nelle infrastrutture delle aree urbane, che vanno da aggiustamenti di poco conto a quelli molto piu importanti , sia nella società che nell’infrastruttura, che taglierebbero gli spostamenti con la macchina dal 60% del totale dei viaggi ad appena il 5%.

L’autore capo Dr. Miles Tight, dall’Università di Leeds Institute for Transport Studies, afferma che i benifici di questi cambiamenti vanno ben oltre il ridurre il traffico: “Camminare e andare in bicicletta può contribuire in maniera positiva a raggiungere certi obiettivi nel trasporto sostenibile: facendo uscire le persone dalle loro macchine per andare a piedi o in bici si ha il modo di sistemare molti altri problemi che coprono le aree urbane, inclusi gli incidenti stradali, l’inquinamento acustico e l’obesità” afferma il dottore Tight.

I tipi di cambiamenti di cui stiamo parlando non vanno al di là delle nostre possibilità.
Del resto non ci aspettiamo che la gente rinunci alla propria auto in una notte, ma vogliamo mostrare a loro come potrebbero apparire le città se l’andare in bici o a piedi fosse un comportamento con un ruolo piu grande nel proprio stile di vita, nel proprio comportamento e nella logistica (???).

Ecco maggiori dettagli dei tre scenari :

Scenario 1: Cambiamento verso le migliori pratiche attualment correnti in Europa

– Centri simili a odierne città come Copenhagen o Delf
– Moderato incremento nel camminare e notevole aumento nell’andare in bici, migliorare traporti pubblici e ridurre il numero dei viaggi in auto (uno su tre dei viaggi effettuati a piedi, uno su dieci in bicicletta).
– Riduzione del 50 % di auto private nelle aree urbane, uno viaggio su tre ancora fatto in auto
– Maggior controllo sui guidatori: Adeguamento Intelligente della Velocità (Intelligent Speed Adaption), pedaggi stradali etc..
– Piste ciclabili piu sicure, e ambiente pedonale piu piacevole
– I viaggi in auto rimangono solo per gli spostamenti altrimenti impossibili da fare a piedi o in bici
– Trasporto di merci ancora in gran parte intrapresa da camion e furgoni

Scenario2: Grande cambiamento sociale, maggior riduzione dell’uso delle auto

– I viaggi in auto ora costituiscono la minoranza (5% dei viaggi), in parte anche grazie all’intervento dal governo
– Le auto private sono limitate a coloro che hanno problemi di mobilità e per le emergenze
– Significativo miglioramento del trasporto pubblico, con in alcune aree fermate porta a porta
– Trasporto effettuato con i mezzi pubblici in orari non di punta e più distribuzione delle merci nelle ore serali per evitare congestioni
Un approccio a sviluppare “città giardino” con le comunità in gran parte indipendenti dalla zona urbana centrale
– migliore sicurezza stradale , minore inquinamento e maggiore senso di ‘comunità’

Scenario 3: Cambiamento estremo portato anche dalla penuria di carburante

– Società rovinata da una grande carenza di energia
– Tecnologia intelligente come biciclette elettriche, sistemi di informazione e seggiovie fanno si che l’andare a piedi e in bici diventino il sistema di trasporto predominante (80% dei viaggi)
– Meno trasporto pubblico che troviamo nello scenario2, data la carenza di energia
– Cambiamento importante nell’uso del suolo, con l’occupazione e servizi  localizzati in sempre piu “villaggi urbani”
– Merce trasportata dai centri di distribuzione ai margini della zona urbana tramite biciclette e veicoli elettrici

Con queste visioni la squadra è in procinto di discutere con le autorità come i cambiamenti necessari potrebbero essere realizati in un contesto specifico di un certo numero di paesi e città nel Regno Unito.

“L’esperienza ci ha dimostrato che per portare un cambiamento sostenibile su larga scala  non è sufficiente fare delle piccole modifiche come l’aggiunta di un po di piste ciclabili di qua e di la: ci vuole un massiccio intervento del governo” ha detto il dottore Tight.

Piu informazioni http://www.visions2030.org.uk/

Fonte: Physorg.com

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Traduzione a cura di Daniel Iversen

19ottobre2011

Google driver-less car

Molte persone già conoscono le macchine a guida automatica di Google.

Le ultime statistiche dicono che la flotta delle Google-cars ha percorso oltre 300mila chilometri, e solo occasionalmente con intervento umano.

L’azienda ha accolto una favorevole richiesta di notizie (una richiesta di notizie favorevoli???), da parte di giornalisti televisivi mainstream, dichiarando che le loro automobili possono guidare da soli sulle strade, anche nel traffico cittadino.
Ma come fanno queste auto a mantenere la distanza di sicurezza tra gli altri veicoli, e soprattutto come si comportano davanti ai pedoni e ai semafori ?
Quello che la gente generalmente sa è che i veicoli sono delle macchine “cloud computing” che girano con sensori, telecamere, intelligenza artificiale e GPS.

L’ultima visione d’insieme su queste auto è stata presentata di recente durante un discorso alla Conferenza Internazionale IEEE su Robot Intelligenti e Sistemi, a San Francisco.
Il professore Sebastian Thrun, della Stanford University, che guida il progetto, e l’ingegnere google Chris Urmson, che si occupa della tecnologia, hanno presentato al pubblico alcune delle prestazioni specifiche.

Cos’è quindi che rende queste macchine cosi speciali nell’obbedire alle regole del traffico e nell’evitare gli ostacoli?
Un raggio laser che identifica il raggio d’azione e  montato sul tetto della vettura è una delle componenti fondamentali.
Si tratta di un raggio laser Velodyne-64 che ha il compito di generare una mappa 3-D dell’ambiente molto dettagliata.
La vettura combina poi le misurazioni laser con mappe del mondo ad alta definizione, producendo diversi tipi di modelli di dati.
Il veicolo monta quattro radar, sul paraurti anteriore e posteriore, che consentono alla vettura di “vedere” quanto basta per affrontare per esempio il traffico veloce di un’ autostrada, mentre una macchina fotografica posta vicino al retrovisore, rileva i semafori;  è montato ovviamente anche un GPS, un’unità di misura inerziale e un encoder delle ruote (wheel encoder)

E’ tuttavia possibile che alcune persone trovino difficoltà a credere che le driverless cars possano prendere parte al traffico pomeridiano accompagnando a casa i pendolari, guidando tra autisti irregolari , incroci difficili e decisioni dell’ultimo minuto nella scelta della corsia.

Nell’incontro IEEE, il duo di Google ha mostrato le immagini che presentano i  vantaggi nella guida di queste macchine.
Il pubblico ha potuto vedere il computer di bordo  e come esso rileva le altre macchine, i pedoni  e i semafori.
Un video mostra anche come questi veicoli si comportano agli incroci con  dei semafori:  dopo che la luce diventa verde, la macchina inizia ad andare, ma se un pedone attraversa, l’auto gli da la precedenza, anche se questo decide di passare all’ultimo minuto.
Ad un’incrocio a quattro vie invece, l’auto da la precedenza alle altre macchine in base alle regole del traffico, e , se le altre auto non le rispettano, la nostra google-car avanza di un po per far capire agli autisti la sua intenzione.
Senza aver programmato questo tipo di comportamento, dice Urmson, sarebbe stato impossibile per questa macchina-robot guidare nel mondo reale

Thrun, che è arrivato da Stanford per lavorare al progetto di Google, ha da tempo insistito sul messaggio che gli incidenti di guida sono tra le prime cause di morte tra i giovani e che la maggior parte degli incidenti sono dovuti ad errori umani.
Thrun ritiene che la robotica, a differenza degli esseri umani, possa fare un lavoro migliore nelle decisioni alla guida e nel risparmio di vite umane.
Allo stato del Nevada tutto questo non sembra cosi folle, visto che dall’inizio dell’anno ha approvato una legge che autorizza il Dipartimento dei Trasporti a sviluppare delle regole per usare auto senza conducente.

Il Nevada ha fatto passare una legge che autorizza il dipartimento dei trasporti ad applicare regole per il controllo di veicoli senza guidatore

Thrun e Urmson parlano di molti cambiamenti in vista  nel futuro dei veicoli senza conducente, inclusa la cernita di questioni legali e di responsabilità. Ancora una volta, non ci si può più guardare indietro.

TED TALK: Sebastian Thrun: Google’s driverless car

Fonte: Physorg

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