Archivio per aprile, 2015


Traduzione a cura di Denis Gobbi

Questo è l’inizio della fine
di Tom Randall

La gara per l’energia rinnovabile ha raggiunto un punto di svolta. Il mondo ora stà aggiungendo più capacità da fonti rinnovabili ogni anno rispetto a carbone, gas naturale e petrolio combinati assieme. E non c’è un possibile ritorno al passato.

Il sorpasso è avvenuto nel 2013, quando il mondo ha aggiunto 143 gigawatt di energia elettrica rinnovabile rispetto ai 141 gigawatt di nuovi impianti brucianti combustibili fossili, secondo un’analisi presentata Martedì al Summit per la Nuova Finanza Energetica di Bloomberg in New York. l divario continuerà ad accentuarsi, e per il 2030 la capacità aggiunta di energia rinovabile sarà superiore di ben quattro volte a quella da fossile.

“Il sistema elettrico si stà spostando sul pulito” afferma durante il suo discorso Michael Liebreich, fondatore di BNEF.

Nonostante il cambiamento nei prezzi di petrolio e gas ci sarà una crescita dell’energia rinnovabile in un’ordine di magnitudine maggiore rispetto a quello di carbone e gas.

 

 

L’Inizio della Fine

Il prezzo dell’energia eolica e solare continua a precipitare, ed è ora in pari se non più economica dell’energia presente in rete in molte parti del mondo. Il solare, la più giovane fonte di energia oggi nell’insieme, contribuisce per meno dell’1% all’attuale mercato dell’energia  attuale ma seguendo il trend di crescita potrebbe diventare il maggiore del mondo entro il 2050, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia.

La domanda quindi ora non consiste nel chiedersi SE il mondo transizionerà a fonti di energia pulita, ma quanto tempo ci metterà. Nel grafico in basso, BNEF fà previsioni sui miliardi di dollari che necessitano di essere investiti ogni anno per evitare le più dure conseguenze del cambiamento climatico in atto, aventi come riferimento principale l’aumento maggiore di 2° C per quanto riguarda la temperatura media mondiale.

Le linee blu rappresentano gli investimenti richiesti, in miliardi; le linee rosse mostrano invece quanto viene attualmente speso. Dall’inizio della crisi finanziaria, gli investimenti sono scesi ben al di sotto dell’obiettivo, secondo BNEF.
 
 

Gli Investimenti Necessari a Limitare il Cambiamento Climatico

Una versione precedente di questo articolo è stata presentata allo scenario per il solare nel 2050 di IEA come previsione quando era di fatto uno dei vari scenari possibili. L’IEA non produce nessuna previsione per aspettative specifiche oltre i 5 anni, secondo il suo rappresentante Greg Frost.

Fonte: bloomberg.com

 

Se sei soddisfatto dell’articolo e vuoi aiutarmi a migliorare il servizio, o semplicemente offrirmi un caffè, puoi farlo cliccando qui sotto, il tempo che dedico a questa attività è per la mia crescita e la vostra, senza altri fini. Donando mi aiuterete a migliorare continuamente il sito e a mantenere alta la mia motivazione nel farlo. Grazie 🙂

Donazione

Creative Commons License

This work by https://lospiritodeltempo.wordpress.com/ is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International License.

research banner

Traduzione a cura di Denis Gobbi

Potrebbe essere possibile creare un hamburger che aiuti l’ambiente e migliori la tua salute. Ma il suo sapore riuscirà a conquistare le masse?

 

Le persone vogliono hamburger. Puoi leggere “Catching Fire” di Richard Wrangham per scoprire come l’uomo si sia evoluto in un primate pensante imparando a cucinare gli animali che uccideva. O puoi chiedere al titolare di una prestigiosa scuola di cucina in Giappone, co-proprietario di un ristorante specializzato in sushi di Manhattan. Dove trovi il carburante più efficiente per il tuo allenamento triatletico? Da un paio di quarti di libbra da McDonald’s ogni giorno ovviamente!. Vegetariani e vegani vogliono hamburger. Walter Robb, co-CEO di Whole Foods, afferma che da quando ha avviato un negozio di cibo salutare nel nord della California alla fine degli anni ’70, ha venduto tofu, seitan e qualsiasi altra cosa che potesse sembrare carne anche se in realtà non lo era. “Questa roba vende”, dice semplicemente. Libri interi dedicati a burger vegan, anche se sanno di cartone ondulato deidratato e stagionato. Ovviamente, ci sono ottime ragioni per per decidere di non mangiare carne. Li puoi ovviamente menzionare insieme a Ethan Brown, un robusto vegano alto 6 piedi (ndt 183cm circa) che ha venduto la sua casa in Washington D.C. e saccheggiato i suoi risparmi familiari per fondare una startup chiamata “Beyond Meat” (“Oltre la Carne” ndt). Dato che allevare bestiame è terribilmente inefficiente in quanto a consumo di acqua e terreno, egli ha pensato che creare strisce di “pollo” di soia e polpette di proteine vegetali “the Beast” (“la Bestia” ndt) avrebbero rappresentato una via per aiutare l’ambiente di gran lunga migliore che, per esempio, creare celle di combustibile: la carriera che ha abbandonato. Lungo la strada ha trovato in Bill Gates e nei fondatori di Twitter Biz Stone e Evan Williams dei validi finanziatori. E’ difficile, di fatto, trovare un miliardario della tecnologia che non abbia investito in un’alternativa alle proteine che miri a mettere fuori mercato gli allevamenti tradizionali. Tutti loro riconoscono la realtà del mercato: tutti comprano hamburger. “La carne è così da macho” sostiene Williams. Io mangio carne, è difficile essere un recensore di ristoranti come me, astenendosi dal farlo. Mi piace pensare di essere un po’ meno colpevole se questa è stata cresciuta con cura, uccisa umanamente (non che questo significhi qualcosa di ben chiaro per me, da quando ho iniziato a scrivere a proposito di cibo ho guardato polli, agnelli e bestiame venire uccisi e macellati in fattorie e mattatoi), e venduta ad un prezzo che renda possibile uno stipendio decente per tutte le persone coinvolte nella sua produzione. Ma non ho mai provato ad illudermi del fatto che non più che una piccola frazione delle persone che vogliono la carne possano permettersi di tenere vive queste illusioni. Il problema è che le nuove alternative sono – usando le parole di un miliardario della tecnologia che non si è venduto all’idea, Nathan Myhrvold (chef e autore dell’enciclopedica Cucina Moderna) – essenzialmente un “Tofurkey leggermente migliore” (il Tofurkey è un piatto di Tofu o Seitan ndt). E allora perchè preoccuparsi? Questa è stata la domanda che mi frullava nella mente mentre ero diretto agli uffici di Beyond Meat a El Segundo, California. Perchè sacrificarsi per produrre un burger non-proprio-di-gomma? Perchè non creare semplicemente qualcosa di nuovo?

Il Manzo

Beyond Meat può considerarsi una compagnia tecnologica, il tutto è cominciato quando Brown ha cominciato a rovistare tra documenti scientifici per trovare i ricercatori universitari che stavano lavorando ad avanzamenti nella T dell’acronimo TVP – Textured Vegetable Protein (strutture di proteine vegetali ndt), che solitamente hanno una consistenza a metà tra la lavorazione della creta e la spugnetta di lattice. La struttura, Brown ha pensato, era la chiave che poteva condurre ad un miglior sostituto della carne. Egli ha voluto variare anche la V: per la maggior parte TVP significa soia, in un mondo dove molte persone vogliono evitare organismi geneticamente modificati e praticamente tutta la soia è OGM (non quella destinata ad alimentazione umana in europa, grazie all’attuale legislazione europea in merito ndt). La sua premessa fù che la sfida del sapore fosse già stata vinta dai chimici che vi lavorarono dai tardi anni ’60 fino agli ’80 – un’era d’oro per la sperimentazione nel campo della lavorazione del cibo, quando gli strumenti per misurare il sapore furono inventati e perfezionati e le multinazionali del sapore facevano a gara per sviluppare nuove molecole. I suoi uffici a uffici a El Segundo in California, situati in una strada tranquilla costeggiante la spiaggia in un quartiere con centri commerciali, sembra – più che una startup hi-tech – il dominio di alcuni pensatori rilassati e amichevoli. L’essenziale macchina oggetto principale della ricerca consiste in un estrusore dal goffo aspetto che Brown chiama “Il Manzo,” per sottolineare la sua efficienza nel convertire il suo cibo in “carne.” I progettisti mescolano pastoni di soia bianca e proteine di piselli somiglianti a cibo per animali provenienti da secchi di plastica bianchi in un lato della macchina insieme ad acqua, prelevando strisce dall’estrusore per controllarne umidità e la consistenza. Un ragazzo su di un tavolo di noce utilizza un contagocce per somministrare con precisione un liquido color ruggine derivante dalla curcuma in una polpetta “Beast” per scoprire se si è in grado di trattenere il liquido all’interno della “carne” durante la cottura e creare un look alla mioglobina, una proteina presente nelle cellule muscolari; i piatti di carta sotto i tortini cucinati intanto continuano ostinatamente a colorarsi. La cucina sperimentale ha una dispensa aperta con ripiani pieni di spezie e peperoni d’ogni tipo, polveri d’amido solo leggermente più astruse di quelle che troveresti in un supermercato, ed un fornello che sembra uscito da un appartamento in affitto.

A causa della sua complessa struttura, la carne è una delle cose più difficili da imitare tramite gli aromi e la strutturazione delle proteine.

 
Dave Anderson, un amichevole e leggermente ispido chef, gestisce un popolare ristorante vegan a Los Angeles, dove è particolarmente fiero del suo “multistep portobello mushroom bacon” e del suo seitan cotto in brodo di funghi (“lo potresti tagliare come un morbido filetto”). Brown potrebbe aver pensato che il sapore fosse la parte più facile e la struttura quella più ardua, ma Anderson ha imparato tramite il vecchio metodo del prova e sbaglia che entrambi sono alte montagne da scalare. La carne, ci dice Don Mottram, un professore emerito di chimica dei cibi all’Università di Reading, è il problema più difficile da risolvere per le compagnie nel campo della chimica degli aromi. A causa della sua complessa struttura, sostiene, la carne sviluppa un sapore a tassi differenti mano a mano che grassi, muscoli e ossa cuocciono in successione. Mottram ha speso decenni nell’investigare il sapore della carne ed in particolare la reazione di Maillard, ovvero la caramellizzazione dei carboidrati che rilascia centinaia o addirittura migliaia di composti differenti durante la cottura. L’approccio di Anderson all’aroma deriva dal cuoco che è in lui: sperimentare costantemente con proporzioni e ingredienti. Coraggiosamente riscalda alcune strisce di “Beyond Chicken” lightly seasoned (“Oltre il Pollo” leggermente stagionate ndt),  “Beyond Beef” beefy crumbles (“Oltre il Manzo” muscoli sfrigolanti ndt) e un “Beast Burger” (Burger Bestia) per farmeli assaggiare in contrasto con la loro controparte di vera carne – una cosa che lui e il resto degli sviluppatori di aromi, inclusi i vegani più accaniti, eseguono regolarmente (loro credono che dando ai loro compagni vegan alternative migliori possa fargli recuperare il karma perso in queste occasioni). Rimango impressionato dalle strisce “leggermente stagionate”,  simili al pollo ribollito del pranzo del sabato di mia nonna ungherese proveniente dalla sua zuppa di pollo del venerdì sera. Lei usa aglio e cipolla dappertutto, troppo sale e abitualmente del prezzemolo fresco o deidratato. Così fà anche Anderson. Quel che a lei richiede ore di ebollizione per un particolare acquitrinoso ancora asciutto e una gommosa consistenza, Beyond Meat lo ottiene tramite la produzione di pezzi di soia estrusa aromatizzata in salamoia con procedimento sottovuoto, cosicchè il liquido possa penetrare al meglio. Le strisce di pollo di una confezione proveniente da Tyson o da un simile supermercato  – lo standard che Anderson stà cercando di imitare – ha un sapore più carnoso. Ma solo leggermente. La loro struttura gommosa e fibrosa è più inequivocabilmente carne rispetto alle strisce di Beyond Meat, anche se queste ultime ci sono vicine e si avvicineranno sempre più. Tim Geistlinger, a capo del reparto Ricerca e Sviluppo, mi lascia provare un nuovo prototipo di strisce di “pollo” estruse dal Manzo, aventi una striatura più variegata della versione corrente. Con una migliore idratazione, le strisce con la nuova configurazione possono essere difficilmente distinguibili da quelle tirate fuori da un borsa del supermercato Tyson. Sono passato attraverso la migliore parte della confezione delle strisce Beyond Meat senza pensarci davvero troppo. E sicuramente mangerei più volentieri ciò che estrude Beyond Meat piuttosto che il contenuto della confezione di Tyson.

La relativa asciuttezza di un Beast Burger può venire rimediata con gli stessi metodi utilizzati nei tradizionali hamburger.

La Bestia è più problematica. Necessita di essere abbellita con molto condimento, più cipolla e aglio, paprika, mesquite, zucchero – per coprire il gusto della polvere nutriente che contiene cosicchè Brown possa dire nei Ted-talk che il suo prodotto ha più ferro e proteine del vero manzo, più acidi grassi omega-3 della stessa quantità di salmone. Quello che manca alla Bestia è abbastanza idratazione per permetterti di fare a meno di aggiungerci una discreta quantità di liquido per cucinarla fino in fondo. Quando ho visto Brown mangiarne una, ci ha aggiunto ketchup, pomodoro a fette e lattuga. La cosa più impressionante non è quanto vicini siano questi prodotti agli originali strisce di pollo e carne di manzo da supermercato che cercano di imitare ma quanto ne esca degradato il nostro senso del sapore. Se Bill Gates e gli altri luminari investitori di Beyond Meat possono essere ingannati, come dicono di esser stati, potrebbe essere più a causa delle loro abitudini piuttosto che al gusto vero e proprio del pollo o della bistecca. Dopo il mio viaggio degustativo, sono andato a Cut, una delle più costose bisteccherie di Los Angeles, all’Hotel Beverly Wilshire. Non c’è nulla di equiparabile ad una bistecca con tutto quel grasso marmoreo intramuscolare da strappare a morsi dall’osso in un’osteria: un filetto da masticare delicatamente, tendini e cartilagine come struttura e un pesante picco di grasso che sembra ne suo piccolo un intero gruppo alimentare. Beyond Meat e i suoi rivali sono lontani decenni da qualcosa di simile.

La cosa più impressionante non è quanto vicini siano questi prodotti agli originali strisce di pollo e carne di manzo da supermercato che cercano di imitare ma quanto ne esca degradato il nostro senso del sapore

 
Ma per quanto riguarda gli hamburger kobe portatici da Cut come omaggio dopo che il mio tavolo ha ordinato abbastanza bistecche da renderlo conveniente per il ristorante: una volta raschiata via la cenere carbonizzata e ignorato il ketchup fatto in casa e il buon pane appena sfornato, la cartilagine gommosa non è così tanto distante dal manzo asciutto e insaporito che Anderson ci ha servito insieme alla “Bestia” di Beyond Meat. Il macinato di manzo da solo è triste. Con un po’ di lavoro su gusto e umidità, Anderson e Geistlinger saranno capaci di passare oltre all’apparenza di cibo per cani della “Beast”. Potrebbero addirittura perfezionare la bistecca Salisbury e insinuarsi in quelle principali mense scolastiche che Anderson immagina di poter agguantare nel corso della sua vita o ancora imitare quel petto di pollo senza pelle che entrambi pensano non sia poi così lontano da raggiungere. Un’altra alternativa – la carne in provetta, anche conosciuta come carne coltivata, carne in vitro o carne da laboratorio – è probabimente a decenni di distanza dalla sua commercializzazione, nonostante l’introduzione di un hamburger in vitro da 332.000 dollari alla London Press Conference di agosto 2013. Questa carne macinata rosata è stata prodotta nel laboratorio dell’Università di Maastricht diretto da Mark Post, un biologo vascolare e chirurgo: consiste in miliardi di cellule coltivate a partire da alcune singole cellule di muscolo scheletrico prese dal collo di un bovino, nutrite in un caldo brodo di nutrienti sintetici e siero fetale di mucca. Per permettere alle cellule di crescere in miotomi, i mattoni costituenti la fibra muscolare, i ricercatori riducono il siero presente nel brodo causando il blocco della divisione e fusione cellulare. Quindi sospendono le cellule in un gel che circonda una colonna centrale che gli permette di allinearsi e formare fibre muscolari. Per sostenere la struttura, Post e gli altri hanno prima utilizzato del velcro e poi cercato opzioni biodegradabili. Alla degustazione in diretta, i degustatori hanno riportato che l’hamburger sapeva quasi come uno di quelli tradizionali, ma non così succoso e “sorprendentemente croccante.” (il finanziatore dell’hamburger è stato Sergey Brin.) In qualche modo le menti pragmatiche di ricercatori in Brooklyn, New York, stanno mirando a produrre colture in vitro in un’azienda chiamata “Modern Meadow” – ndt Prato Moderno – (il nome di queste aziende, come avrete notato, sfocia nell’orwelliano). Gabor Forgacs, un fisico teorico che ha cambiato a metà strada la sua carriera in biologia dello sviluppo e suo figlio, Andras, stanno incubando cellule di manzo e mischiandole con pectina e spezie per creare una serie di prodotti, incluse “patatine cotte al gusto di bistecca”. La loro compagnia d’origine, Organovo, intende produrre tessuto vivente per il test di farmaci; produrre cibo sembrava un obiettivo egualmente raggiungibile. Ovviamente, Modern Meadow possiede anchessa il suo angelo custode della Silicon Valley: Peter Thiel. In teoria, le colture di carne posso essere prodotte in scala e offrire qualcosa di vicino alla vera carne più di qualsiasi altro progetto attualmente in sviluppo. Grazie alla sua natura, offrirebbe i gusti complessi della carne.  Ma per ora è ancora nella fase di pura ricerca. I problemi sono molti: gli scienziati devono scoprire come far crescere il grasso intramuscolare, tendini, cartilagine come pure le ossa, oltre a una struttura che mimi le vene e i vasi sanguigni che tengano queste cellule nutrite cosicchè non diventino cancrenose. Il lavoro è così costoso che probabilmente gli step sucessivi porteranno a tentativi di produzione di organi per il trapianto – che “valgono milioni di dollari a libbra piuttosto che solamente i dieci dollari di una libbra di carne,” come ci ha fatto notare Myhrvold.

Vera innovazione

Nulla di questo sarà abbastanza per le persone che tengono alla cucina. Ingannare più persone avvicinandosi alla degradata carne industriale difficilmente eleverà il palato medio americano. Dichiaratamente, nessuna di queste aziende stà mirando a questo: il loro audience non consiste nelle persone impegnate nella frontiera del gusto. Ma per persone che vogliono esserci in frontiera, alcune nuove ricerche potrebbero tradursi in effettivi miglioramenti. Ciò che mi interesserà scoprire è come i cuochi useranno queste tecniche di isolamento delle proteine per creare intere nuove strutture. Un paio di piatti eterei mi hanno indicato questa via. Li ho provati durante una competizione di washoku, una fisolofia culinaria giapponese che glorifica l’umami con risultati che vanno dal semplice allo squisito. Una era una piramide di tremante e sottile tofu di sesamo, una specialità di Kyoto per monaci buddisti. Simile ad un budino con un’aroma muschiata di sesamo tostato e soia chiara, non intendeva essere nient’altro che delicata, ed è stata diversa da qualsiasi altro tofu io abbia mai assaggiato, inclusi quello nei ristoranti di koreatown che ne sfornano lotti freschi ogni poche ore. L’altro piatto consiste invece in una piccola ciotola bianca di bianco e luminescente tofu ripensato da Rene Redzepi, Lars Williams e il loro staff quando hanno organizzato un avamposto del ristorante danese Noma a Tokyo gli scorsi Gennaio e Febbraio. E’ stato uno dei classici piatti giapponesi che hanno osato fare, Williams ci spiega, una notte mentre stavano osservando il personale in cucina. Piccoli trucioli di leggere, beige e acerbe noci grattuggiate che lo rivestivano come fosse neve; una salsa di erbe verde smeraldo era posata sul fondo. Il piccolo cubo di tofu non sapeva tipicamente di latte o soia, anche se possedeva una reminescenza di entrambi; era come aria di seta, la chiara espressione di cosa il tofu fresco può diventare. Nelle mani di cuochi capaci di tale livello di immaginazione e abilità, la proteina dei piselli isolata – anche fortificata con omega 3 e ferro – può essere la via per salvare il mondo e contemporaneamente mantenerlo in sicurezza per l’inventina culinaria.

Fonte: technologyreview.com

Se sei soddisfatto dell’articolo e vuoi aiutarmi a migliorare il servizio, o semplicemente offrirmi un caffè, puoi farlo cliccando qui sotto, il tempo che dedico a questa attività è per la mia crescita e la vostra, senza altri fini. Donando mi aiuterete a migliorare continuamente il sito e a mantenere alta la mia motivazione nel farlo. Grazie 🙂

Donazione

Creative Commons License

This work by https://lospiritodeltempo.wordpress.com/ is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International License.

research banner

Traduzione a cura di Denis Gobbi

Ingegneri biomedici cinesi hanno impiegato del metallo liquido per trasmettere segnali elettrici attraverso alcuni divari tra nervi sciatici danneggiati. Questo fatto prospetta un nuovo trattamento per i danni al sistema nervoso.

Quando i nervi periferici sono danneggiati, la perdita di funzione porta all’atrofia dei muscoli affetti, un drammatico cambiamento nella qualità della vita e, in molti casi, ad una sua corta aspettativa.

Nonostante decenni di ricerca, nessuno è riuscito a giungere a un metodo efficace per ricongiungere i nervi danneggiati. Esistono varie tecniche per ricucire gli estremi insieme o di trapiantare dei nervi nei divari creatisi tra le parti daneggiate.

Il successo di queste tecniche dipende in definitiva dall’abilità dei nervi di ricrescere e risaldarsi insieme. Ma dato che i nervi crescono ad na velocità di un millimetro al giorno, ciò può richiedere un significativo ammontare di tempo, alcune volte anni, per ricreare i collegamenti. E durante questo periodo di tempo i muscoli possono degradarsi irreparabilmente, portando alla disabilità permanente.

Così i neurochirurghi hanno a lungo sperato in un metodo che gli permettesse di tenere i muscoli attivi fintanto che i nervi procedessero alla ricrescita. Una possibilità consiste nel collegare elettricamente gli estremi danneggiati cosicchè i segnali provenienti dal cervello possano comunque passare. Ma come farlo nella pratica?

Jing Liu alla Tsinghua University di Beijing e alcuni suoi colleghi hanno per la prima volta riconnesso dei nervi danneggiati utilizzando del metallo liquido. Non solo, essi affermano che nel condurre i segnali elettrici tra gli estremi danneggiati dei nervi, il metallo supera drasticamente in quanto ad efficienza gli elettroliti salini comunemente usati per preservare le proprietà elettriche di un tessuto vivente.

Gli ingegneri biomedici hanno a lungo tempo adocchiato la lega mettallica liquida composta da gallio-indio-selenio (67% Ga, 20.5% In e 12.5% Se per volume). Questo materiale risulta liquido a temperatura ambiente e si pensa sia totalmente benigno. Di conseguenza, si sono studiati vari metodi di implementazione all’interno del corpo, come fatto ad esempio con l’imaging.

Ora un team di ingegneri biomedici cinesi sostiene che le proprietà elettriche del metallo potrebbero aiutare nel preservare la funzione dei nervi fintanto che essi si rigenerino e hanno portato a termine i primi esperimenti necessari a dimostrare questa via come percorribile.

Jing e la sua squadra hanno utilizzato un nervo sciatico collegato ad un muscolo di un polpaccio prelevato da rane toro. Essi hanno applicato un impulso ad un’estremità del nervo e misurato il segnale una volta raggiunto il muscolo del polpaccio che si contraeva ad ogni sollecitazione.

Hanno quindi tagliato il nervo sciatico e posizionato le due estremità dello stesso in un capillare riempito in alcuni casi con il metallo liquido, in altri con soluzione di Ringer, una soluzione di diversi sali progettata per mimare le proprietà dei fluidi corporei. Hanno quindi riapplicato le pulsazioni e misurato come esse si propagavano lungo il percorso.

I risultati si sono rivelati interessanti. Jing e la sua squadra affermano che le pulsazioni passate attraverso la soluzione di Ringer tendevano a degradare intensamente. Al contrario, le pulsazioni sono passate facilmente attraverso il metallo liquido.

Il segnale misurato elettroneurograficamente del nervo sciatico dissezionato della rana toro riconnesso con metallo liquido dopo la stimolazione elettrica è stato simile a quella del nervo sciatico intatto

– Jing Liu

Per di più,  dato che il metallo liquido viene visualizzato chiaramente ai raggi-X, esso può venire facilmente rimosso dal corpo quando non è più necessario usando una microsiringa.

Ciò consente alla squadra di Jing di speculare sulla possibilità di futuri trattamenti. Il loro obiettivo consiste nel creare speciali condotti per riconnettere i nervi danneggiati che contengano metallo liquido utile a preservare la conduzione elettrica e quindi la funzione muscolare, oltre a contenere una soluzione di crescita per promuovere la rigenerazione dei nervi.

Questa è una possibilità eccitante anche se ancora lontana da qualsiasi tipo di applicazione concreta. Le questioni che  solleva sono numerose. Quanta funzione muscolare può essere preservata in questo modo? Potrebbe il liquido in qualche modo interferire o prevenire la rigenerazione dei nervi? E quanto sicuro è il metallo liquido all’interno del corpo, in particolare in caso di perdite?

Queste sono domande a cui Jing e i suoi collaboratori sperano di rispondere nel prossimo futuro, con sperimentazione animale prima e possibilmente su esseri umani poi.

Ci aspettiamo che questa nuova generazione di materiale collegante per i nervi possa essere importante per la riabilitazione funzionale durante la rigenerazione dei nervi periferici danneggiati e l’ottimizzazione della neurochirurgia nel prossimo futuro.

Quindi è possibile che il metallo liquido possa divenire prossimamente un’importante componente nel trattamento dei danni al sistema nervoso.

Fonte: technologyreview.com

Se sei soddisfatto dell’articolo e vuoi aiutarmi a migliorare il servizio, o semplicemente offrirmi un caffè, puoi farlo cliccando qui sotto, il tempo che dedico a questa attività è per la mia crescita e la vostra, senza altri fini. Donando mi aiuterete a migliorare continuamente il sito e a mantenere alta la mia motivazione nel farlo. Grazie 🙂

Donazione

Creative Commons License

This work by https://lospiritodeltempo.wordpress.com/ is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International License.

applied sciences banner

Traduzione a cura di Denis Gobbi

Lavorando con i colleghi della Deakin University e del CSIRO (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation) ricercatori della Australia’s Monash University hanno creato il primo motore per jet stampato in 3D. Monash e la sua compagnia Amaero, di fatto, ne hanno stampati due. Uno è stato messo in esposizione all’International Air Show di Avalon, mentre il secondo è stato spedito a Tolosa alla compagnia francese aerospaziale Microturbo (Safran).

Motore per Jet stampato in 3D in mostra

I motori in questione sono un “proof of concept” che verrà portato all’attenzione delle aziende al lavoro sullo sviluppo di nuovi componenti al “Monash Centre for Addictive Manufacturing” a Melbourne, Australia. Il progetto ha creato avanzate opportunità per le aziende australiane di piccole e medie dimensioni.

Microturbo (Safran) ha fornito un vecchio – seppur tuttora in servizio – motore a turbina alimentato a gas. Si tratta di un motore ausiliario usato su aerei quali il Falcon 20 ed è stato scelto perchè Microturbo (Safran) è stata disposta a mostrare al pubblico tutti i meccanismi interni.

“E’ stata la nostra occasione per far vedere a tutti di che cosa siamo capaci” ha detto il Professor Xinhua Wu, il direttore del Monash Centre for Addictive Manufacturing. “Quando abbiamo visto i progetti abbiamo realizzato che il motore ha subito un’evoluzione lungo gli anni in cui è stato prodotto. Così abbiamo preso i singoli componenti e gli abbiamo scannerizzati. Quindi ne abbiamo stampate due copie.” E’ stato un procedimento complesso che ha richiesto un anno e fondi da parte della Monash University, il Science and Industry Endowment Found (SIEF) e altri.

Xinhua e il suo team hanno dimostrato la loro abilità nella manifattura con addittivi di metallo. La collaborazione con Microturbo (Safran) è una storia di successo riconosciuta lo scorso anno quando Safran ha consegnato il premio “Innovazione per i Prodotti e la Tecnologia” per l’eccellente lavoro svolto con Microturbo e l’Università di Birmingham. Monash e AMAERO sono già collaboratori chiave per la nostra ricerca e siamo contenti di avere il loro aiuto nello sviluppo di nuove tecnologie per i nostri motori futuri.

– Jean-François Rideau, capo di R&T Microturbo (Safran)

Xinhua Wu di Monash University con il suo motore stampato in 3D

Il progetto è uno spettacolare proof of concept che ci porterà contratti significativi con le compagnie aerospaziali. E’ stata una sfida per la squadra che ha spinto la tecnologia a nuove vette di successo, nessuno prima d’ora aveva mai stampato un intero motore commerciale.

– Ben Batagol di Amaero Engineering, compagnia creata dalla Monash University per rendere la tecnologia disponibile all’industria Australiana.

Stampaggio in metallo. Una delle stampanti di metallo laser presenti al Monash Centre for Addictive Manufacturing

Alle industrie manifatturiere in Australia serve l’accesso alle ultime tecnologie per rimanere competitive.

Questo centro permette loro di creare rapidamente prototipi di dispositivi in metallo impiegabili in larga parte dell’industria. E’ parte di una grande serie di strutture integrate per la ricerca e l’industria a Monash

– Professore Ian Smith, Vice-Rettore per la Ricerca e lo Sviluppo alla Monash University

Il Centro, AMAERO e il progetto del motore per jet sono stati finanziati dal Governo Australiano tramite l’Australian Research Council (ARC), il programma CRC, Commercialisation Australia, il Fondo per la Ricerca e l’Industria (SIEF), la Monash University e Safran.


Fonte: scienceinpublic.com.au

Se sei soddisfatto dell’articolo e vuoi aiutarmi a migliorare il servizio, o semplicemente offrirmi un caffè, puoi farlo cliccando qui sotto, il tempo che dedico a questa attività è per la mia crescita e la vostra, senza altri fini. Donando mi aiuterete a migliorare continuamente il sito e a mantenere alta la mia motivazione nel farlo. Grazie 🙂

Donazione

Creative Commons License

This work by https://lospiritodeltempo.wordpress.com/ is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International License.

applied sciences banner

Traduzione a cura di Denis Gobbi

L’educazione è probabilmente una delle aree che ricaverà maggiori benefici da parte della tecnologia di stampa 3D sul lungo periodo. Il problema consiste prima di tutto nel far entrare questi apparecchi all’interno delle scuole.

Con prezzi che variano generalmente dai 400 ai 3.000 dollari le tipiche stampanti 3D non sono economiche, e con i sempre più ristretti fondi destinati all’istruzione sia negli Stati Uniti che oltreoceano, semplicemente moltissime scuole non possono permetterselo, senza menzionare il tempo e i mezzi richiesti per formare adeguatamente gli insegnanti a utilizzarle.

Il CEO di MakerBot Jenny Lawton al CES di quest’anno ha dichiarato che la stampa 3D diverrà di uso comune e comincierà a esplodere   quando un intero ciclo educativo verrà esposto a tale tecnologia. Come già accaduto con noi e l’esposizione ai computer desktop negli anni ’80 e ’90, non possiamo pensare oggigiorno di non averne accesso, così un domani anche i bambini di oggi potrebbero pensare lo stesso a proposito delle stampanti 3D.

Gli Stati Uniti comprendono chiaramente l’importanza di questa tecnologia, il particolare il Presidente Obama. In aggiunta agli investimenti per portare la manifattura di nuovo sul terreno americano, egli ha menzionato l’importanza della stampa 3D in diverse occasioni, visitando strutture produttive che le stanno già utilizzando, arrivando a parlare di questa tecnologia addirittura in uno dei suoi discorsi sullo stato dell’unione.

Detto questo arrivano notizie da Taipei (oggi Taiwan) dove Simon Shen, CEO del Gruppo Kinpo – azienda partner di XYZprinting – rivela che la Cina stà per fare un grande passo in avanti rispetto agli Stati Uniti a tal proposito.

Secondo Shen, il governo cinese ha un nuovo progetto riguardante l’installazione di una stampante 3D in ognuna delle 400.000 scuole elementari nell’arco dei prossimi due anni. Questi numeri potrebbero destare sorpresa principalmente per due motivi. Prima di tutto, queste sono MOLTISSIME scuole.  Negli Stati Uniti, esistono approssimativamente 70.000 scuole elementari, e all’incirca 100.000 scuole pubbliche. Come nazione potremmo facilmente confrontare le ambizioni della Cina. Se una stampante 3D media costa 1.000 dollari, ciò richiederebbe circa 100 milioni di dollari da aggiungere ai fondi educativi della nazione. Sembra molto denaro, e certamente lo è, ma ciò richiederebbe soltanto una tassa di 0,30$ per ogni uomo, donna, bambino di questo paese.

In più, il fatto che Gartner predica un totale di 217.000 stampanti 3D spedite quest’anno e il doppio per il 2016, circa 434.000 unità, ci fà pensare di aver sottostimato la vastità di questo mercato ancora una volta.

XZYPrinting ha annunciato due settimane fà di aver stretto una collaborazione con Magic Factory, un nuovo sussidiario e-commerce del gruppo Lenovo, per la distribuzione delle loro stampanti 3D e che si pianifica di spedire 100.000/120.000  unità solo per quanto riguarda quest’anno.

Il mercato stà crescendo più velocemente di quanto alcuni dei più bravi analisti abbiano previsto. Mano a mano che le scuole verranno dotate di questi strumenti e dei mezzi necessari a educare le masse, il tasso di adozione crescerà di conseguenza. Con il recente piano della Cina riguardo il futuro dell’educazione, la palla ora passa chiaramente a Obama. Con poco meno di due anni a fine mandato egli elaborerà un piano simile a quello pianificato da loro? Possiamo solo che sperarlo!

Simon Shen, CEO del gruppo Kinpo

Per quanto riguarda i dettagli dell’impressionante progetto della Cina, nulla è stato ancora dichiarato al pubblico, ma sarà interessante vedere queli stampanti 3D decideranno di utilizzare nelle scuole. XYZprinting offre stampanti per meno di 500 dollari, i suoi uffici risiedono in Cina e c’è una concreta possibilità che possano esser loro a contribuire in larga parte al progetto. Di fatto, Shen ci conta, aggiungendo:

Sarà il nostro motore di crescita per il nostro terzo e quarto trimestre

Sentiamo la tua opinione su questi piani ambiziosi del Governo Cinese, e se pensi che qualcosa di simile debba venir fatto in altri paesi. Commenta nella discussione su 3DPB.com.

Fonte: 3Dprint.com

Se sei soddisfatto dell’articolo e vuoi aiutarmi a migliorare il servizio, o semplicemente offrirmi un caffè, puoi farlo cliccando qui sotto, il tempo che dedico a questa attività è per la mia crescita e la vostra, senza altri fini. Donando mi aiuterete a migliorare continuamente il sito e a mantenere alta la mia motivazione nel farlo. Grazie 🙂

Donazione

Creative Commons License

This work by https://lospiritodeltempo.wordpress.com/ is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International License.