La fine dei lavori inutili: una vittoria per tutti noi

Pubblicato: 3 aprile 2015 da Denis Gobbi in Economia, News & Articoli, Scienze Sociali
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Traduzione a cura di Ezio Marano & Denis Gobbi

 

Molti esperti che studiano il tema dell’automazione ritengono che l’attuale tasso di progresso ci stia portando verso un futuro con sempre meno posti di lavoro disponibili.
Forse è una cosa buona.

Nel suo saggio 2013, “a proposito di lavori stupidi” David Graeber ha sostenuto che sulla scia dell’automazione, abbiamo creato occupazione semplicemente fine a se stessa, non necessariamente per soddisfare un qualche compito o fine significativo. Nel 1930, John Maynard Keynes ha predetto che l’automazione avrebbe creato una settimana lavorativa di 15 ore per tutti in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Graeber sostiene che non siamo riusciti a essere all’altezza di questa previsione, non a causa del fallimento dell’automazione, ma a causa della paura degli effetti sociali che si potrebbero verificare avendo un gran numero di persone dotate di una tale quantità di tempo libero non strutturato.

Nel nostro sistema attuale, un tasso di disoccupazione più elevato significa un’economia instabile. Siamo costantemente alla ricerca di modi per “mettere le persone al lavoro”. Spesso, però, i lavori che queste persone trovano sono insoddisfacenti.

Nel 2014, la Conferenza del Comitato di Indagine di Soddisfazione sul Lavoro ha riportato, per l’ottava volta consecutiva, che meno della metà degli americani sono soddisfatti del loro lavoro.

Mentre la tecnologia progredisce, ci sono segnali confermanti il fatto che “far lavorare le persone” sarà sempre meno fattibile. Gli economisti Erik Brynjolfsson e Andrew McAfee hanno tracciato quello che chiamano “il grande disaccoppiamento”. Essi hanno scoperto che la produttività, o output per ora di lavoro, è quadruplicato dal 1947 negli Stati Uniti, mentre l’occupazione non è aumentata per nulla rispetto al rapporto esistente in precedenza. Ciò significa che molte aziende stanno producendo più beni e servizi senza la necessità di dover assumere più persone.

Altre ricerche suggeriscono che nei prossimi 15 o 20 anni, il 45 per cento dei posti di lavoro esistenti sarà automatizzato. Ancora più sorprendentemente, nulla sembra suggerire il fatto che nuovi posti di lavoro saranno creati con il ritmo necessario a poter compensare questa perdita.

Ad oggi, moltissime persone hanno avuto solo due opzioni lavorative: il reddito desiderato e l’insoddisfazione, o poco reddito e la libertà. Nessuna di queste possibilità è particolarmente attraente.
Larry Page offre una soluzione: “Lavorare di meno.”

Lavorare meno certamente ridurrebbe la quantità di tempo che le persone trascorrono sui posti di lavoro insoddisfacenti, e offrirebbe loro anche maggiori opportunità per perseguire i loro veri interessi.

Durante una chiacchierata informale come parte di un programma esecutivo alla Singularity University lo scorso novembre, Ray Kurzweil ha sottolineato che con i progressi della tecnologia fino ad ora: “sempre più persone possono fare quello che le appassiona”, invece di essere bloccate in posti di lavoro che non interessano loro rendendo inespresso tutto il loro potenziale

Kurzweil stesso ne è un esempio: “Non ho nessuna intenzione di andarmene presto in pensione” dice. “ho un altro modo di vedere le cose: io in realtà ci sono andato quando avevo cinque anni, e ho deciso di fare quello che volevo fare.”

L’automazione può fornire parte della soluzione anche al problema del reddito. Come dice Kurzweil, “Non sono davvero preoccupato perché sarà un problema molto semplice da risolvere e richiederà una frazione molto piccola della nostra intera capacità produttiva supportare tutte le necessità materiali della razza umana”. Ovvero raggiungere un elevato standard di vita in futuro richiederà molto meno capitale.

Come ci arriveremo è un argomento molto discusso, ma se prendiamo la comprovata esperienza di Kurzweil nel predire il futuro della tecnologia come indicatore, è lì che siamo diretti.

Inoltre, se Kurzweil è rappresentativo di come una frazione delle persone riempirebbe il suo tempo mentre non sono più impegnate nel mondo dei lavori insensati, allora il futuro sembra destinato a essere riempito con ancor più innovazione e creatività. “Pensi che l’innovazione si fermerà?” Chiede Kurzweil. “Esploderà.”

Se questa previsione è accreditata, allora immaginate il salto che si farebbe se ogni lavoratore che ha visto Star Trek in tenera età, crescendo stesse lavorando per rendere la velocità di curvatura una realtà.

Questa innovazione non è nemmeno limitata al mondo tecnologico. Da quando la tecnologia ha cominciato a sostituire i lavori ripetitivi, abbiamo visto una esplosione nella diversità di produzione creativa nel mondo.

C’è stato un aumento senza precedenti nella varietà di generi musicali creati negli ultimi 100 anni, per non dire la quantità di musica effettivamente prodotta. Esiste più arte al mondo (e alcune di esse effettivamente buone) adesso piuttosto che in qualsiasi altra epoca passata. Meno persone ci sono dietro una scrivania, o dietro alla ruota di un grande impianto di perforazione, più potenziali creatori si generano.

Automazione del lavoro non si tradurrá certo con eradicazione del lavoro umano. Nel migliore dei mondi possibili, potrebbe voler dire solo la fine del lavoro insoddisfacente. Per qualcuno significherebbe tempo trascorso a creare e inventare, per altri potrebbe significare un sacco di tempo trascorso a giocare con tutte quelle nuove creazioni e invenzioni, che è ciò a cui si vuole arrivare.

Kurzweil è la prova che la passione stimola la produttività, così come quasi tutti gli artisti prolifici, scrittori, musicisti e imprenditori provano. Il lavoro soddisfacente si rende utile e di solito produce cose abbastanza incredibili. Non solo, ma l’ingegno che rende possibile l’automazione, migliorerà anche l’innovazione.

Karl Marx ha descritto la sua società ideale come una “in cui nessuno ha una sfera di attività esclusiva ma può perfezionarsi in qualsiasi ramo voglia… fare una cosa oggi e domani un altra, cacciare alla mattina e pescare il pomeriggio, allevare bestiame la sera, criticare dopo cena… senza mai diventare cacciatore, pescatore, pastore, o critico.”

L’automazione consente esattamente la possibilità di questo tipo di diversificazione di interessi, senza la violenza e lo sconvolgimento, di solito associati con i tentativi per arrivarci.

Inoltre, la tecnologia non farà altro che accelerare la nostra capacità di perseguire diversi interessi. Internet ha già democraticizzato l’informazione, consentendo a molti di diventare esperti in campi in cui non hanno alcuna istruzione formale o formazione. Il futuro della tecnologia può consentire a ciascuno di noi di diventare maestri in molti campi, ampliando le capacità dei nostri corpi e delle nostre menti.

È molto difficile prevedere in realtà ciò che un mondo pieno di persone sciolte dalle redini del lavoro predefinito creerebbe o potrebbe creare; tuttavia, c’è parecchio da prevedere e dovremmo essere ottimisti su un tale cambiamento trasformativo.

Gli sviluppi e le innovazioni prodotte dalla passione, e aiutati dalla tecnologia, hanno esteso la fantasia. Dalla realizzazione di molti concetti precedentemente considerati fantascienza, alla creazione di nuove forme d’arte che ci lasciano stupiti di ciò che la passione e l’innovazione possa realizzare.
Provate a immaginare un mondo in cui i risultati si espandono in modo esponenziale.

Fonte: singularityhub.com

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