Clima – È peggio del previsto – ( “Internazionale” n. 978 – 7 dicembre 2012 )

Pubblicato: 4 gennaio 2013 da ive in News & Articoli, Scienze Sociali
Tag:, , , , , , , ,

Trascrizione a cura di  Daniel Iversen

Articolo di Michael Le Page per “New Scientist“, Stati Uniti

Pita Meanke, of Betio village, stands beside a tree as he watches the 'king tides' crash through the sea wall his family built onto his family property, on the South Pacific island of Kiribati.I dati sul cambiamento climatico non danno segnali di miglioramento in nessun campo.Dallo scioglimento dei ghiacci alle alluvioni, fino al livello del mare

Nel 2007 l’International panel on climate change (Ipcc) ha tracciato un quadro preoccupante del futuro del pianeta. Nel prossimo rapporto, previsto per il 2014, la scenario potrebbe essere ancora più drammatico.

 

Artico Negli ultimi decenni, con il progressivo riscaldamento del pianeta, il ricongelamento dei mari durante l’inverno ha smesso di compensare lo scioglimento dei ghiacci in estate. Il ghiaccio bianco, che riflette il calore, ha ceduto il posto all’acqua scura, che lo assorbe. Nelle terre circostanti le nevi si stanno sciogliendo ancora più velocemente. L’aumento di umidità nell’atmosfera ha contribuito a intrappolare il calore. Il ghiaccio, già indebolito, è assalito da onde e precipitazioni sempre più estreme. A causa di questi processi l’Artide ha cominciato a riscaldarsi al doppio della velocità rispetto alle altre regioni del pianeta. Alla fine degli anni novanta lo spessore della banchisa artica è sceso ai livelli più bassi da almeno 1.400 anni. Alla fine dell’estate scorsa solo un quarto del mar glaciale Artico era ancora coperto dai ghiacci (record negativo nell’epoca moderna) e il volume totale della banchisa era un quinto rispetto a trent’anni fa. È rimasto solo un sottile strato di ghiaccio che si scioglie molto più facilmente.

Condizioni meteorologiche Nel 2010 in molte città della Russia le temperature hanno sfiorato i 40 gradi centigradi. Nel 2011 la “bufera del giorno della marmotta” ha rovesciato una incredibile quantità di neve sugli Stati Uniti e il Canada occidentali. Anche quest’anno ci sono state condizioni meteorologiche eccezionali: dai diluvi estivi nel Regno Unito al temporale che ha lasciato al buio milioni di case negli Stati Uniti nel bel mezzo di un’ondata record di caldo fino alle devastazioni provocate dall’uragano Sandy. C’è un filo che unisce tutti questi fenomeni. In un mondo che si riscalda sempre di più, gli spostamenti delle precipitazioni e l’aumento dell’evaporazione provocheranno maggiori siccità. Un’atmosfera più calda trattiene più acqua, rendendo più intense le precipitazioni. È difficile, anche se non impossibile, stabilire fino a che punto i cambiamenti climatici influenzino i singoli eventi. È innegabile però che il fenomeno sia in crescita. Già nel 2007, l’anno dell’ultimo rapporto dell’Ipcc, i dati tendenziali sul caldo estremo, le siccità e le forti precipitazioni erano chiaramente in aumento. Questa tendenza si sta confermando e le condizioni meteorologiche stanno diventando ancora più estreme rispetto alle previsioni. Secondo un recente studio sulla salinità degli oceani tra il 1950 e il 2000, realizzato dal Commonwealth scientific and industrial research organisation (Csiro) in Australia, il ritmo del ciclo idrologico globale – la velocità del processo di evaporazione dell’acqua e della sua condensazione sotto forma di pioggia – è aumentato del doppio rispetto alle proiezioni dei modelli che simulano il clima globale. Gli studi di alcuni ricercatori di Taiwan e Cina hanno stabilito che negli ultimi trent’anni l’aumento dell’intensità delle precipitazioni è stato maggiore di un ordine di grandezza rispetto alle previsioni dei modelli climatici. Quanto alle ondate di caldo come quelle registrate in Europa nel 2003 e nel 2010, eventi così fuori norma erano previsti solo per la fine del secolo. Secondo Jennifer Francis, climatologa della Rutgers university, il riscaldamento del mar glaciale Artico potrebbe essere parte della spiegazione.

Produzione alimentare Fino a qualche mese fa le previsioni parlavano di raccolti record negli Stati Uniti. Gli agricoltori avevano piantato di più sperando di trarre vantaggio dall’aumento dei prezzi. La produzione invece è scesa a causa della siccità e di un caldo senza precedenti. Nel Regno Unito c’è stato il problema opposto: i raccolti sono scesi per l’eccesso di pioggia. Ora che il maltempo si è abbattuto sui raccolti anche in altre regioni del mondo i prezzi alimentari si stanno di nuovo impennando. Tutto questo contrasta con il rapporto dell’Ipcc del 2007, secondo il quale un aumento delle temperature globali di almeno 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali avrebbe causato un aumento dei livelli di anidride carbonica tale da far crescere i raccolti, almeno nelle regioni temperate. Solo un riscaldamento nell’ordine di 3,5 gradi o più avrebbe dovuto provocare un calo della produzione. A quanto pare, invece, i cambiamenti climatici stanno avendo l’effetto contrario, anche se la temperatura del pianeta è aumentata di soli 0,8 gradi. Nel 2011 un  team della Stanford university ha analizzato la produzione globale di grano, mais, riso e soia dal 1980 al 2008. In base agli effetti conosciuti di temperatura, precipitazioni e livelli di anidride carbonica sulla crescita, i raccolti medi sono più bassi di oltre l’1 per cento rispetto al valore che ci sarebbe stato senza il riscaldamento.

Livello del mare Fino a poco tempo fa nessuno prevedeva che la Groenlandia perdesse una quantità di ghiaccio significativa prima di qualche secolo e si prevedeva una crescita dello strato di ghiaccio dell’Antartide. Il rapporto del 2007 dell’Ipcc ipotizzava che da allora alla fine del secolo i due strati di ghiaccio avrebbero contribuito all’aumento del livello del mare di soli 0,3 millimetri all’anno. Le rilevazioni satellitari confermano che le due banchise stanno già perdendo una quantità di ghiaccio sufficiente a far innalzare il livello del mare di almeno 1,3 millimetri all’anno. Le ultime simulazioni effettuate dai ricercatori dell’istituto di Potsdam per la ricerca sull’impatto climatico, oltre ad altri studi sul clima nel passato, indicano che presto il nostro pianeta si riscalderà a tal punto da provocare lo scioglimento dell’intero strato di ghiaccio della Groenlandia. La maggioranza dei glaciologi pensa che entro il 2100 il livello del mare si alzerà di almeno un metro, forse anche del doppio. Quanto basta, comunque, per inondare molte città che si trovano a pochi metri sopra il livello del mare o a renderle vulnerabili alle precipitazioni.

Feedback planetari Solo la metà delle emissioni di anidride carbonica che produciamo resta nell’atmosfera, il resto è assorbito dal terreno e dagli oceani. Con il riscaldamento globale la quantità che terreno e acqua riusciranno ad assorbire sarà minore e alla lunga cominceranno anche loro a emettere anidride carbonica. Sul rapporto del 2007 dell’Ipcc erano pubblicate le proiezioni dell’aumento di emissioni di anidride carbonica di mari, terreni e vegetazione. Nessun modello, tuttavia, prevedeva l’emissione dell’anidride carbonica intrappolata nel permafrost e negli idrati di metano sui fondali marini. I ricercatori della University of Victoria nella British Columbia, in Canada, hanno fatto un primo tentativo di tenere conto delle emissioni del permafrost, e prevedono che le emissioni provocheranno un ulteriore riscaldamento di circa 0,25 gradi, con punte ipotizzate fino a 1 grado entro il 2100.

Emissioni dell’uomo Se smettessimo in questo momento di rilasciare anidride carbonica nell’atmosfera, avremmo una buona possibilità di evitare un aumento consistente delle temperature. Ma non ci sono segnali che stia succedendo. Le emissioni annuali sono diminuite impercettibilmente dopo il 2008, in seguito alla più grave crisi dopo la grande depressione, ma poi sono tornate a crescere più di prima. Per ora il dato si avvicina allo scenario peggiore previsto dall’Ipcc nel 2007: un aumento di quattro gradi entro il 2100, ben oltre i due gradi che secondo gli esperti dovremmo evitare a tutti i costi. Questo scenario, però, non è stato rappresentato secondo i modelli più avanzati disponibili quando è stato preparato il rapporto. Oggi le “migliori stime” parlano di un aumento di 5-6 gradi, con un 10 per cento di possibilità di arrivare a sette.

Stress da calore Il dato saliente non è tanto la temperatura dell’aria, ma la temperatura della nostra pelle: il sudore raffredda l’epidermide, ma è meno efficace in condizioni di umidità. L’effetto combinato di calore e umidità può essere misurato dalla temperatura di bulbo umido di un termometro “che suda”, cioè da un termometro avvolto in un panno umido. Oggi le massime temperature di bulbo umido raggiunte sul pianeta non superano i 31 gradi, ma secondo le previsioni dovrebbero aumentare. È difficile attribuire un preciso valore numerico a questi effetti, perché finché godiamo di buona salute non ci preoccupiamo del caldo. Andiamo a cercare il fresco o mettiamo l’aria condizionata. Ma c’è un limite. È impossibile sopravvivere a lungo a una temperatura di bulbo umido di 35 gradi o oltre. Secondo uno studio del 2010 di Steven Sherwood e Matthew Huber, dell’University of New South Wales di Sydney, se la temperatura aumenterà di sette gradi, in alcune parti del mondo questo limite sarà superato. Ampi tratti di Africa, Australia, Cina, Brasile, India e Stati Uniti diventeranno invivibili per buona parte dell’anno.

  fsa

.

Licenza Creative Commons
Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

Annunci
commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...