Il gioco tra i delfini è più che un semplice divertimento

Pubblicato: 21 maggio 2012 da ive in News & Articoli, Scienze Sociali
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Traduzione a cura di Claudio Galbiati e Daniel Iversen

Stan Kuczaj e Lauren Highfill, mentre facevano snorkeling tra alcuni delfini “steno”( Steno bredanensis) al largo delle coste dell’ Hounduras, notarono un gioco affascinante che gli animali facevano tra loro.
Due adulti e un giovane si passavano avanti e indietro un sacchetto di plastica, come per giocare a prenderlo, scrivono i due ricercatori nel numero di ottobre della rivista di ricerca Behavioral and Brain Science.
Quando gli adulti passavano il sacchetto al più giovane, lo facevano con maggior cura rispetto a quando se lo passavano fra loro, rilasciandolo proprio davanti alla bocca del piccolo, in modo che fosse più facile per lui prenderlo.

Dopo anni passati a studiare delfini che giocano, Kuczaj e i suoi colleghi hanno raggiunto alcune conclusioni sorprendenti: i giochi dei delfini mostrano una marcata cooperazione e creatività. I delfini sembrano rendere deliberatamente difficili i loro giochi, cercando di imparare da essi. Alcuni passatempi potrebbero avere un ruolo chiave nello sviluppo culturale e nell’evoluzione, sia tra i delfini che in altre specie, inclusi gli umani.

I giochi “ potrebbero aiutare i giovani animali ad apprendere qual’è il loro posto nelle dinamiche sociali del gruppo” scrive Kuczaj, psicologo dell’ University of South Mississippi a Hattiesburg, con i suoi colleghi in un articolo apparso sul Journal of Comparative Psychology.

“Le innovazioni prodotte durante le interazioni dei giovani animali potrebbero essere importanti fonti per l’evoluzione di tradizioni animali, come per gli adattamenti che potrebbero portare ad individui e specie di maggior successo” essi aggiungono.
I ricercatori basano le loro scoperte su cinque anni di ricerche su un gruppo di 16 delfini  “bottlenose” (Tursiope – Tursiops truncatus ) in cattività e su altri studi occasionali su delfini selvatici.

La teoria dell’evoluzione dice che le specie cambiano gradualmente per via di quelle rare mutazioni che sono utili per un animale al fine di diffondersi tra la popolazione, eventualmente dando origine a nuove specie.
La selezione naturale, il processo in cui solo gli organismi meglio adattati all’ambiente sopravvivono, diffonde questi geni assicurando che gli individui che li posseggono vivano più a lungo, riproducendosi maggiormente.
Molti ricercatori suggeriscono che, in linea con questa teoria, gli animali ereditano una predisposizione al gioco poichè “aiuta gli animali ad acquisire consapevolezza delle proprietà degli oggetti, perfeziona le abilità motorie ed aiuta a riconoscere e manipolare le caratteristiche del (loro) ambiente.” scrive Kuczaj.

Un segno dell’importanza del gioco, aggiungono i ricercatori, è che molti animali giocano a rischio di perdere la vita o gli arti, inclusi i delfini. La ricerca suggerisce inoltre che i giovani delfini rendono i loro giochi il più difficile possibile, per aumentare l’esperienza di apprendimento.

I delfini in cattività “hanno prodotto 317 tipi diversi di comportamenti di gioco, nei cinque anni durante i quali sono stati osservati.” scrivono.
“Una giovane femmina è diventata esperta nel fare bolle mentre nuotava sottosopra sul fondo della vasca e poi inseguiva e mordeva ogni bolla prima che toccasse la superficie” continuano i ricercatori. “Poi essa ha cominciato a rilasciare bolle nuotando sempre più vicino alla superficie, fin quando era troppo vicina per poter prendere ogni singola bolla”.

“Durante tutto questo il numero di bolle rilasciate variava, il risultato finale è che il delfino aveva imparato a produrre un diverso numero di bolle a seconda della profondità, e l’obiettivo apparente era di riuscire a prendere l’ultima bolla prima che toccasse la superficie dell’ acqua”.
“Questa femmina inoltre modificava il suo stile natatorio mentre rilasciava le bolle, una variazione che comprendeva un pinnata veloce. Questo le rese più difficile prendere tutte le bolle che rilasciava, ma insistette con questo comportamento finchè non fu in grado di prenderle quasi tutte.

Curiosamente il delfino non rilasciava mai meno di tre bolle, un numero che riusciva sempre a prendere dopo la pinnata rapida.”
Il delfino avrebbe pututo rendere il suo gioco interessante soffiando più bolle di quante ne potesse facilmente raggiungere e mordere, dicono i ricercatori.

“Queste osservazioni sono solidali con il fatto che il gioco facilita lo sviluppo e il mantenimento di una flessibilità nell’abilità di risolvere i problemi. Se questo è vero, il gioco potrebbe essersi evoluto per aumentare l’abilità di adattamento a nuove situazioni.”

Sebbene delfini di ogni età partecipino ai giochi, la maggior parte dei giochi di nuova invenzione viene dai più giovani, scrive il gruppo, fornendo la prova di un contributo dei giochi alla cultura dei delfini.
Il fatto che gli animali non-umani possano avere una cultura ha acquisito rispèttabilità scientifica solo negli ultimi dieci anni.
Questo profondo cambiamento nell’ atteggiamento è conseguente alla scoperta che gli scimpanzé e altri primati sviluppano  tradizioni locali, quali strategie specifiche nell’ utilizzo di strumenti, e le trasmettono alla loro prole. Queste “tradizioni” sono state trovate anche tra i delfini.

Ora, dice Kuczaj, ciò che è solitamente considerato mero gioco fra bambini potrebbe essere considerato come parte integrante, o come il motore, di una cultura.
“L’abilità di inventare nuovi comportamenti di gioco e l’abilità di imparare dai comportamenti degli altri potrebbe essere relazionata con la creazione e il mantenimento delle tradizioni animali”, scrivono i ricercatori “e, infine, con la sopravvivienza delle specie.”


Fonte:  Word Science

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