Cambiare l’ambiente sociale: ridurre il bullismo per formare scienziati

Pubblicato: 18 marzo 2012 da ive in News & Articoli, Scienze Sociali
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Traduzione a cura di Daniel Iversen e Claudio Galbiati

Se si desidera cambiare il modo in cui gli adolescenti vedono il bullismo, bisogna andare direttamente alla fonte di tutti i trend che si formano in un ambiente scolastico, ossia dal gruppo più affiatato.
Secondo una nuova ricerca ricca di interventi mirati, rivolgersi agli studenti più popolari e influenti può essere il fattore chiave nella riduzione di mobbing e molestie.

 

Questi sono i risultati che fanno parte di un gruppo di studi presentato oggi alla conferenza di psicologia sociale a San Diego, che interessano alcuni nuovi metodi, a volte anche minori, di portare un impatto significativo nella vita delle persone.
“Questo è un momento emozionante nel campo della psicologia sociale”, spiega Timoty Wilson della University of Virginia che, su Redirect: The Surprising New Science of Psychological Change ha scritto:
“Sempre più spesso i ricercatori escogitano interventi mirati che si fondano sulla teoria e che hanno effetti imponenti nei campi dell’educazione, nella riduzione dei pregiudizi, nei problemi adolescenziali di comportamento, sulla salute e molto altro.”Le idee che stanno alla base di questi interventi mirano a cambiare il comportamento di un particolare gruppo di individui, ridurre quindi il bullismo negli studenti, aumentare l’interesse da parte degli adolescenti verso la matematica e le scienze, e migliorare la percezione verso le donne ingegnere. Questi gli argomenti sui quali si sono focalizzati i colloqui oggi a San Diego.

Ridurre il bullismo negli studenti

Nello studio rivolto agli interventi contro il bullismo, Elizabeth Levy Paluck e Hana Shephard dell’Università di Princeton, propongono, in una scuola superiore degli Stati Uniti, di cambiare la percezione che gli studenti hanno riguardo al fatto che le vessazioni dei poveri ragazzi siano un modo normale per ottenere o mantenere prestigio.

“Eravamo interessati al fatto che il bullismo e le molestie nelle scuole siano una norma sociale non necessariamente correlata con i sentimenti personali degli studenti” afferma Levy Paluck.  Il suo team ha usato una ricerca nel tessuto sociale per individuare gli studenti che avrebbero potuto avere molta influenza nell’impostare norme sociali.
Un sottoinsieme casuale di questi studenti ha partecipato a denunce pubbliche sul bullismo e sulle molestie. Dopodiché i ricercatori hanno monitorato il tessuto sociale per un anno, raccogliendo anche dati dai registri disciplinari e dalle valutazioni degli insegnanti.

Levy Paluck e Shepard hanno notato che gli studenti socialmente impegnati nella serie di interventi, hanno abbandonato in maniera ignificativa l’idea che le molestie e il bullismo fossero dei comportamenti accettabili.
Allo stesso tempo negli stessi ragazzi sono anche diminuiti i comportamenti di questo genere, come si è visto dai registri, dalla valutazione degli insegnanti, e da osservazioni individuali sul comportamento.

Aumento dell’interesse per matematica e scienze da parte degli studenti

In un altro studio d’intervento invece, mirato a cambiare il comportamento degli studenti rispetto a materie come la matematica e le scienze, i ricercatori non hanno più preso di mira gli studenti stessi ma i loro genitori.
L’obiettivo era quello di aumentare l’iscrizione da parte dei ragazzi ai corsi di scienze, tecnologia, matematica ed ingegneria (STEM ). “Ci siamo focalizzati sul ruolo potenziale dei genitori nel motivare i loro figli ad iscriversi ad un maggior numero di corsi STEM, perché riteniamo che sia stata una risorsa non sfruttata”, dice Judith Harackiewicz della University of Wisconsin, Madison.

Il gruppo di partecipanti era composto da 188 studenti delle scuole superiori americane e i loro genitori, coinvolti nel relativo studio del Winsconsin, sulla famiglia e sul lavoro.
Harackiewicz e la sua collega Janet Hyde hanno scoperto che un intervento relativamente semplice, come due opuscoli spediti ai genitori e una pagina web illustrativa per evidenziare i benefici dei corsi STEM – hanno fatto si che i loro figli scegliessero in media un semestre in più di materie scientifiche negli ultimi due anni rispetto al gruppo di controllo.
“Il nostro intervento indiretto, ha cambiato il modo in cui i genitori hanno interagito con i loro ragazzi, portando un grande cambiamento nei loro comportamenti riguardo alla scelta dei corsi” spiega Harackiewicz.

Aumentare la considerazione verso le donne ingegnere

“Molti di questi interventi lavorano per cambiare quello che le persone dicono a se stessi su chi sono e perchè fanno quel che fanno, in modo di portare a dei cambiamenti autosufficienti nel loro comportamento” spiega Wilson, dell’University of Virginia.

Per esempio, il nuovo lavoro che è stato presentato da Greg Walton della Stanford University ha testato gli effetti di due interventi su ragazze studentesse in ingegneria, uno  destinato a farle sentire come questo campo le appartenesse e l’altro a insegnarle come riflettere sui valori fondamentali per aiutarle ad affrontare lo stress.

Entrambi gli interventi hanno migliorato i gradi nelle donne del primo anno arruolate in aziende di questo settore che sono normalmente prettamente maschili, rispetto al gruppo di controllo, eliminando quindi un divario tra generi.
I due interventi tuttavia hanno lavorato in modo diverso: le donne del gruppo di appartenenza sono state capaci di costruire dei rapporti migliori con gli ingegneri maschi, mentre le donne del gruppo di vautazione hanno relazionato più al di fuori del gruppo, secondo lo studio finanziato dalla Fondazione Spencer.

I due interventi suggeriscono la potenza di approcci socio-psicologici nell’ aiutare le persone ad affrontare situazioni in cui il loro gruppo è una minoranza o negativamente stereotipato” spiega Walton.

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commenti
  1. soggettivamente ha detto:

    Mai ignorare l’influenza di un bullo in classe. Mai dimenticarsi che c’è. Non occorre rinforzare il suo atteggiamento e il suo desiderio di protagonismo, ma tenerlo impegnato e non dargli spazio per le sue “prodezze”, potrebbe essere una soluzione.

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