La condivisione come chiave per una società più evoluta?

Pubblicato: 5 marzo 2012 da ive in News & Articoli, Scienze Sociali
Tag:, , , , , , ,

Traduzione a cura di Daniel Iversen e Vincenzo Barbato

Le capacità di condividere le proprie conoscenze e imparare gli uni dagli altri possono essere le differenze chiave tra gli esseri umani e gli scimpanzè, differenze che hanno aiutato l’uomo a dominare il mondo moderno: questo è quello che hanno suggerito gli scienziati giovedì.

La ricerca sulla rivista Science ha mirato a scoprire che cosa ha permesso agli umani di istituire quella che viene chiamata una cultura cumulativa, o l’incontro di conoscenze, che avanza insieme ai progressi tecnologici.

Mentre precedenti studi hanno visto che gli scimpanzè possono imparare gli uni dagli altri, nessuno aveva confrontato le loro abilità, negli stessi test, con quelle degli esseri umani, e gli scienziati hanno a lungo dibattuto su cos’è necessario per costruire una conoscenza culturale sempre più complessa quale la nostra.

Lo studio corrente ha confrontato gruppi di bambini di 3 e 4 anni con gruppi separati di scimmie cappuccino e scimpanzè, ognuno dei quale ha tentato di ottenere una ricompensa nello svolgimento di un puzzle a tre passaggi.

Gli scimpanzè e i cappuccini in gran parte non sono riusciti ad avanzare nei 3 livelli, con un solo scimpanzè che ha raggiunto il terzo livello dopo 30 ore, e nessuna scimmia cappuccino ha raggiunto lo stesso livello in 53 ore.

Tuttavia, cinque degli otto gruppi di bambini esaminati aveva almeno due membri che hanno raggiunto la terza fase del puzzle in sole 2,5 ore.

La differenza consisteva nel fatto che i bambini erano maggiormente in grado, rispetto alle scimmie, di imparare osservando chi svolgeva l’azione, comunicando e condividendo le conoscenze con i coetanei, ha detto il team composto da americani, inglesi e francesi.

I bambini hanno anche mostrato una grande volontà e comportamenti altruisti, cosa che non hanno fatto i loro cugini primati.

“L’insegnamento, la comunicazione, l’apprendimento tramite osservazione, e la tendenza alla condivisione hanno giocato un importante ruolo nella formazione culturale umana, ma erano assenti (o hanno svolto solo un ruolo molto blando) nell’apprendimento di scimpanzè e cappuccini, ha detto lo studio.

E’ stato spesso osservato che i bambini si aiutavano dicendo come proseguire, con frasi come “premi quel pulsante li”, oppure semplicemente mostrando al compagno cosa fare tramite dei gesti.

I bambini hanno anche copiato le azioni degli altri bambini più di quanto facessero gli scimpanzè, e il 47 % di essi ha condiviso in modo spontaneo la ricompensa con un amico. Gli scimpanzè e i cappuccini non hanno condiviso le loro ricompense in questo modo.

Questo tipo di condivisione mostra che gli esseri umani capiscono la necessità del progresso per un bene collettivo, ha suggerito lo studio.

“Se volontariamente gli individui danno delle ricompense agli altri, ciò significa che esiste una comprensione riguardo al fatto che anche gli altri condividono la motivazione di raggiungere l’obiettivo a cui essi stessi sono pervenuti” ha detto.

“Al contrario, gli scimpanzè e i cappuccini sembrano interagire con il gruppo solamente allo scopo di procurarsi risorse per se stessi, in maniera del tutto individualista, in modo indipendente dalle performance degli altri, ed esibendo un ristretto apprendimento che è apparso in primo luogo caratterialmente asociale.

Lo studio è stato diretto da Lewis Dean dell’Università di Saint Andrews in Inghilterra, e ha incluso colleghi della University of Durham, University of Texas e University of Strasbourg in France.

In un articolo dal proprio punto di vista, Robert Kurzban del dipartimento di psicologia all’ Università della Pennsylvania e H.Clark Barrett del dipartimento di antropologia all’Università di Los Angeles, suggeriscono che l’enigma del processo umano possa essere più complicato.

“Questo lavoro offre molti nuovi spunti preziosi sulla questione della cultura collettiva” hanno scritto

Ma data la complessità della psiche umana, “terze variabili non misurabili potrebbero essere responsabili per le differenze e per le cose in comune tra le specie di primati, come la capacità di percepire se un compagno ha bisogno di aiuto nell’apprendimento.

Inoltre, poiché la cultura umana si è evoluta ad un punto così elevato, ogni avanzamento in questo processo può averci portato a differenziarci dalle scimmie, e questo può essere successo molti secoli fa e quindi non misurabile oggi, hanno sostenuto.

Fonte: Physorg

Licenza Creative Commons
Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...