Vincere rende le persone più aggressive verso l’avversario. Uno studio lo conferma.

Pubblicato: 4 marzo 2012 da ive in News & Articoli, Scienze Sociali
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Traduzione a cura di Daniel Iversen, Claudio Galbiati ed Ezio Marano

In questo mondo abbiamo vincitori e perdenti, e , per la vostra sicurezza, è meglio avere paura dei vincitori. Un nuovo studio ha visto che i vincitori, ossia quelli che hanno eccelso più degli altri in una sfida competitiva, agivano in modo più aggressivo verso quelli che hanno battuto, di più di quanto hanno fatto i perdenti stessi ai vincitori.

“Sembra che le persone abbiano una tendenza a ridicolizzare i perdenti, enfatizzando la sconfitta per imbarazzarli” ha detto Brad Bushman, co-autore dello studio e professore di comunicazione e psicologia alla Ohio State University.

“I perdenti, d’altra parte, in realtà non agiscono in modo più aggressivo del normale nei confronti di coloro che li hanno sconfitti”

Bushman dice che questo è il primo studio atto ad esaminare se i vincitori e i vinti hanno più probabilità o no di agire in modo aggressivo

C’erano motivi di pensare che entrambi avrebbero potuto avere uno stato d’animo combattivo, ha detto Bushman.
I perdenti avrebbero potuto essere quelli più aggressivi, magari arrabbiandosi contro chi ha impedito loro di sentirsi competenti. Tuttavia, altre ricerche suggeriscono che le persone sono più aggressive quando si sentono potenti, come per esempio quando vincono una competizione.

Questi risultati  suggeriscono che “i perdenti sono quelli che ricevono il peso dell’aggressione” ha detto.

Bushman ha condotto lo studio con tre studiosi francesi: Dominique Muller e Emmanuelle Ceaux dell’Università di Pierre Mendès a Grenoble e Baptise Subra dell’Università Descartes di Parigi. I loro risultati appaiono on-line sulla rivista Social Psychological and Personality Science, e saranno anche present sulla futura versione cartacea.

Hanno condotto tre studi correlati.

Il primo studio ha coinvolto 103 studenti di college americani ai quali è stato detto che sarebbero stati messi in coppia con un partner contro il qualche avrebbero dovuto competere in due compiti (in realtà, non c’era nessun partner).

Nel primo, sono state mostrate ai partecipanti dei modelli di varie forme su un monitor, per solo una frazione di secondo (70 millisecondi) e loro dovevano dire se era presente o no il simbolo del dollaro.

Dopo 80 prove, a tutti gli studenti è stato detto il loro punteggio e, alla metà di essi è stato detto di aver fatto meglio del loro supposto partner, e all’altra metà di aver fatto peggio. In altre parole, una metà era composta da vincitori e l’altra metà no.

Il secondo compito era un tempo di reazione competitiva, usata per misurare l’aggressione Ai partecipanti è stato detto che loro e il partner (presumibilmente la stessa persona contro cui hanno gareggiato nel primo compito) avrebbero dovuto premere un bottone più velocemente possibile in ciascuna delle 25 prove e il più lento avrebbe ricevuto un forte rumore attraverso le cuffie.

Il vincitore avrebbe potuto decidere quanto forte e quanto a lungo doveva durare questo suono.

I risultati hanno mostrato che i partecipanti i vincitori nel primo concorso hanno fatto saltare di spavento i loro partner più a lungo e forte rispetto a quelli che hanno perso la competizione.
“Più erano migliori degli altri e più i vincitori erano aggressivi” ha detto Bushman.

Una delle possibili limitazioni di questo studio, spiega Bushman, era che i partecipanti potrebbero aver pensato che qualcuno che era bravo al primo compito sarebbe andato bene anche al secondo compito. Se questo fosse vero, i perdenti della prima attività potrebbero aver avuto paura di agire i modo aggressivo per timore che il loro partner avrebbe vinto di nuovo e li avrebbe punito con dei forti squilli nelle orecchie.

Quindi, in un secondo studio, condotto con 34 studenti universitari francesi, i ricercatori hanno ripetuto lo stesso esperimenti, salvo per il fatto che questa volta i ricercatori hanno detto ai partecipanti che i due compiti testano due diverse capacità, e che coloro che hanno fatto bene nel primo compito non necessariamente faranno lo stesso anche al secondo.

I risultati erano gli stessi del primo esperimento, fornendo ulteriori prove che i vincitori sono più aggressivi dei perdenti, spiega Bushman.

Un’altra domanda, però, è se i vincitori fossero davvero più aggressivi dei perdenti, o se i perdenti erano in realtà solo meno aggressivi del normale contro i vincitori.

Un terzo studio, che ha coinvolto 72 studenti universitari francesi, ha risposto alla domanda aggiungendo un gruppo di controllo allo studio. Come nei precedenti esperimenti, ad un gruppo è stato detto che i loro partner avevano fatto meglio di loro nel primo obiettivo competitivo, e all’altro è stato detto che avevano fatto peggio. Comunque, c’era anche un terzo gruppo che diceva ci fosse stato un errore del computer durante il primo obiettivo, e non potevano sapere chi fosse il vincitore.

Questo studio ha anche utilizzato una diversa misura dell’aggressività. In una prima parte dello studio, i partecipanti hanno compilato una “Lista di Preferenze sul Cibo” che è stata poi condivisa con i loro probabili partner, secondo il modello di uno studio su come le persone formano impressioni sugli altri.

Ai partecipanti è stato poi detto che sarebbero stati assegnati casualmente a bere una bevanda dolce e il loro partner sarebbe stato assegnato a una bevanda di succo di pomodoro. Ai partecipanti è stato detto che avrebbero potuto aggiungere Tabasco e sale alla bevanda del proprio partner — loro sapevano che la bevanda non piaceva per niente al partner, dalla lista di preferenze.

I risultati hanno mostrato che i partecipanti vincenti nel primo obiettivo hanno aggiunto più Tabasco e sale nei drink dei partner, rispetto a quanto fatto dai perdenti.

In più, i perdenti hanno agito con la stessa aggressività del gruppo di controllo, i quali non sapevano di essere vincitori nè perdenti. Questo suggerisce che in effetti i vincitori agiscono in modo particolarmente aggressivo, mentre i perdenti non sono particolarmente non-aggressivi.

Ciò si è ripetuto in tre differenti studi, in due differenti Paesi e, secondo Bushman, questo suggerisce che c’è veramente qualcosa nella vittoria che rende le persone più aggressive.

“I perdenti stiano in guardia “ ha detto.

Il prossimo passo, spiega Bushman, è capire se agiscono più aggressivamente con tutti o solo con le persone che sconfiggono.
Ciò è oggetto di un imminente studio.

Fonte: Ohio State University

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