Persone del ceto abbiente sono più propense a imbrogliare: uno studio lo dimostra.

Pubblicato: 29 febbraio 2012 da ive in News & Articoli, Scienze Sociali
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Traduzione a cura di Daniel Iversen


Persone provenienti dalle classi ricche hanno maggiori probabilità, rispetto alla gente più povera, di infrangere la legge durante la guida, rubare caramelle ai bambini o mentire a scopo di lucro; questo è quello che è emerso lunedi da uno studio negli Stati Uniti.

Uno studio diviso in sette parti, effettuato da psicologi dell’University of California Berkeley e dalla University of Toronto, ha analizzato il comportamento delle persone attraverso una serie di esperimenti.

Ad esempio, i conducenti di veicoli costosi come Mercedes, BMW o la Prius ibrida della Toyota sono stati visti infrangere più spesso le regole rispetto alle persone che guidavano una Camry o una Corolla.

Erano anche meno propensi a lasciar attraversare la strada ai pedoni, rispetto ai conducenti di auto più economiche.

In un altro test, usando il gioco dei dadi e messo in palio un premio di 50 dollari, le persone che hanno riferito di appartenere ad un alto stato socio-economico erano anche quelle più propense a mentire, dicendo di avere ottenuto numeri più alti di quelli che in realtà avevano.

“Anche in persone per le quali la cifra di 50 dollari è una quantità relativamente piccola, la truffa è stata tre volte più alta”, ha detto l’autore Paul Piff di UC Berkeley.

“Questo mostra la reale ed estrema estensione a cui ricchezza e rango superiore possono plasmare i modelli di interesse personale e immoralità nella la società” ha detto all’AFP.

In altri studi, le persone con uno status più elevato erano meno propense a dire la verità in un ipotetico colloquio lavorativo dove il loro datore di lavoro cercava di assumere qualcuno per un posto che sapevano sarebbe presto stato eliminato.

Quando poi venne fornito loro un barattolo di caramelle destinato a dei bambini in un laboratorio li vicino, dopo aver avuto il permesso di prenderne qualcuna le persone più ricche hanno preso più caramelle di chiunque altro.

Persino Piff, che in passato ha studiato l’impatto della ricchezza sulla moralità della gente e le donazioni filantropiche, e scoprendo che i ricchi tendono a donare meno alla carità delle persone povere, è stato sorpreso di vederli prendere caramelle destinati ai bambini.

“Sono rimasto stupefatto” ha detto Piff. “In media, le persone di rango superiore hanno preso il doppio di caramelle degli altri, quindi è stato un dato abbastanza considerevole”.

Inoltre, in quel particolare studio, i ricercatori hanno condizionato alcuni dei soggetti dicendo  a loro di immaginarsi appartenenti a un rango sociale più alto, facendo si che si comparassero con altri che hanno di meno.

L’esperimento mostra come le persone possono abituarsi all’idea di far parte di un rango più elevato, per contro il loro comportamento risulterebbe più avido e meno etico; questo dimostra come lo status sociale guidi l’avidità

“Abbiamo  anche fatto aumentare la loro probabilità di dire “A me piacerebbe fare tutte queste cose immorali”, come ad esempio tenersi il resto in più ricevuto al bar senza avvisare il cameriere.

Lo studio, che appare nel Proceedings of the National Academy of Sciences, teorizza che una serie di fattori “possono dare luogo a un insieme di norme culturalmente condivise tra gli individui di classe superiore”.

Per esempio, le persone ricche sono più indipendenti gli uni dagli altri, hanno più risorse e quindi sono meno interessati a ciò che gli altri pensano delle loro azioni, rispetto a quello che fanno le persone povere, hanno suggerito gli autori.

Secondo Piff, le persone con più soldi tendono a guardare in modo più positivo l’avidità e fare meno affidamento su reti familiari e amici per il supporto nei momenti di bisogno, questo status elevato quindi tende a staccarti dalla società.

“E’ quel diverso livello di privilegio nella nostra vita quotidiana che da origine a questa indipendenza dagli altri, questa ridotta sensibilità agli effetti del proprio comportamento sul benessere degli altri, e la priorità del vostro interesse” dice.

Certamente ci sono delle eccezioni, dice lo studio, indicando famosi aristocartici dell’alta classe a Worldcom ed Enron, e ricchi filatropi come Bill Gates e Warren Buffett.

Ricerche precedenti che collegano la povertà alla criminalità violenta smentiscono anche l’idea che tutti i poveri siano più etici dei ricchi, ha aggiunto.

Tuttavia, l’interesse personale è “un motivo più fondamentale tra l’elite della società, e la maggiore avidità  associata con una maggiore richezza e status sono in grado di promuovere atti illeciti” ha detto.

Anche se lo studio ha analizzato i soggetti negli Stati Uniti, con ciascuna delle sette parti che ha preso in misura un numero dai 100 ai 200 partecipanti, Piff ha detto che i risultati possono essere di rilievo anche per le società fuori dall’America.

“Questi modelli sono particolarmente rilevanti in società dove la riccehzza è distribuita in maniera ineguale come qui” ha riferito.

Più informazioni: “High social class predicts increased unethical behavior,” di Paul K. Piff, Daniel M. Stancato, Stéphane Côté, Rodolfo Mendoza-Denton, e Dacher Keltner, PNAS (2012).

Provided by University of California – Berkeley

Fonte: Physorg

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commenti
  1. soggettivamente ha detto:

    Ho sempre pensato che chi ha tanto, cerca di avere di più e mi fa piacere che questo mio pensiero sia confortato dai risultati di una ricerca.
    Ho sentito testimonianze su ciò che avviene, a volte, tra gli scaffali dei supermercati. Un esempio per tutti: mogli di professionisti nascondono prodotti sotto dei depliant collocanti sul fondo del carrello. Questi prodotti, che non compaiono alla cassa, riafforano quando dal carrello si scarica sulla macchina.
    Negli esercizi commerciali, cchio, quindi, ai clienti insospettabili!

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