Serpenti solari in paradiso

Pubblicato: 13 ottobre 2011 da Denis Gobbi in Energia, News & Articoli
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Traduzione a cura di Daniel Iversen

Måns Tham

L’architetto svedese Mans Tham ha condiviso col pubblico un progetto che propone un’infrastruttura autostradale basata sull’energia solare a Los Angles.

Descrizione del progetto:

Questo progetto mette in luce come il design architettonico potrebbe cambiare sia la funzione che la narrativa di una delle strutture più simboliche di Motopias; l’idea è applicabile in ogni parte del mondo sebbene sia stata la città Los Angeles a dare maggiore fonte di ispirazione al progetto.

Nelle città specializzate e moderne di oggi, l’acqua e l’energia vengono di solito fatte arrivare da zone lontane; Los Angeles però è sempre stata diversa: qui infatti, pozzi di petrolio urbani hanno reso particolarmente evidente la connessione tra energia e vita quotidiana.
Il petrolio però non è l’unica fonte di energia in questa città, c’è anche una straordinaria abbondanza di sole, il che ha fatto nascere il recente programma “Los Angeles Solar program” firmato dal sindaco Villaraigosa.

Dato però che le celle e i pannelli solari hanno bisogno di una certa superificie per essere installati, l’assegnazione di spazi liberi è diventato un problema centrale in tutte le proposte nel campo di queste fonti di energia, questo ha fatto si che il programma solare di Los Angeles focalizzasse l’attenzione su degli incentivi per permettere l’installazione su tetti delle case, degli edifici pubblici e sui numerosi parcheggi

La terza tappa del “Programma Solare” è la gigantesca centrale elettrica “Ivanpah solar Stem” nel deserto del Mohave, al di fuori della città con la quale si avrebbe una capacità, in picco, di 500 MegaWatt, e si sarebbe collegati da linee di alimentazione alla rete della regione di Los Angeles.

Il costruire nel deserto ha però spesso dei risvolti negativi per l’ecosistema.

Questo accadde nella Owens Valley negli anni 30 quando la città di LA acquistò terreno nella valle e canalizzò l’acqua attraverso acquedotti alla città. Facendo questo, la valle, un tempo fertile, diventò un deserto.

Al contrario della sua reputazione, il deserto è un ricco ecosistema con una importante e particolare biodiversità, con un numero di specie che non ha niente da invidiare a una delle foreste “rosse” del nord della California.
Per questo motivo ci si deve porre delle domande sull’usare il deserto come una risorsa infinita di terreno, secondo molti vuoti e disabitato.

BISOGNA AGIRE LOCALMENTE

Avendo Los Angeles 800 km di autostrade la domanda sorge spontanea: perche non usarle per localizzare un’impianto solare a larga scala? Proprio nel mezzo della città!

La vita privatizzata e motorizzata ha fatto si che la corsia autostradale si sia trasformata in uno spazio pubblico di primaria importanza che è nello stesso tempo un’area di proprietà pubblica molto grande, mantenuto all’interno delle città.
Io penso che il suo utilizzo possa essere incrementato.

I pannelli solari necessitano di raggi solari diretti, non coperti, cosa che fa delle autostrade il sito ideale.

Montati sopra le corsie provvederanno anche a fornire ombra alle auto il che farà diminuire l’uso dell’aria condizionata nei giorni soleggiati.
Ma anche: i costi di manutenzione delle superstrade diminuirebbero drasticamente dato che i raggi UV non concorrerebbero più al degrado di esse.

Ho scelto di lavorare con un tratto lungo 24 km dell’autostrada di Santa Monica tra il “Downtown” (centro) e la spiaggia, dove la larghezza media è di 40metri, il che ci da una superficie pavimentabile di un milione di metri quadri.
Ricordate però che questo costituisce solo il 5 % del sistema autostradale del paese.
L’autostrada di Santa Monica potrebbe ospitare l’equivalente di 600.000 o piu pannelli domestici da 1,6 metri quadrati ciascuno: avrebbe tutti i numeri per diventare una grande centrale elettrica locale.

Rispetto al complesso di Ivanpah da 500 Mw, quest’autostrada darebbe, in picco, un massimo di 115 Mwatt. Questo fornirebbe abbastanza energia – 150 gigawatt all’ora – per coprire il fabbisogno energetico per esempio di Venice, California.
Produzione locale per consumo locale il tutto in una rete, con perdite minime.

Un’altra risorsa per produrre energia localmente è rappresentata dallo straordinario livello di CO2 sull’autostrada che, secondo uno studio del 2004 di USC, sarebbero sufficienti per una produzione di alghe su larga scala. L’aria ricca di CO2 viene portata attraverso tubi in stagni lineari coperti di alghe e situati lungo l’autostrada. Questo porterà posti di lavoro “green” per la coltivazione e la raccolta ai vicini che oggi sono i piu svantaggiati vivendo nelle prossimità dell’autostrada.

Qualcuno ha soprannominato Los Angeles “l’eden che ha perso il suo giardino”.
Paradiso o no, le autostrade intasate e decadute non sono piu dei monumenti che simbolizzano libertà e un futuro promettente.
Il sistema autostradale ha un disperato bisogno di una nuova storia e il “Serpente Solare” può dare un risalto differente come presenza nella città. Stazioni di ricarica lungo di esse farebbero chiaramente capire la connessione esistente tra produzione e uso.

Io propongo un design architettonico che non  si discosti dall’impatto monumentale che  queste strade hanno sulla città ma invece  aggiungano nuove funzoni e livelli visibli piu  coerenti con quello di cui la città oggi ha  bisogno.

Facendo diventare le infrastrutture una parte  visivamente potente della città, fuori e dentro,  ai suoi cittadini sarà permesso di capire e  apprezzare la complessità della vita quotidiana  urbana.

Fonti: archdaily, manstham

Licenza Creative Commons
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commenti
  1. Dario Tamburrano ha detto:

    Molto interessante. Grazie

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