<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>Lo Spirito Del Tempo</title>
	<atom:link href="http://lospiritodeltempo.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://lospiritodeltempo.wordpress.com</link>
	<description>Pensieri, Cultura, Evoluzione ;)</description>
	<lastBuildDate>Sat, 18 May 2013 07:59:17 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
<cloud domain='lospiritodeltempo.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://s2.wp.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>Lo Spirito Del Tempo</title>
		<link>http://lospiritodeltempo.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://lospiritodeltempo.wordpress.com/osd.xml" title="Lo Spirito Del Tempo" />
	<atom:link rel='hub' href='http://lospiritodeltempo.wordpress.com/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>La turbina eolica Invelox promette incrementi di efficienza fino al 600%</title>
		<link>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/05/13/la-turbina-eolica-invelox-promette-incrementi-di-efficienza-fino-al-600/</link>
		<comments>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/05/13/la-turbina-eolica-invelox-promette-incrementi-di-efficienza-fino-al-600/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 May 2013 19:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denis Gobbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[News & Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[brezza]]></category>
		<category><![CDATA[costruzione]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza]]></category>
		<category><![CDATA[elettricità]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[generare]]></category>
		<category><![CDATA[generatore]]></category>
		<category><![CDATA[generatori]]></category>
		<category><![CDATA[gizmag]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[power]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[sistema]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[turbina]]></category>
		<category><![CDATA[turbine]]></category>
		<category><![CDATA[turbine eoliche]]></category>
		<category><![CDATA[vento]]></category>
		<category><![CDATA[wind]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lospiritodeltempo.wordpress.com/?p=1745</guid>
		<description><![CDATA[Traduzione a cura di Denis Gobbi Sheerwind, una compagnia produttrice di turbine eoliche del Minnesota, ha annunciato i risultati dei test effettuati sulla nuova tecnologia di generazione elettrica Invelox. La compagnia afferma che queste nuove turbine sono in grado di produrre sei volte più energia di quelle tradizionali. Oltretutto, i costi di produzione di queste [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lospiritodeltempo.wordpress.com&#038;blog=28201990&#038;post=1745&#038;subd=lospiritodeltempo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/energy-banner1.jpg"><img title="energy banner" alt="" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/energy-banner1.jpg?w=614&#038;h=85" width="614" height="85" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Traduzione a cura di <a href="http://www.facebook.com/senryu91">Denis Gobbi</a></strong></p>
<div></div>
<div><em>Sheerwind, una compagnia produttrice di turbine eoliche del Minnesota, ha annunciato i risultati dei test effettuati sulla nuova tecnologia di generazione elettrica Invelox.</p>
<p></em></div>
<div></div>
<div><img class="alignleft size-medium wp-image-1747" alt="invelox" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/05/invelox.jpg?w=300&#038;h=257" width="300" height="257" />La compagnia afferma che queste nuove turbine sono in grado di produrre sei volte più energia di quelle tradizionali. Oltretutto, i costi di produzione di queste turbine risultano inferiori permettendo di produrre energia in grado di competere per costo con quella generata da fonti quali gas naturale e idroelettrico.</p>
</div>
<div>Invelox introduce un nuovo approccio alla generazione di energia eolica perchè non si basa sullo sfruttamento del vento ad alta velocità. Piuttosto, esso cattura ogni più piccola brezza grazie a un portale situato sopra il terreno. Da li viene poi convogliato in un condotto dove guadagna via via maggiore velocità. L&#8217;energia cinetica risultante viene quindi guidata al generatore situato al livello del terreno. Convogliando il flusso d&#8217;aria dalla cima della torre, è possibile generare più potenza con pale quindi più piccole.</p>
</div>
<div>Per quanto concerne la promessa di efficienza di ben sei volte superiore ai sistemi tradizionali, occorre prenderla con cautela. Sheerwind comunica questi dati rilevati secondo le proprie metodologie, queste ultime non divulgate chiaramente quanto ci si auspicherebbe.</p>
</div>
<div>&#8220;Usiamo le stesse turbine, montate sulla cima di una torre, come i sistemi tradizionali&#8221; dichiara l&#8217;azienda a Gizmag. &#8220;Abbiamo misurato la velocità del vento e l&#8217;output generato. Quindi abbiamo riposizionato il generatore e rimisurato la velocità del vento, la velocità del flusso d&#8217;aria convogliato all&#8217;interno del sistema Invelox e la potenza generata. Dopodichè, alla fine dei test durati in misura variabile dai 5 ai 15 giorni, abbiamo confrontato il rapporto potenza/velocità e calcolato l&#8217;energia in kWh. I risultati a seconda dei test hanno quindi rivelato una produzione sempre maggiore rispetto ai sistemi tradizionali, variabile tra +81% e  +660%, con una media di +314%.</p>
</div>
<div>Tra questi, il dato più utile è proprio quest&#8217;ultimo.</p>
</div>
<div><img class="alignright size-medium wp-image-1748" alt="invelox-1" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/05/invelox-1.jpg?w=225&#038;h=300" width="225" height="300" />Oltre alle strepitose performance energetiche e al fatto di poter operare con venti deboli fino a 1 mph (miglio orario), Sheerwind afferma che produrre energia in questo modo costa 750$ in meno per kilowatt installato. Oltre a ciò, i costi operativi sono anchessi minori comparati alla tecnologia eolica tradizionale. Grazie alle sue dimensioni ridotte oltretutto, il sistema è considerato più sicuro per gli uccelli e il resto della fauna selvatica, principio stato a cuore anche ai progettatori della <a href="http://www.gizmag.com/ewicon-bladeless-wind-turbine/26907/">turbina Ewicon senza pale</a>. Finalmente, il sistema rende possibile anche a torri multiple di unirsi in una rete generando energia tramite lo stesso generatore.</p>
<p>La disponibilità su vasta scala delle turbine Invelox è prevista essere per il 2014.</p></div>
<div>
Fonti:  <a href="http://sheerwind.com/media/news/releases">Invelox</a>; <a href="http://www.gizmag.com/invelox-wind-generator/27377/">Gizmag</a></div>
<div></div>
<div>
</div>
<p style="text-align:left;"><a style="text-align:center;" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" rel="license"><img class="aligncenter" alt="Licenza Creative Commons" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/3.0/it/88x31.png" /></a></p>
<p style="text-align:center;">Questo opera è distribuito con <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" rel="license">licenza Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale &#8211; Condividi allo stesso modo 3.0 Italia</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lospiritodeltempo.wordpress.com/1745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lospiritodeltempo.wordpress.com/1745/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lospiritodeltempo.wordpress.com&#038;blog=28201990&#038;post=1745&#038;subd=lospiritodeltempo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/05/13/la-turbina-eolica-invelox-promette-incrementi-di-efficienza-fino-al-600/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/8c9f257c4419ef10f84096edfca7c3d4?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">senryu91</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/energy-banner1.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">energy banner</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/05/invelox.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">invelox</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/05/invelox-1.jpg?w=225" medium="image">
			<media:title type="html">invelox-1</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/3.0/it/88x31.png" medium="image">
			<media:title type="html">Licenza Creative Commons</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>La Bottiglia Filtrante ÖKO della NASA trasforma bibite gassate in acqua naturale</title>
		<link>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/05/06/la-bottiglia-filtrante-oko-della-nasa-trasforma-bibite-gassate-in-acqua-naturale/</link>
		<comments>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/05/06/la-bottiglia-filtrante-oko-della-nasa-trasforma-bibite-gassate-in-acqua-naturale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 May 2013 08:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denis Gobbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News & Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Applicate]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bottiglia]]></category>
		<category><![CDATA[brevetti]]></category>
		<category><![CDATA[brevetto]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza]]></category>
		<category><![CDATA[filtraggio]]></category>
		<category><![CDATA[filtro]]></category>
		<category><![CDATA[h2o]]></category>
		<category><![CDATA[liquidi]]></category>
		<category><![CDATA[liquido]]></category>
		<category><![CDATA[sistema]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lospiritodeltempo.wordpress.com/?p=1733</guid>
		<description><![CDATA[Traduzione a cura di Denis Gobbi La compagnia svizzera ÖKO ha utilizzato la tecnologia di filtrazione della NASA creando una bottiglia capace di trasformare una bibita gassata o qualsiasi altro liquido in acqua potabile. Creata utilizzando materiali super-leggeri, questa bottiglia permette un facile accesso ad acqua pulita, pura e cristallina. E&#8217; sufficiente riempire la bottiglia, aprire il [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lospiritodeltempo.wordpress.com&#038;blog=28201990&#038;post=1733&#038;subd=lospiritodeltempo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/12/applied-sciences-banner.jpg"><img class="aligncenter" title="applied sciences banner" alt="" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/12/applied-sciences-banner.jpg?w=614&#038;h=85" width="614" height="85" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/energy-banner1.jpg"><br />
</a><strong>Traduzione a cura di <a href="http://www.facebook.com/senryu91">Denis Gobbi</a></strong></p>
<p style="text-align:left;"><em>La compagnia svizzera ÖKO ha utilizzato la tecnologia di filtrazione della NASA creando una bottiglia capace di trasformare una bibita gassata o qualsiasi altro liquido in acqua potabile.</em></p>
<p style="text-align:left;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1736" alt="OKO-filtration-demo-537x296" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/05/oko-filtration-demo-537x296.jpg?w=300&#038;h=165" width="300" height="165" />Creata utilizzando materiali super-leggeri, questa bottiglia permette un facile accesso ad acqua pulita, pura e cristallina. E&#8217; sufficiente riempire la bottiglia, aprire il tappo e capovolgerla per vedere il sistema in azione.</p>
<p style="text-align:left;">La bottiglia filtrante ÖKO verrà commercializzata in tre diverse dimensioni, sei colori e tre livelli di filtraggio distinti. Viene così assicurato l&#8217;esatto tipo di filtraggio richiesto in qualsiasi circostanza. I filtri utilizzando un sistema (in attesa di brevetto) sviluppato dalla ÖKO detto &#8220;Upstream Valve&#8221; o &#8220;Valvola a monte/generale&#8221; la quale previene a qualsiasi goccia d&#8217;acqua già filtrata di ritornare indietro nell&#8217;acqua non filtrata e assicurare che ogni singola molecola sia pura, fresca e pulita. Il filtro ÖKO di livello uno è basato sul carbone e punta a ridurre drasticamente il cloro, l&#8217;odore e il sapore del liquido fornendo istantaneamente un flusso limpido e pulito d&#8217;acqua. Il filtro ÖKO di secondo livello è stato sviluppato tramite un finanziamento della NASA per essere impiegato nelle stazioni spaziali e viene descritto come &#8220;lo stato dell&#8217;arte tecnologica nel settore del filtraggio dell&#8217;acqua&#8221;.<em><br />
</em></p>
<p style="text-align:left;"><img class="alignright size-medium wp-image-1737" alt="OKO-H2O-Bottles-e1366739176670" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/05/oko-h2o-bottles-e1366739176670.jpg?w=300&#038;h=181" width="300" height="181" />Il filtro ÖKO di terzo livello differentemente dagli altri viene invece progettato e personalizzato in base alle specifiche esigenze, su larghi volumi solo per elementi noti di un particolare tipo di liquido. In aggiunta al filtro di secondo livello questo supporta i miglioramenti necessari alla creazione di un sistema appropriato per un ambiente estremo.</p>
<p style="text-align:center;"><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='614' height='376' src='http://www.youtube.com/embed/qPihKfUZFT8?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span></p>
<p style="text-align:left;">Fonte: <a href="http://inhabitat.com/okos-nasa-filtration-bottles-turn-sickly-soda-into-drinkable-water/">inhabitat.com</a>; <a href="http://www.okoh2o.com/">oko</a><a href="http://www.karich.cl/?p=601"><br />
</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" rel="license"><img style="border-width:0;" alt="Licenza Creative Commons" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/3.0/it/88x31.png" /></a><br />
Quest&#8217;opera è distribuita con <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" rel="license">licenza Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale &#8211; Condividi allo stesso modo 3.0 Italia</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lospiritodeltempo.wordpress.com/1733/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lospiritodeltempo.wordpress.com/1733/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lospiritodeltempo.wordpress.com&#038;blog=28201990&#038;post=1733&#038;subd=lospiritodeltempo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/05/06/la-bottiglia-filtrante-oko-della-nasa-trasforma-bibite-gassate-in-acqua-naturale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/8c9f257c4419ef10f84096edfca7c3d4?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">senryu91</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/12/applied-sciences-banner.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">applied sciences banner</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/05/oko-filtration-demo-537x296.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">OKO-filtration-demo-537x296</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/05/oko-h2o-bottles-e1366739176670.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">OKO-H2O-Bottles-e1366739176670</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/3.0/it/88x31.png" medium="image">
			<media:title type="html">Licenza Creative Commons</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Aiuta il tuo prossimo, aiuta te stesso</title>
		<link>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/05/05/aiuta-il-tuo-vicino-aiuta-te-stesso/</link>
		<comments>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/05/05/aiuta-il-tuo-vicino-aiuta-te-stesso/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 May 2013 15:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denis Gobbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News & Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Sociali]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[donatore]]></category>
		<category><![CDATA[donatori]]></category>
		<category><![CDATA[emozione]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[gobbi]]></category>
		<category><![CDATA[missisauga]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[prossimo]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[sentimento]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[toronto canada]]></category>
		<category><![CDATA[umani]]></category>
		<category><![CDATA[umano]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[università di toronto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lospiritodeltempo.wordpress.com/?p=1722</guid>
		<description><![CDATA[Traduzione di Denis Gobbi State cercando un modo per migliorare la vostra felicità, l&#8217;autostima e le vostre relazioni interpersonali? Posate subito quel libro di auto-aiuto e tentate di lavorare sul vostro desiderio d&#8217;aiutare chi è in condizione di bisogno! Una nuova ricerca proveniente dall&#8217;Università di Toronto Missisauga (UTM) mostra che le persone inclini ad aiutare [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lospiritodeltempo.wordpress.com&#038;blog=28201990&#038;post=1722&#038;subd=lospiritodeltempo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/social-sciences.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8" title="social sciences" alt="" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/social-sciences.jpg?w=614&#038;h=84" width="614" height="84" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Traduzione di <a href="https://www.facebook.com/senryu91">Denis Gobbi</a><br />
</strong></p>
<div>
<p style="text-align:left;"><em>State cercando un modo per migliorare la vostra felicità, l&#8217;autostima e le vostre relazioni interpersonali? Posate subito quel libro di auto-aiuto e tentate di lavorare sul vostro desiderio d&#8217;aiutare chi è in condizione di bisogno!</em></p>
<div id="attachment_1726" class="wp-caption alignleft" style="width: 155px"><img class="size-full wp-image-1726" alt="Bonnie M. Le - Università di Toronto, Canada" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/05/help-your-neighbor-help-yourself_4562-1366824953.jpg?w=614"   /><p class="wp-caption-text">Bonnie M. Le &#8211; Università di Toronto, Canada</p></div>
<p style="text-align:left;">Una nuova ricerca proveniente dall&#8217;Università di Toronto Missisauga (UTM) mostra che le persone inclini ad aiutare il prossimo sperimentano emozioni positive e benefici sociali che migliorano la loro vita di tutti i giorni.</p>
<p style="text-align:left;">&#8220;Quando si parla di dare aiuto, spesso ci si concentra sulla condizione disinteressata del donatore&#8221; parla Bonnie Le, studente PhD del Dipartimento di Psicologia &#8220;ma durante il nostro studio noi eravamo curiosi di scoprire se essere una persona generosa e disponibile verso gli altri potesse essere realmente ripagante verso se stessi&#8221;.<strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align:left;">Le ed il suo team hanno tracciato 232 persone durante durante i loro studi nel corso di un mese. I partecipanti sono stati prima intervistati per determinare la loro &#8220;predisposizione&#8221; all&#8217;aiuto verso il prossimo. Si è scoperto che la media del punteggio in una scala da 1 a 7 è stato di 5, questo ha indicato il fatto che generalmente le persone sono inclini ad aiutare gli altri.</p>
<p style="text-align:left;">I partecipanti hanno poi completato 3 questionari online a settimana, richiedenti per esempio se avessero provato sensazioni positive quel giorno, se avessero provato amore e soddisfazione nelle relazioni intime con il partner, nelle relazioni con la famiglia, con gli amici e se provassero amore per l&#8217;umanità intera nel suo complesso.</p>
<p style="text-align:left;">&#8220;Le persone orientate all&#8217;aiuto del prossimo generalmente non si aspettano nulla in cambio, ma i nostri studi suggeriscono che sperimentino comunque diversi benefici indiretti&#8221; spiega Le.</p>
<p style="text-align:left;">Lo studio si trova concorde a precedenti ricerche simili dimostranti che aiutare il prossimo fà sentire bene il donatore. Generalmente chi ha maggiormente queste tendenze vive una vita con una più alta autostima e relazioni di qualità più alta.</p>
<p style="text-align:left;">Malgrado molte persone siano orientate all&#8217;aiutare il prossimo, Le fà notare che l&#8217;aiuto non viene offerto come uno scambio diretto. Al contrario il dare e il ricevere aiuto viene regolato dal chi è in uno stato di bisogno.</p>
<p style="text-align:left;">&#8220;Queste persone non hanno una forma mentis &#8211; io ti supporto finchè non passerai questo ostacolo/momento così tu mi dovrai qualcosa dopo -&#8221; dice Le, &#8220;essi sperano di ricevere aiuto anche loro quando ne avranno bisogno, nel frattempo evitano di tenere conto di cosa è dovuto e cosa è stato dato nel corso delle relazioni&#8221;.</p>
<p style="text-align:left;">Le afferma che essere una persona generosa non è necessariamente un sacrificio per la vita personale di un individuo, questi vengono ricompensati con maggiore felicità e legami relazionali più solidi, tutto questo tampona lo stress derivante da queste tendenze.</p>
<p style="text-align:left;">&#8220;Se occorre dare un grosso aiuto a qualcuno, ciò può risultare particolarmente pesante per chi si offre di farlo&#8221; spiega Le, &#8220;ricompense come emozioni positive, il sentirsi soddisfatti e amati nelle relazioni  aiutano a mantenere e aumentare il proprio senso di benessere durante queste attività. Può addirittura spingere non solo ad aiutare chi ci stà vicino, ma anche dei perfetti sconosciuti.</p>
<div id="attachment_1728" class="wp-caption aligncenter" style="width: 355px"><img class="size-full wp-image-1728" alt="Credit: Reddy Aprianto, Flickr" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/05/help-your-neighbor-help-yourself-1366824953.jpg?w=614"   /><p class="wp-caption-text">Credit: Reddy Aprianto, Flickr</p></div>
</div>
<p dir="ltr">Fonti: <a href="http://www.zeitnews.org/social-sciences/society/help-your-neighbor-help-yourself">Zeitnews</a><a href="http://publications.mcgill.ca/medenews/2011/10/12/your-dna-may-carry-a-%E2%80%98memory%E2%80%99-of-your-living-conditions-in-childhood/"><br />
</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" rel="license"><img style="border-width:0;" alt="Licenza Creative Commons" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/3.0/it/88x31.png" /></a><br />
Quest&#8217;opera è distribuita con <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" rel="license">licenza Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale &#8211; Condividi allo stesso modo 3.0 Italia</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lospiritodeltempo.wordpress.com/1722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lospiritodeltempo.wordpress.com/1722/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lospiritodeltempo.wordpress.com&#038;blog=28201990&#038;post=1722&#038;subd=lospiritodeltempo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/05/05/aiuta-il-tuo-vicino-aiuta-te-stesso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/8c9f257c4419ef10f84096edfca7c3d4?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">senryu91</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/social-sciences.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">social sciences</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/05/help-your-neighbor-help-yourself_4562-1366824953.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Bonnie M. Le - Università di Toronto, Canada</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/05/help-your-neighbor-help-yourself-1366824953.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Credit: Reddy Aprianto, Flickr</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/3.0/it/88x31.png" medium="image">
			<media:title type="html">Licenza Creative Commons</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Gli esseri umani provano empatia per i robot</title>
		<link>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/05/01/gli-esseri-umani-provano-empatia-per-i-robot/</link>
		<comments>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/05/01/gli-esseri-umani-provano-empatia-per-i-robot/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 May 2013 13:39:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denis Gobbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Sociali]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[emozione]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[gobbi]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[macchine]]></category>
		<category><![CDATA[magnetica]]></category>
		<category><![CDATA[mente]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[rapporti]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[risonanza magnetica]]></category>
		<category><![CDATA[robot]]></category>
		<category><![CDATA[star trek]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[umani]]></category>
		<category><![CDATA[umano]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lospiritodeltempo.wordpress.com/?p=1717</guid>
		<description><![CDATA[Traduzione di Denis Gobbi Scansioni fMRI (scansioni funzionali a risonanza magnetica) del cervello mostrano le stesse reazioni quando un robot viene minacciato allo stesso modo degli esseri umani Washington, DC (18 Aprile 2013) &#8211; Partendo dal T-101 fino a Data di Star Trek ci si è cominciati a porre l&#8217;immaginario dilemma di come e se [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lospiritodeltempo.wordpress.com&#038;blog=28201990&#038;post=1717&#038;subd=lospiritodeltempo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/social-sciences.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8" title="social sciences" alt="" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/social-sciences.jpg?w=614&#038;h=84" width="614" height="84" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Traduzione di <a href="https://www.facebook.com/senryu91">Denis Gobbi</a><br />
</strong></p>
<div>
<p style="text-align:left;"><em>Scansioni fMRI (scansioni funzionali a risonanza magnetica) del cervello mostrano le stesse reazioni quando un robot viene minacciato allo stesso modo degli esseri umani</em></p>
<div id="attachment_1719" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1719" alt="Immagine: Linda Bucklin / Shutterstock" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/05/humans-feel-empathy-robots-1366987974.jpg?w=300&#038;h=202" width="300" height="202" /><p class="wp-caption-text">Immagine: Linda Bucklin / Shutterstock</p></div>
<p style="text-align:left;">Washington, DC (18 Aprile 2013) &#8211; Partendo dal T-101 fino a Data di Star Trek ci si è cominciati a porre l&#8217;immaginario dilemma di come e se fosse possibile entrare in empatia con i robot. Questi ultimi stanno infatti realmente irrompendo nelle nostre vite. Giocattoli come i Furbies o i robot che puliscono casa e tagliano l&#8217;erba del giardino sono solo l&#8217;inizio, ma sul piano umano cosa proviamo per questi oggetti non-senzienti? In un recente studio i ricercatori dell&#8217;Università di Duisburg Esse hanno scoperto che gli esseri umani hanno reazioni cerebrali simili quando gli vengono mostrate immagini di violenza o affetto verso esseri umani e robot.</p>
<p style="text-align:left;">Astrid Rosenthal-von der Pütten, Nicole Krämer e Matthias Brand presenteranno le loro scoperte alla 63° conferenza annuale dell&#8217;Associazione Internazionale della Comunicazione a Londra. Rosenthal-von der Pütten, Krämer e Brand hanno condotto due studi. Nel primo 40 volontari hanno guardato video di un piccolo robot-dinosauro trattato affettuasamente o violentemente e misurato il loro livello di tensione psico-fisiologica oltre a porre domande sul loro stato emozionale direttamente dopo la visione. I partecipanti hanno rivelato di sentirsi peggio dopo il video dove il robot veniva abusato, mostrando anche un maggior livello di eccitazione psico-fisiologica.</p>
<p style="text-align:left;">Il secondo studio è stato condotto invece in collaborazione con l&#8217;Istituto di Risonanza Magnetica Erwin L. Hahn di Essen tramite scansioni funzionali a risonanza magnetica (fMRI) per investigare sulle diversità correlazionali tra i rapporti tra esseri umani e quelli umano-robot. Ai 14 partecipanti è stato presentato un video con un essere umano, un robot e un&#8217;oggetto inanimato ancora una volta trattati a volte con affetto altre volte invece in maniera violenta. Le interazioni affettuose verso l&#8217;essere umano e il robot hanno prodotto modelli di reazioni neuronali simili nelle strutture limbiche, indicanti reazioni emozionali simili. Quando invece sono state comparate le reazioni in merito alle immagini riguardanti comportamenti abusanti nei confronti dei soggetti, le differenze nell&#8217;attività neuronale hanno suggerito come i partecipanti provassero un impatto empatico negativo più forte nei confronti dell&#8217;essere umano trattato violentemente.<em><br />
</em></p>
<p style="text-align:left;">La grande utilità di queste ricerche in ambito di rapporti tra esseri umani e robot sta soprattutto nell&#8217;aiuto che daranno allo sviluppo di modelli emozionali da implementare nei sistemi robotici. Questi studi porteranno a test aventi maggiore credibilità e naturalezza, capacità di influenzare positivamente i partecipanti e di divertirli durante le interazioni con i robot. C&#8217;è ancora poca conoscenza infatti di come gli esseri umani percepiscano le &#8220;emozioni&#8221; robotiche e di come reagiscano di conseguenza. Le persone hanno spesso problemi nell&#8217;esprimere il loro stato emozionale verbalmente o trovano strano il dover spiegare quello che provano nel relazionarsi con un robot. Lo studio di Rosenthal-von der Pütten e Krämer utilizza sistemi di misurazione più oggettivi riguardo gli stati emozionali come l&#8217;eccitazione fisiologica e l&#8217;attività cerebrale, processi strettamente legati al processo emozionale.</p>
<p style="text-align:left;">Rosenthal-von der Pütten afferma:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:left;">Uno degli obiettivi della ricerca robotica consiste nello sviluppare compagni artificiali che stabiliscano relazioni durature con la controparte umana, in questo modo possono risultare strumenti utili e benevoli. Potrebbero assistere persone anziane nelle faccende giornaliere e permettergli di vivere più a lungo autonomamente nelle loro case, aiutare le persone disabili nel loro ambiente o ancora mantenere i pazienti impegnati durante il processo di riabilitazione.</p>
</blockquote>
<p style="text-align:left;">e ancora</p>
<blockquote>
<p style="text-align:left;">Uno dei problemi più comuni riguarda il fatto che una tecnologia può essere eccitante inizialmente, ma questo effetto svanisce specialmente quando la si comincia ad applicare a compiti noiosi e ripetitivi come la riabilitazione. Lo sviluppo e l&#8217;implementazione di abilità prima ritenute esclusivamente umane nei robot come la teoria della mente, l&#8217;emozione e l&#8217;empatia vengono considerati come aventi il potenziale per risolvere questo dilemma.</p>
</blockquote>
<p style="text-align:left;">Ricordiamo che Astrid Rosenthal-von der Pütten e Nicole Krämer presenteranno &#8220;Inchiesta sull&#8217;empatia tra esseri umani e robot utilizzando misure psicofisiologiche e fMRI&#8221; alla 63° conferenza annuale dell&#8217;Associazione Internazionale della Comunicazione a Londra, Inghilterra, dal 17 al 21 Giugno.</p>
</div>
<p dir="ltr">Fonti: <a href="http://www.eurekalert.org/pub_releases/2013-04/ica-hfe041813.php">Eurekalert</a>, <a href="http://www.icahdq.org/">ICA</a><a href="http://publications.mcgill.ca/medenews/2011/10/12/your-dna-may-carry-a-%E2%80%98memory%E2%80%99-of-your-living-conditions-in-childhood/"><br />
</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" rel="license"><img style="border-width:0;" alt="Licenza Creative Commons" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/3.0/it/88x31.png" /></a><br />
Questo opera è distribuito con <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" rel="license">licenza Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale &#8211; Condividi allo stesso modo 3.0 Italia</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lospiritodeltempo.wordpress.com/1717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lospiritodeltempo.wordpress.com/1717/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lospiritodeltempo.wordpress.com&#038;blog=28201990&#038;post=1717&#038;subd=lospiritodeltempo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/05/01/gli-esseri-umani-provano-empatia-per-i-robot/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/8c9f257c4419ef10f84096edfca7c3d4?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">senryu91</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/social-sciences.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">social sciences</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/05/humans-feel-empathy-robots-1366987974.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">Immagine: Linda Bucklin / Shutterstock</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/3.0/it/88x31.png" medium="image">
			<media:title type="html">Licenza Creative Commons</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Siemens e Volvo riducono i tempi di ricarica delle auto elettriche a 90 minuti</title>
		<link>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/26/siemens-e-volvo-riducono-i-tempi-di-ricarica-delle-auto-elettriche-a-90-minuti/</link>
		<comments>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/26/siemens-e-volvo-riducono-i-tempi-di-ricarica-delle-auto-elettriche-a-90-minuti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 14:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denis Gobbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News & Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[automobili]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
		<category><![CDATA[batterie]]></category>
		<category><![CDATA[C30]]></category>
		<category><![CDATA[carica]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza]]></category>
		<category><![CDATA[elettricità]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[EV]]></category>
		<category><![CDATA[gobbi]]></category>
		<category><![CDATA[infrastruttura]]></category>
		<category><![CDATA[infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[ioni]]></category>
		<category><![CDATA[ioni di litio]]></category>
		<category><![CDATA[leasing]]></category>
		<category><![CDATA[litio]]></category>
		<category><![CDATA[macchine]]></category>
		<category><![CDATA[nedc]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo motore]]></category>
		<category><![CDATA[presa]]></category>
		<category><![CDATA[ricarica]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[telaio]]></category>
		<category><![CDATA[trifase]]></category>
		<category><![CDATA[veicoli]]></category>
		<category><![CDATA[veicoli elettrici]]></category>
		<category><![CDATA[veicolo]]></category>
		<category><![CDATA[veicolo elettrico]]></category>
		<category><![CDATA[velocità massima]]></category>
		<category><![CDATA[Volvo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lospiritodeltempo.wordpress.com/?p=1692</guid>
		<description><![CDATA[Traduzione a cura di Denis Gobbi Quando l&#8217;argomento riguarda i veicoli elettrici, la conversazione prima o poi verte sempre su autonomia, infrastrutture e tempi di ricarica. Per tentare di risolvere quest&#8217;ultimo problema, Volvo e Siemes hanno congiuntamente sviluppato un nuovo sistema di ricarica rapida che permette di raggiungere la massima autonomia in appena 90 minuti. [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lospiritodeltempo.wordpress.com&#038;blog=28201990&#038;post=1692&#038;subd=lospiritodeltempo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><a href="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/transportation-banner.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-43" title="transportation banner" alt="" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/transportation-banner.jpg?w=614&#038;h=85" width="614" height="85" /></a> <strong></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Traduzione a cura di <a href="http://www.facebook.com/senryu91">Denis Gobbi</a><a href="http://www.facebook.com/lorenzomicali93"><br />
</a></strong></p>
<p><em>Quando l&#8217;argomento riguarda i veicoli elettrici, la conversazione prima o poi verte sempre su autonomia, infrastrutture e tempi di ricarica. Per tentare di risolvere quest&#8217;ultimo problema, Volvo e Siemes hanno congiuntamente sviluppato un nuovo sistema di ricarica rapida che permette di raggiungere la massima autonomia in appena 90 minuti.</em></p>
<div id="attachment_1693" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-11.jpg"><img class="size-medium wp-image-1693" alt="Il sistema di ricarica veloce utilizza una presa trifase per rendere disponibile un'autonomia di circa 164km in 1,5 ore." src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-11.jpg?w=300&#038;h=224" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Il sistema di ricarica veloce utilizza una presa trifase per rendere disponibile un&#8217;autonomia di circa 164km in 1,5 ore.</p></div>
<p>Il nuovo sistema di ricarica rapida da 22kW montato sulla <a href="http://www.volvocars.com/intl/campaigns/electric/pages/default.aspx">Volvo C30 Elettrica</a> è il primo caricatore trifase al mondo ad essere montato su un&#8217;auto. Il sistema di ricarica è abbastanza piccolo da poter essere montato innocuamente all&#8217;interno del veicolo e utilizza una presa trifase per fornire abbastanza carica da permettere di percorrere 164km dopo appena 90 minuti di ricarica (in base al &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/New_European_Driving_Cycle">NEDC</a> certification driving cycle&#8221; ovvero Nuovo Ciclo di Guida Europeo). Comparata ad una presa 230V a singola fase casalinga, questo processo di ricarica richiederebbe dalle 8 alle 10 ore di tempo.</p>
<p>Il nuovo motore targato Siemens sviluppa una potenza di picco di 89kW (120hp) e una coppia di 250Nm per muovere le ruote della Volvo. Ciò permette a questo veicolo elettrico (comunemente detto &#8220;EV&#8221; = Electric Vehicle/Veicolo elettrico in inglese) una velocità massima di 125km/h e un&#8217;accellerazione da 0 a 70km/h in appena 5.9 secondi. L&#8217;autonomia è riportata essere 163km a piena carica.</p>
<div id="attachment_1699" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-12.jpg"><img class="size-medium wp-image-1699" alt="La targhetta elettrica frontale è l'unico modo per distinguerla dalla folla" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-12.jpg?w=300&#038;h=224" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">La targhetta elettrica frontale è l&#8217;unico modo per distinguerla dalla folla</p></div>
<p>Durante la ricarica viene usata una presa a 400V e 10A–32A, questo il segreto della &#8220;super ricarica&#8221;, purtroppo se presente solo una normale presa di corrente, dovrete attendere fino a 10 ore. Essenzialmente l&#8217;elevato output di energia è fondamentale per avere tempi di ricarica brevi. Quindi, ancora una volta, l&#8217;infrastruttura gioca un ruolo fondamentale per la diffusione di questa tecnologia.</p>
<p>Uno sportello sulla griglia frontale è il luogo dove avviene il collegamento al dispositivo per la ricarica localizzato sotto al cofano. Da qui vengono alimentate le batterie agli ioni di litio da 24kWh disposte nel telaio dell&#8217;auto. Il consumo energetico della C30 è stimato intorno ai 17.5 kWh/100 km. All&#8217;interno di questa berlina 5 porte, il solo indizio rivelatore del fatto che si tratti di un veicolo elettrico consiste nella corta leva del cambio in alluminio satinato. Le sole opzioni retro/folle/guida presenti rendono la guida semplice. La C30 pesa 1&#8217;725kg di cui ben 330kg costituiti dal solo gruppo batteria.</p>
<p>Siglato nell&#8217;agosto del 2011, il mandato di cooperazione tra Volvo e Siemens ha avuto come obiettivo lo sviluppo di sistemi e veicoli elettrici innovativi.</p>
<blockquote><p>L&#8217;aggiunta di questo dispositivo per la ricarica rapida consentirà di aumentare considerevolmente il tempo ed il chilometraggio giornaliero per questa categoria di veicoli. Renderà possibile l&#8217;abattimento dei costi di gestione, anche una piccola ricarica di 10 minuti può estendere l&#8217;autonomia per altri 20km di guida.</p></blockquote>
<p>-<em>Lennart Stegland, </em>Vice-Presidente di &#8220;Electric Propulsion Systems&#8221; del gruppo Volvo</p>
<p>I clienti leasing nell&#8217;europa continentale avranno l&#8217;opportunità di guidare e valutare una flotta di 100 Volvo C30 completamente elettriche nei prossimi mesi, Volvo assicura inoltre che questa tecnologia verrà applicata a tutti i veicoli elettrici prodotti in futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>

<a href='http://lospiritodeltempo.wordpress.com/?attachment_id=1703' title='volvosiemenselectric-23'><img data-liked='0' data-reblogged='0' data-attachment-id="1703" data-orig-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-23.jpg" data-orig-size="770,544" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="volvosiemenselectric-23" data-image-description="&lt;p&gt;Durante la ricarica viene usata una presa a 400V e 10A–32A&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-23.jpg?w=300" data-large-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-23.jpg?w=614" width="150" height="105" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-23.jpg?w=150&#038;h=105" class="attachment-thumbnail" alt="Durante la ricarica viene usata una presa a 400V e 10A–32A" /></a>
<a href='http://lospiritodeltempo.wordpress.com/?attachment_id=1702' title='volvosiemenselectric-21'><img data-liked='0' data-reblogged='0' data-attachment-id="1702" data-orig-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-21.jpg" data-orig-size="502,668" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="volvosiemenselectric-21" data-image-description="&lt;p&gt;Una veloce ricarica di 10 minuti permette altri 20km di autonomia&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-21.jpg?w=225" data-large-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-21.jpg?w=502" width="112" height="150" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-21.jpg?w=112&#038;h=150" class="attachment-thumbnail" alt="Una veloce ricarica di 10 minuti permette altri 20km di autonomia" /></a>
<a href='http://lospiritodeltempo.wordpress.com/?attachment_id=1701' title='volvosiemenselectric-19'><img data-liked='0' data-reblogged='0' data-attachment-id="1701" data-orig-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-19.jpg" data-orig-size="770,577" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="volvosiemenselectric-19" data-image-description="&lt;p&gt;Il nuovo sistema di ricarica da 22kw di cui è equipaggiata la Volvo C30 è il primo caricatore trifase al mondo ad essere montato su un&#8217;auto&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-19.jpg?w=300" data-large-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-19.jpg?w=614" width="150" height="112" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-19.jpg?w=150&#038;h=112" class="attachment-thumbnail" alt="Il nuovo sistema di ricarica da 22kw di cui è equipaggiata la Volvo C30 è il primo caricatore trifase al mondo ad essere montato su un&#039;auto" /></a>
<a href='http://lospiritodeltempo.wordpress.com/?attachment_id=1700' title='volvosiemenselectric-15'><img data-liked='0' data-reblogged='0' data-attachment-id="1700" data-orig-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-15.jpg" data-orig-size="770,576" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="volvosiemenselectric-15" data-image-description="&lt;p&gt;La C30 pesa 1&#8217;725kg di cui 330kg di gruppo batteria&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-15.jpg?w=300" data-large-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-15.jpg?w=614" width="150" height="112" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-15.jpg?w=150&#038;h=112" class="attachment-thumbnail" alt="La C30 pesa 1&#039;725kg di cui 330kg di gruppo batteria" /></a>
<a href='http://lospiritodeltempo.wordpress.com/?attachment_id=1698' title='volvosiemenselectric-18'><img data-liked='0' data-reblogged='0' data-attachment-id="1698" data-orig-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-18.jpg" data-orig-size="770,513" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="volvosiemenselectric-18" data-image-description="&lt;p&gt;La C30 è capace di accellerare da 0 a 70km/h in 5.9 secondi&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-18.jpg?w=300" data-large-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-18.jpg?w=614" width="150" height="99" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-18.jpg?w=150&#038;h=99" class="attachment-thumbnail" alt="La C30 è capace di accellerare da 0 a 70km/h in 5.9 secondi" /></a>
<a href='http://lospiritodeltempo.wordpress.com/?attachment_id=1697' title='volvosiemenselectric-10'><img data-liked='0' data-reblogged='0' data-attachment-id="1697" data-orig-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-10.jpg" data-orig-size="769,555" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="volvosiemenselectric-10" data-image-description="&lt;p&gt;Il nuovo motore Siemens possiede una potenza di picco di 89kW (120hp) e una coppia di 250Nm&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-10.jpg?w=300" data-large-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-10.jpg?w=614" width="150" height="108" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-10.jpg?w=150&#038;h=108" class="attachment-thumbnail" alt="Il nuovo motore Siemens possiede una potenza di picco di 89kW (120hp) e una coppia di 250Nm" /></a>
<a href='http://lospiritodeltempo.wordpress.com/?attachment_id=1696' title='volvosiemenselectric-9'><img data-liked='0' data-reblogged='0' data-attachment-id="1696" data-orig-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-9.jpg" data-orig-size="770,577" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="volvosiemenselectric-9" data-image-description="&lt;p&gt;Il sistema di ricarica è abbastanza piccolo da poter rimanere sotto il cofano e ci si aspetta di poterlo montare posteriormente in un futuro prossimo.&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-9.jpg?w=300" data-large-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-9.jpg?w=614" width="150" height="112" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-9.jpg?w=150&#038;h=112" class="attachment-thumbnail" alt="Il sistema di ricarica è abbastanza piccolo da poter rimanere sotto il cofano e ci si aspetta di poterlo montare posteriormente in un futuro prossimo." /></a>
<a href='http://lospiritodeltempo.wordpress.com/?attachment_id=1695' title='volvosiemenselectric-1'><img data-liked='0' data-reblogged='0' data-attachment-id="1695" data-orig-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-1.jpg" data-orig-size="770,577" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="volvosiemenselectric-1" data-image-description="" data-medium-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-1.jpg?w=300" data-large-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-1.jpg?w=614" width="150" height="112" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-1.jpg?w=150&#038;h=112" class="attachment-thumbnail" alt="Il sistema di ricarica veloce riduce significamente i tempi di carica, anche se è richiesta una presa trifase." /></a>
<a href='http://lospiritodeltempo.wordpress.com/?attachment_id=1694' title='volvosiemenselectric-0'><img data-liked='0' data-reblogged='0' data-attachment-id="1694" data-orig-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-0.jpg" data-orig-size="770,577" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="volvosiemenselectric-0" data-image-description="&lt;p&gt;La leva del cambio in alluminio satinato della Volvo C30&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-0.jpg?w=300" data-large-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-0.jpg?w=614" width="150" height="112" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-0.jpg?w=150&#038;h=112" class="attachment-thumbnail" alt="La leva del cambio in alluminio satinato della Volvo C30" /></a>

<p>Fonte: <a href="http://www.gizmag.com/siemens-volvo-c30-fast-charger/27237/">gizmag.com</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" rel="license"><img class="aligncenter" style="border-width:0;" alt="Licenza Creative Commons" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/3.0/it/88x31.png" width="88" height="31" /></a><br />
Questo opera è distribuito con <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" rel="license">licenza Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale &#8211; Condividi allo stesso modo 3.0 Italia</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lospiritodeltempo.wordpress.com/1692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lospiritodeltempo.wordpress.com/1692/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lospiritodeltempo.wordpress.com&#038;blog=28201990&#038;post=1692&#038;subd=lospiritodeltempo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/26/siemens-e-volvo-riducono-i-tempi-di-ricarica-delle-auto-elettriche-a-90-minuti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/8c9f257c4419ef10f84096edfca7c3d4?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">senryu91</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/transportation-banner.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">transportation banner</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-11.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">Il sistema di ricarica veloce utilizza una presa trifase per rendere disponibile un&#039;autonomia di circa 164km in 1,5 ore.</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-12.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">La targhetta elettrica frontale è l&#039;unico modo per distinguerla dalla folla</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/volvosiemenselectric-1.jpg?w=150" medium="image">
			<media:title type="html">Il sistema di ricarica veloce riduce significamente i tempi di carica, anche se è richiesta una presa trifase.</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/3.0/it/88x31.png" medium="image">
			<media:title type="html">Licenza Creative Commons</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Gi impiegati nel solare negli U.S.A. superano gli impiegati nel settore del carbone</title>
		<link>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/25/gi-impiegati-nel-solare-negli-u-s-a-superano-gli-impiegati-nel-settore-del-carbone/</link>
		<comments>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/25/gi-impiegati-nel-solare-negli-u-s-a-superano-gli-impiegati-nel-settore-del-carbone/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 16:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denis Gobbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[News & Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[america]]></category>
		<category><![CDATA[arizona]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[california]]></category>
		<category><![CDATA[costruzione]]></category>
		<category><![CDATA[denaro]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[economia americana]]></category>
		<category><![CDATA[elettricità]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[gobbi]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[industrie]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[lavori]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[mappa interattiva]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[solare]]></category>
		<category><![CDATA[sole]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lospiritodeltempo.wordpress.com/?p=1678</guid>
		<description><![CDATA[Traduzione a cura di Denis Gobbi Un&#8217;industria in rapida ascesa La &#8220;Solar Foundation&#8220;, la quale negli ultimi anni si è impegnata nel rilasciare regolarmente rapporti sullo stato dell&#8217;industria fotovoltaica negli Stati Uniti, ha recentemente rilasciato una mappa interattiva ben realizzata che illustra con chiarezza le statistiche di ogni stato della federazione. Questo ci permette di constatare come esistano [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lospiritodeltempo.wordpress.com&#038;blog=28201990&#038;post=1678&#038;subd=lospiritodeltempo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/energy-banner1.jpg"><img title="energy banner" alt="" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/energy-banner1.jpg?w=614&#038;h=85" width="614" height="85" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Traduzione a cura di <a href="http://www.facebook.com/senryu91">Denis Gobbi</a></strong></p>
<div><em>Un&#8217;industria in rapida ascesa</em></div>
<div></div>
<div>
<div id="attachment_1679" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1679" alt="Flickr/CC BY-ND 2.0" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/solar-panels-installers-01-492x0_q85_crop-smart-1.jpg?w=300&#038;h=225" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text"><a href="http://www.flickr.com/photos/smgerdes/3100613537/sizes/l/in/photostream/">Flickr</a>/<a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/deed.en">CC BY-ND 2.0</a></p></div>
<p>La &#8220;<a href="http://thesolarfoundation.org/">Solar Foundation</a>&#8220;, la quale negli ultimi anni si è impegnata nel rilasciare regolarmente rapporti sullo stato dell&#8217;industria fotovoltaica negli Stati Uniti, ha recentemente rilasciato una <a href="http://thesolarfoundation.org/solarstates">mappa interattiva</a> ben realizzata che illustra con chiarezza le statistiche di ogni stato della federazione. Questo ci permette di constatare come esistano solamente 80 posti di lavoro in questo settore in Alaska (non molto sorprendente) ma ben 43&#8217;000 in California. Mettendo insieme tutti i 50 stati, scopriamo che questo settore impiega 119&#8217;000 persone, con una crescita del 13,2% avvenuta durante il 2012.</div>
<div>Un altra interessante comparazione utile per farsi un&#8217;idea del peso di questo settore nell&#8217;economia americana è quella tra i posti di lavoro qui impiegati rispetto agli altri settori. In questo modo, la Solar Foundation ha scoperto che i lavoratori nel solare hanno superato come quantità quella degli allevatori nello stato del Texas o quelli impiegati nell&#8217;industria del cinema in California e che, sommando i lavoratori in tutti e 50 gli stati, essi superano come numero i minatori impiegati nelle miniere di carbone di tutti gli Stati Uniti.</div>
<div></div>
<div>
<div id="attachment_1680" class="wp-caption aligncenter" style="width: 502px"><a href="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/solar-foundation-california-png-492x0_q85_crop-smart.jpg"><img class="size-full wp-image-1680" alt="Screen tratto da http://thesolarfoundation.org/solarstates" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/solar-foundation-california-png-492x0_q85_crop-smart.jpg?w=614"   /></a><p class="wp-caption-text">Screen tratto da <a href="http://thesolarfoundation.org/solarstates" rel="nofollow">http://thesolarfoundation.org/solarstates</a></p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>I 3 stati che guidano la classifica sono La California, l&#8217;Arizona e il New Jersey.</p>
<p>&nbsp;</p>

<a href='http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/25/gi-impiegati-nel-solare-negli-u-s-a-superano-gli-impiegati-nel-settore-del-carbone/state_jobs_subsector_graphic_1_0-png-492x0_q85_crop-smart/' title='State_Jobs_Subsector_Graphic_1_0.png.492x0_q85_crop-smart'><img data-liked='0' data-reblogged='0' data-attachment-id="1682" data-orig-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/state_jobs_subsector_graphic_1_0-492x0_q85_crop-smart.png" data-orig-size="492,369" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="State_Jobs_Subsector_Graphic_1_0.png.492x0_q85_crop-smart" data-image-description="&lt;p&gt;Screen tratto da http://thesolarfoundation.org/solarstates&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/state_jobs_subsector_graphic_1_0-492x0_q85_crop-smart.png?w=300" data-large-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/state_jobs_subsector_graphic_1_0-492x0_q85_crop-smart.png?w=492" width="150" height="112" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/state_jobs_subsector_graphic_1_0-492x0_q85_crop-smart.png?w=150&#038;h=112" class="attachment-thumbnail" alt="State_Jobs_Subsector_Graphic_1_0.png.492x0_q85_crop-smart" /></a>
<a href='http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/25/gi-impiegati-nel-solare-negli-u-s-a-superano-gli-impiegati-nel-settore-del-carbone/state_jobs_heat_map_w_top_ten_states_3-png-492x0_q85_crop-smart/' title='State_Jobs_Heat_Map_w_Top_Ten_States_3.png.492x0_q85_crop-smart'><img data-liked='0' data-reblogged='0' data-attachment-id="1681" data-orig-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/state_jobs_heat_map_w_top_ten_states_3-492x0_q85_crop-smart.png" data-orig-size="492,369" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="State_Jobs_Heat_Map_w_Top_Ten_States_3.png.492x0_q85_crop-smart" data-image-description="&lt;p&gt;Screen tratto da http://thesolarfoundation.org/solarstates&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/state_jobs_heat_map_w_top_ten_states_3-492x0_q85_crop-smart.png?w=300" data-large-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/state_jobs_heat_map_w_top_ten_states_3-492x0_q85_crop-smart.png?w=492" width="150" height="112" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/state_jobs_heat_map_w_top_ten_states_3-492x0_q85_crop-smart.png?w=150&#038;h=112" class="attachment-thumbnail" alt="Screen tratto da http://thesolarfoundation.org/solarstates" /></a>

<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1683" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1683" alt="Flickr/CC BY-ND 2.0" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/solar-panels-installers-02-492x0_q85_crop-smart.jpg?w=300&#038;h=225" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text"><a href="http://www.flickr.com/photos/smgerdes/3101452000/sizes/l/in/photostream/">Flickr</a>/<a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/deed.en">CC BY-ND 2.0</a><span style="font-size:13px;line-height:19px;"></span></p></div>
<p>La <a href="http://thesolarfoundation.org/solarstates">mappa interattiva</a> permette di approfondire i dati relativi ai singoli stati cliccando su &#8220;more&#8221;. Una delle statistiche più interessanti riguarda la quantità di aziende operanti nel settore: in California più di 1&#8217;700! Forniscono inoltre tutti gli obbiettivi che lo stato si è posto di raggiungere in materia di energie rinnovabili, fondi destinati al settore etc. (se disponibili).</p>
<p>Un&#8217;altra interessante statistica sull&#8217;Arizona:</p>
<p>L&#8217;Arizona ha fatto un&#8217;incredibile balzo per quanto riguardano gli impiegati nel settore dell&#8217;energia solare (dai 4&#8217;786 del 2011 ai 9&#8217;800 di quest&#8217;anno), perlopiù grazie al completamento di diversi progetti di impianti solari di grandi dimensioni. Sebbene la California abbia installato una maggior quantità di pannelli solari durante l&#8217;ultimo anno rispetto all&#8217;Arizona, questi ultimi sono costituiti per la maggior parte da impianti di grandi dimensioni spesso legati al settore edilizio residenziale e industriale. Se diminuissero gli investimenti nell&#8217;edilizia e il settore entrasse in depressione, i lavoratori impiegati nel fotovoltaico in questo stato potrebbero faticare a ritrovare un impiego.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/first-solar-factory-photo-01.jpg"><img class="size-medium wp-image-1684 aligncenter" alt="first-solar-factory-photo-01" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/first-solar-factory-photo-01.jpg?w=300&#038;h=193" width="300" height="193" /></a></p>
<p style="text-align:left;">La maggioranza dei posti di lavoro in questo settore sono impiegati nella fase di installazione. Certo non si guadagna come ad essere un manager di un fondo d&#8217;investimento, ma la paga aggirandosi attorno ai 38k$/anno (attorno ai 18$ l&#8217;ora) rimane comunque sopra il salario medio nazionale di 34&#8217;750$ all&#8217;anno e, via via che l&#8217;industria cresce (e siamo solo agli inizi) esiste la reale possibilità che la scarsità di lavoratori qualificati possa portare ad un incremento dei salari come storicamente accaduto in molte altre industrie in rapida crescita.</p>
</div>
<p style="text-align:left;">Fonti:  <a href="http://www.treehugger.com/green-jobs/america-now-has-more-solar-energy-workers-coal-miners.html">treehugger.com</a></p>
<p style="text-align:left;"><a style="text-align:center;" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" rel="license"><img class="aligncenter" alt="Licenza Creative Commons" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/3.0/it/88x31.png" /></a></p>
<p style="text-align:center;">Questo opera è distribuito con <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" rel="license">licenza Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale &#8211; Condividi allo stesso modo 3.0 Italia</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lospiritodeltempo.wordpress.com/1678/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lospiritodeltempo.wordpress.com/1678/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lospiritodeltempo.wordpress.com&#038;blog=28201990&#038;post=1678&#038;subd=lospiritodeltempo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/25/gi-impiegati-nel-solare-negli-u-s-a-superano-gli-impiegati-nel-settore-del-carbone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/8c9f257c4419ef10f84096edfca7c3d4?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">senryu91</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/energy-banner1.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">energy banner</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/solar-panels-installers-01-492x0_q85_crop-smart-1.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">Flickr/CC BY-ND 2.0</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/solar-foundation-california-png-492x0_q85_crop-smart.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Screen tratto da http://thesolarfoundation.org/solarstates</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/solar-panels-installers-02-492x0_q85_crop-smart.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">Flickr/CC BY-ND 2.0</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/first-solar-factory-photo-01.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">first-solar-factory-photo-01</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/3.0/it/88x31.png" medium="image">
			<media:title type="html">Licenza Creative Commons</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Tokelau è il primo paese ad essere alimentato al 100% da energie rinnovabili</title>
		<link>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/24/tokelau-e-il-primo-paese-ad-essere-alimentato-al-100-da-energie-rinnovabili/</link>
		<comments>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/24/tokelau-e-il-primo-paese-ad-essere-alimentato-al-100-da-energie-rinnovabili/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 08:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denis Gobbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[News & Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[arcipelago]]></category>
		<category><![CDATA[biocombustibile]]></category>
		<category><![CDATA[bioconbustibili]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[diesel]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza]]></category>
		<category><![CDATA[elettricità]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[generatore]]></category>
		<category><![CDATA[generatori]]></category>
		<category><![CDATA[isola]]></category>
		<category><![CDATA[isolate]]></category>
		<category><![CDATA[isolato]]></category>
		<category><![CDATA[isole]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[solare]]></category>
		<category><![CDATA[sole]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lospiritodeltempo.wordpress.com/?p=1664</guid>
		<description><![CDATA[Traduzione a cura di Denis Gobbi Tokelau, un piccolo paese situato nel bel mezzo dell&#8217;Oceano Pacifico costituito da una catena di isole comunemente dette &#8220;atolli&#8221; è la prima nazione al mondo che è riuscita nell&#8217;impresa di creare tutta la sua energia tramite fonti rinnovabili, in questo caso soprattutto energia solare. Il paese è amministrato dal [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lospiritodeltempo.wordpress.com&#038;blog=28201990&#038;post=1664&#038;subd=lospiritodeltempo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/energy-banner1.jpg"><img title="energy banner" alt="" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/energy-banner1.jpg?w=614&#038;h=85" width="614" height="85" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Traduzione a cura di <a href="http://www.facebook.com/senryu91">Denis Gobbi</a></strong></p>
<div><em>Tokelau, un piccolo paese situato nel bel mezzo dell&#8217;Oceano Pacifico costituito da una catena di isole comunemente dette &#8220;atolli&#8221; è la prima nazione al mondo che è riuscita nell&#8217;impresa di creare tutta la sua energia tramite fonti rinnovabili, in questo caso soprattutto energia solare. Il paese è amministrato dal governo della Nuova Zelanda, che ha investito 7 milioni di dollari nella transizione da fonti fossili a quele rinnovabili, sconfiggendo la dipendenza da generatori diesel.</em></div>
<div></div>
<div></div>
<blockquote>
<div>Tokelau soffriva in passato con un sistema energetico molto costoso e per nulla rispettoso dell&#8217;ambiente. E&#8217; pur vero che una remota, soleggiata isola con 1500 abitanti non è paragonabile alle città più densamente abitate del mondo e ancor meno alle regioni meno densamente abitate ma più sviluppate. Tuttavia anche alle regioni più remote del mondo occorre energia e spesso esse la ottengono tramite il funzionamento di inquinanti e inefficienti generatori diesel o a gasolio che &#8220;succhiano&#8221; letteralmente risorse economiche limitate impattando enormemente sull&#8217;ambiente.  Come se non bastasse, il trasporto di questi combustibili liquidi verso aree isolate come queste implicano enormi costi di trasporto e un alto impatto ambientale.</div>
<div><strong>- Popular Science</strong></div>
<div></div>
</blockquote>
<div>
<div id="attachment_1665" class="wp-caption aligncenter" style="width: 535px"><a href="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/tokelau-first-country-achieve-100-renewable-solar-power-1366653383.jpeg"><img class="size-full wp-image-1665" alt="L'atollo di Atafu, appartenente a Tokelau visto dallo spazio (Johnson Space Center della NASA)" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/tokelau-first-country-achieve-100-renewable-solar-power-1366653383.jpeg?w=614"   /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;atollo di Atafu, appartenente a Tokelau visto dallo spazio (Johnson Space Center della NASA)</p></div>
</div>
<div></div>
<div>Per i residenti di Tokelau, l&#8217;energia solare stà liberando risorse che ora vengono destinate ad altri programmi per lo sviluppo della comunità. Si stà migliorando la bilancia ecologica di tre bellissime isole. Si stanno illustrando al mondo intero le potenzialità dell&#8217;energia solare. Il progetto costituisce uno dei più grandi sistemi di energia solare esistenti al mondo.</div>
<blockquote>
<div>Consistente in 4032 pannelli fotovoltaici e 1344 batterie con generatori funzionanti tramite biocarburante derivato da noci di cocco, il Progetto di Energia Rinnovabile di Tokelau da 7,5 milioni di dollari viene considerato uno dei più grandi sistemi solari del mondo al di fuori della rete globale.</div>
<div><strong>- Solar Daily</strong></div>
<div></div>
</blockquote>
<div>
<div id="attachment_1673" class="wp-caption aligncenter" style="width: 314px"><img class="size-full wp-image-1673" alt="Uno degli impianti solari che ha rimpiazzato i generatori diesel per rifornire di elettricità Tokelau" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/64005600_tokelau_renewable_energy_project_-nukunonu.jpg?w=614"   /><p class="wp-caption-text">Uno degli impianti solari che ha rimpiazzato i generatori diesel per rifornire di elettricità Tokelau</p></div>
</div>
<div></div>
<div>Piccole nazioni isolate come Tokelau, Tonga, Samoa, Fiji, Vanuatu e le isole Salomone devono continuamente fare i conti con grandi tasse sull&#8217;importazione di combutibili fossili, e spesso soffrono di carenze per via delle condizioni meteo estreme. Per questi paesi fino al 30% dei loro costi possono derivare da questo bene d&#8217;importazione, rendendoli particolarmente vulnerabili agli aumenti del prezzo del greggio. L&#8217;energia solare stà aiutando Tokelau ad abbassare i propri costi energetici migliorando al contempo l&#8217;impatto ambientale del paese.</div>
<div></div>
<blockquote>
<div>&#8220;Il nostro impegno come cittadini del mondo consiste nel contribuire nel mitigare l&#8217;impatto delle attività umane sui cambiamenti climatici&#8221; <em>Jovilisi Suveinakama, general manager of the National Public Service of the Government of Tokelau </em></div>
<div><strong>- Solar Daily</strong></div>
</blockquote>
<div></div>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">Fonti:  <a href="http://www.zeitnews.org/applied-sciences/energy/tokelau-first-country-achieve-100-renewable-solar-power">Zeitnews</a></p>
<p style="text-align:left;"><a style="text-align:center;" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" rel="license"><img class="aligncenter" alt="Licenza Creative Commons" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/3.0/it/88x31.png" /></a></p>
<p style="text-align:center;">Questo opera è distribuito con <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" rel="license">licenza Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale &#8211; Condividi allo stesso modo 3.0 Italia</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lospiritodeltempo.wordpress.com/1664/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lospiritodeltempo.wordpress.com/1664/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lospiritodeltempo.wordpress.com&#038;blog=28201990&#038;post=1664&#038;subd=lospiritodeltempo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/24/tokelau-e-il-primo-paese-ad-essere-alimentato-al-100-da-energie-rinnovabili/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/8c9f257c4419ef10f84096edfca7c3d4?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">senryu91</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/energy-banner1.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">energy banner</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/tokelau-first-country-achieve-100-renewable-solar-power-1366653383.jpeg" medium="image">
			<media:title type="html">L&#039;atollo di Atafu, appartenente a Tokelau visto dallo spazio (Johnson Space Center della NASA)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/64005600_tokelau_renewable_energy_project_-nukunonu.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Uno degli impianti solari che ha rimpiazzato i generatori diesel per rifornire di elettricità Tokelau</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/3.0/it/88x31.png" medium="image">
			<media:title type="html">Licenza Creative Commons</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Lo scanner 3D &#8220;Photon&#8221; digitalizza oggetti reali sul tuo PC</title>
		<link>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/23/lo-scanner-3d-photon-digitalizza-oggetti-reali-sul-tuo-pc/</link>
		<comments>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/23/lo-scanner-3d-photon-digitalizza-oggetti-reali-sul-tuo-pc/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 08:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denis Gobbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News & Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Applicate]]></category>
		<category><![CDATA[3d]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[costruzione]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[digitalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[fotocamera]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[laser]]></category>
		<category><![CDATA[opensource]]></category>
		<category><![CDATA[scan]]></category>
		<category><![CDATA[scanner]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[stampante 3D]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lospiritodeltempo.wordpress.com/?p=1638</guid>
		<description><![CDATA[Traduzione a cura di Denis Gobbi Mentre le stampanti 3D diventano sempre più popolari, le loro possibilità possono divenire limitate se non si dispone delle abilità necessarie nel creare modelli 3D personalizzati. Questo ha spinto e portato alla creazione di software più intuitivi e semplici, ma anche alla progettazione di scanner 3D convenienti capaci di digitalizzare [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lospiritodeltempo.wordpress.com&#038;blog=28201990&#038;post=1638&#038;subd=lospiritodeltempo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/12/applied-sciences-banner.jpg"><img class="aligncenter" title="applied sciences banner" alt="" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/12/applied-sciences-banner.jpg?w=614&#038;h=85" width="614" height="85" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/energy-banner1.jpg"><br />
</a><strong>Traduzione a cura di <a href="http://www.facebook.com/senryu91">Denis Gobbi</a></strong></p>
<p style="text-align:left;"><em>Mentre le stampanti 3D diventano sempre più popolari, le loro possibilità possono divenire limitate se non si dispone delle abilità necessarie nel creare modelli 3D personalizzati. Questo ha spinto e portato alla creazione di software più intuitivi e semplici, ma anche alla progettazione di scanner 3D convenienti capaci di digitalizzare oggetti reali. Il &#8220;Photon&#8221; 3D di <a href="http://www.matterform.net/">Matterform</a> è l&#8217;ultimo sviluppato nonchè più conveniente dispositivo di questa categoria, la cui creazione è divenuta possibile grazie ad una campagna di crowdfunding completata con successo.</em></p>
<div id="attachment_1639" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-1639" alt="Lo scanner 3D &quot;Photon&quot; della Matterform è una soluzione alla portata di creatori e artisti" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner.jpg?w=614"   /><p class="wp-caption-text">Lo scanner 3D &#8220;Photon&#8221; della Matterform è una soluzione alla portata di creatori e artisti</p></div>
<p style="text-align:left;">Il &#8220;Photon Scaner 3D&#8221;, il quale analizza gli oggetti grazie ad una fotocamera ad alta definizione e un doppio laser, è relativamente piccolo come dimensioni, perciò può scannerizzare solo oggetti grandi al massimo 190 x 190 x 250 mm. Secondo Matterform lo scanner è facile da usare, richiede solo un minimo set-up, e può scannerizzare qualsiasi oggetto in meno di tre minuti.  I dati possono successivamente essere esportati nei formati più comuni (.STL, .OBJ e .PLY) così da essere pronti da usare con stampanti 3D o da modificare con altri software di modellazione.</p>
<div id="attachment_1640" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1640" alt="Un modello di cappello scannerizzato tramite il Photon 3D Scanner" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-0-1.jpg?w=300&#038;h=210" width="300" height="210" /><p class="wp-caption-text">Un modello di cappello scannerizzato tramite il Photon 3D Scanner</p></div>
<p style="text-align:left;">Sfortunatamente la compagnia non ha risposto alla richiesta di foto aggiuntive riguardanti i risultati degli scan, ma da quanto si evince in questa limitata galleria gli essi non sembrano essere così fedeli quanto alcuni suoi competitori. A differenza dello scanner &#8220;<a href="http://www.gizmag.com/cadscan3d-desktop-scanner/26251/">CADScan3D</a>&#8221; ad esempio, la Photon non genera dati riguardanti il colore e scannerizza soltanto lungo il piano orizzontale (il che può risultare in riproduzioni incomplete a causa delle parti occultate dall&#8217;oggetto stesso, infatti nella foto il modello 3D del cappello viene accuratamente nascosto nella parte superiore probabilmente per nascondere difetti)</p>
<p style="text-align:left;">In ogni caso, questi compromessi sembrano essere accettabili dato il prezzo con cui questa soluzione approda sul mercato, ovvero 440$: meno della metà di una CADScan3D. Oltretutto, anche se ancora non è stato comunicato il prezzo della <a href="http://www.gizmag.com/makerbot-digitizer-3d-scanner-sxsw/26582/">Makerbot Digitizer</a>, esso sarà quasi certamente superiore. Dopo aver doppiato il traguardo stabilito su <a href="http://www.indiegogo.com/projects/photon-3d-scanner">indiegogo</a> in meno di 10 giorni, i primi utilizzatori otterranno i primi modelli a Luglio.</p>

<a href='http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/23/lo-scanner-3d-photon-digitalizza-oggetti-reali-sul-tuo-pc/photon-3d-scanner-1/' title='photon-3d-scanner-1'><img data-liked='0' data-reblogged='0' data-attachment-id="1653" data-orig-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-1.jpg" data-orig-size="600,416" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="photon-3d-scanner-1" data-image-description="&lt;p&gt;Matterform Photon 3D Scanner utilizza una fotocamera ad alta definizione per digitalizzare gli oggetti&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-1.jpg?w=300" data-large-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-1.jpg?w=600" width="150" height="104" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-1.jpg?w=150&#038;h=104" class="attachment-thumbnail" alt="Matterform Photon 3D Scanner utilizza una fotocamera ad alta definizione per digitalizzare gli oggetti" /></a>
<a href='http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/23/lo-scanner-3d-photon-digitalizza-oggetti-reali-sul-tuo-pc/photon-3d-scanner-2/' title='photon-3d-scanner-2'><img data-liked='0' data-reblogged='0' data-attachment-id="1652" data-orig-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-2.jpg" data-orig-size="600,427" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="photon-3d-scanner-2" data-image-description="&lt;p&gt;Matterform Photon 3D Scanner può essere chiusa per essere trasportata più agevolmente&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-2.jpg?w=300" data-large-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-2.jpg?w=600" width="150" height="106" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-2.jpg?w=150&#038;h=106" class="attachment-thumbnail" alt="Matterform Photon 3D Scanner può essere chiusa per essere trasportata più agevolmente" /></a>
<a href='http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/23/lo-scanner-3d-photon-digitalizza-oggetti-reali-sul-tuo-pc/photon-3d-scanner-4/' title='photon-3d-scanner-4'><img data-liked='0' data-reblogged='0' data-attachment-id="1651" data-orig-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-4.jpg" data-orig-size="600,382" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="photon-3d-scanner-4" data-image-description="&lt;p&gt;Un modello d&#8217;argilla durante il processo di scansione.&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-4.jpg?w=300" data-large-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-4.jpg?w=600" width="150" height="95" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-4.jpg?w=150&#038;h=95" class="attachment-thumbnail" alt="Un modello d&#039;argilla durante il processo di scansione." /></a>
<a href='http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/23/lo-scanner-3d-photon-digitalizza-oggetti-reali-sul-tuo-pc/photon-3d-scanner-5/' title='photon-3d-scanner-5'><img data-liked='0' data-reblogged='0' data-attachment-id="1650" data-orig-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-5.jpg" data-orig-size="600,408" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="photon-3d-scanner-5" data-image-description="" data-medium-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-5.jpg?w=300" data-large-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-5.jpg?w=600" width="150" height="102" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-5.jpg?w=150&#038;h=102" class="attachment-thumbnail" alt="photon-3d-scanner-5" /></a>
<a href='http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/23/lo-scanner-3d-photon-digitalizza-oggetti-reali-sul-tuo-pc/photon-3d-scanner-6/' title='photon-3d-scanner-6'><img data-liked='0' data-reblogged='0' data-attachment-id="1649" data-orig-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-6.jpg" data-orig-size="600,452" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="photon-3d-scanner-6" data-image-description="&lt;p&gt;Scultura di un albero scannerizzata&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-6.jpg?w=300" data-large-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-6.jpg?w=600" width="150" height="113" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-6.jpg?w=150&#038;h=113" class="attachment-thumbnail" alt="Scultura di un albero scannerizzata" /></a>
<a href='http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/23/lo-scanner-3d-photon-digitalizza-oggetti-reali-sul-tuo-pc/photon-3d-scanner-7/' title='photon-3d-scanner-7'><img data-liked='0' data-reblogged='0' data-attachment-id="1648" data-orig-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-7.jpg" data-orig-size="600,413" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="photon-3d-scanner-7" data-image-description="&lt;p&gt;Matterform Photon 3D Scanner&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-7.jpg?w=300" data-large-file="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-7.jpg?w=600" width="150" height="103" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-7.jpg?w=150&#038;h=103" class="attachment-thumbnail" alt="Matterform Photon 3D Scanner" /></a>

<p style="text-align:left;">Incontriamo gli ideatori e ammiriamo lo scanner in funzione nel video sottostante.</p>
<p style="text-align:center;"><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='614' height='376' src='http://www.youtube.com/embed/trEZz6f4M-U?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span></p>
<p style="text-align:left;">Fonte: <a href="http://www.gizmag.com/photon-3d-scanner/26931/">gizmag</a><a href="http://www.karich.cl/?p=601"><br />
</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" rel="license"><img style="border-width:0;" alt="Licenza Creative Commons" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/3.0/it/88x31.png" /></a><br />
Questo opera è distribuito con <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" rel="license">licenza Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale &#8211; Condividi allo stesso modo 3.0 Italia</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lospiritodeltempo.wordpress.com/1638/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lospiritodeltempo.wordpress.com/1638/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lospiritodeltempo.wordpress.com&#038;blog=28201990&#038;post=1638&#038;subd=lospiritodeltempo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/23/lo-scanner-3d-photon-digitalizza-oggetti-reali-sul-tuo-pc/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/8c9f257c4419ef10f84096edfca7c3d4?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">senryu91</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/12/applied-sciences-banner.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">applied sciences banner</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Lo scanner 3D &#34;Photon&#34; della Matterform è una soluzione alla portata di creatori e artisti</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-0-1.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">Un modello di cappello scannerizzato tramite il Photon 3D Scanner</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/photon-3d-scanner-5.jpg?w=150" medium="image">
			<media:title type="html">photon-3d-scanner-5</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/3.0/it/88x31.png" medium="image">
			<media:title type="html">Licenza Creative Commons</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Stampa in 3D le tue cuffie incluso il jack audio!</title>
		<link>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/22/stampa-in-3d-le-tue-cuffie-incluso-il-jack-audio/</link>
		<comments>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/22/stampa-in-3d-le-tue-cuffie-incluso-il-jack-audio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 12:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denis Gobbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News & Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Applicate]]></category>
		<category><![CDATA[3d]]></category>
		<category><![CDATA[auricolari]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[costruzione]]></category>
		<category><![CDATA[cuffie]]></category>
		<category><![CDATA[fascia]]></category>
		<category><![CDATA[funzionanti]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[karich]]></category>
		<category><![CDATA[low fi]]></category>
		<category><![CDATA[opensource]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[stampante 3D]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lospiritodeltempo.wordpress.com/?p=1627</guid>
		<description><![CDATA[Traduzione a cura di Denis Gobbi Se dopo aver letto il titolo vi siete immaginati una costudia stampata tridimensionalmente, contenente un paio di cuffie con tutta la parte elettronica rubacchiata qua e la e assemblata rozzamente,  per questa volta vi perdoneremo. Non sono così le cuffie low-fi Hi-Tech di JC Karich, dove molte delle parti funzionanti [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lospiritodeltempo.wordpress.com&#038;blog=28201990&#038;post=1627&#038;subd=lospiritodeltempo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/12/applied-sciences-banner.jpg"><img class="aligncenter" title="applied sciences banner" alt="" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/12/applied-sciences-banner.jpg?w=614&#038;h=85" width="614" height="85" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/energy-banner1.jpg"><br />
</a><strong>Traduzione a cura di <a href="http://www.facebook.com/senryu91">Denis Gobbi</a></strong></p>
<p style="text-align:left;"><em>Se dopo aver letto il titolo vi siete immaginati una costudia stampata tridimensionalmente, contenente un paio di cuffie con tutta la parte elettronica rubacchiata qua e la e assemblata rozzamente,  per questa volta vi perdoneremo. Non sono così le cuffie low-fi Hi-Tech di JC Karich, dove molte delle parti funzionanti tra cui gli stessi auricolari sono stati stampati. Anche le parti non stampate sono state completamente create a partire da materiali di base.</em></p>
<p style="text-align:left;">
<div id="attachment_1635" class="wp-caption aligncenter" style="width: 624px"><img class="size-large wp-image-1635" alt="Completamente stampata in 3D, nessuna delle parti è stata prelevata da cuffie/auricolari tradizionali." src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/lfht012.jpg?w=614&#038;h=366" width="614" height="366" /><p class="wp-caption-text">Completamente stampata in 3D, nessuna delle parti è stata prelevata da cuffie/auricolari tradizionali.</p></div>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">Karich scrive che la vera sfida è stata la scelta della migliore combinazione di parti stampate in 3D, le quali includono un altoparlante sottilissimo completo di una guida per collegarvi il cavo.</p>
<div id="attachment_1628" class="wp-caption aligncenter" style="width: 624px"><img class="size-large wp-image-1628" alt="Sebbene stampata anchessa in 3D, anche la fascia risulta flessibile grazie al suo design ondulato." src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/karich-3d-printed-headphones-0.jpg?w=614&#038;h=407" width="614" height="407" /><p class="wp-caption-text">Sebbene stampata anchessa in 3D, anche la fascia risulta flessibile grazie al suo design ondulato.</p></div>
<p style="text-align:left;">Incredibilmente, Karich ha anche stampato un jack audio standard, avvolto con del filo per garantire la connessione necessaria. Funziona, sostiene Karich, senza alcun rischio di inceppamento.</p>
<div id="attachment_1629" class="wp-caption aligncenter" style="width: 624px"><img class="size-large wp-image-1629" alt="Il jack audio? Stampato in 3D!" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/karich-3d-printed-headphones-5.jpg?w=614&#038;h=407" width="614" height="407" /><p class="wp-caption-text">Il jack audio? Stampato in 3D!</p></div>
<p>Karich sostiene che la qualità generale è buona, ma le cuffie richiedono un&#8217;amplificazione alimentata esternamente durante l&#8217;ascolto con lettori musicali portatili. Gli scettici sono invitati a provare di persona: Karich ha condiviso i file necessari su <a href="http://www.thingiverse.com/thing:67975">Thingiverse</a>.</p>
<p>Coloro che intendono stampare solo l&#8217;alloggiamento e inserire l&#8217;elettronica separatamente possono affidarsi ad altri progetti come le <a href="http://www.gizmag.com/3d-printed-headphones/24490/">cuffie 13:30</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align:left;"><div class='embed-vimeo' style='text-align:center;'><iframe src='http://player.vimeo.com/video/63043066' width='1000' height='560' frameborder='0'></iframe></div></p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">Fonte: <a href="http://www.karich.cl/?p=601">karich.cl</a><a href="http://www.karich.cl/?p=601"><br />
</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" rel="license"><img style="border-width:0;" alt="Licenza Creative Commons" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/3.0/it/88x31.png" /></a><br />
Questo opera è distribuito con <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" rel="license">licenza Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale &#8211; Condividi allo stesso modo 3.0 Italia</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lospiritodeltempo.wordpress.com/1627/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lospiritodeltempo.wordpress.com/1627/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lospiritodeltempo.wordpress.com&#038;blog=28201990&#038;post=1627&#038;subd=lospiritodeltempo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/22/stampa-in-3d-le-tue-cuffie-incluso-il-jack-audio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="http://2.gravatar.com/avatar/8c9f257c4419ef10f84096edfca7c3d4?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">senryu91</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/12/applied-sciences-banner.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">applied sciences banner</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/lfht012.jpg?w=614" medium="image">
			<media:title type="html">Completamente stampata in 3D, nessuna delle parti è stata prelevata da cuffie/auricolari tradizionali.</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/karich-3d-printed-headphones-0.jpg?w=614" medium="image">
			<media:title type="html">Sebbene stampata anchessa in 3D, anche la fascia risulta flessibile grazie al suo design ondulato.</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/karich-3d-printed-headphones-5.jpg?w=614" medium="image">
			<media:title type="html">Il jack audio? Stampato in 3D!</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/3.0/it/88x31.png" medium="image">
			<media:title type="html">Licenza Creative Commons</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>La natura umana e la coevoluzione geni-cultura</title>
		<link>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/12/la-natura-umana-e-la-coevoluzione-geni-cultura/</link>
		<comments>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/12/la-natura-umana-e-la-coevoluzione-geni-cultura/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2013 10:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ive</dc:creator>
				<category><![CDATA[News & Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Sociali]]></category>
		<category><![CDATA[biologo]]></category>
		<category><![CDATA[coevoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[culturale]]></category>
		<category><![CDATA[epigenetica]]></category>
		<category><![CDATA[epigenetico]]></category>
		<category><![CDATA[etologo]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[genetica]]></category>
		<category><![CDATA[istinto]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[persone]]></category>
		<category><![CDATA[umana]]></category>
		<category><![CDATA[umani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lospiritodeltempo.wordpress.com/?p=1623</guid>
		<description><![CDATA[Trascrizione a cura di Daniel Iversen Trascrizione dal libro: &#8220;La conquista sociale della Terra&#8221; di Edward O. Wilson Si parla tanto di &#8220;natura umana&#8221;. Io volevo proporvi la lettura di questo capitolo dell&#8217;ultimo libro del biologo Edward W. Wilson La natura umana sono le regolarità ereditate dello sviluppo mentale comune alla nostra specie.Esse sono le [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lospiritodeltempo.wordpress.com&#038;blog=28201990&#038;post=1623&#038;subd=lospiritodeltempo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/social-sciences.jpg"><img title="social sciences" alt="" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/social-sciences.jpg?w=614&#038;h=84" width="614" height="84" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Trascrizione a cura di </strong><strong><a href="https://www.facebook.com/iversendaniel2">Daniel Iversen</a></strong></p>
<h5 style="text-align:center;"><strong>Trascrizione dal libro: &#8220;<a href="http://www.libreriauniversitaria.it/conquista-sociale-terra-wilson-edward/libro/9788860305688">La conquista sociale della Terra</a>&#8221; di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edward_Osborne_Wilson">Edward O. Wilson</a><br />
</strong></h5>
<p style="text-align:center;"><strong>Si parla tanto di &#8220;natura umana&#8221;. Io volevo proporvi la lettura di questo capitolo dell&#8217;ultimo libro del biologo Edward W. Wilson</strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/sid-230-wilson-s-800x800.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1625" alt="SID-230-Wilson-S-800x800" src="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/sid-230-wilson-s-800x800.jpg?w=300&#038;h=300" width="300" height="300" /></a></p>
<p>La natura umana sono le regolarità ereditate dello sviluppo mentale comune alla nostra specie.Esse sono le &#8220;regole epigenetiche&#8221; che si sono sviluppate grazie all&#8217;interazione fra l&#8217;evoluzione genetica e l&#8217;evoluzione culturale, interazione che ha richiesto un lungo periodo della nostra storia ancestrale. Queste regole sono le predisposizioni genetiche nel modo in cui i nostri sensi percepiscono il mondo circostante, il codice simbolico con cui rappresentiamo il mondo, le opzioni che automaticamente ci riserviamo e le reazioni che ci sembrano più facili e premianti. In modi che cominciano a essere messi a fuoco a livello fisiologico e in alcuni casi perfino a livello genetico, le regole epigenetiche influenzano il modo in cui vediamo e classifichiamo linguisticamente i colori. Ci spingono a valutare l&#8217;estetica dell&#8217;arte figurativa secondo forme elementari astratte e il suo grado di complessità. Decidono quali individui di solito troviamo sessualmente più attraenti. Ci portano in modo differenziale a incamerare paure e fobie riguardo ai pericoli nascosti nell&#8217;ambiente, come l&#8217;acrofobia o l&#8217;herpetofobia; a comunicare con determinate mimiche facciali e forme di linguaggio corporeo; a legarci ai bambini; a unirci in matrimonio, e così via, attraverso un&#8217;ampia gamma di altre categorie comportamentali e mentali. Chiaramente quasi tutte le regole epigenetiche sono antichissime e risalgono indietro milioni di anni alla nostra discendenza di mammiferi. Altre, come gli stati dello sviluppo linguistico, sono vecchie soltanto centinaia di migliaia di anni. Almeno una regola, la tolleranza degli adulti al lattosio del latte, dunque la possibilità di una cultura lattiero-casearia in alcune popolazioni, risale solo ad alcune migliaia di anni or sono.</p>
<p>Come è chiaro dal prefisso &#8220;<em>epi</em>-&#8221; (supera, su) nell&#8217;aggettivo &#8220;<em>epigenetico</em>&#8220;, le regole dello sviluppo fisiologico non sono cablate nei geni e non sfuggono a un controllo cosciente come gli automatismi del battito cardiaco e della respirazione. Esse sono meno rigide dei riflessi puri come i battiti di ciglia e i riflessi patellari. Il più complesso dei riflessi è la reazione di trasalimento. Se ti avvicini di soppiatto a una persona da dietro e all&#8217;improvviso fai un rumore forte &#8211; un urlo o uno schianto &#8211; questa persona, in una frazione di secondo, prima ancora che la corteccia frontale possa elaborare una risposta, rilasserà i muscoli, chiuderà gli occhi, aprirà la bocca, chinerà la testa in avanti e piegherà leggermente le ginocchia. In natura e nella vita moderna, la reazione la prepara istantaneamente e inconsciamente all&#8217;urto o al colpo che seguiranno. Un&#8217;altra volta potrà salvarsi dall&#8217;assalto di un nemico o di un predatore. La reazione di trasalimento è rigidamente prescritta dai geni, ma non fa parte della natura umana per come intuitivamente la percepiamo. E&#8217; un tipico riflesso, del tutto indipendente dalla coscienza.<br />
I comportamenti creati dalle regole epigenetiche non sono innati come i riflessi. Innate sono, invece, le regole epigenetiche, che, quindi, costituiscono il vero nucleo della natura umana.<br />
Questi comportamenti sono appresi, ma il processo è &#8220;preparato&#8221;, per usare il linguaggio degli psicologi. Nell&#8217;apprendimento &#8220;preparato&#8221; siamo geneticamente predisposti ad apprendere e quindi a privilegiare un&#8217;opzione rispetto a un&#8217;altra e siamo &#8220;contropreparati&#8221; a fare scelte alternative o perfino a evitarle in tutti i modi.<br />
Per esempio, siamo preaparati ad apprendere prestissimo la paura dei serpenti fino ad arrivare facilmente a essere fobici, mentre non siamo preparati dall&#8217;istinto a trattare gli altri rettili, come le tartarughe e le lucertole, con una repulsione lontanamente simile.<br />
Attraverso l&#8217;apprendimento preparato siamo portati a trovare incantevole un parco solcato da un ruscello, e contropreparati a reagire allo stesso modo di fronte all&#8217;interno di una foresta buia. Queste reazioni ci sembrano &#8220;naturali&#8221;, anche se devono essere apprese, e il punto è proprio questo.<br />
Come si sono evolute tali regole epigenetiche? Io cominciai a catalogare questo processo negli anni &#8217;60-&#8217;70 del secolo scorso, quando il dibattito su eredità/ambiente e geni/cultura era acceso e politicizzato. A mio avviso, la radice del problema era il modo in cui l&#8217;evoluzione dei geni influenza quella della cultura. Era chiaro che questa interazione rappresentava una sfida teorica di difficoltà straordinariamente interssante. Nel 1979 invitai Charles J. Lumsden, un giovane fisico teorico di dimostrata abilità, ad affiancarmi nello studio di questo argomento.<br />
Presto arrivammo a capire che potevamo sbrogliare questa matassa soltanti se ne affrontavamo il mistero non come un tutt&#8217;uno, ma come due problemi irrisolti.<br />
Il primo era identificare la base istintuale, ergo a-culturale, della natura umana. Il secondo, ancora più ostico, era la relazione causale fra l&#8217;evoluzione dei geni e quella della cultura, cioè la &#8220;<em>coevoluzione geni-cultura</em>&#8221; come decidemmo di chiamarla. Da tempo era evidente che molte caratteristiche del comportamento sociale umano sono influenzate dall&#8217;ereditarietà, sia per la specie nel suo complesso sia per le differenze fra i membri della stessa popolazione. Era altresì chiaro che le proprietà innate della natura umana dovevano essersi evolute come adattamenti. Avevamo anche intuito che la chiave del problema è la preparazione e contropreparazione nel modo in cui le persone si acculturano. Nei due anni successivi, io e Lumsden costruimmo e presentammo la prima teoria della coevoluzione geni-cultura.<br />
Altri ricercatori ripresero il concetto di co-evoluzione geni-cultura, anche se ponevano l’accento soprattutto sull’evoluzione culturale. Essi vedevano nell’evoluzione genetica la forza che ha dato origine all’attitudine alla cultura oppure uno dei due binari di una ferrovia, che corre più o meno separatamente accanto all’evoluzione culturale. E prestavano poca attenzione alle interazioni, alle regole epigenetiche o alle componenti genetiche grazie alle quali avviene la co-evoluzione.<br />
Questa unilateralità è curiosa, dato che c’era più una prova fin dagli anni settanta e ottanta delle proprietà genetica del tipo di solito citate come parte della “natura umana”, con influenze tangibili su alcuni aspetti dell’evoluzione culturale.<br />
Il preconcetto potrebbe essere sorto come un’eccesso di cautela in omaggio alla visione della mente come una tabula rasa, che negava del tutto l’esistenza di un istinto umano.<br />
Negli anni 70 e 80 la preferenza andava in genere a quella che potremmo definire l’ipotesi del “gene- prometeico”. Secondo i sostenitori di questo punto di vista, l’evoluzione genetica produceva la cultura, ma solo nel senso che creava l’attitudine alla cultura.<br />
In quel periodo gli scienziati social, salvo alcune importanti eccezioni, accettavano sia il cervello come tabula rasa sia il gene prometeico come modo per affermare l’autonomia delle scienze sociali e delle discipline umanistiche.<br />
Questa visione senza dimensione biologica dell’evoluzione sociale era anche derivata da una seconda ipotesi chiave: l’unità psichica del genere umano.<br />
Secondo questa opinione, la cultura umana si era evoluta in un lasso di tempo troppo breve perché l’evoluzione genetica potesse manifestarsi, almeno oltre il genotipo prometeico polivalente che separa l’umanità dalle altre specie animali.<br />
Dacchito potrebbe sembrare che l’evoluzione culturale tenda a inibire o perfino a invertire l’evoluzione genetica. L’uso dei fuochi di bivacco, di abitazioni chiuse e di un’abbigliamento caldo consentì agli umani di sopravvivere e di riprodursi in parti del mondo dove altrimenti sarebbe stato impossibile superare l’inverno. Di più: tecniche progredite di caccia e l’agricoltura permisero alle persone di radicarsi in habitat dove di solito avrebbero patito la fame. Perché essere governati da geni se i cambiamenti culturali potevano ottenere lo stesso risultato in così breve tempo? E’ una domanda legittima.<br />
In effetti, l’evoluzione culturale tende indubbiamente a deprimere l’evoluzione genetica.<br />
Pur tuttavia, ci sono nuove sfide e opportunità abbondanti nei molti habitat terrestri che possono affrontate &#8211; almeno fronteggiate più efficacemente &#8211; con un cambiamento dei geni guidato dalla selezione naturale, compresi strani cibi nuovi, malattie e regimi alimentari.<br />
L’esplosione di nuove mutazioni dopo la fuoriuscita dall’Africa circa sessantamila anni or sono creò un grosso numero di questi nuovi geni potenzialmente adattativi.<br />
Sarebbe strano se l’evoluzione genetica non fosse avvenuta in differenti popolazioni man mano che colonizzavano il resto del mondo. L’esempio classico della co-evoluzione geni-cultura avvenuta negli ultimi milleni è lo sviluppo della tolleranza del lattosio negli adulti.<br />
In tutte le generazioni umane precedenti, la produzione della lattasi, l’enzima che trasforma il lattosio zuccherino in zuccheri assimilabili, era presente soltanto nei neonati.<br />
Quando i bambini venivano svezzati dal latte materno, il loro corpo sopendeva automaticamente l’ulteriore produzione di lattasi. Quando, poi, si sviluppò la pastorizia, da novemila a tremila anni or sono, in modo diverso e indipendente in Europa settentrionale e in Africa orientale si diffusero per via culturale mutazioni che perpetuarono la produzione di lattasi nella vita adulta, favorendo il consumo continuato di latte. Il vantaggio per la sopravivenza e la produzione derivacnte dall’utilizzo del latte e dei prodotti lattiero-caseari si rivelò enorme. Le mandrie di mucca da latte, capre, e cammelli sono fra le fonti di cibo più abbondanti e affidabili di anno in anno a disposizione degli umani. I genetisti hanno scoperto 4 mutazioni indipendenti che prolungano la produzione della lattasi, una in Europa e tre in Africa.<br />
La tolleranza del lattosio è un esempio di quello che gli ecologi e i ricercatori in evoluzione umana chiamano “costruzione di nicchia”.<br />
Nel caso della coevoluzione geni-cultura verificatasi con la produzione del lattosio, la nicchia fu creata per includere la pastorizia come nuova importante riserva di cibo.<br />
Geni mutanti erano disponibili in frequenze bassissime, e rapidamente rimpiazzarono le altre varianti più vecchie. Inoltre, erano geni codificatori di proteine, lo strumento principale con cui avvengono cambiamenti in specifici tessuti, nella fattispecie il sistema digerente.<br />
Nell’ultimo mezzo secolo numerosi altri processi coevolutivi intrecciati sono stati scoperti da antropologi e psicologi. Nel loro insieme, formano una classe di cambiamenti genetici di natura differente dall’acquisizione locale della tolleranza del lattosio. Essi sono universali nel genere umano moderno e anche antichi, e la loro origine precede la comparsa di Homo sapiens moderno e almeno in alcuni casi perfino la separazione uomo-scimpanzè di più di sei milioni di anni fa. Operando al livello della conoscenza e delle emozioni, il loro effetto sull’evoluzione del linguaggio e della cultura è stato profondo e ampio. Essi costituiscono in gran parte quello che intuitivamente chiamiamo “natura umana”:<br />
Uno degli esempi più importanti e meglio compresi è la proibizione dell’incesto. Il tabù dell’incesto è un universale culturale. Tutte le centinaia di società studiate dagli antropologi ammettono e, a volte, perfino incoraggiano il matrimonio fra primi cugini ma lo vietano fra fratelli e fratellastri. Pochissime società in epoca storica hanno istituzionalizzato l’incesto fratello-sorella per alcuni loro membri. L’elenco comprende gli inca, gli hawaiani, alcuni thai, gli antichi egizi, i monomotapa dello Zimbawe, gli ankale, i buganda e i bunyoro dell’Uganda, i nyanza del Congo, i zande e gli shilluk del Sudan e i dahomeani. Comunque, la pratica era ritualizzata e circoscritta alla famiglia regnante o ad altri gruppi di ceto superiore. Il potere politico si tramandava in linea maschile, e la poliginia era permessa agli uomini che, così, potevano procreare altri figli non incestuosi.<br />
In tutte le altre culture l’incesto fratello-sorella è rigorosamente vietato. In quasi tutte le culture una personale avversione per la pratica è rinforzata socialmente da tabù e dal codice. Il rischio di avere figli disabili è chiaramente compreso. In media, ogni individuo ha da qualche parte sulle sue ventitrè coppie di cromosomi almeno due siti che portano geni recessivi che sono in certa misura difettosi e in casi estremi letali. In ogni sito il gene recessivo è presente su un unico cromosoma, e il suo omologo sull’altro è normale. Quando entrambi i cromosomi veicolano il gene difettoso, la persona portatrice sviluppa la malattia o, almeno, una forte probabilità di contrarre la malattia. Il difetto può manifestarsi perfino nell’utero, e il risultato è un aborto spontaneo. Se, invece, uno dei due geni è normale, esso annulla l’impatto del gene difettoso, e l’individuo cresce normale. Di qui il termine “recessivo”: il gene è nascosto in presenza del suo omologo normale “dominante”. Ormai si sa che i siti vulnerabili includono i geni codificatori di proteine e le regioni regolatorie del DNA fra i geni. Queste malattie, totalmente recessive o in buona parte recessive nel controllo genetico, comprendono la maculopatia degenerativa senile, la sindrome infiammatoria dell’intestino o morbo di Crohn, il cancro alla prostata, l’obesità, il diabete di tipo 2 e le cardiopatie congenite. Le conseguenze deleterie dell’incesto sono un fenomeno generale non soltanto negli esseri umani ma anche nelle piante e negli animali. Quasi tutte le specie esposte a una modesta o grave depressione da inincrocio utilizzano qualche metodo programmato biologicamente per evitare l’incesto. Fra le scimmie antropomorfe e non e gli altri primati non umani il metodo è a due strati. Anzitutto, nelle diciannove specie sociali di cui sono stati studiati gli schemi di accoppiamento, gli individui giovani tendono a praticare l’equivalente dell’esogamia umana e, prima di raggiungere una taglia adulta, lasciano il gruppo dove sono nati e si uniscono a un’altro. Nei lemuri del Madagascar e nella maggior parte delle specie di scimmie del Vecchio e del Nuovo Mondo, sono i maschi a emigrare, mentre in Africa, nelle scimmie colobo rosse, nei babbuini hamadryas, nei gorilla e negli scimpanzé, le femmine lasciano il branco. Infini, fra le scimmie urlatrici dell’America Centrale e del Sud, tutti e due i sessi si staccano. I giovani smaniosi di queste diverse specie di primati non vengono allontanati dal gruppo da adulti prevaricatori. Il loro allontanamento sembra, anzi, completamente volontario.<br />
Fra gli esseri umani, si manifesta esattamente lo stesso fenomeno nella forma dell’esogamia quando le tribù si scambiano i giovani adulti, di solito le donne. Le conseguenze culturali degli scambi esogamici sono molteplici, e sono state analizzate scrupolosamente dagli antropologi. Tuttavia, per spiegare l’origine dell’esogamia come un istinto di alto valore genetico, basterebbe osservare lo schema universale seguito da tutte le altre specie di primati.<br />
Quale che sia la sua origine evolutiva prima e per quanto altrimenti influenzi il successo riproduttivo, l’emigrazione dei primati giovani prima di raggiungere la piena maturità sessuale riduce la possibilità di inincrocio. Ma la barriera contro l’inincrocio è rinforzata da una seconda linea di resistenza, vale a dire il rifiuto di ogni attività sessuale fra gli individui strettamente imparentati che rimangono nel loro gruppo natale. In tutte le specie sociali di primati non umani di cui è stato attentamente studiato lo sviluppo sessuale, fra cui gli uistitì pigmei e i lentocebi del Sudamerica, i macachi asiatici, i babbuini e gli scimpanzè, i maschi e le femmine adulte rivelano l’”effetto Westermarck”: nell’attività sessuale respingono gli individui a cui sono stati strettamente legati fin da piccoli. Madri e figli non copulano quasi mai, e fratelli e sorelle tenuti insiseme si accoppiano molto meno spesso degli individui imparentati più alla lontana.<br />
Questa reazione fu scoperta, non nelle scimmie antropomorfe ma negli esseri umani, dall’antropologo finlandese Edward A. Westermarck e registrata per la prima volta nel suo capolavoro Storia del matrimonio umano (1891). Nel frattempo l’esistenza di questo fenomeno ha trovato più di una conferma da numerosi fonti. Nessuna è più convincente dello studio dei “matrimoni precoci” a Taiwan condotto da Arthur P.Wolf della Stanford University e dai suoi collaboratori. I matrimoni precoci, un tempo assai diffusi nella Cina meridionale, sono quelli in cui le famiglie adottano bambine non imparentate, le allevano con i figli naturali in una ordinaria relazione fratello-sorella e alla fine le accasano con i figli. Il movente di questa prassi sembra essere quello di assicurare una compagna ai figli quando il rapporto tra i sessi squilibrato e il benessere economico creano insieme un mercato matrimoniale assai concorrenziale fra i maschi in cerca di donne nubili.<br />
Per quattro decenni, dal 1957 al 1995, Wolf studiò le storie di quattordicimiladuecento donne di Taiwan impegnatesi a un matrimonio precoce fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. La statistica fu integrata da interviste personali con molte di queste “piccole nuore” o sim-pua, come si chiamano della lingua locale, e con i loro amici e parenti.<br />
Quello in cui Wolf si era imbattuto era un esperimento controllato &#8211; anche se originariamente involontario &#8211; sulle origini psicologiche di un importante comportamento sociale. Le simpua e i loro mariti non erano imparentati biologicamente, e questo eliminava tutti i fattori immaginabili dovuti a una stretta contiguità come quella sperimentata da fratelli e sorelle nelle famiglie taiwanesi.<br />
I risultati corroborarono inequivocabilmente l’ipotesi Westermarck. Quando la futura moglie era adottata prima di raggiungere i trenta mesi di età, di solito in seguito cercava di evitare di sposare il fratello de facto. Spesso i genitori dovevano costringere la coppia a consumare il matrimonio, in alcuni casi sotto minaccia di una punizione fisica, e questi matrimoni finivano con un divorzio tre volte più spesso dei “matrimoni fra adulti” della stessa comunità. Infine, procreavano quasi il quaranta per cento di figli in meno, e un terzo delle donne erano adultere conclamate rispetto a un dieci per cento di mogli nei matrimoni fra adulti.<br />
In una meticolosa serie di analisi incrociate, Wolf e i suoi collaboratori identificarono il fattore inibitore chiave nella stretta coabitazione durante i primi trenta mesi di vita di uno o di entrambi i partner. Più duraturo e stresso era stato il legame durante questo periodo critico, più forte era l’effetto Westermarck in seguito. I dati consentirono di ridurre o eliminare altri fattori immaginaili che avrebbero potuto giocare un ruolo, fra cui l’esperienza dell’adozione, la situazione economica della famiglia ospitante, la ricchezza, l’età dell’epoca del matrimonio, la rivalità fra fratelli e la naturale ripugnanza per l’incesto che avrebbe potuto scaturire dal fatto di confondere la coppia con i veri fratelli di sangue.<br />
Un involontario esperimento parallelo è stato condotto nei kibbutz israeliani, dove i bambini sono allevati negli asili nido a stretto contatto di gomito con i fratelli e le sorelle nelle famiglie normali. Nel 1971 l’antropologo Joseph Shepher e la sue équipe registrarono che su 2769 matrimoni di giovani adulti cresciuti in questo contesto, nessuno aveva coinvolto membri dello stesso gruppo di coetanei che vivevano insieme nel kibbutz dalla nascita. E non c’era stato neppure un caso conclamato di attività eterosessuale, anche se gli adulti non erano particolarmente contrari a questa pratica.<br />
Da questi esempi e da una grande quantità di materiale aneddotico ricavato da altre società è chiaro che il cervello è programmato per seguire una semplice regola empirica: <em>nel sesso disinteressati di quelli che hai frequentato da vicino nei primissimi anni di vita</em>.<br />
E’ possibile che negli umani non siano guidati dall’effetto Westermarck ma utilizzino semplicemente la loro intelligenza e memoria per riconoscere che l’incesto fra fratelli e genitori-figli crea una prole disabile? La risposta è no. Quando l’antropologa William H. Durham esaminò il credo di sessanta società su scala mondiale in cerca di una qualche forma di razionalizzazione delle conseguenze dell’incesto, scoprì che soltanto venti ne erano in certa misura consapevoli. I tlingit amerindi del Pacifico nordoccidentale, per esempio, capivano in modo elementare che l’accoppiamento tra parenti stretti produce spesso figli disabili. Altre società non solo conocsevano questa verità ma elaboravano anche teorie demologiche per spiegarla. I lapponi della Scandinavia parlavano del mara, la maledizione generata dalla coppia incestuosa, che si trasmetteva alla loro prole. Sulla stessa linea, i kapauku della Nuova Guinea credevano che l’incesto causasse un deterioramento delle sostanze vitali. Il popolo di Sulawesi in Indonesia aveva un’interpretazione più cosmica: ogniqualvolta si accoppiano persone che hanno rapporti conflittuali, come avviene fra parenti stretti, la natura precipita nel caos.<br />
Curiosamente, mentre cinquantasei società su sessanta avevano motivi incestuosi in uno o più dei loro miti, soltanto cinque ne registravano gli effetti maligni. Un numero molto più grande attribuiva risultati benefici alle trasgressioni, in particolare la creazione di eroi e giganti. Ma anche in questo caso l’incesto aveva un che di speciale, di anomalo.<br />
L’effetto Westermarck è una regola epigenetica della coevoluzione geni-cultura, nel senso che è la predisposizione innata degli individui a scegliere e trasmettere attraverso la cultura una fra le molteplici (nella fattispecie, due) opzioni possibili.<br />
Il suo parallelo nella genetica medica sono i geni di “suscettibilità” del cancro, dell’alcolismo, della depressione cronica e di molte altre delle oltre mille malattie ereditarie note. Quelli che possiedono questi geni non sono assolutamente condannate ad acquisire quel tratto, ma in certi ambienti sono più portati a questo esito della persona media. Se sei geneticamente predisposto al mesotelioma e lavori in un edificio che trasuda polvere di amianto, sarai più portato dei tuoi colleghi a sviluppare la malattia. Se sei geneticamente predisposto all’alcolismo e ti accompagni a forti bevitori, sarai più portato a diventare alcolizzato dei tuoi amici meno predisposti geneticamente. Le regole epigenetiche di comportamento che influenzano la cultura, e sono nate per selezione naturale, agiscono nello stesso modo ma hanno l’effetto opposto. Esse sono la norma, e le forti deviazioni rispetto a queste regole sono di solito cancellate dall’evoluzione culturale o genetica o da entrambe. In questa ottica, sia le regole epigenetice della coevoluzione geneti-cultura sia la suscettibilità alle malattie coincidono con la definizine generica di “epigenetico” adottata dall’U.S. National Institute of Health: “I cambiamento nella regolazione dell’attività e dell’espressine genica che non dipendono dalla sequenza genica”, fra cui “sia i cambiamenti ereditabili nell’attività ed espressione genetica (nella progenie delle cellule o degli individui) sia le alterazioni stabili, a lungo termine, del potenziale trascrizionale di una cellula che non siano necessariamente ereditabili.”<br />
In un campo completamente differente, un secondo caso di coevoluzione geni-cultura che è stato attentamente studiato è il dizionario dei colori. [....]</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" rel="license"><img style="border-width:0;" alt="Licenza Creative Commons" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/3.0/it/88x31.png" /></a><br />
Questo opera è distribuito con <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" rel="license">licenza Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale &#8211; Condividi allo stesso modo 3.0 Italia</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lospiritodeltempo.wordpress.com/1623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lospiritodeltempo.wordpress.com/1623/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lospiritodeltempo.wordpress.com&#038;blog=28201990&#038;post=1623&#038;subd=lospiritodeltempo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/04/12/la-natura-umana-e-la-coevoluzione-geni-cultura/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/af98c5fef1bc862cb49d4c9bc98ce231?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">desversen</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2011/10/social-sciences.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">social sciences</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lospiritodeltempo.files.wordpress.com/2013/04/sid-230-wilson-s-800x800.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">SID-230-Wilson-S-800x800</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/3.0/it/88x31.png" medium="image">
			<media:title type="html">Licenza Creative Commons</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>
