Quando l’argomento riguarda i veicoli elettrici, la conversazione prima o poi verte sempre su autonomia, infrastrutture e tempi di ricarica. Per tentare di risolvere quest’ultimo problema, Volvo e Siemes hanno congiuntamente sviluppato un nuovo sistema di ricarica rapida che permette di raggiungere la massima autonomia in appena 90 minuti.
Il sistema di ricarica veloce utilizza una presa trifase per rendere disponibile un’autonomia di circa 164km in 1,5 ore.
Il nuovo sistema di ricarica rapida da 22kW montato sulla Volvo C30 Elettrica è il primo caricatore trifase al mondo ad essere montato su un’auto. Il sistema di ricarica è abbastanza piccolo da poter essere montato innocuamente all’interno del veicolo e utilizza una presa trifase per fornire abbastanza carica da permettere di percorrere 164km dopo appena 90 minuti di ricarica (in base al “NEDC certification driving cycle” ovvero Nuovo Ciclo di Guida Europeo). Comparata ad una presa 230V a singola fase casalinga, questo processo di ricarica richiederebbe dalle 8 alle 10 ore di tempo.
Il nuovo motore targato Siemens sviluppa una potenza di picco di 89kW (120hp) e una coppia di 250Nm per muovere le ruote della Volvo. Ciò permette a questo veicolo elettrico (comunemente detto “EV” = Electric Vehicle/Veicolo elettrico in inglese) una velocità massima di 125km/h e un’accellerazione da 0 a 70km/h in appena 5.9 secondi. L’autonomia è riportata essere 163km a piena carica.
La targhetta elettrica frontale è l’unico modo per distinguerla dalla folla
Durante la ricarica viene usata una presa a 400V e 10A–32A, questo il segreto della “super ricarica”, purtroppo se presente solo una normale presa di corrente, dovrete attendere fino a 10 ore. Essenzialmente l’elevato output di energia è fondamentale per avere tempi di ricarica brevi. Quindi, ancora una volta, l’infrastruttura gioca un ruolo fondamentale per la diffusione di questa tecnologia.
Uno sportello sulla griglia frontale è il luogo dove avviene il collegamento al dispositivo per la ricarica localizzato sotto al cofano. Da qui vengono alimentate le batterie agli ioni di litio da 24kWh disposte nel telaio dell’auto. Il consumo energetico della C30 è stimato intorno ai 17.5 kWh/100 km. All’interno di questa berlina 5 porte, il solo indizio rivelatore del fatto che si tratti di un veicolo elettrico consiste nella corta leva del cambio in alluminio satinato. Le sole opzioni retro/folle/guida presenti rendono la guida semplice. La C30 pesa 1’725kg di cui ben 330kg costituiti dal solo gruppo batteria.
Siglato nell’agosto del 2011, il mandato di cooperazione tra Volvo e Siemens ha avuto come obiettivo lo sviluppo di sistemi e veicoli elettrici innovativi.
L’aggiunta di questo dispositivo per la ricarica rapida consentirà di aumentare considerevolmente il tempo ed il chilometraggio giornaliero per questa categoria di veicoli. Renderà possibile l’abattimento dei costi di gestione, anche una piccola ricarica di 10 minuti può estendere l’autonomia per altri 20km di guida.
-Lennart Stegland, Vice-Presidente di “Electric Propulsion Systems” del gruppo Volvo
I clienti leasing nell’europa continentale avranno l’opportunità di guidare e valutare una flotta di 100 Volvo C30 completamente elettriche nei prossimi mesi, Volvo assicura inoltre che questa tecnologia verrà applicata a tutti i veicoli elettrici prodotti in futuro.
Durante la ricarica viene usata una presa a 400V e 10A–32A
Una veloce ricarica di 10 minuti permette altri 20km di autonomia
Il nuovo sistema di ricarica da 22kw di cui è equipaggiata la Volvo C30 è il primo caricatore trifase al mondo ad essere montato su un’auto
La C30 pesa 1’725kg di cui 330kg di gruppo batteria
La C30 è capace di accellerare da 0 a 70km/h in 5.9 secondi
Il nuovo motore Siemens possiede una potenza di picco di 89kW (120hp) e una coppia di 250Nm
Il sistema di ricarica è abbastanza piccolo da poter rimanere sotto il cofano e ci si aspetta di poterlo montare posteriormente in un futuro prossimo.
Il sistema di ricarica veloce riduce significamente i tempi di carica, anche se è richiesta una presa trifase.
La leva del cambio in alluminio satinato della Volvo C30
Traduzione a cura del settimanale “Internazionale” numero 946 (26 aprile/3maggio 2012)
Scettici sulle automobili intelligenti? Troppo tardi. Stanno arrivando: l’informatica ha trasformato molti settori, e quello dei trasporti sarà il suo prossimo obiettivo
Appoggiatevi allo schienale, lasciate il volante, sollevate i piedi dai pedali e rilassatevi: ci pensa la macchina. Negli ultimi dieci anni, con lo sviluppo delle tecnologie il sogno di un’auto capace di guidare da sola ha cominciato a materializzarsi. Promettendo più sicurezza, minori consumi di carburante e meno noia nei lunghi viaggi, l’auto con il pilota automatico è arrivata un po’ alla volta, e ha sempre avuto i suoi oppositori. Nel 1994, su britannica, la Jaguar e la Lucas Industries hanno dimostrato la sicurezza Delf Adaptive Cruise Control (controllo della velocità e decelerazione in caso di ostacoli) e del mantenimento automatico della corsia di marcia, tecnologie ormai diffuse. I giornali non ne erano rimasti colpiti e avevano definito una “pazzia” l’idea delle auto che si guidano da sole.
Ma secondo Paul Newman, ingegnere di robotica dell’università di Oxford, in un mondo in cui ogni anno gli incidenti stradali causati da errore umano uccidono 1,2 milioni di persone, i timori per la sicurezza delle auto senza conducente sono fuori luogo: “È assurdo pensare che continueremo a guidare come oggi, seduti dietro al volante, concentrati, cercando di non addormentarci e di non investire nessuno”.
Dal laboratorio alle strade
L’idea ormai ha sostenitori potenti e anche le barriere legali cominciano a cadere. Dal 1 marzo 1012 lo stato del Nevada permette alle auto intelligenti di circolare, a patto che esibiscano una speciale targa rossa e abbiano un’assicurazione particolare. Una legge simile potrebbe essere adottata in California, Arizona, Florida, Hawaii e Oklahoma. Il fenomeno non riguarda solo gli Stati Uniti. In Germania l’équipe di Tinosch Ganjineh, dell’Università libera di Berlino, usa l’aeroporto abbandonato di Tenlpelhof per i test. Quando serve, ottiene anche permessi speciali per guidare per le strade di Berlino e spera di poter andare presto in autostrada. L’équipe di Newman chiederà permessi simili al governo britannico.
Mike Montemerlo e Sebastian Thrun dell’università di Stanford in California, hanno coordinato il programma di ricerca di Google. Le loro auto sono dotate di telemetri laser, radar e telecamere ottiche per rilevare in tempo reale i cambiamenti circostanti con altissima precisione. Sanno dove si trovano i semafori e i cartelli stradali, e se gli oggetti in movimento sono animali, persone, bici, moto o camion. Il team di Newman sta studiando un modo per far sì che gli algoritmi decifrino i dati di un telemetro laser in 3d e decidano rapidamente se un oggetto è un’auto o un pedone. I ricercatori stanno inoltre cercando di capire come fare perché un sistema visivo robotico possa creare un’immagine del mondo in cui si muove e adeguarsi ai cambiamenti delle condizioni, ai diversi gradi di luminosità e perfino alle stagioni. I sensori e il software, però, non sono ancora pronti per essere commercializzati.
“Il Velodyne”, il sistema di 64 laser che ruotano a bordo della maggior parte delle auto autonome, “fornisce un’immagine tridimensionale a 360 gradi dell’ambiente, aggiornata continuamente, fino a un raggio di 40 metri”, spiega Newman. Le auto del futuro, però, non avranno ingombranti laser rotanti, aggiunge. Ganjineh concorda sul fatto che la tecnologia va affinata: “Bisogna contenere dimensioni e prezzo dei sistemi. Oggi queste auto hanno un’attrezzatura che occupa mezzo bagagliaio”. Un’altra sfida, aggiunge Newman, consiste nel fare in modo che le auto sappiano cogliere i segnali di eventi pericolosi – come gli improvvisi riflessi della luce del sole sulla strada e gli spruzzi dei camion, che possono accecare alcuni sensori – o semplicemente lo scoppio di una gomma. Le auto di Google si scambiano informazioni sulle strade percorso, per esempio i dati su come superare incroci difficili, spiega Vinton Cerf, un sostenitore della tecnologia Google. Ganjineh vorrebbe che una tecnologia simile trasmettesse i cambiamenti delle mappe gps da un’auto all’altra, per esempio quando ci sono dei lavori in corso. Per Newman, invece, le auto autonome non avranno bisogno di comunicare con costose tecnologie, ma dovranno essere “intelligenti e indipendenti”, consapevoli di tutti i pericoli in qualunque momento. “L’automazione dei veicoli diventerà una realtà”, dice. “L’informatica ha prodotto cambiamenti straordinari e i trasporti saranno il suo prossimo obiettivo”. sdf
Una linea ETT (Evacuated Tube Transport, Trasporto in Tubi Sottovuoto) dove all’interno viaggerebbero capsule cargo dalle dimensioni di un auto.
Anche se troviamo alcune analogie con il concetto Startram visto recentemente, questo progetto assume un trasporto tipo maglev (a lievitazione magnetica) tutto sulla terra ferma, e se mai prenderà piede, porterebbe i passeggeri da New York a Pechino in solamente due ore.
I suoi sostenitori affermano che è silenzioso, più economico degli aerei, dei treni e delle macchine ma più veloce dei jet.
Il piano di base è, beh, vecchio quanto il brevetto di abilitazione, US Patent 5950543, la cui descrizione è quasi completa. Rilasciato nel 1999, restano ancora sette anni di durata del brevetto, assegnato al ET3.com Inc, un’organizzazione riconosciuta che spera di guidare un’alleanza di investitori per finanziare e costruire impianti di dimostrazione.
Ecco una breve spiegazione del ETT: prendete un treno a superconduzione maglev (a lievitazione magnetica) in tubi sottovuoto, poi accelerate usando motori lineari elettrici fino a che la velocità desiderata non è stata raggiunta. Poichè i motori sono integrati nei tubi sottovuoto, alle capsule di trasporto, che viaggiano all’interno, non serve nessuna parte in movimento o attivata elettricamente – superconduttori passivi permettono alle capsule di galleggiare in questi tubi, mentre sono le correnti di Foucault indotte in materiali conduttori a guidare le capsule.
L’efficienza in un sistema di questo genere sarebbe elevata, una volta che l’energia elettrica necessaria per accelerare la capsula viene recuperata al suo rallentamento.
Il sistema-modello più pratico è basato su delle capsule-cargo grandi come una vettura che viaggiano in tubi maglev (lievitazione magnetica) sottovuoto dal diametro di 1,5 metri.
Questi tubi vengono mantenuti permanentemente a condizioni vicine al vuoto e le capsule sono inserite e rimosse da essi attraverso sacche d’aria situate nelle stazioni lungo il percorso. Dopo che le capsule hanno accelerato alla velocità di progettazione (circa 5400 km/h), la mantengono inerzialmente per il resto del viaggio. Non vi è alcuna resistenza nel viaggiare attraverso l’aria, anche se piccole oscillazioni delle sospensioni maglev causano un pò di inefficienza, si tratta di una piccola frazione della altrimenti immensa energia cinetica di una capsuola occupata, che con una macchina di 550 kg che viaggia a 5400 km/h è solo intorno a 2200 kWh.
La velocità della capsula dipenderà dalla lunghezza del viaggio, visto che impiega del tempo per accelerare. Data una accelerazione nominale di 1 g, ci vogliono circa 2.5 minuti per raggiungere 5400 km/h, e a quel punto la capsula avrà già percorso più di 100km.
ET3.com,Inc, crede che per viaggi più brevi una velocità ragionevole sia intorno a 600 km/h. Mentre i tubi possono essere collegati in rete, come le autostrade, con le capsule automaticamente dislocate lungo il viaggio, viaggi locali o di lunghe distanze avranno bisogno di tubi maglev separati per evitare ritardi irragionevoli di coincidenza Il giro del mondo in sole 6 ore non è proprio la velocità orbitale, ma i benefici pratici saranno quasi gli stessi: beni vitali e valori consegnati velocemente dovunque ce ne sia bisogno.
I membri del consorzio ET3 hanno lavorato con parti in Cina, dove si dice che siano stati venduti più di una dozzina di licenze per l’azienda. Come consorzio aperto, i licenziatari diventano propietari della società e il gruppo afferma sono state vendute più di 60 licenze anche in altri 5 paesi, con in più l’interesse di molti altri.
Ma con le licenze in vendita attraverso il sito ET3 per 100 dollari, serviranno molte più persone per salire a bordo e per trasformare in realtà i sogni di quelli dietro al progetto. La compagnia sta sviluppando un modello per una corsa virtuale in 3D, Per tutti quelli interessati a un passaggio spedire i loro dettagli di contatto qui. Sfortunatamente il pre-lancio per il viaggio virtuale è stato fissato per lo scorso anno e ancora non è stato realizzato.
La città santa di Amritsar (India) sarà la sede del primo impianto urbano del “Personal Rapid Transport”, un sistema già visto prima all’aeroporto di Heathrow a Londra. Questo impianto di trasporto sopra-elevato diventerà un collegamento essenziale per 100.000 viaggiatori al giorno tra il centro, la stazione ferroviaria e il Tempio d’Oro. Il sistema “driverless” (senza autista) sviluppato da ULTra Global PRT è costituito da autovetture individuali che possono essere chiamate su richiesta. Il binario sopra-elevato sarà anche in grado di muoversi nella stretta infrastruttura della città, riducendo nel contempo gli ingorghi.
Dato che circa mezzo milione di visitatori alla volta viene a visitare il più sacro dei santuari dedicati a Sikh, la città ha urgente bisogno di offrire accoglienza all’enorme flusso di persone. Piuttosto che cercare di modernizzare e allargare l’intero nucleo delle vie della città, il governo locale si sta affidando a “ULTra Fairwood” per costruire il “Personal Transport System” ad un livello sopra-elevato. Il sistema sarà di gran lunga il più grande al mondo nel suo genere, in grado di ospitare 200 auto e di trasportare fino a 12.000 persone ogni ora. Nonostante sia lungo solo 3,3 km, l’impianto avrà sette fermate tra la stazione ferroviaria e il Tempio d’Oro, il quale è accessibile solo a piedi o in risciò per evitare che l’inquinamento dell’aria danneggi le sue mura.
ll design si basa sul sistema appena completato ad Heathrow, ma con qualche ritocco. I percorsi sopra-elevati sono stati rinnovati per gestire le piogge monsoniche, e le temperature più alte richiederanno un sistema di aria condizionata più consistente. Ma soprattutto, ogni vettura sarà in grado di accogliere sei passeggeri, invece di quattro. La costruzione è già iniziata, e il completamento è previsto nel 2014. I promotori del progetto sostengono che il costo di un tragitto sarà paragonabile ad altri modi di viaggiare, riducendo così il traffico del 30%.
La IBM ha presentato oggi ufficialmente il quinto anno di “Next in Five”, unelenco di innovazioni con il potenziale di cambiare il modo in cui le persone lavoreranno, vivranno e giocheranno nei prossimi cinque anni:i vostri amici verranno trasmessi in 3D, le batterie respirerannol’aria per ricaricare i nostri dispositivi, non servirà più essere unoscienziato per salvare il pianeta, i vostri tragitti per andare al lavoro sarannopersonalizzati e i computer aiuteranno a ricaricare le vostre città.
Il “Next in Five” si basa sul mercato e sui trends sociali che prevedono di trasformare le nostre vite, e su quanto queste innovazioni possano essere rese possibili con le tecnologie emergenti nei laboratori IBM.
Nei prossimi cinque anni le innovazioni tecnologiche cambieranno la vita delle persone nei seguenti modi:
Trasmettere i vostri amici in un fascio 3-D
Nei prossimi 5 anni, le interfacce 3D – come quelle nei film – vi permetteranno di interagire con ologrammi in tre dimensioni dei vostri amici, in tempo reale. Le TV e i film si stanno già muovendo verso il 3D e le telecamere olografiche stanno diventando sempre più sofisticate e miniaturizzate per entrare nei telefoni cellulari.
Sarete in grado di interagire con foto, navigare nel web e chattare con i vostri amici in modi completamente nuovi.
Gli scienziati stanno lavorando su come migliorare le video chat e farle diventare olografiche – o, come si dice, in “telepresenza 3-D”. Questa tecnologia usa fasci di luce diffusa da un oggetto, ricostruendone poi l’immagine, una tecnica simile a quella che l’occhio umano usa per vedere ciò che ci circonda.
Sarà possibile vedere in 3D anche qualcosa di più dei vostri amici.
Proprio come una mappa piana della Terra possiede delle distorsioni ai poli che rende gli schemi di volo indiretti, esiste anche una distorsione dei dati – che sta diventando sempre maggiore dal momento che le informazioni digitali diventano più “intelligenti” – nel vostro album digitale di foto. Ora le foto sono taggate in geo-locazione, il web è capace di sincronizzare informazioni tra i dispositivi e le interfacce dei computer, facendole diventare sempre più naturali.
Scienziati e ricercatori IBM stanno lavorando su nuovi modi per visualizzare dati in 3-D, incentrandosi su tecnologie che permetteranno agli ingegneri di interfacciarsi in qualsiasi tipo di progetti: dalle costruzioni ai programmi software, dalle simulazioni su come le malattie si spargono in globi 3-D interattivi, alle visualizzazioni degli avvenimenti planetari nel mondo di Twitter, tutto in tempo reale con pochissima o addirittura senza distorsione.
La batterie respireranno aria per ricaricare il vostro dispositivo
Avete mai desiderato far durare la batteria del vostro laptop tutto il giorno senza mai bisogno di una ricarica? E che ne dite di un cellulare che si ricarica semplicemente tenendolo in tasca?
Nei prossimi cinque anni, i progressi tecnologici nelle batterie e nei transistor permetteranno ai vostri dispositivi di durare circa 10 volte più a lungo di adesso. Anzi, ancora meglio, perchè in alcuni casi le batterie potrebbero sparire del tutto nei dispositivi più piccoli.
Al posto delle pesanti batterie agli ioni di litio in uso oggi, gli scienziati stanno lavorando su batterie che usano l’aria che respiriamo facendola reagire con metalli densi di energia, eliminando un inibitore chiave per batterie più durature.
Se avrà successo, il risultato sarà una batteria leggera, piena di energia e ricaricabile, capace di alimentare qualsiasi cosa, dalle auto elettriche ai dispositivi di consumo.
E se si riuscisse a eliminare completamente le batterie?
Ripensando al mattone chiave di tutti i dispositivi elettronici, il transistor, la IBM mira a ridurre la quantità di energia per i transistor a meno di 0,5 volt. Con una richiesta energetica così bassa potremmo essere in grado di perdere completamente le batterie in alcuni piccoli dispositivi come cellulari o E-reader.
Come risultato avremo dei dispositivi senza batteria che si potranno ricaricare usando una tecnica chiamata “scavenging energy”. Alcuni orologi da polso la usano già – non richiedono una ricarica ad avvitamento ma si ricaricano in base al movimento del braccio. Lo stesso concetto potrebbe essere utilizzato per ricaricare i cellulari: uno “scuoti e chiama”.
Non sarà necessario essere scienziati per salvare il pianeta.
Sebbene magari non siete dei fisici, vi potete considerare come dei sensori ambulanti.
In cinque anni , i sensori nei vostri cellulari e nelle vostre macchine, il portafoglio o addirittura un vostro tweet, raccoglieranno dei dati che daranno agli scienziati un’immagine in tempo reale del vostro ambiente. Sarete capaci di contribuire con questi dati per combattare il riscaldamento globale, salvare specie a rischio o tracciare piante o animali invasivi che minacciano ecosistemi in tutto il mondo. Nei prossimi cinque anni, emergerà un’intera classe di ”cittadini scienziati”, che useranno semplicemente dei sensori già esistenti per creare enormi set di dati destinati alla ricerca.
Semplici osservazioni, come ad esempio quando si verifica il primo disgelo nella vostra città, quando appaiono le prime zanzare, o se non c’è acqua corrente dove dovrebbe, sono dati importanti che però gli scienziati non hanno oggi in grandi insiemi. Anche il vostro computer portatile può essere usato come sensore per rilevare per esempio l’attività sismica. Se correttamente usato e collegato a una rete di altri computer, il vostro laptop può aiutare a delineare in fretta le conseguenze di unterremoto, accelerare il lavoro dei soccorritori e potenzialmente quindi salvare delle vite.
La IBM ha recentemente brevettato una tecnica che consente a un sistema di condurre un’accurata e precisa analisi post evento-sismico, come i terremoti, oltre a fornire un’allarme preventivo per gli tsunami.
Questa invenzione fornisce anche la capacità di misurare e analizzare rapidamente il danno nelle zone terremotate per aiutare a gestire le emergenze necessarie in seguito a un evento sismico.
L’azienda sta anche sostenendo un “app” per cellulari, che permette ai cittadini di contribuire fornendo dati preziosi su diversi argomenti, come il miglioramento della qualità dell’acqua potabile o la segnalazione di inquinamento acustico.
Già ora, un’app chiamata Creek Watch, permette ai cittadini di scattare una fotografia istantanea di un torrente o di un corso d’acqua.
Dopo aver risposto a tre semplici domande su di esso i dati sono automaticamente resi poi accessibili alle autorità locali del sistema idrico.
Il vostro viaggio sarà personalizzato
Immaginate il vostro viaggio senza autostrade stracolme, senza metropolitane affollate, senza ritardi dovuti a lavori stradali e di non dovervi nemmeno preoccupare di arrivare tardi al lavoro. Nei prossimi cinque anni, tecnologie analitiche avanzate forniranno consigli personalizzati che porteranno i pendolari dove devono andare nel tempo più veloce. Sistemi di traffico adattabili apprenderanno intuitivamente i modelli di comportamento dei viaggiatori per fornire una sicurezza di viaggio più dinamica e informazioni sul loro percorso, cosa che comunque oggi è già disponibile.
I ricercatori della IBM stanno sviluppando nuovi modelli che saranno in grado di prevedere gli esiti di diversi itinerari di trasporto per fornire informazioni che andranno oltre le semplici reportistiche sul traffico, come alcuni dispositivi che indicano solo dove sei già localizzato
in un ingorgo stradale, o applicazioni basate sul web che danno una stima del tempo del viaggio
nel traffico.
Usando nuovi modelli matematici e le tecnologie analitiche di previsione dell’IBM, i ricercatori analizzeranno e combineranno diversi possibili scenari che potranno influenzare i viaggiatori nella scelta di migliori itinerari per gli spostamenti giornalieri, inclusi molti fattori come incidenti, il luogo del guidatore, strade in costruzione attuali o in fase di progettazione, i giorni in cui si viaggia di più della settimana, il tempo dall’inizio dei lavori previsti, eventi locali che potrebbero causare traffico, opzioni alternative di trasporto come il treno o il traghetto, la disponibilità di parcheggio e il clima.
Per esempio, dalla combinazione delle analisi di previsione e informazioni in tempo reale circa il traffico in corso attraverso l’utilizzo di sensori e altri dati, il sistema potrebbe consigliare strade migliori per raggiungere una destinazione, oppure come raggiungere una zona pedonale nelle vicinanze, se è previsto che il treno arrivi in orario, o se è disponibile il parcheggio alla stazione.
Nuovi sistemi potranno imparare dove ti piace andare dai modelli di viaggio regolari, e quindi integrare tutti i possibili dati e i modelli di previsione per individuare il miglior tragitto.
I computer aiuteranno a fornire energia alla tua città
Le innovazioni nei computer e nei data centers (centri elaborazione dati) fanno si che il calore e l’energia generata in eccesso possa essere usata per cose come riscaldare gli edifici in inverno e rinfrescarli durante l’estate
Provate a immaginarvi che l’energia riversata nei data centers di tutto il mondo possa essere usata e riciclata per un uso cittadino ?
Più del 50% dell’energia consumata da un moderno data center serve per il raffreddamento ad aria. La maggior parte del calore è quindi sprecato perchè si riversa nell’atmosfera. Nuove tecnologie, come i sistemi di raffreddamento ad acqua “on-chip” sviluppati dall’IBM, permettono all’energia termica proveniente dai processori di un gruppo di computer di essere efficientemente riciclata per fornire acqua calda a un ufficio o per più case.
Un progetto pilota in Svizzera, che sta coinvolgendo un sistema di computer adattati alla tecnologia, prevede di risparmiare fino a 30 tonnellate di emissioni di diossido di carbonio all’anno, equivalente a una riduzione dell’impronta ecologica dell’85%. Una innovativa rete di capillari “microfluidic”, messi all’interno di un dissipatore, sono attaccati sulla superficie di ogni chip nel computer cluster, che permette all’acqua di essere convogliata all’interno di ognii micron dello stesso materiale semiconduttore. Essendo il flusso di acqua cosi vicino ad ogni chip, il calore può essere rimosso in modo più efficiente. L’acqua riscaldata a 60°C quindi passa attraverso lo scambiatore di calore per fornire riscaldamento, che viene poi mandato ovunque.